Non si arresta l'ondata di vendite sull'azionario, condizionato sempre dalla forte tensione geopolitica per la guerra tra Ucraina e Russia. A Milano il Ftse Mib ha chiuso con un -6,24% a 22.464 punti.
Ad appesantire la situazione e' stato l'attacco della Russia nella zona dove si trova una delle centrali nucleari ucraine, quella di Zaporizhzhia.
Secondo i media internazionali l'impianto ora e' stato messo in sicurezza e non si e' registrato un aumento delle radiazioni.
Nulla hanno potuto per migliorare il sentiment i dati macro Usa migliori delle attese.
Nel dettaglio, l'economia degli Stati Uniti ha creato 678.000 posti di lavoro nei settori non agricoli a febbraio, battendo nettamente il consenso degli economisti, che si aspettavano un aumento di 381.000 unita'.
Il tasso di disoccupazione si e' attestato al 3,8%, meglio di quanto previsto dal consenso degli economisti (3,9%). Il dato di gennaio e' stato rivisto a 481.000 da 467.000 unita'. La retribuzione media oraria si e' invece attestata a 31,58 usd, in aumento dello 0,03% (+0,5% m/m il consenso).
A piazza Affari tonfo del 15,56% per Tim (-19,59% le azioni di risparmio); tra i bancari Unicredit -14,59%, Intesa Sanpaolo -9,01%, Banco Bpm -8,68%, Bper -10,58%.