Gli Stati Uniti saranno coinvolti nella ricostruzione di Gaza, una volta che sarà attuato completamente il piano di pace del presidente, Donald Trump. Ma anche l’Europa e l’Italia sono pronte a fare la loro parte, come la stessa premier, Giorgia Meloni, ha sottolineato: «L'Italia è pronta a contribuire alla stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo di Gaza», ha dichiarato la presidente del Consiglio, dopo l'annuncio dell'accordo per il cessato il fuoco fra Israele e Hamas, prima fase del piano di Trump per porre fine alla guerra e consentire la ricostruzione della Striscia.
Di riflesso le azioni del settore europeo delle costruzioni e del cemento sono salite nelle rispettive borse, a partire dall’italiana Cementir che ha incrementato il guadagno del 9 ottobre (+9,96% a 15,46 euro) e ha spuntato il 10 ottobre un altro +2,85% a 15,90 euro (+46,6% da inizio 2025). L’azienda ha il 40% della sua capacità produttiva in Turchia e tempo fa il ceo, Francesco Caltagirone Junior, aveva dichiarato che la società ha un potenziale di crescita dei volumi in caso di un cessate il fuoco in Palestina, Siria o Ucraina.
Cementir, ha sottolineato di recente Banca Akros, «potrebbe beneficiare della fine delle guerre in Ucraina, Siria e nella Striscia di Gaza» poiché «gestisce quattro cementifici in Turchia, che è il Paese con la maggior sovra-capacità produttiva e la migliore posizione per servire queste aree».
Buzzi, invece, ha dismesso le attività ucraine e ha stabilimenti in Polonia e Repubblica Ceca già «vicini alla piena capacità produttiva», mentre «la Germania è probabilmente troppo lontana per servire in modo redditizio la ricostruzione». Realizzi, invece, su Buzzi, in calo in chiusura del 2,14% a 48,36 euro (+5,06% a 49,42 euro il 9 ottobre; +37,6% da inizio 2025). Ancora debole Webuild (-1,55% a 3,42 euro il 10 ottobre; -0,23% a 3,482 euro il 9 e +23,6% da inizio 2025).
Il 9 ottobre si sono distinte nel settore le francesi Saint Gobain (+0,40% a 90,14 euro in chiusura), Vicat (+3,5% a 61,70 euro), Imerys (+1,8% a 21,98 euro), Vinci (+1,28% a 118,45 euro); la tedesca Heidelberg Materials (+2,8% a 194,45 euro); la brittanica Crh (+0,07% a 8.808 pence); le svizzere Holcim (+1,8% a 66,48 franchi), Sika (+0,09% a 173,25 franchi) e Belimo (+1% a 800 franchi). Hanno stonato solo Dormakaba (-0,8% a 711 franchi) e Geberit (-0,36% a 603,40 franchi).
Quasi tutte queste azioni hanno registrato da inizio anno rialzi a due cifre, anche per questo AlphaValue ha solo cinque rating add (su Saint Gobain, Geberit, Dormakaba, Vicat, Imerys) nel comparto e nessun buy. Invece, Citi punta (buy) su Crh, Saint Gobain e Vinci. Mentre sull’italiana Buzzi ha un rating neutral con un target price a 45 euro. (riproduzione riservata)