La Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) ha ottenuto risorse europee per 1,1 miliardi, divise tra 900 milioni di garanzie attraverso InvestEu e 200 milioni di contributi (grants) con lo strumento Connecting Europe Facility (Cef). Grazie alla leva, Cdp attiverà con questi fondi oltre 2 miliardi di investimenti in settori strategici (1,8 miliardi con InvestEu e 300 milioni con Cef). L’obiettivo della Cdp, come ha spiegato ieri a Bruxelles l’ad e direttore generale Dario Scannapieco, è «fungere da cinghia di trasmissione tra istituzioni europee e l’economia italiana». Scannapieco ha evidenziato lo «sforzo organizzativo» per ottenere le risorse. Cassa Depositi e Prestiti ha avuto circa un terzo dei fondi totali attribuiti alle banche promozionali europee attraverso InvestEu (finora in tutto 2,7 miliardi).
Il programma Ue, che mira a mobilitare investimenti totali per 370 miliardi in Europa, garantisce fino a 26,2 miliardi tramite accordi tra la Commissione e i partner esecutivi. Il 75% delle risorse sono veicolate tramite Bei e Fei, il restante 25% tramite gli altri partner esecutivi, tra cui Cdp. Il coinvolgimento delle banche promozionali per la quota del 25% è una delle novità rispetto al Piano Juncker. «È un vantaggio perché gli istituti di promozione nazionali hanno un contatto più capillare con il territorio», ha osservato Scannapieco.
Più in dettaglio, 800 dei 900 milioni ottenuti attraverso InvestEu sono collegati a Next Generation Eu. Queste garanzie, che consentono a Cdp di impiegare meno capitale o fare investimenti più rischiosi, dovranno essere utilizzate entro il 2024, anche se è in corso una trattativa dell’Elti (l’organismo presieduto da Scannapieco che riunisce le maggiori banche promozionali) per spostare la scadenza al 2026 come per il resto di NextGenEu. In ogni caso non sono attesi problemi con le tempistiche. Sono già stati approvati da Cdp e Commissione Ue 13 progetti per i quali manca solo la firma delle controparti. Le garanzie gestite da Cdp sono distribuite su cinque tipologie di prodotti finanziari: debito corporate, venture capital, social housing e debito ed equity per infrastrutture.
Grazie alle garanzie InvestEu, Cdp (attraverso Cdp Real Asset Sgr) potrà lanciare per esempio un nuovo fondo di fondi con una dotazione iniziale di 100 milioni che farà investimenti nell’housing sociale nelle principali città italiane. Le garanzie hanno sostenuto anche fondi per il mercato del venture capital italiano con investimenti per oltre 500 milioni. Tra i beneficiari c’è stata la startup Phononic Vibes, specializzata nei metamateriali applicati all’insonorizzazione industriale e all’antivibrazione.
Per quanto riguarda invece il programma Cef, Be Charge (Eni Plenitude) ha ottenuto tramite Cdp oltre 50 milioni di sussidi, in aggiunta a un finanziamento della Cassa di 50 milioni, per realizzare una rete di 2 mila punti di ricarica ultraveloce in Italia e in Europa entro il 2025.
Gli investimenti dovranno essere nei prossimi anni un motore centrale dell’economia europea. Scannapieco ha osservato che quest’anno c’è stata molta attività legata alle infrastrutture e che ci sono «segnali di grande resilienza e vivacità soprattutto nella media impresa italiana», anche se «il contesto geopolitico crea molte incertezze». Per l’Italia, ha sottolineato Scannapieco, «la grande sfida è quella sul Pnrr che è di fatto un ammortizzatore automatico del Paese perché anche nella fase di incertezza richiederà investimenti. Su questo fronte vediamo le cose andare avanti bene». Cdp gestisce in tutto 3,3 miliardi di risorse legate al Pnrr con un totale di investimenti sostenuti per 7 miliardi.
La Cdp intanto sta ampliando la presenza all’estero. Stanno per essere aperte le prime sedi fuori dall’Ue a Belgrado, Rabat e Il Cairo, con l’obiettivo di agevolare gli investimenti in quelle aree. Scannapieco ha detto che altri uffici potrebbero essere aperti in futuro a Nairobi o in Senegal, mentre una terza fase di sviluppo all’estero potrebbe riguardare l’Asia. (riproduzione riservata)