Ogni governo ha fame di poltrone, ma qualcuno sui mercati pensa che ora si stia esagerando. Se le attività di Cdp sono fuori dal bilancio dello Stato, le sue 1.000 partecipazioni (dirette e indirette) e le posizioni di potere sono senza dubbio oggetto di equilibri politici e fanno gola a molti. Come dimostrano le ultime scelte del governo Meloni, frutto di decisioni prese a Palazzo Chigi e in particolare da Giovanbattista Fazzolari, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle attività internazionali e alle nomine. Basta osservare il giro di poltrone in atto all’interno di Cassa Depositi e Prestiti, lo strumento per eccellenza di politica politica industriale ma anche di politica economica nonché più recentemente anche di impatto sociale e ambientale, sotto la guida del ceo Dario Scannapieco.
Tutto è iniziato quando l’ad di Cdp Equity nonché banker ex Mps e Illimity, Francesco Mele, ha lasciato Cassa per andare a ricoprire il ruolo di cfo in Campari nella seconda metà di settembre scorso. Si è aperto così uno spiraglio per far partire uno spoils system tra i rami di Cdp partendo proprio dalla controllata di Via Goito che gestisce il variegato e ricco mondo delle partecipazioni del gruppo che ad agosto ha toccato quota 3,8 miliardi di valore di mercato. Raccoglie il testimone di Mele l’attuale vicedirettore di Cdp e direttore degli investimenti della holding, Fabio Barchiesi. Ex Coni Sport Lab e Coni Servizi, Barchiesi, 42 anni, con un master alla Luiss e in Bocconi, è arrivato in Via Goito nel 2021, voluto dallo stesso Scannapieco ai tempi del governo Draghi. E la sua carriera ha spiccato il volo grazie al lavoro svolto e all’apprezzamento di Fazzolari e del suo partito, Fratelli d’Italia. Barchiesi dovrebbe essere affiancato nel suo nuovo ruolo da Paolo Perrone, esponente di Forza Italia, come presidente.
Ma tutto il mondo delle partecipate è in grande fermento, come se fossero già alle porte le elezioni. Parallelamente al valzer di nomine c’è stato un terremoto anche dentro Fintecna, il polo della razionalizzazione degli immobili e dei processi liquidatori del gruppo Cassa depositi e prestiti, che ha reso disponibile un nuovo posto al vertice. Diversi componenti del cda hanno rassegnato le dimissioni facendo di fatto cadere i vertici alla guida della società, dopo - ricostruiscono delle fonti vicine al dossier - il rifiuto di Antonino Turicchi di lasciare il suo doppio incarico di ad e direttore generale di Fintecna, nonostante le tensioni con i vertici di Cdp sulla politica di dividendi da attuare per Aspi, di cui Turicchi è presidente. Al posto dell’ex generale della Guardia di Finanza, Vincenzo Delle Femmine, si sederà alla presidenza di Fintecna Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini, da qualche mese numero uno di Aon Italia e membro dei board di Webuild e Poste Vita. Mentre sulla poltrona di ceo arriverà Mario Valducci, assai apprezzato tra le fila della Lega e di Fi, già sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico sotto Berlusconi dal 2001 al 2006, nonché presidente di Invimit.
Il profilo da tecnico di Turicchi però non poteva essere messo da parte anche perché è sempre stato difeso dal ministero dell’Economia, guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti. Classe ‘65, l’ex presidente esecutivo di Ita che ha condotto la trattativa con Lufthansa, è stato dg di Cdp quando ancora in via Goito non esisteva la carica di ceo nonché consigliere di Mps. Ed era in pole per il ruolo di dg del Tesoro ma poi si è tirato indietro ed al Mef è andato Barbieri Hermitte. Turicchi traslocherà a Cdp Real Asset, la controllata che si occupa degli investimenti immobiliari di Via Goito, andando a sostituire Giancarlo Scotti. Al suo fianco, nel ruolo di presidente dovrebbe arrivare Michele Zuin, assessore di Forza Italia al Bilancio e Società partecipate a Venezia.
La galassia Cdp è vasta e il lavoro da fare non manca. Sotto Cdp madre ci sono Cdp Real Asset e Fintecna, altri bracci operativi importanti della holding del tesoro con cui Barchiesi si troverà a dialogare. Fintecna, peraltro, attraverso i crediti in liquidazione Efim crea importanti flussi di cassa per la casa madre.
Ma le attività di via Goito, che ha registrato la new entry del nuovo amministratore delegato di Cdp Equity, sono molteplici e a queste c'è da aggiungere la gara (riscritta) per la riqualificazione delle ex caserme Guido Reni nel quartiere Flaminio di Roma, per le quali a suo tempo si era fatta sotto Coima, ma che dovranno ripartire da zero. (riproduzione riservata)