Lo scontro «aperto tra Francia e Italia», ingenerato dalla causa depositata ad Amsterdam da Cdp contro Euronext, «non aiuta di certo il processo di integrazione per la creazione di una superborsa europea iniziato oltre 5 anni fa nel corso del governo Conte II». Lo ha dichiarato a MF-Milano Finanza, Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. Certo i patti parasociali, siglati sotto il Conte II nel 2020 (in cui Turco era sottosegretario alla presidenza del Consiglio) che affidano all’Italia la nomina dei vertici di Piazza Affari «vanno rispettati, ma il vero tema è un altro». Per questo «suggeriamo a Cassa di sedersi a un tavolo, di cercare di trovare un compromesso con la controparte non perdendo così di vista l’obiettivo originario: la creazione di una piattaforma finanziaria unica per aiutare l’economia europea - e italiana - e fungere da perno per il mercato unico dei capitali».
Al di là del nodo poltrone c’è in gioco il grande progetto di una superborsa europea che, evidenzia Turco, «è ancora più importante oggi in un momento delicato per l’economia e la finanza mondiale ed europea». Ma anche alla luce «dell’emorragia di imprese da Piazza Affari degli ultimi anni». La Consob e l’Università Cattolica hanno fotografato tra il 2023 e la prima metà del 2025, tra nuovi ingressi (62) e delisting (86) da Borsa, un saldo negativo di 24 pmi e una relativa perdita di 44 miliardi di capitalizzazione. E il saldo di Piazza Affari è ancora peggiore: 60 miliardi di capitalizzazione persi. Laddove invece «i record in borsa di cui parla il governo sono collegati al settore bancario, energetico e della difesa».
A proposito di nomine, Turco ha sottolineato che «aver fatto scadere il mandato di Paolo Savona alla guida della Consob senza aver indicato un sostituto è gravissimo». Anche se formalmente non si ferma l’attività della Commissione, «la scelta di un nome deve essere una priorità assoluta con gli effetti della crisi in Iran che si fanno sentire, con centinaia di miliardi bruciati in borsa in pochi giorni, e l’inchiesta aperta alla procura di Milano sul possibile concerto di Mps-Mediobanca». L’ostacolo sono le divisioni interne alla stessa maggioranza. (riproduzione riservata)