Dal 31 marzo 2025 sarebbe dovuto entrare in vigore l’obbligo per le imprese di dotarsi di una copertura assicurativa contro i danni da calamità naturali, la cosiddetta Cat Nat. La misura, introdotta dalla legge di bilancio 2024 e disciplinata nel dettaglio dal Dm 30 gennaio 2025 n. 18, impone alle aziende di sottoscrivere polizze a copertura dei danni diretti causati da eventi catastrofici come terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. Tuttavia, il Parlamento, riconoscendo l’elevato impatto economico e le criticità segnalate dalle associazioni di categoria, ha approvato un emendamento che proroga di sette mesi l’obbligo, con entrata in vigore fissata al 1° ottobre 2025.
La norma riguarda tutte le imprese con sede legale in Italia e le società estere con stabile organizzazione nel Paese, purché iscritte al registro delle Imprese. Sono escluse le imprese agricole, già coperte dal Fondo mutualistico nazionale. L’assicurazione dovrà coprire le «immobilizzazioni materiali» indicate dall’art. 2424 c.c. (terreni, fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature), inclusi i beni in leasing o affitto, se non già assicurati dal proprietario. La misura, rivolta soprattutto alle medie imprese, intende rafforzare la resilienza del sistema produttivo nazionale e prevede, in caso di inadempienza, l’esclusione dalle agevolazioni pubbliche secondo lo schema del nuovo Codice degli incentivi.
Restano però forti perplessità: le associazioni di categoria temono effetti distorsivi sul mercato e un impatto economico significativo. Inoltre, l’introduzione del nuovo requisito rischia di compromettere procedure di finanziamento già in corso, incidendo sui principi di certezza del diritto. Per questo motivo, sarà auspicabile un intervento rapido dell’autorità amministrativa indipendente per chiarire i numerosi dubbi applicativi ancora aperti.
*partner e responsabile del dipartimento di Diritto Amministrativo di Morri Rossetti & Franzosi