Manca poco al vertice di maggioranza a Palazzo Chigi. La premier Giorgia Meloni ha convocato per la mattina di giovedì 20 novembre Giancarlo Giorgetti, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi per trovare una sintesi politica sulla lista degli emendamenti “segnalati” presentati dai partiti di coalizione.
I cavalli di battaglia resteranno: il marcia indietro per la tassa sugli affitti brevi (affidati a intermediari) di Forza Italia, un fondo previdenziale per i nuovi nati di Fratelli d’Italia, le detrazioni per i libri scolastici di Noi Moderati e la rottamazione delle cartelle della Lega. Anche se, nella tarda serata di mercoledì 19 novembre, il Carroccio ha sfoderato una proposta last minute: il taglio del canone Rai, da 90 a 70 euro.
L’emendamento, di cui hanno dato per prime notizia Repubblica e Il Messaggero, è stato inserito all’interno della norma che assegna 15 milioni alle emittenti locali. Una proposta identica a quella presentata nel 2024, con lo stesso impianto e, all’incirca, lo stesso costo: 430 milioni di euro.
Una proposta che farà discutere al vertice di maggioranza, visto e considerato che Forza Italia è notoriamente contraria alla proposta. A fronte di un minore incasso dal canone, la Rai alzerebbe il tetto pubblicitario andando però a danneggiare le altre emittenti, prime fra tutte Mediaset. Il leader della Lega, Matteo Salvini, appare sicuro della popolarità della misura e intende cavalcarla, considerando anche il contesto di campagna elettorale per le Regionali. A delineare i desiderata spetterà, come sempre, al titolare del Mef. Affiancato dalla premier Giorgia Meloni. (riproduzione riservata)