Con una vittoria secca, conquistando l’85,9% dei voti, Mark Carney diventerà il premier del Canada dopo essere stato eletto domenica a capo del Partito Liberale. Carney è stato governatore sia della Banca centrale d’Inghilterra, che del Canada, è un professionista molto noto nel mondo anglosassone.
La sua nomina arriva in un momento molto delicato per il Paese, che deve affrontare i dazi Usa al 25% (quelli sulle auto sono stati sospesi per un mese fino ad aprile) e gli attacchi del presidente Donald Trump che in maniera poco velata vorrebbe annettersi il Canada come 51° Stato Usa, oltre che il Golfo del Messico, il Canale di Panama e la Groenlandia. Una situazione che ha portato alle dimissioni da premier di Justin Trudeau e alla nomina di Carney.
«Qualcuno sta cercando di indebolire la nostra economia», ha commentato Carney, 59 anni, dopo le elezioni. «Donald Trump ha imposto dazi ingiustificati sui nostri prodotti, su ciò che vendiamo e sul nostro modo di guadagnarci da vivere. Sta attaccando le famiglie canadesi, i lavoratori e le imprese, e non possiamo permettergli di avere successo. Non lo faremo», ha dichiarato Carney. «Non siamo stati noi a cercare questo scontro. Ma i canadesi sono sempre pronti quando qualcun altro lancia la sfida», ha aggiunto. «Gli americani non devono farsi illusioni: nel commercio, come nell’hockey, il Canada vincerà».
Carney ha affrontato diverse crisi quando era governatore della Banca del Canada e successivamente nel 2013, quando è diventato il primo governatore non britannico della Banca d’Inghilterra dalla sua fondazione nel 1694. La nomina era stata accolta con un consenso bipartisan nel Regno Unito, dopo che il Canada si era ripreso dalla crisi finanziaria del 2008 più rapidamente di molte altre economie.
I conservatori, all’opposizione, avevano sperato di mettere in crisi il partito di Trudeau, il cui gradimento è sceso a causa dell’aumento dei prezzi di cibo e alloggi e dell’incremento dell’immigrazione. Ma le dimissioni di Trudeau e la nomina di un personaggio come Carney possono migliorare il consenso per il Partito Liberale.
La guerra commerciale avviata da Trump e le sue dichiarazioni su una possibile annessione del Canada come 51º Stato americano hanno provocato l’indignazione dei canadesi. Questo sentiment si è manifestato con fischi all’inno nazionale degli Stati Uniti durante le partite della NBA, la cancellazione di viaggi negli Usa e i boicottaggio dei prodotti americani. L’ondata di nazionalismo ha rafforzato il Partito Liberale in vista delle elezioni parlamentari, previste nelle prossime settimane, con un costante miglioramento nei sondaggi.
«Gli americani vogliono le nostre risorse, la nostra acqua, la nostra terra, il nostro Paese. Riflettete: se ci riuscissero, distruggerebbero il nostro stile di vita», ha detto Carney. «Negli Stati Uniti, la sanità è un business. In Canada è un diritto». Carney ha poi ribadito la distinzione tra i due Paesi: «L’America è un melting pot. Il Canada è un mosaico. L’America non è il Canada. E il Canada non sarà mai, in alcun modo, parte dell’America».
Dopo decenni di stabilità bilaterale, il voto per il nuovo premier in Canada si concentrerà su chi sia più adatto a gestire i rapporti con gli Stati Uniti. «Sono giorni difficili, giorni oscuri a causa di un Paese di cui non possiamo più fidarci», ha detto Carney. «Stiamo superando lo shock, ma non dobbiamo mai dimenticare la lezione: dobbiamo prenderci cura di noi stessi e sostenerci a vicenda. Dobbiamo restare uniti nei giorni difficili che ci attendono».
Trump, come si è visto, ha temporaneamente rinviato l’imposizione di dazi del 25% su Canada e Messico, mentre cresce il timore di un’ulteriore escalation della guerra commerciale. Tuttavia, ha minacciato nuove tariffe su acciaio, alluminio, prodotti lattiero-caseari e altre esportazioni canadesi.
Dalla sua candidatura a gennaio, Carney ha ricevuto numerosi endorsement da ministri e parlamentari. Economista altamente qualificato con esperienza a Wall Street, ha sempre mostrato interesse per la politica e l’ambizione di diventare premier, nonostante la mancanza di esperienza politica diretta. Dal 2020, ha ricoperto il ruolo di inviato speciale delle Nazioni Unite per l’azione climatica e la finanza.
Carney ha iniziato la carriera come manager di Goldman Sachs, lavorando per 13 anni tra Londra, Tokyo, New York e Toronto, prima di essere nominato vice governatore della Banca del Canada nel 2003.
L’altra candidata per la leadership liberale era l’ex vice premier Chrystia Freeland, che ha però ottenuto l’8% dei voti. Trudeau le aveva comunicato a dicembre di non volerla più come ministro delle finanze, pur offrendole di restare vice primo ministro e responsabile delle relazioni con gli Stati Uniti. Freeland si era dimessa poco dopo, pubblicando una lettera fortemente critica nei confronti del governo, contribuendo alla crisi che ha portato all’uscita di scena di Trudeau.
Carney dovrebbe indire elezioni a breve. Potrebbe essere lui stesso a convocarle, oppure i partiti di opposizione potrebbero forzarle con un voto di sfiducia entro la fine del mese. Trudeau ha esortato i sostenitori liberali a mobilitarsi: «Questo è un momento cruciale per la nostra nazione. La democrazia non è garantita. La libertà non è garantita. Persino il Canada non è garantito», ha dichiarato l’ex premier. (riproduzione riservata)