Il terzo trimestre del 2025 di Campari sarà in accelerazione, seppur con una spinta leggermente inferiore rispetto alle aspettative iniziali degli analisti. Il produttore di Aperol riporterà i risultati il prossimo 29 ottobre. Equita si aspetta un trimestre in accelerazione sia in termini di fatturato sia di margini, sebbene con ricavi meno brillanti di quanto ci si potesse aspettare alla luce della base di confronto più facile rispetto al secondo trimestre e ai segnali di una partenza buona della stagione degli aperitivi.
Nel dettaglio, la Sim si attende un fatturato a 763 milioni di euro, +1% anno su anno, con crescita organica del +5% in parte compensata dai cambi valutari (3%) e dal perimetro (-1%). La crescita organica è attesa in accelerazione rispetto al +2% del secondo trimestre di quest’anno alla luce di un confronto più facile (-1,4% anno su anno nel terzo trimestre del 2024) e dell’intensa attività di marketing e promozione del marchio fatta dalla società nei mesi estivi, in particolare per gli aperitivi.
Tuttavia, dopo una buona partenza a luglio, «stimiamo che l’accelerazione sia stata smorzata da un contesto di consumi ancora difficile, in particolare negli Stati Uniti e in Germania/Italia con anche un clima non migliore rispetto allo scorso anno, soprattutto a settembre», avverte Equita.
In ogni caso, la Sim ritiene che Campari abbia continuato a sovraperformare nell’on-trade (punti vendita), in particolare nel Regno Unito e in Germania. Così l’ebit adjusted è atteso a 150 milioni, +8% anno su anno, con una crescita organica del +10%. I margini sono attesi in miglioramento (+90 punti base), in deciso recupero rispetto al secondo trimestre/primo semestre (-10 punti base/-130 punti base) grazie alla leva operativa migliore e alle azioni di contenimento dei costi per quanto concerne le spese amministrative e generali di vendita (-2% vs +3% nel primo semestre), coerentemente con la guidance 2025 (50 punti base di incrementi dei margini).
Al contempo, Equita si attende un margine lordo relativamente stabile con un impatto dei dazi dell’amministrazione Trump più sbilanciato sul quarto trimestre di quest'anno e un mix comunque sostenuto dagli aperitivi. Le stime del consenso risultano leggermente più ottimistiche con un fatturato organico in aumento del 6% e un ebit organico in crescita del 13% anno su anno.
Di riflesso a queste aspettative, Equita ha limato le stime per fine 2025 del -1,5% a livello di fatturato ed ebit, aggiornando le ipotesi sui cambi (-1%) e incorporando una crescita organica minore (-0,5%), con una crescita organica implicita nel quarto trimestre del +4% sia per il fatturato sia per l’ebit.
Ora la Sim si aspetta per il 2025 un fatturato organico a +2,3% (+2,8% la stima precedente), un ebit adjutsed organico a -0,2% (+0,3% prima), con un ebit margin organico in crescita di +20 punti base prima dell’impatto dazi Usa. «Si tratta di attese coerenti con l’outlook della società che pensiamo sarà confermato, ovvero fatturato organico in crescita simile al 2024, quindi +2,4%, ed ebit margin organico flat prima dell’impatto dei dazi, e a cui anche il consenso è già allineato», precisa Equita che ha limato anche la crescita organica del 2026 da +7% a +6%, pur continuando a ipotizzare una riaccelerazione anche se nella parte bassa dell’outlook di crescita mid/high single digit indicato dalla stessa Campari per il medio-termine (consenso già più prudente a +4%).
Dopo aver rivisto al ribasso le stime, Equita ha ritoccato anche il target price sul titolo Campari del -3% a 7,8 euro. «Il contesto per il settore beverage rimane negativo, ma ci aspettiamo comunque per Campari un flusso di notizie più solido rispetto ai competitor», aggiunge Equita. Il consenso per Pernod Ricard e Rémy Cointreau si attende un fatturato organico nel trimestre a -6% e per Diageo nel semestre piatto anno su anno. Infine, la valutazione del titolo Campari resta attraente sia a livello assoluto (multiplo p/e 2026 di 17 volte contro le 29 del livello storico) sia relativo (premio su Pernod/Diageo del 24% contro il 45% degli ultimi cinque anni). Da qui la conferma da parte di Equita del rating buy sull’azione (-1,72% a 5,476 euro il 25 settembre in chiusura in borsa). (riproduzione riservata)