Campari rallenterà nel secondo trimestre rispetto al primo, questo secondo Equita che però precisa che i risultati finanziari saranno «coerenti con le stime dell’anno fiscale 2023». La banca d’investimento ha un rating buy sul titolo con un prezzo obiettivo di 13,20 euro, il 5% in più rispetto al prezzo di chiusura di ieri, 4 luglio 2023, di 12,54 euro. Ecco quali sono le stime sui risultati economici di Campari per il secondo trimestre.
Equita prevede che, nel secondo trimestre del 2023, Campari fatturerà 800 milioni di euro. Il risultato, se avverato, sarebbe in crescita del 11% anno su anno ma inferiore all’aumento del 20% del trimestre precedente che però «beneficiava di alcuni effetti temporanei come il re-stocking di Espolon e Aperol negli Usa e il posizionamento della festa di Pasqua» scrive Equita nel rapporto news and views.
L’Ebit, ossia l’utile prima delle tasse e degli interessi sul capitale preso in prestito, viene previsto a 206 milioni da parte degli analisti della banca d’investimento. La stima comporterebbe un aumento, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, del 5% ma con de margini inferiori dell’1,7%.
Il secondo trimestre infatti accusa «la normalizzazione del trend – rispetto agli ordini non ordinari del primo trimestre, ndr - e dall’ulteriore inflazione sul costo del vetro» che pesa di più a causa del maggiore consumo di aperitivi nel periodo estivo «in cui l’incidenza del vetro sul prezzo finale è più elevata». L’effetto base gioca anche un ruolo dati i numeri più elevati del secondo trimestre del 2022 (che beneficiava del primo round di aumento dei prezzi).
I numeri previsti da Equita per il trimestre sono coerenti con quanto la banca d’investimento si aspetta per l’anno fiscale 2023. Le previsioni sono di un aumento del fatturato del 13% rispetto all’anno precedente, maggiori rispetto al consenso degli analisti che invece si aspettano un aumento dell’11%.
Dopo una forte performance nel corso del 2023, +32% ytd, il titolo si scambia a 30 volte gli utili dei prossimi 12 mesi (30x p/e ntm) . Questo, secondo Equita, rappresenta un premio del 60% rispetto allo Stoxx F&B (indice delle aziende europee nel settore del food and beverage) rispetto ad una media storica di 5 anni del 57% e del 45% rispetto al pre pandemia. Si tratta di un livello «vicino alle nostre valutazioni ma con profilo difensivo e un sentiero di crescita molto attraente».
Per valutare le aziende in cui si ritiene che la crescita sia un aspetto rilevante, alcuni investitori usano la metrica del Peg ossia del rapporto prezzo/utili diviso la percentuale di crescita nell’orizzonte temporale dell’investimento. (riproduzione riservata)