Il titolo Buzzi è salito contro corrente rispetto al mercato (indice Ftse Mib -1,61%) grazie all’upgrade di Morgan Stanley. L’azione si è apprezzata in chiusura dello 0,27% a 44,12 euro dopo che la banca d’investimento, in un report sul settore europeo delle costruzioni, ha alzato il giudizio sul gruppo italiano del cemento da equal weight a overweight.
Sovrappesare, dunque, in portafoglio l’azione. Anche il target price è stato aumentato da 44 a 53 euro, un valore che implica un potenziale upside del 19,7% rispetto alla quotazione attuale, ma che nello scenario migliore ipotizzato da Morgan Stanley può raggiungere la soglia di 67 euro (+51% di potenziale margine di apprezzamento).
Uno scenario «bull» che implica una crescita del fatturato del 7% nel medio termine, il che metterebbe Buzzi in linea con i competitor. Anche il pricing è un driver per una crescita maggiore, con la capacità negli Stati Uniti già quasi completamente utilizzata e la decarbonizzazione che dovrebbe portare a clinker più bassi in Europa. I margini verrebbero mantenuti in linea con i livelli storici e ci sarebbe un contributo da eventuali acquisizioni negli Stati Uniti.
Invece, il target price a 53 euro prevede una crescita organica del 3,5%, nessun contributo ulteriore da operazioni di m&a, la razionalizzazione dell’offerta in Europa e nessun miglioramento dei margini, a differenza delle società rivali, poiché i costi operativi (carbonio) stanno aumentando.
Detto questo, Morgan Stanley vede quattro aspetti positivi per Buzzi: benefici dai prezzi/costi con un potenziale upside rispetto alle stime del consenso; l’esposizione agli Stati Uniti è un vantaggio in un’ottica di lungo termine alla luce della spesa in infrastrutture attesa; bilancio solido; esposizione elevata alla Germania.
Senza contare che dal punto di vista della valutazione, il titolo è scambiato a sconto rispetto ai competitor. Come lo si spiega? Sicuramente con i ritorni per gli azionisti più bassi e con un obiettivo di decarbonizzazione di medio termine meno ambizioso. Tuttavia, dopo l’ultima sottoperformance, «riteniamo che lo sconto sia troppo ampio e che l’azione a questi prezzi rappresenti un’opportunità di ingresso interessante». (riproduzione riservata)