Bugatti Tourbillon: il sogno del V16 aspirato è diventato realtà
Il marchio Bugatti è ideato dal sognatore Ettore nel 1909. Sogni meccanicamente semplici ma coraggiosi ed efficaci, uniti a stile essenziale delle vetture finalizzate alle corse ma non meno lussuose. Raggiungendo già nel 1910 con la Tipo 13 (la prima Bugatti), prestazioni e affidabilità grazie a due eccellenze: lavorazione meccanica di precisione e raffinatezza di soluzioni e montaggi, più un grande stile. Elementi spinti fino a dettagli da oreficeria: è sufficiente aprire il cofano motore di un modello di cent’anni fa per stupirsi ancor oggi.

Le automobili Bugatti fanno sognare i piloti e i regnanti, rappresentano contemporaneamente l’esclusività e le migliori prestazioni in competizione, dove primeggiano. Poi la storia è complessa e il marchio, pressoché scomparso rinasce per merito di un altro grande sognatore, Romano Artioli, che in Italia realizza la EB 110: nel 1991 è l’auto più avanzata al mondo.
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Nel 1998 con un guizzo visionario, il rigoroso gruppo Volkswagen acquista i diritti del marchio Bugatti, presentando rapidamente il prototipo EB 118 mentre nel 2005 è il momento del modello EB 16.4 Veyron con trazione integrale e motore a sedici cilindri disposti a W, a seguire configurazione caratteristica dei successivi modelli.
Bugatti, in piena transizione energetica cerca vie diverse, progettando un V16 elettrificato che non rinunci a grandi potenze. Unendo passione ed esperienze con un altro sognatore: Mate Rimac che ha creato potentissime ipersportive elettriche, fondando Bugatti Rimac, in Croazia. Insieme, si sono applicati nella realizzazione del sogno del nuovo V16, consultando però prima un altro mito motoristico: dal 2021 in contatto con Cosworth, che ha fatto la storia della Formula 1 (e di molte altre formule e categorie, fino ai rally), si sono avviati verso quella che hanno loro stessi definito una nuova era meccanica.

Se i primi passi di un motore che non esiste si muovono attorno a progetto elementare come un monocilindrico (si tratta di realizzazione effettiva, non virtuale), l’ambizione spinge subito a puntare in altro, realizzando un quattro cilindri.

Così descrive la scelta Marco Arnoletti, ingegnere capo motore Bugatti Rimac: «Stiamo costruendo una Bugatti, quindi, naturalmente, il numero di cilindri e la cilindrata dovevano essere significativi. Ecco perché abbiamo optato per un motore a quattro cilindri piuttosto che per uno solo. Questo approccio ci permette di comprendere meglio le caratteristiche prestazionali, la qualità del suono e il comportamento generale»

Coraggio e, pensa Gentleman, anche lungimiranza: un quattro cilindri potrà essere utilizzato in fasi successive, magari per altri marchi, in abbinamento a unità elettriche potentissime, un po’ come sarà la Formula 1 dal 2026.
La filosofia Bugatti Rimac supera i confini del passato continuando nel presente, con innovazione e dedizione a creare qualcosa di straordinario. A differenza di qualsiasi altro motore a combustione interna di produzione attuale, il motore Bugatti è un potente V16 aspirato, progettato per prestazioni e coinvolgimento senza pari. Nel 2023 il primo motore di prova V16 completo era pronto per i test al dinamometro. In lavorazione da anni per un momento di verifica dei fattori di visione, ingegno e standard senza compromessi. La filosofia ingegneristica di Bugatti richiede non solo prestazioni straordinarie, ma anche un'esperienza sensoriale ineguagliabile: il suono, la risposta, il modo in cui il motore eroga la potenza. Tutto doveva essere perfetto.

Oggetto di innumerevoli iterazioni, ha raggiunto il perfetto equilibrio tra prestazioni ed estetica. Fedele alla storia del marchio, ogni componente doveva funzionare in modo impeccabile, incarnando al contempo un livello di artigianalità così squisito da poter essere considerato un'opera d'arte automobilistica, degna di essere esposta al di là dell'auto stessa.
Emilio Scervo, chief technical officer Bugatti Rimac: «Il sogno si è finalmente avverato. Il V16 aspirato è uno dei motori più grandi mai creati, con una lunghezza di quasi un metro. Immaginate le dimensioni dell'albero motore al suo interno: è enorme. Questo motore è un'impresa davvero unica, che incarna la visione incomparabile di Bugatti e la sua instancabile spinta a superare i limiti e raggiungere l'inimmaginabile».
Emilio Scervo e il team hanno capito subito che un V16 aspirato avrebbe offerto un'esperienza emozionale senza pari e, integrandolo in un sistema ibrido, Bugatti ha potuto garantire una coppia istantanea. Il culmine di questa prodezza ingegneristica è rappresentato dal modello Bugatti Tourbillon, dove il nuovissimo motore V16 da 8,3 litri lavora in sinergia con un supporto elettrico avanzato per offrire prestazioni senza pari. Insieme, il motore e il sistema ibrido generano una potenza combinata di 1800 cavalli con 1000 erogati dal solo V16, con 900 Nm di coppia. L’integrazione con tre motori elettrici porta la coppia a livelli istantanei. Tourbillon accelera da 0 a 100 km/h in 2,0 secondi e raggiunge la velocità massima di 445 km/h.

Tourbillon offre un approccio unico alle prestazioni, essendo l'unica vettura di serie a montare un V16 aspirato. Frutto di anni di sviluppo, il motore Bugatti ridefinisce i limiti dell'ingegneria automobilistica moderna. Più di una hypercar, è un'espressione di eleganza, innovazione e coraggio. Con il V16 come realtà, è iniziato il passo successivo del viaggio: integrare questo straordinario motore con il sistema ibrido, preparando il terreno per la prossima era di Bugatti.
Processo tanto straordinario, da meritare una documentazione: filmando ogni passo e producendo un documentario a puntate per il canale Bugatti YouTube. Questa, la settima della storia, è intitolata «A New Era: A 16-cylinder Heart». Per continuare a sognare, come solo Bugatti sa fare. (Riproduzione riservata)
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