Il Mef ha dato mandato ad un gruppo internazionale di banche di collocare in sindacato, martedì 9 gennaio, una dual tranche composta da un nuovo Btp a sette anni, con scadenza febbraio 2031 e da una riapertura per un importo non superiore a 5 miliardi di euro del Btp a 30 anni, con scadenza 1° ottobre 2053 (ISIN IT0005534141).
A fine mattinata si è chiusa l’operazione: il Btp al 2031 ha visto collocare 10 miliardi di euro e ha raccolto una domanda superiore a 73 miliardi. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,880 corrispondente a un rendimento lordo annuo all’emissione del 3,548%. Il Btp al 2053 ha visto collocare 5 miliardi e ha totalizzato ordini per oltre 91 miliardi di euro. Il titolo è stato collocato al prezzo di 100,560 con un rendimento lordo del 4,515%. In tutto, il Tesoro ha raccolto una domanda per oltre 164 miliardi a fronte di 15 miliardi di debito immessi sul mercato.
Il Mef avvisa nella nota che le aste di Btp a 7 anni e dei Btp con scadenza superiore ai 10 anni previste per l'11 gennaio 2024 non avranno luogo. Le banche coinvolte nel collocamento di martedì dei Btp sono Mps, Credit Agricole Investment Bank, Deutsche Bank, Goldman Sachs Bank Europe e J.P. Morgan.
Il Mef ha quindi collocato, martedì 9 gennaio, un Btp a 7 anni con scadenza 15 febbraio 2031. L’emissione prevedeva all’inizio una cedola semestrale a tasso fisso con uno spread di 6 punti base sopra il Btp novembre 2030 (quest’ultimo, sul mercato al prezzo di 102,99, ha un rendimento lordo del 3,48%).
Il Btp con scadenza 10 gennaio 2053 chiude l’emissione con 21 punti base sopra il rendimento del Btp settembre 2052 (il quale ha un prezzo di 65 e rende, a scadenza, il 4,27%). (riproduzione riservata)