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Btp: 4 motivi per cui l’appetito dei piccoli risparmiatori aumenterà, secondo Morningstar Dbrs
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Btp: 4 motivi per cui l’appetito dei piccoli risparmiatori aumenterà, secondo Morningstar Dbrs

24 febbraio 2025, 11:43 Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2025, 10:03

Dopo il successo del collocamento del Btp Più, Morningstar Dbrs ritiene che sia le famiglie sia gli investitori non residenti in Italia abbiano ancora margine per aumentare i loro portafogli in titoli di Stato italiani. Ecco quanto dovranno assorbire in miliardi di euro con il ritiro degli acquisti da parte della Bce 

Il nuovo Btp Più, il bond retail lanciato la scorsa settimana dal Tesoro italiano, ha raccolto 14,9 miliardi di euro, in linea con la media delle emissioni di bond retail italiani dello scorso anno. Questo, a detta di Javier Rouillet, senior vice president, e Nichola James, managing director di Morningstar Dbrs, conferma il continuo interesse degli investitori retail italiani, ovvero famiglie e piccole imprese, per questi prodotti su misura. L'aumento significativo della domanda da parte degli investitori retail per i titoli di Stato italiani negli ultimi anni ha aiutato il Paese a diversificare ulteriormente la sua base di investitori e ad assorbire le sue ingenti esigenze di finanziamento.

Le offerte di bond retail contribuiscono a diversificare la base di investitori italiani

Secondo uno studio recente dell'Ocse, dal punto di vista della gestione del debito pubblico, gli obiettivi principali dei programmi e strumenti retail sovrani sono sfruttare meglio la domanda degli investitori retail e diversificare la base di investitori. «Gli investitori retail tendono generalmente a mantenere i titoli fino a scadenza e sono meno propensi a venderli in periodi di stress di mercato», osservano Rouillet e James. Inoltre, «mostrano un maggior attaccamento al mercato nazionale. Vi sono anche altri potenziali benefici, come l'incentivo al risparmio delle famiglie, il miglioramento dell'inclusione finanziaria e lo stimolo alla concorrenza nel mercato del risparmio, ad esempio, i tassi sui depositi. D'altra parte, rispetto ad altre categorie di investitori, quelli retail sono più sensibili al prezzo/rendimento dell’obbligazione nel momento della decisione di acquisto. Questo significa che attrarli quando i rendimenti sono bassi potrebbe diventare più difficile».

Negli ultimi anni, il Tesoro italiano ha puntato sugli investitori retail attraverso emissioni di debito su misura esclusivamente per questo segmento, tra cui Btp Valore e Btp Futura. La domanda per questi prodotti è stata particolarmente forte tra giugno 2023 e marzo 2024, quando il tasso di politica monetaria della Bce era al suo picco dopo anni di tassi negativi. L’importo medio nelle tre emissioni di bond retail ha raggiunto i 17,9 miliardi di euro, ben al di sopra della media di 5,9 miliardi nel 2020 e di 4,4 miliardi nel 2021. Tuttavia, la domanda da parte degli investitori retail si è attenuata a 11,2 miliardi nell'ultima emissione del Btp Valore a maggio 2024. 

Il settore privato dovrà continuare ad assorbire ingenti quantità di debito pubblico

Dato l’elevato fabbisogno di finanziamento pubblico dell’Italia e con la Bce pronta a tagliare ulteriormente i tassi, il settore privato dovrà continuare ad assorbire ingenti quantità di debito pubblico, a detta di Rouillet e James. «Riteniamo che sia le famiglie sia gli investitori non residenti in Italia abbiano ancora margine per aumentare i loro portafogli in titoli di Stato. In questo contesto, il successo dell’Italia nel riequilibrare le finanze pubbliche e accelerare l'esecuzione dei fondi europei sarà fondamentale per evitare oscillazioni nella fiducia degli investitori e aumentare l’appetito per i titoli di Stato italiani», precisano i due esperti di Morningstar Dbrs.

La domanda forte per questi prodotti, continuano, riflette in parte il significativo aumento dei rendimenti innescato dallo shock inflazionistico e dal ciclo di rialzi della Bce. Sebbene questi trend si stiano attenuando, la domanda si è solo leggermente ridotta e rimane robusta. I bond retail offrono anche altri vantaggi per gli investitori. Come i normali Btp, i bond retail beneficiano di alcuni vantaggi fiscali rispetto ad altri asset, come un'aliquota agevolata del 12,5% sui guadagni e l’esenzione dall’imposta di successione. Inoltre, il Tesoro italiano ha introdotto specifici incentivi per attrarre la domanda, come il premio fedeltà per il Btp Valore e il Btp Futura o l’opzione di rimborso anticipato per il Btp Più.

Le famiglie hanno ancora margine per assorbire altri Btp

L’aumento degli acquisti di titoli di Stato italiani da parte delle famiglie, che include sia i bond retail sia i Btp tradizionali, ha giocato un ruolo chiave negli ultimi anni, dopo un decennio di calo. Tra giugno 2022 e novembre 2024, gli acquisti da parte della categoria «altri residenti» hanno assorbito l’aumento complessivo del totale dei titoli di Stato. Questa categoria, che include le società non finanziarie e le famiglie, è considerata un buon indicatore della domanda retail.

La quota dei titoli di Stato italiani detenuta da «altri residenti» è aumentata dal 6,3% di gennaio 2022 al 14,9% di novembre 2024. Questo incremento cumulativo di 8,6 punti percentuali ha compensato il calo nelle altre categorie, con l'eccezione dei «non residenti» (+0,2 punti percentuali). Le categorie Banca d'Italia ed Eurosistema (-4,5 punti percentuali), istituzioni finanziarie monetarie (-2,8 punti percentuali) e altre istituzioni finanziarie  (-2 punti percentuali) hanno tutte registrato un calo delle rispettive quote.

«Riteniamo che ci sia ancora spazio affinché gli investitori retail continuino a investire nei titoli di Stato italiani. Questa opinione è supportata da diversi fattori: i grandi depositi delle famiglie italiane, pari a 1.224 miliardi di euro nel quarto trimestre 2024 (circa il 57% del pil); il tasso di risparmio delle famiglie al 12% nel terzo trimestre del 2024, attualmente superiore ai livelli pre-pandemia; la quota detenuta dagli «altri residenti» sul totale dei titoli di Stato al 15% a ottobre del 2024, ancora inferiore alla media del 20% del periodo 2007-2008; la quota delle obbligazioni detenute dalle famiglie rispetto al totale delle loro attività finanziarie all’8,3% nel terzo trimestre del 2024, ancora ben al di sotto della media del 20% nel periodo 2002-2005.

«Tutti questi elementi potrebbero suggerire che le famiglie abbiano ancora spazio per acquistare titoli di Stato italiani, anche se i rendimenti dovessero scendere ulteriormente nei prossimi mesi, poiché i titoli di Stato potrebbero rimanere attraenti rispetto ad alcune alternative, come i depositi a termine», prevedono Rouillet e James.

Con ritiro acquisti Bce focus maggiore sulle performance fiscali ed economiche dell’Italia

Il Tesoro italiano stima che il nuovo fabbisogno di cassa per il settore statale raggiungerà circa 135 miliardi di euro nel 2025. Inoltre, lo stop totale dei reinvestimenti della Bce sotto i programmi Pspp e il Pepp nel 2025 potrebbe aggiungere circa 80-90 miliardi di euro all'offerta di obbligazioni quest'anno. Complessivamente, gli investitori del settore privato dovranno assorbire tra 210 e 225 miliardi di euro nel 2025, calcolano i due esperti. «Se la domanda da parte delle famiglie dovesse raffreddarsi nei prossimi trimestri, altri investitori dovranno intervenire. Gli investitori non residenti, che hanno aumentato le loro posizioni dal secondo trimestre 2023, sarebbero i principali candidati a colmare il divario. Tuttavia, la loro domanda è più volatile. Per questo motivo», concludono Rouillet e James, «il monitoraggio delle performance fiscali ed economiche dell’Italia rimarrà cruciale per mantenere la fiducia degli investitori e prevenire un ampliamento degli spread», attualmente il differenziale Italia/Germania è stabile a 108,2 punti base. (riproduzione riservata)



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