Bper ha chiuso il primo semestre 2024 con un utile netto di 724,2 milioni di euro, in rialzo del 2,8% sullo stesso periodo del 2023 e ricavi saliti del 4,1% a 2,76 miliardi, con i proventi core in crescita del 7% a 2,7 miliardi, mentre il margine di interesse si attesta a 1,682 miliardi, in crescita dell’8,9%. Le commissioni nette sono pari a 1,014 miliardi (+4,0%).
Gli oneri operativi sono pari a 1,569 miliardi (da 1,340 miliardi), con un cost-income ratio stabile al 50,6% e un costo del credito annualizzato di 41 punti base (in calo rispetto al 2023 pari a 48 punti). Sul fronte patrimoniale, il Cet1 è pari al 15,3% (dal 14,5% di fine 2023).
Nel secondo trimestre, l’istituto di credito ha realizzato un risultato netto di 266,9 milioni di euro (-36% annuale), al di sotto delle stime del consenso Bloomberg che si aggiravano intorno ai 391 milioni. A pesare, i costi operativi impattati dalla voce una tantum di 174 milioni legati all’accordo per l’uscita di 600 dipendenti che gli analisti non avevano previsto.
I ricavi per 1,40 miliardi (+5,1% anno su anno) sono però sopra le stime per 1,38 miliardi (Bloomberg consensus). Il margine di interesse (net interest income) per 838,9 milioni (+2.4% anno su anno) è sopra le attese (828,3 milioni). Accantonamenti per perdite su credito a 82,2 milioni su stime per 97,9 milioni di euro.
«Stiamo lavorando per definire il nostro nuovo piano industriale che, insieme al team manageriale, presenteremo il prossimo 10 ottobre a Milano. Un piano orientato alla crescita», annuncia Gianni Franco Papa, amministratore delegato di Bper, dopo i risultati al 30 giugno.
«Tutte le divisioni hanno contribuito – prosegue l’ad Papa - sia sotto il profilo dei ricavi, sia grazie ad una rigorosa disciplina sui costi. Gli indicatori di rischio di credito continuano ad attestarsi su livelli contenuti. La posizione patrimoniale della banca e i livelli di liquidità rimangono solidi, grazie anche alla continua generazione di capitale, rendendoci in grado di gestire con fiducia uno scenario macroeconomico caratterizzato da grande incertezza».
Sul fronte dividendi, nel primo semestre Bper ha già accantonato risorse «pari a circa il 60% dell'utile netto mentre l'attuale piano prevede un payout del 50%, quindi siamo già sopra». Cosi l'amministratore delegato di Bper, Gianni Franco Papa, nel corso di una conference call con gli analisti sui conti del semestre. Nel prossimo business plan, aggiunge il ceo, «daremo nuove guidance aggiornate sulla politica dei dividendi».
Il nuovo piano industriale di Bper sarà basato sulla «crescita organica, perchè noi vediamo grandi opportunità nella crescita per linee interne grazie alla presenza della banca nelle aree più ricche dell'Italia», il commento del ceo Gianni Franco Papa, nel corso di una conference call con gli analisti sui conti del semestre. Quanto a possibili acquisizioni, «per noi oggi non sono sul tavolo».
Dopo i conti, Citi conferma il rating buy sul titolo Bper, con target price di 5,65 euro. Gli analisti sottolineano che la banca ha registrato un utile netto inferiore alle attese nel secondo trimestre soprattutto a causa di costi del personale una tantum, esclusi i quali, l'utile netto sarebbe stato in linea con il consenso, con un margine lordo underlying migliore del 2% rispetto al consenso.
I ricavi core sono migliori dell'1% rispetto alle attese (NII migliore dell'1%, commissioni in linea), i costi (esclusi one off) in linea con il consenso e accantonamenti (LLP) inferiori alle attese (-20%, a 39 punti base nel secondo trimestre rispetto a circa 50 punti base del consenso). (riproduzione riservata)