Gli indici Pmi della Cina e del Vecchio continente pesano sulle borse europee che chiudono la seduta sotto la parità con il Dax e il Cac 40 in calo del 0,3%, il Ftse 100 dello 0,14% e il Ftse Mib che resta inchiodato sulla parità a 28.648 punti. Situazione non diversa sull’altra sponda dell’Atlantico dove il Dow Jones segna un -0,2%, l’S&P un -0,13%, piatto il Nasdaq. Il taglio da parte dell’Arabia Saudita e della Russia della produzione volontaria di petrolio ha destabilizzato le borse. A dominare la scena restano i timori che una recessione più profonda possa influenzare alcune delle principali economie globali.
In questo scenario l’euro resta sotto pressione contro l’euro a quota 1,071 (-0,76%), mentre in campo obbligazionario il rendimento del Btp decennale sale al 4,33% e il Bund pari scadenza a 2,6% con lo spread a quota 173 punti.
Le borse europee proseguono contrastate (+0,18% il Ftse Mib, -0,14% il Dax, +0,15% il Ftse 100, -0,28% il Cac 40) dopo l’apertura sotto la parità di Wall Street che riprende alle contrattazioni dopo la festività del Labor Day, con gli investitori che cercano di individuare il percorso dell’economia statunitense e dei tassi di interesse. Goldman Sachs è intanto diventata più fiduciosa che l'economia statunitense eviterà una significativa contrazione nel breve termine, abbassando la probabilità che il paese cada in recessione nei prossimi 12 mesi al 15% dal 20%, citando dati positivi sull'inflazione e il rapporto sul mercato del lavoro della scorsa settimana. Oggi negli Stati Uniti non ci sono dati di rilievo in calendario.
Il prezzo del Brent balza dell’1,5% a 90 dollari al barile, mentre il Wti sale del 2% a 87 dollari. A spingere il greggio è l’ultima decisione dell’Arabia Saudita che martedì ha esteso il taglio volontario della produzione petrolifera di 1 milione di barili al giorno fino alla fine dell’anno, secondo l’agenzia di stampa saudita di proprietà statale .
Riyadh ha applicato per la prima volta la riduzione di 1 milione di barili al giorno a luglio e da allora l’ha estesa su base mensile. Il taglio si aggiunge agli altri cali volontari della produzione di greggio di 1,66 milioni di barili al giorno che alcuni membri dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio hanno messo in atto fino alla fine del 2024. Anche l’altro produttore di petrolio, la Russia, si è impegnato a ridurre volontariamente le esportazioni di 500 mila barili al giorno ad agosto e di 300 mila barili al giorno a settembre. I tagli sono descritti come volontari perché esulano dalla politica ufficiale dell’Opec+, che impegna ogni membro non esentato a una quota di produzione. Intanto sul valutario l’euro scivola sul dollaro a quota 1,073 (-0,6%).
Piazza Affari cerca supera la parità, il Ftse Mib sale dello 0,2% a 28.698 punti sostenuta anche dal dato sui prezzi alla produzione in Eurozona scesi a luglio ai massimi degli ultimi 14 anni grazie all’energia. Salgono bene Leonardo, Cnh Industrial (+1,8%), Campari e Terna (+1,1%), in calo Moncler, Nexi, StM e Unicredit (-1% circa).
I prezzi alla produzione nell’Eurozona sono diminuiti del 7,6% su base annua a luglio 2023, in linea con le stime di mercato, in accelerazione rispetto al calo del 3,4% del mese precedente. In base ai dati di Eurostat, si tratta della contrazione più rilevante degli ultimi 14 anni.
Si tratta del terzo calo consecutivo dei prezzi alla produzione, il ritmo più rapido dal 2009, in gran parte a causa degli effetti base derivanti dall’impennata dei prezzi dell’energia in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. I prezzi dell'energia sono quindi scesi del 24,2% rispetto al 16,4% del mese precedente, mentre i costi di produzione sono scesi in misura più lenta per i beni intermedi (-4% contro -2,8% di giugno).
D’altro canto, l’inflazione ha rallentato per le industrie che producono beni d’investimento (4,7% contro 5,3%), beni di consumo durevoli (5,1% contro 5,9%) e beni di consumo non durevoli (7,6% contro 8,8%). Su base mensile, i prezzi alla produzione nell'Eurozona sono scesi dello 0,5%, il settimo calo consecutivo, estendendo il calo dello 0,4% del mese precedente.
Piazza Affari prosegue in rosso la giornata, alle ore 10 circa il Ftse Mib cede lo 0,5% con Unicredit, Moncler, Banco Bpm e Nexi che perdono fra l’1% e l’1,7%, mentre per contro salgono Tim, Prysmian, Cnh e Amplifon fra lo 0,4% e lo 0,7%.
L’Hcob Italia Composite Pmi è sceso a 48,2 ad agosto 2023 da 48,9 del mese precedente, indicando il terzo mese consecutivo di contrazione dell’attività del settore privato e il ritmo più veloce dallo scorso ottobre.
Il calo dell’attività è stato fortemente legato al calo più marcato dei nuovi ordini dall’ottobre dello scorso anno. Sia il settore manifatturiero che quello dei servizi hanno registrato una diminuzione delle nuove attività, spingendo le aziende a ridurre la forza lavoro con il primo calo netto dell’occupazione nel settore privato da aprile 2021.
Per quanto riguarda i prezzi, l’inflazione dei costi di produzione ha accelerato raggiungendo il livello più alto degli ultimi tre mesi. Nel frattempo, i prezzi di vendita sono leggermente calati.
L'euro lo 0,3% a 1,0764 scendendo ai minimi delle ultime 12 settimane contro il dollaro e «i dati previsti in uscita martedì danno poche speranze per un cambio di direzione per la moneta unica», scrive Sonja Marten, analista di DZ Bank Research.
Ora l'attenzione del mercato si concentra su prossimi incontri delle banche centrali, in particolare sul meeting Bce del 14 settembre. Secondo la banca dati Refinitiv, i mercati monetari scontano una probabilità di quasi il 72% di vedere tassi invariati a settembre e del 28% per un aumento di 25 punti base.
Piazza Affari apre in deciso rosso martedì 5 settembre, il Ftse Mib cede in avvio lo 0,6% a 28.467 punti appesantito da Campari (-1,7%), Mps (-1,6%), Unicredit e Saipem (-1,1%).
Bene solo Tim (+0,7%) e Prysmian (+0,2%).
I futures sullo Eurostoxx 50 sono in calo dello 0,3% alle ore 8:25 di martedì 5 settembre. I dati macro hanno evidenziato un rallentamento della crescita della domanda per il terziario cinese sotto le attese degli economisti, mandando in rosso le borse asiatiche.
Sul fronte delle banche centrali, la Reserve Bank of Australia ha mantenuto invariati i tassi per la terza volta consecutiva. Torna agli scambi Wall Street dopo la festività del Labor Day.
9.00 Lagarde: discorso all'evento Legal Conference organizzato dalla Bce
09.45 Italia, Pmi servizi agosto
10.00 BCE, pubblicazione sondaggio su aspettative d'inflazione dei consumatori
11.00 Europa, prezzi alla produzione di luglio anno su anno
16.00 USA, ordini di fabbrica mese su mese
A piazza Affari sempre da seguire Mps, ieri in calo del 3,67%. Focus anche su Tim, che, come scrive MF-Milano Finanza, può vedere la valutazione delle rete salire a 23 miliardi di euro.
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Prysmian ha firmato un Capacity Reservation Agreement fino a circa 90 milioni di euro con Marinus Link, controllata di TasNetworks, gestore dei sistemi di trasmissione (Tso) australiano, per una nuova interconnessione elettrica tra la Tasmania e lo Stato del Victoria (in Australia).
L'accordo, spiega una nota, prevede, tra l'altro, la garanzia da parte del governo del Commonwealth della Capacity Reservation Fee fino a circa 90 milioni di euro e la continua disponibilità di capacità da parte di Prysmian fino alla stipula del contratto definitivo da aversi entro luglio 2024.
Avio entra con il 17% in T4i, spinoff Università Padova, investendo 2,5 milioni di euro.
Torna a salire la bolletta del gas: ad agosto registra un aumento del 2,3% rispetto a luglio per la famiglia tipo in tutela. A luglio la bolletta del gas aveva registrato una variazione negativa del 2,1%.
Portobello ha ricevuto notifica di dissequestro dei conti e dei beni della società da parte della Procura di Milano a fronte del pagamento della prima rata, 5,5 milioni di euro, relativa all’accordo in adesione con l'Agenzia delle Entrate per definire le contestazioni formulate in materia di Iva ed imposte dirette in relazione ai periodi di imposta dal 2017 al 2020. (riproduzione riservata)