Il Ftse Mib chiude a 39.319 punti, in calo dello 0,4%. Tra le blue chip scendono i titoli del risiko bancario, con Unicredit che cede l’1,6% e Banco-Bpm lo 0,7%. Terminano la seduta sotto la parità anche alcune società industriali come Stm (-1,9%), Recordati (-1,8%) e Buzzi (-1,7%), tutte e tre in fondo al paniere. Va invece controcorrente Stellantis, che strappa la migliore performance con un rialzo del 3,1%. Completano il podio Leonardo (+2,7%), sostenuta dal via libera della Nato al nuovo target del 5% del pil in difesa entro il 2035, e Ferrari che ha presentato il progetto Ferrari Hypersail che porta il Cavallino nella vela. Lo spread Btp/Bund fa scende a 94 punti base.
I listini azionari statunitensi aprono in rialzo, con gli occhi degli investitori che restano puntati sul Medio Oriente e sulla tenuta del cessate il fuoco tra Tel Aviv e Teheran. L'S&P 500 sale dello 0,17% e il Nasdaq guadagna lo 0,61%, mentre il Dow Jones tratta in lieve rialzo dello 0,10% alle 15:30.
L'indice S&P 500 si trova a meno dell’1% dal suo massimo storico di 6.147,43 punti, raggiunto il 18 febbraio 2025. Anche il Nasdaq Composite dista l'1,5% da un nuovo record. «Nonostante l’accentuata incertezza geopolitica proveniente dal Medio Oriente, i mercati azionari statunitensi hanno mostrato una resilienza notevole. Per il momento, i mercati continuano a salire scalando un muro di preoccupazioni e ignorando le tensioni geopolitiche in favore di una narrativa rialzista più ampia», afferma Daniela Sabin Hathorn, senior market analyst di Capital.com.
Nel frattempo, i leader della Nato hanno concordato di portare l’obiettivo di spesa per la difesa dell'Alleanza dal 2% del pil attuale al 5% entro il 2035. In una dichiarazione al termine del vertice all’Aja, la Nato ha affermato di essere «unita di fronte alle profonde minacce e sfide per la sicurezza», in particolare la minaccia a lungo termine rappresentata dalla Russia per la sicurezza euro-atlantica e la «minaccia persistente» del terrorismo.
Sul fronte macro, gli operatori seguiranno con attenzione l’audizione al Senato del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, che nella sua testimonianza alla Camera Usa del 24 giugno ha mantenuto un approccio cauto e ha ribadito che la banca centrale non ha fretta di allentare i tassi.
L'azionario milanese cambia segno e tratta in territorio negativo a oltre metà seduta dopo aver segnato un netto rialzo nella sessione del 24 giugno, in scia all’accordo raggiunto tra Israele e Iran. Intorno alle 14:30 il Ftse Mib viaggia a 39.368 punti (-0,3%), appesantito dai ribassi del settore bancario. Salgono, invece, i titoli dell’auto con Stellantis in vetta (+4,1%) insieme a Ferrari (+2,6% nel giorno della presentazione del progetto Ferrari Hypersail nella vela) e Pirelli (+0,9%). Bene anche Leonardo (+2,6%), sostenuta dall’accordo, appena raggiunto all’Aja, tra i Paesi della Nato per portare la spesa per la difesa al 5% del pil.
Intanto gli occhi restano puntati sul Medio Oriente e sulla tenuta dell’accordo tra Tel Aviv e Teheran, annunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Sul lato dei dati macroeconomici, dagli Stati Uniti, invece, è attesa la lettura sulla vendita di nuove case. I futures sui listini americani sono poco mossi.
Verso fine mattinata, alle ore 12:30, il Ftse Mib si appiattisce e diventa volatile (-0,05% a 39.455 punti). Bene Stellantis (+4%), Ferrari, Leonardo (+3,3%), Ampifon (+0,7%). In calo il settore bancario con Bper Banca, Popolare di Sondrio, Unicredit di circa l’1.%.
Piazza Affari apre sopra la parità, mercoledì 25 giugno, il Ftse Mib sale dello 0,3% a 39.593 punti con illmity (+4,5%), Stellantis (+2,6%), Ferrari (+2,1%), Amplifon (+1,6%) e StM (+0,9%). In frazionale calo Moncler, Snam, Brunello Cucinelli, Campari.
Il Ftse Mib è salito del 15,5% circa da inizio anno, resistendo a dazi e guerre, ora gli analisti si chiedono se una tale resilienza riuscirà a scavallare i mesi estivi, si chiede David Pascucci, esperto di Xtb (sotto il commento).
I futures sullo Eurostoxx 600 si muovono in rialzo dello 0,25%, mercoledì 26 giugno, dopo che i mercati in Asia sono saliti con cautela, mentre cercano di valutare la tregua in Medio Oriente fra Israele e Iran e le parole del governatore della Fed, Jerome Powell. Attenzione che lo stesso Powell parla oggi davanti alla Commissione Bancaria del Senato Usa, gli investitori cercheranno di capire qualcosa di più sui prossimi tagli dei tassi.
Mercati tutti improntati al rialzo, scrive mercoledì David Pascucci, analista di Xtb, soprattutto i mercati americani che ritornano «in estrema positivitá da inizio anno con rendimenti compresi tra il 3% e il 5% ad eccezione del Russell 2000 che rimane negativo». I mercati europei, seppur con dinamiche mensili ancora negative, «sono estremamente positivi da inizio anno, come ad esempio il Dax che registra una performance vicina al 20% e giá superiore al rendimento del 2024».
Qui Pascucci non vede segnali di rallentamento, il trend di recupero visto nelle scorse settimane sta proseguendo e non emergono altri segnali palesi di ribasso. «Fino a prova contraria il trend rimane rialzista. Il Nikkei nella nottata di oggi prova il rialzo e testa i massimi visti nel corso degli scorsi giorni, questo é l'indice che potrebbe essere decisivo per il trend di lungo dei mercati azionari, cosí come é stato per lo scorso anno in quanto é l'indice azionario con la dinamica tecnica piú debole».
Il petrolio prosegue il trend al ribasso, un trend di lungo periodo che vince« contro le classiche convinzioni secondo cui a conflitto globale corrisponde un necessario rialzo del prezzo del greggio, la tecnica vince sempre e i movimenti visti negli ultimi due giorni di negoziazione ne sono la prova», nota l’analista di Xtb.
Il petrolio rimane ribassista di lungo, a pesare su questo andamento ci sono le stime sul Pil Usa che è stato rivisto in negativo e questo potrebbe avere una ricaduta anche su tutte le altre economie. Il Vix rimane ancora alto seppure in calo rispetto agli scorsi giorni, siamo sopra il livello di 16, «pertanto ci muoviamo ancora all'interno del bear market del 2022», conclude Pascucci.
Banca Ifis rilancia sull’opas Illimity: un premio del 5% in contanti se le adesioni superano il 90%.
La Bce rilascia il via libera a Mps per rilevare (ops) Mediobanca, con tuttavia una serie di condizioni. La Bce ha rilasciato l'autorizzazione per l'acquisizione diretta di una partecipazione di controllo in Mediobanca e riunirà domani il cda per esercitare la delega per l'aumento dell'offerta.
La Commissione europea ha chiesto dettagli all'Italia sul collocamento di una quota pari al 15% in Mps effettuato a novembre dal Tesoro, secondo fonti di Reuters. Intanto Vittoria Assicurazioni ha ceduto la sua intera partecipazione in Mediobanca pari allo 0,27%.
Nell'area Ue, Efta e Gran Bretagna le immatricolazioni sono salite a maggio dell'1,9% su anno, secondo le elaborazioni di Acea, mentre il gruppo Stellantis ha registrato una contrazione su anno delle immatricolazioni del 3,0%. Jefferies ha alzato a buy da hold e alzato il target price sul titolo dell’automotive a 11,50 euro da 9 euro.
Snam ha collocato il primo European Green Bond da 1 miliardo di euro con scadenza a 7 anni.
La joint venture Orizzonte Sistemi Navali (Osn, Leonardo e Fincantieri) ha siglato un contratto di supporto in esercizio Through Life Sustainment Management con Occar da circa 764 milioni di euro, di cui 335 milioni in opzione, per il mantenimento delle fregate FREMM della Marina Militare.
Safilo ha dato mandato a Kepler Cheuvreux per dare avvio da oggi al programma di buyback su un massimo di 15.000.000 di azioni, pari a circa il 3,6% di quelle in circolazione, per un controvalore massimo di 18 milioni di euro.
Quanto a Italgas, dopo l'offerta in borsa dei diritti di opzione non esercitati durante il periodo di offerta, l'aumento di capitale da 1,02 miliardi di euro è stato interamente sottoscritto. (riproduzione riservata)