Il Ftse Mib chiude a 31.742 punti, in calo dello 0,28%. Tra le società quotate sul mercato principale salgono Nexi (+1,2%), Generali (+1,1%), A2a (+1,1%) e Interpump (+0,6%). In calo Fineco (-2%), Campari (-1,9%), Banco Bpm (-1,5%) e Saipem (-1,4%). Spread in lieve aumento a 146 punti.
Wall Street apre in positivo con il Dow Jones che guadagna lo 0,7%, l’S&P 500 lo 0,9% e il Nasdaq l’1% alle 15:30. Il Ftse Mib riduce le perdite e scambia a 31.639 punti, in calo dello 0,6%. Sul listino milanese salgono Nexi (+1,3%), Generali (+1,12%), A2a (+0,5%) e Italgas (+0,3%). In ribasso Erg (-2,5%), Fineco (-2,5%), Moncler (-2,4%) e Ferrari (-2,2%). Spread Btp/Bund a 145 punti.
La borsa cerca di stabilizzarsi, le perdite alle ore 13:30 sono di circa l’1% e il Ftse Mib segna 31.494 punti. Salgono Nexi, A2A, Enel e Interpump in maniera frazionale. Vendite su De Nora (-9,2%), Dovalue (-5% circa), Ferrari, FinecoBank e Moncler per il 2,6% circa.
Alle ore 11:00 circa il Ftse Mib perde l’1,5% a 31.341 punti. Sale Interpump (+0,5%), giù Banco Bpm, Stm, Ferrari e Leonardo del 2,8% circa. Dovalue perde il 7% dopo i conti.
Gabriel Debach, market analyst di eToro, ricorda che «ci eravamo lasciati mercoledì 17 luglio con i mercati azionari che, proprio il giorno prima, avevano raggiunto il massimo storico per l'S&P 500 a 5667 punti. Da allora, il principale indice statunitense ha subito una correzione dell'8% nelle successive 14 sedute, con solo 5 chiusure in positivo».
L'S&P 500, riprende Debach, forte di un contesto supportato dall'AI e dalla previsione di un sicuro taglio dei tassi a settembre, «sembrava immune a turbolenze, segnando la serie più lunga senza cali del 2% dal 2007. Questa calma apparente era riflessa anche dal VIX, che da maggio al 17 luglio riportava una media di soli 12,95 punti. Tuttavia, una calma eccessiva spesso precede tempeste: l'S&P 500 non registrava un calo dell'1% o più da aprile, con i ribassi di maggio e giugno limitati rispettivamente a un misero 0,74% e 0,41%. Questo ha reso giugno il mese più tranquillo per il mercato azionario degli ultimi cinque anni».
In pochi giorni, però, una tempesta estiva si è abbattuta sui mercati. Il VIX dal 17 luglio è aumentato del 92%, raggiungendo un picco del 166% il 5 agosto. «Le vendite sulla Borsa di Tokyo, le preoccupazioni per una Fed che potrebbe essere in ritardo con i tassi e una serie di deludenti report sugli utili di aziende tecnologiche (come Intel e Amazon) hanno alimentato le vendite», aggiunge l'analista. Il tutto è stato aggravato da nuove tensioni geopolitiche e dalle incertezze legate alle elezioni di novembre negli Stati Uniti, con il dietro front dell’attuale presidente Biden alle prossime elezioni.
«Non stupirebbe quindi che i mercati possano rimanere instabili durante il periodo stagionalmente debole di agosto o settembre, oppure fino al giorno delle elezioni negli Stati Unii», nota Debach. Tuttavia, «le fondamenta del mercato rialzista restano solide, supportate da una Fed pronta a tagliare i tassi e da utili aziendali in crescita. Gli utili dello S&P 500 sono sulla buona strada per crescere di oltre l'11% nel secondo trimestre, superando le aspettative iniziali del 7,8% di inizio luglio e il tasso di crescita del 5,8% del primo trimestre. Si prevede inoltre una crescita degli utili di oltre il 10% per l'intero anno, il che dovrebbe fornire ulteriore supporto ai mercati azionari. In particolare, mentre ci avviciniamo al quarto trimestre del 2024, si prevede che la crescita degli utili provenga maggiormente dai settori non tecnologici, contribuendo a un ampliamento della leadership di mercato».
Avverte Debach: «Non dobbiamo farci prendere dal panico. Le correzioni fanno parte del ciclo naturale dei mercati: i pullback del 5% o più avvengono più di tre volte l'anno, quelli del 10% una volta l'anno, del 15% ogni due anni e del 20% ogni 3-4 anni. Anche se l'ottimismo prevale sui mercati, la volatilità potrebbe tornare protagonista dopo un lungo periodo di calma. La recente correlazione negativa tra azioni e obbligazioni sottolinea l'importanza della diversificazione e del bilanciamento del portafoglio».
«Ma attenzione a dare per morto il mondo azionario. Periodi di alta volatilità anticipano spesso rendimenti positivi nei sei mesi successivi. Non possiamo prevedere il futuro, ma è prudente adottare strategie ad alta probabilità di successo e adattare il portafoglio alle condizioni attuali», nota l’analista.
Ieri, intanto, Nvidia, con un calo del 5%, ha condotto i ribassi a Wall Street, contribuendo con un -31 punti base all'indice generale. Gli investitori stanno esaminando sempre più da vicino le spese in conto capitale delle aziende per l'AI generativa e si chiedono quando questi investimenti daranno i loro frutti. «Gli utili sono un problema o, meglio, la reazione degli investitori agli utili. Anche se stiamo ottenendo un’alta percentuale di utili per azione, questo non sembra più sufficiente. Viste le alte valutazioni, le azioni richiedono la perfezione; il minimo scivolone nei ricavi, eps o guidance è sufficiente per far inciampare le azioni che hanno sostenuto enormi rally, specialmente nella tecnologia e nei semiconduttori».
Super Micro Computer ne è da esempio, crollando mercoledì di oltre il 20%, bruciando oltre 7 miliardi di dollari (pari circa all’intera capitalizzazione di Amplifon, o comunque di ben di 14 titoli del Ftse Mib) dopo che la società di server, software e infrastrutture di intelligenza artificiale non ha raggiunto le aspettative sugli utili per il quarto trimestre fiscale. Si attende ora Nvidia, i cui numeri saranno svelati a chiusura di mercato mercoledì 28 agosto.
Il Ftse Mib apre in calo dell’1,1% circa giovedì 8 agosto, a 31.447 punti. Sale Nexi (+0,2%), giù StM (-2,5%), Mps, FinecoBank, Banco Bpm e Popolare di Sondrio per circa l’1,8%. Dovalue perde il 4,3% circa.
Alle ore 8:30 italiane di giovedì 8 agosto i futures sullo Eurostoxx50 sono in calo fra lo 0,8% e l’1% dopo una chiusura in rosso di Wall Street e l’Asia contrastata. Non aiuta il sentiment la minaccia della banca centrale in Australia di rialzare i tassi causa inflazione da servizi. E non aiuta il timore che che gli Usa stiano frenando tanto da entrare in recessione nel 2025. A questo si aggiunga che il colossale carry sullo yen (gli analisti di Ubs hanno calcolato un valore attorno a 250 miliardi di dollari di posizioni aperte negli ultimi due-tre anni) pare sia ancora aperto almeno per un 25%. Il resto è andato in fumo con il selloff mondiale di venerdì 2 e lunedì 5. Agosto, poi, resta un mese con scambi inferiori e molto volatile.
08.00 Germania, produzione industriale ù
14.30 USA, sussidi di disoccupazione
14.30 USA, richieste continue
19.00 USA, asta Treasury 30 anni (25 miliardi)
21.00 USA, Barkin (Fed votante)
I mercati globali sono stati scossi questa settimana con le banche centrali di Stati Uniti e Giappone che si muovono in direzioni opposte, indebolendo il ruolo dello yen come fonte di finanziamento a basso costo per il carry trade. JPMorgan Chase ora vede una probabilità del 35% che l'economia statunitense entri in recessione quest'anno, in aumento rispetto al 25% all'inizio del mese scorso. I dati macro Usa «accennano a un indebolimento più netto del previsto della domanda di lavoro e ai primi segnali di licenziamento», hanno scritto mercoledì gli economisti di JPMorgan. Gli analisti hanno confermato le attese al 45% di una possibile recessione entro la seconda metà del 2025. Nel frattempo, l'amministratore delegato della banca d'investimento Jamie Dimon ha affermato di essere scettico sul fatto che l'inflazione tornerà all'obiettivo del 2% della Federal Reserve, citando rischi tra cui la spesa pubblica in aumento e la «rimilitarizzazione del mondo».
illimity ha chiuso il primo semestre 2023 con un utile netto di 23 milioni da 52,2 milioni al 30 giugno 2023. Nel periodo il margine di interesse è di 78,5 milioni da 97,7 milioni nel primo semestre 2023. Il margine di intermediazione al 30 giugno è di 157,8 milioni da 204,2 milioni nel 2023. I profitti del secondo trimestre 2023 sono di 12,2 milioni (-73% annuale).
L'utile netto di DoValue, escluse le voci non ricorrenti, si attesta ad 6,9 milioni nel 1° semestre del 2024, rispetto a un risultato positivo di 18,2 milioni nello stesso periodo del 2023. Il calo è legato alla diminuzione dell'ebitda di 14,3 milioni su base annua, controbilanciato da minori D&A. Includendo le voci non ricorrenti, l'utile netto si attesta a 15,5 milioni, rispetto a un risultato positivo di 4,3 milioni nel 1° semestre 2023.
Le voci non ricorrenti al di sotto dell'Ebitda per il 1° semestre dell'anno si riferiscono ad accantonamenti per esuberi (circa 8,4 milioni, per lo più relativi alla Spagna) e a componenti positive relative all'arbitrato con Altamira Asset Management (20 milioni di imposte e 2,7 milioni come proventi finanziari).
Dovalue ha quindi rivisto la guidance per il 2024. «Grazie a significative misure di contenimento dei costi, che si sono già dimostrate efficaci nel primo semestre dell'anno corrente, l'ebitda è atteso tra155-165 milioni rispetto alla precedente previsione di 160-170 milioni. La generazione di flussi di cassa è in linea con le stime del CMD. La leva finanziaria netta sarà di 2,8-3,0 volte rispetto a 2,7-2,8 volte, in linea con la politica finanziaria della società e una delle più basse del settore».
Piovan chiude il semestre con un risultato netto adjusted consolidato pari a 22,9 milioni di euro, in aumento del 10,6% rispetto al 30 giugno 2023, su ricavi e altri proventi consolidati pari a 287,5 milioni, in riduzione dello 0,9% (-3,7% a parità di perimetro di consolidamento).
Azimut ha alzato a oltre 14 miliardi di euro l'obiettivo di raccolta netta per il 2024 dopo aver annunciato una raccolta netta nel mese di luglio pari a 604,2 milioni, che porta il totale da inizio anno a 10,6 miliardi.
Interpump ha chiuso il semestre con un utile netto consolidato di 130,1 milioni di euro, in contrazione del 22,8% rispetto al primo semestre 2023 su vendite nette a 1.095,7 milioni, in diminuzione del 7,5% e del 9,3% su base organica rispetto all'analogo periodo del 2023.
Risultati: Allianz, Deutsche Telekom, Eli Lilly.
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