Il Ftse Mib chiude a 33.763,86 punti, in calo dello 0,4%. Il listino milanese ha virato al ribasso dopo l’apertura dei mercati americani, perdendo lo slancio della mattina. Tra i titoli rimbalzano Amplifon (+4,4%) e Recordati (+3,1%), seguiti da Iveco (+2,8%) e Diasorin (+2,7%). In calo la Popolare di Sondrio (-3,25), Leonardo (-2,8%), Fineco (-2,7%) e Bper Banca (-1,8%). Spread btp/bund a 138 punti.
Wall Street apre in territorio positivo con il Dow Jones che alle 15:30 guadagna lo 0,15%, l’S&P 500 in rialzo dell’1,15% e il Nasdaq che scatta dell’1,8%. Il listino tecnologico trae beneficio dai titoli del settore dei chip, spinti dalla guidance rivista al rialzo di Amd (+8,5%). Il comparto viaggia in rialzo anche in Europa, con il campione olandese Asml che risente anche di alcune indiscrezioni secondo cui le sue macchine per la fabbricazione dei chip potrebbero essere esentate da nuove limitazioni alle esportazioni verso la Cina allo studio negli Stati Uniti. A Piazza Affari Stm viaggia a 30,9 euro per azione, in rialzo dell’1,7%, mentre Technoprobe scambia a 8,5 euro, guadagnando il 2,8%.
Tuttavia, all’avvio dei mercati americani il Ftse Mib vira al ribasso e cede lo 0,5%. In calo alcuni titoli finanziari come Banca Popolare di Sondrio (-3,7%), Bper Banca (-2,3%) e Fineco (-2%). Tra le blue chip flette anche Leonardo che cede il 2,9%. A guidare il listino sono invece Amplifon (+3,5%) e Recordati (+3,1%) che rimbalza dopo lo scivolone del 30 luglio (-6% nel giorno dei conti semestrali) sulla scia di alcuni feedback positivi degli analisti che hanno alzato stime e target price della società farmaceutica. In ripresa anche Diasorin (+2,35%) e Campari (+2,25%).
I mercati europei proseguono la seduta ben impostate nonostante il dato sull’inflazione dell’Eurozona, in ripresa a luglio a dispetto delle attese del mercato. Gli investitori non credono che la lieve accelerazione, dal +2,5% di giugno al +2,6% di luglio, impedirà alla Bce di tagliare i tassi a settembre. Azioni e titoli di Stato viaggiano così di buona lena mentre prosegue la pubblicazione delle trimestrali da Danone (+3,7%) a Hsbc (+4,2%) a Bbva (-4%) a Lufthansa (-0,6%): Londra sale dell’1,4%, Parigi dell’1,2%, Francoforte dello 0,5% e Milano dello 0,2%. Il rendimento dei Btp scende di tre punti base, al 3,66%, mentre lo spread con il Bund scende di un punto, a 134, in un contesto favorevole per il reddito fisso.
Sul fronte dei cambi la decisione della banca del Giappone di alzare i tassi fa volare lo yen, in rialzo dell’1,7% sul dollaro, a 150,1, mentre le tensioni in Medio Oriente infiammano il petrolio, con il Wti che sale del 2,6% a 76,6 dollari e il brent del 2,2% a 80,4 dollari. Dall’altra parte dell’oceano positivi anche i futures di Wall Street (+1,5% il Nasdaq e +1% l'S&P 500) trainata dai titoli della filiera dei semiconduttori, in attesa delle decisioni della Fed e delle parole del suo presidente, Jerome Powell, che potrebbero aprire qualche spiraglio per un taglio dei tassi a settembre.
A Piazza Affari si mette in luce Recordati (+3,4%), rimbalza Campari (+3%), spinta anche dalla promozione di Equita, e corrono i titoli legati al petrolio come Saipem (+2,3%), Tenaris (+2,1%) ed Eni (+1,7%). Bene anche Iveco (+2,2%), Diasorin (+2%), Stm (+2%) e A2A (+1,9%) mentre scivolano Leonardo (-2,8%), che ieri ha dato i conti, la Popolare di Sondrio (-2,3%) e Bper (-1,3%). Vendite anche su Tim che stasera dopo il suono della campanella pubblicherà i risultati. Cauti rialzi per Anima (+0,2%) e Mondadori (+0,4%) dopo i conti.
Le borse europee restano in rialzo anche dopo i dati macroeconomici sull’inflazione che hanno segnalato un lieve rialzo. In Italia, secondo le stime dell’Istat, l’indice dei prezzi al consumo è salito allo 0,5% su base mensile e all’1,3% su base annua. Allargando lo sguardo, l’inflazione annuale dell’Eurozona è salita al 2,6% a luglio, rispetto al 2,5% di giugno. Guardando le principali componenti dell’indice dell’area dell’euro, i servizi hanno registrato il tasso annuo più alto (4%, rispetto al 4,1% di giugno), seguito da cibo, alcol e tabacco (2,3%, rispetto al 2,4%), energia (1,3%, rispetto allo 0,2% di giugno) e beni industriali non energetici (0,8%, rispetto allo 0,7% di giugno).
Borse europee ben intonate in attesa del dato sull’inflazione dell’Eurozona a luglio, che potrebbe corroborare le speranze di un nuovo taglio dei tassi da parte della Bce. Londra avanza dell’1,2%, Parigi dell’1%, Francoforte dello 0,7% e Milano solo dello 0,1%. Il dato incoraggiante dell’inflazione francese spinge al ribasso i rendimenti dei bond dell’Eurozona, con il Btp che flette di 3 punti base al 3,66% mentre lo spread con il Bund è stabile a quota 135.
Dopo una reazione incerta prende il largo lo yen (+1,3% sul dollaro, a quota 150,9) che beneficia della decisione della banca del Giappone di mettere fine alla sua politica monetaria ultraespansiva alzando di 25 punti base i tassi di interesse. L’euro vira leggermente al ribasso contro il biglietto verde (a 1,081) così come la sterlina (a 1,282).
Sul listino milanese rimbalza Campari (+3,3%), promossa da Equita dopo i conti, e si mettono in luce Amplifon (+2,9%), Recordati (+2,9%), Iveco (+2,9%) e Interpump (+2,9%). Pesante Leonardo (-3,9%) dopo la semestrale mentre faticano i bancari, con in testa la Popolare di Sondrio (-1,5%) e Bper (-1,3%), e Tim (-0,7%) attesa alla prova dei conti. Sui listini europei volano i produttori di chip, con in testa Asml (+6,7%) in scia a un’indiscrezione di Reuters secondo cui i produttori olandesi, nipponici e coreani di semiconduttori sarebbero esentati dai dazi statunitensi.
Le borse europee aprono in rialzo con Piazza Affari che alle 09:10 segna un +0,3% a 34.000 punti, seguita anche da Francoforte (+0,45%), Londra (+1,23%) e Parigi (+0,9%). ra i principali titoli milanesi, Recordati rimbalza (+3,65%) dopo la debolezza della vigilia seguita alla pubblicazione dei conti trimestrali. Acquisti anche su Iveco (+4,89%), Amplifon (+2,5%), Diasorin (+2,1%) e Campari (+2%), mentre sono in rosso Leonardo (-1,77%), la Banca Popolare di Sondrio (-0,89%), Mediolanum (-0,8%) e Inwit (-0,7%). Tra i listini europei scivola Madrid (-0,17%) dove Bvva perde il 3,4% nonostante il gruppo bancario abbia annunciato risultati in forte crescita nella prima metà dell’anno, grazie al forte slancio commerciale. L’utile netto è stato di 4,99 miliardi tra gennaio e giugno, il 28% in più rispetto ai 3,88 miliardi della prima metà del 2023. Questa cifra, grazie a un secondo trimestre dinamico (2,79 miliardi di utili), è superiore alle previsioni degli analisti.
In Francia l’inflazione è aumentata allo 0,1% sul mese e al 2,3% sull’anno a luglio dal 2,2% di giugno 2023. Gli analisti stimavano un rialzo al 2,4%. Nel vecchio continente è attesa ora anche la pubblicazione dei dati sull’inflazione europea di luglio che influenzerà le prossime mosse della Bce. Sul valutario L’euro resta in rialzo rispetto al dollaro a 1,819, stabile lo yen dopo la mossa della BoJ a quota 152 nel cambio col dollaro. In campo obbligazionario lo spread Btp/Bund apre stabile a 138 punti con il rendimento italiano a dieci anni che si attesta al 3,67%.
Dopo il rialzo dei tassi da parte della Bank of Japan, i mercati aspettano la decisione della Federal Reserve: se il mantenimento dei tassi di interesse ai livelli attuali è scontato, gli investitori sperano che il presidente Jerome Powell segnali che l'istituto centrale Usa si prepara ad allentare la politica monetaria in settembre. Occhi puntanti anche sul Medio Oriente, dove la guerra tra Israele e Hamas rischia sempre di più di trasformarsi in un conflitto regionale dopo gli scontri con Hezbollah e l’uccisione del leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh, in Iran. Il Brent riflette l’acuirsi delle tensioni e balza di quasi il 2% avvicinandosi nuovamente agli 80 dollari al barile, sale del 2% anche il Wti a 76,3 dollari al barile. Sale leggermente anche l’oro (+0,6%) a 2.465 dollari l’oncia.
Borse europee attese in rialzo in scia ai mercati asiatici spinti dalla mossa della Banca del Giappone (BoJ) che ha alzato i tassi di interesse allo 0,25%. Alle 07:50 il future sull’Eurostoxx50 segna un +0,9%, quelli sul Dax dello 0,50% e sul Cac 40 dell’1%. Anche i future sull’Ftse 100 sono in rialzo, dello 0,61%. L’euro resta in rialzo contro il dollaro a 1,082. Mentre sul fronte delle materie prime il petrolio balza di oltre l’1% (il Brent balza dell’1,7% a 79,4 dollari al barile, mentre il Wti sale dell’1,8% a 76 dollari) a causa dell’escalation in Medio Oriente. Hamas ha dichiarato che il suo leader Ismail Haniyeh è stato ucciso nella capitale iraniana Teheran, e questo potrebbe acuire ancora di più le tensioni.
Ancora una volta gli occhi degli investitori sono puntati sulle banche centrali. Dopo la BoJ, ora si attende la chiusura del meeting di politica monetaria della Federal Reserve (20:00 ore italiane). Nonostante sia ampiamente previsto che la banca centrale Usa non taglierà i tassi di interesse, le attese riguardano le considerazioni del presidente Jerome Powell (20:30 ore italiane) in merito alla strada che la politica monetaria seguirà nei prossimi mesi. Secondo gli esperti è poco probabile che il presidente espliciti in modo deciso che un primo taglio avverrà a settembre ma gli ultimi dati macroeconomici sono poi tutti elementi che suggeriscono un inizio del ciclo di allentamento a settembre.
Si prospetta una giornata intensa dal punto di vista macroeconomico. Dopo i dati sul prodotto interno lordo del secondo trimestre dell’Eurozona e dei singoli paesi, si attende nel corso della seduta (ore 11:00) il dato sull’inflazione della zona euro di luglio (attesa stabile al 2,5%). Insieme anche i dati dei prezzi al consumo francesi (ore 08:45) e italiani (ore 11:00). Un primo segnale poco incoraggiante è arrivato, anche in questo caso, ieri dalla Germania dove il tasso di inflazione a luglio è salito inaspettatamente al 2,3% dal 2,2% di giugno, rispetto alla previsione che si sarebbe mantenuto stabile al 2,2%. L’imprevisto del dato tedesco, se si dovesse riflettere anche sui dati dell’Eurozona, potrebbe rafforzare i dubbi su un altro taglio dei tassi alla riunione di settembre. Francoforte in questo caso dovrebbe decidere tra la revisione degli stessi per spingere la ripresa o optare per un’altra pausa per combattere ulteriormente l’inflazione. La Bce avrà altre sei settimane e diversi altri dati macroeconomici per riflettere su questo dilemma.
Mercati e investitori continueranno a monitorare la stagione delle trimestrali. In calendario per la seduta di mercoledì c’è l’approvazione dei dati contabili i risultati del semestre di Anima Holding, Tim, Mediobanca, Mondadori, Banca Sistema, BasicNet, De Longhi, Digital Value, Gabetti, Geox, Hera, Italmobiliare, Maire, Monrif, Nexi, Rcs Mediagroup, Saras e Snam.
A livello europeo tra le società attese comunicare i risultati figurano Bbva, Gsk, CaixaBank, Lufthansa, Adidas, Safran, Danone e Telefonica. Hsbc, dal canto suo, ha messo a segno un utile semestrale di 8,9 miliardi di dollari contro attese per 7,78 miliardi, annunciando un programma di buyback da 3 miliardi di dollari.
Fuori dal quadro delle semestrali, occhio anche a Stellantins dopo che l’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, in una lettera inviata al segretario generale della Uilm, Rocco Palombella ha sottolineato che il gruppo non ha intenzione di vendere il marchio del Tridente, così come non ha intenzione di aggregare Maserati ad altri gruppi italiani del lusso. Stellantis ribadisce l'impegno incondizionato per il brillante futuro di Maserati come unico marchio di lusso dei 14 marchi Stellantis. (riproduzione riservata)