Il Ftse Mib recupera nel finale e chiude a 33.812 punti, in rialzo dello 0,12%, trainato da Eni (+3,5%) e Leonardo (+3,3%). Tra le blue chip crescono anche Brunello Cucinelli (+3,1%) e Moncler (+2,3%). Ancora in calo Stm, che dopo il calo del 13% del 25 luglio cede un altro 4%, e Stellantis (-3,1%). Cedono anche Saipem (-3,7%) e Mps (-1,5%). Lo spread, dopo essere sceso fino a 136 punti nel corso della seduta, torna a 140.
Le borse americane aprono in territorio positivo con il Dow Jones che alle 15:40 guadagna l’1,1%, l’S&P 500 lo 0,7% e il Nasdaq lo 0,6%, sostenuto dal dato sull’inflazione core (2,6% su base annuale a giugno) in linea con le aspettative. Dopo l’avvio di Wall Street i listini europei vanno in ordine sparso. Il Ftse 100, il Cac 40 e il Dax crescono rispettivamente dell’1,1%, dello 0,9% e dello 0,3%. In rosso invece l’Ibex che cede lo 0,2% e il Ftse Mib che viaggia a 33.750,58 punti, in calo dello 0,06%. Lo spread torna a 139 punti.
Il Ftse Mib si mantiene in leggero rialzo e alle 14:40 scambia a 33.807 punti (+0,11%). A guidare il listino milanese è ancora Eni, che guadagna il 3,9% dopo i conti semestrali, seguita da Brunello Cucinelli (+3%), Leonardo (+2,9%) e Moncler. La performance peggiore è invece di Stm (-3,8%). Lo spread cala a 136 punti base.
A un’ora dall’apertura delle borse americane i futures di Wall Street sono positivi dopo la pubblicazione di alcuni dati macroeconomici. Il più atteso, quello sull’inflazione pce core (inflazione depurata dalle componenti più volatili dei prezzi alimentari ed energetici) di giugno mostra un aumento dello 0,2% su base mensile e del 2,6% negli Stati Uniti. Un dato in linea con le attese.
Inoltre, i redditi personali negli Usa a giugno sono cresciuti dello 0,2%, mancando le stime degli analisti che si aspettavano un +0,4% come a maggio. In linea con le attese, invece, il dato sulle spese personali, in aumento dello 0,3% a luglio contro lo 0,4% di maggio.
Il Ftse Mib riduce il guadagno e alle 12:20 scambia a 33.824,55 punti, in rialzo dello 0,16%. Lo spread risale a 138 punti.
Il sondaggio della Banca Centrale Europea sulle aspettative di inflazione restituisce un quadro sostanzialmente stabile: il tasso mediano di inflazione percepita è sceso a giugno al 4,5%, dal 4,9% di maggio. Nel frattempo le aspettative mediane per l’inflazione nei prossimi 12 mesi sono rimaste invariate al 2,8%, dopo essere scese a maggio al livello più basso dal settembre 2021. Stabili anche le aspettative mediane per l’inflazione a tre anni, al 2,3% a giugno. In peggioramento, invece, le aspettative sulla crescita economica nei prossimi 12 mesi che a giugno passano al -0,9% dal -0,8% di maggio.
I mercati azionari europei virano al rialzo. Francoforte guadagna lo 0,22%, Parigi lo 0,91%, Londra lo 0,87% e Milano lo 0,24% a 33.852 punti alle 10:40 grazie a Eni sull’onda della trimestrale, ai titoli del lusso che rimbalzano dopo una pessima settimana e a Leonardo. Lo spread Btp/Bund scende a 136,2 punti base in attesa dell’asta Bot e l'euro si stabilizza a 1,084 dollari dopo che l’indice di fiducia dei consumatori francesi è salito a 91 punti a luglio dagli 89 di giugno. Il dato resta ben al di sotto della media di lungo periodo (gennaio 1987-dicembre 2023) di 100 punti.
Segnali contrastanti a luglio dall’Italia: l'indice del clima di fiducia dei consumatori è salito da 98,3 a 98,9; invece quello delle imprese è sceso da 94,5 a 94,2. Per i consumatori, ha spiegato l'Istat, si evidenzia un diffuso miglioramento delle valutazioni sulla situazione economica generale e, soprattutto, su quella personale: il clima economico è aumentato da 105,3 a 105,6 e il clima personale da 95,8 a 96,5.
Anche le opinioni sulla situazione futura sono improntate all'ottimismo mentre i giudizi sulla situazione corrente sono più cauti (il clima futuro passa da 98,7 a 99,4 e il clima corrente sale da 98,1 a 98,5).
Borse europee contrastate in avvio di seduta dopo il sell-off della vigilia. Il Dax segna un -0,31%, il Cac40 un +0,11%, il Ftse100 un +0,46% e il Ftse Mib un -0,12% a 33.729 punti con lo spread stabile a 137,4 punti base in attesa dell’asta di Bot. «Il movimento delle borse nelle ultime due sedute ha spiazzato gli investitori che si interrogano su quello che potrà accadere sui listini nel corso del mese di agosto, tradizionalmente poco liquido e quindi esposto alla volatilità», ha detto Fabrizio Barini di Integrae sim. «Quindi, portafogli più scarichi per evitare di essere sorpresi. Un movimento che riflette anche i risultati della reporting season in Europa che sono per lo più deludenti: lusso (Kering crollato), automotive (Stellantis pessima), tecnologia (Tesla e Alphabet tra le più deludenti)».
Il mercato continua, quindi, a pensare che la strategia migliore sia la rotazione settoriale, ovvero vendendo le asset class che sono salite di più per puntare sulle attività value, ovvero difensive soprattutto in attesa dell’esito delle elezioni statunitensi, precisa Barini. «Le borse statunitensi continuano a essere condizionate anche dalle attese sulle decisioni della Fed nel mese di settembre. L’economia a stelle e strisce è cresciuta più del previsto nel secondo trimestre dell’anno. Tra aprile e giugno il pil americano è salito del 2,8% raddoppiando il ritmo rispetto al +1,4% del primo trimestre e andando ben oltre le attese di un aumento del 2%. Nonostante il dato, le probabilità di una riduzione di 25 punti il prossimo 18 settembre sfiorano il 90%. In questa prospettiva molta attenzione al dato macro di oggi: alle 14:30 l’indice prezzi spese personali principali a giugno».
Sul listino milanese sale contro corrente (+3,35% a 14,49 euro) Eni che ha chiuso il secondo trimestre del 2024 con un utile netto adjusted a 1,51 miliardi di euro e ha annunciato che la controllata Enilive realizzerà una nuova bioraffineria in Malesia. La società ha raggiunto la decisione finale d’investimento con il gruppo energetico nazionale Petronas e la start-up giapponese Euglena.
Leggi anche:
Positiva con un +0,18% a 6,672 euro anche Enel, dopo i conti del primo semestre, vede i risultati 2024 nella parte alta del range della guidance, ma secondo il ceo non è il momento di parlare di revisione al rialzo anche se tutto sta andando bene. Previsto un dividendo minimo di 0,43 euro ad azione. Inoltre il gruppo firmato un accordo di partnership con Masdar per la gestione dei suoi impianti fotovoltaici già operativi in Spagna. Masdar acquisirà una partecipazione di minoranza in Egpe Solar (Endesa).
Tra le banche, Unicredit (stabile a 38,015 euro), fresca di trimestrale, ha ritirato alcune parti del ricorso presentato alla Corte di giustizia europea contro le richieste della Banca centrale europea sulla propria esposizione in Russia. L’istituto di credito ha detto di avere ottenuto chiarezza su quei punti da Francoforte. Morgan Stanley ha alzato il target price sul titolo a 44 euro.
Mentre Stellantis, in calo dell’1,61% a 16,40 euro, ha sottoscritto con il fondo di investimento internazionale One Equity Partners un accordo vincolante per cedere la maggioranza in Comau, società dell'automazione industriale e robotica avanzata. Il Mimit sta valutando se sia applicabile il golden power.
Accordo anche per Snam (-0,5% a 4,36 euro) per la cessione degli asset di stoccaggio del gas di Edison (-0,94% a 1,57 euro la rnc) a un prezzo base di 560 milioni di euro e se Webuild (+2,71% a 2,42 euro) ha chiuso il primo semestre con risultati positivi, con un portafoglio ordini record, lo stesso non si può dire per Stm (ricavi a 3,23 miliardi di dollari, -25,3% nel secondo trimestre del 2024), di cui Morgan Stanley ha tagliato il rating a equal weight (target price a 35 euro, -2,82% a 31,04 euro) e per Ariston (sospesa con un teorico -14,7%) che, dopo aver generato nel secondo trimestre ricavi per 621 milioni di euro, in calo del 19% su base annua a causa del perdurare della debolezza dei mercati in cui la società opera, in particolare dell'Heating europeo, e un ebit adjusted in contrazione del 66% a 27 milioni, ha aggiornato al ribasso la guidance per l'intero 2024, con ricavi consolidati che potrebbero subire una contrazione tra il 12% e il 15% a parità di perimetro. Di conseguenza, il margine ebit adjusted potrebbe attestarsi a circa il 6%, rispetto alla precedente indicazione di una forchetta tra il 9,4% e il 10%. Sotto pressione anche Tenaris (-1,46% a 14,22 euro).
Borse europee attese caute dopo il sell-off della vigilia a causa delle pessime trimestrali di alcuni industriali, del settore automotive in primis. Il future sull’Eurostoxx50 segna un -0,02%, meglio i futures statunitensi (+0,42% quello sul Dow Jones e +0,49% quello sull’S&P500). L’euro sale dello 0,16% a 1,085 dollari in attesa di alcuni dati macro, della riunione del G20 in Brasile, a cui partecipa Cipollone per la Bce, e alle 10 del sondaggio della Bce sulle aspettative di inflazione. Il 25 luglio il tasso del Bund a due anni ha toccato il minimo da febbraio (2,68%) mentre la curva dei rendimenti tedeschi ha registrato il livello più basso di inversione degli ultimi sei mesi, dopo che la debolezza emersa da Pmi e Ifo hanno spinto gli operatori a rafforzare le loro previsioni sul ciclo di ammorbidimento della Bce.
I mercati monetari prezzano completamente 50 punti base di tagli da parte di Francoforte entro dicembre e vedono al 10% le chance di una terza mossa. Il tasso terminale è visto al 2,5% per l'estate 2025, dall'attuale 3,75%. Il rendimento del Btp 10 anni è stabile al 3,77%. Dopo aver piazzato Btp-short e Btpei per 5,75 miliardi di euro, il Tesoro colloca 6 miliardi di euro di Bot semestrali. Martedì, nel collocamento a medio/lungo, saranno sul piatto fino a 9,25 miliardi su quattro titoli, incluso il nuovo Btp a 10 anni febbraio 2035, cedola 3,85%.
Alle 8 in agenda i prezzi import a giugno della Germania (precedente: -0,4% anno su anno), alle 08:45 l’indice sulla fiducia dei consumatori a luglio della Francia (precedente: 89 punti), alle 10 l’indice sulla fiducia dei consumatori a luglio dell’Italia (precedente: 98,3 punti) e l’indice sulla fiducia delle imprese manifatturiere a luglio dell’Italia (precedente: 86,8 punti). Mentre dagli Stati Uniti alle 14:30 arriva al spesa per consumi a giugno (precedente: +0,2% mese su mese; consenso: +0,3% mese su mese), il deflatore a giugno (precedente: +2,6% anno su anno), i redditi delle famiglie a giugno (precedente: +0,5% mese su mese; consenso: +0,4% mese su mese) e alle 16 l’indice sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan a luglio finale (preliminare: 66 punti; consenso: 66 punti).
Pubblicati il 25 luglio l’Ifo di luglio, pari a 87 punti, è stato peggiore delle attese (88,9) e del dato di giugno (88,6) «a ulteriore conferma delle difficoltà che l’economia della Germania sta incontrando nella ripresa post pandemia e a seguito dell’invasione della Russia in Ucraina. Invece, la massa monetaria anno su anno di giugno dell’Europa, pari a +2,2%, è risultata superiore alle attese (+1,9%) e del dato di maggio (+1,6%) e segnala come le condizioni generali di liquidità siano in miglioramento. M3 e velocità di circolazione dovranno poi confrontarsi con i dati di inflazione, considerato soprattutto che i dati del settore manifatturiero continuano a rimanere negativi», commenta Antonio Tognoli di Cfo Sim.
Il pil Usa del secondo trimestre è stato decisamente maggiore delle attese (+2,8% contro 2% atteso e 1,4% del primo). La seconda stima verrà pubblicata il 29 agosto prossimo. «Rispetto al primo trimestre del 2024, l'accelerazione del pil reale nel secondo ha riflesso principalmente una ripresa degli investimenti in scorte private e un'accelerazione della spesa dei consumatori. Questi movimenti sono stati in parte compensati da una flessione degli investimenti fissi residenziali», spiega Tognoli, ctando anche le richieste di sussidi settimanali alla disoccupazione leggermente minori delle attese (235 mila contro 237 mila attese e 245 mila della scorsa settimana e ordini di beni durevoli mese su mese di giugno, pari a -6,6%, in forte contrazione sia rispetto alle attese (+0,3%) sia rispetto al dato di maggio (+0,1%). »Continua la serie di dati contrastanti che non rendono facile la vita della Fed: dai Pmi che indicano una debolezza di fondo, all’incremento sorprendente del pil», conclude Tognoli.
I prezzi di oro (+0,73% a 2.370 dollari l’oncia) e del petrolio (Wti +0,14% a 78,39 dollari la barile e +0,16% a 82,50 dollari al barile) salgono. Goldman Sachs ha detto giovedì che chiunque vinca le elezioni presidenziali statunitensi a novembre avrà strumenti limitati per incrementare significativamente l'offerta di petrolio nazionale il prossimo anno. Le scorte di riserve petrolifere strategiche sono basse e l'allentamento normativo potrebbe solo incrementare in modo significativo l'offerta a lungo termine degli Stati Uniti. Goldman Sachs ha previsto che i prezzi del Brent oscilleranno tra i 75 e i 90 dollari nel 2025. Il prossimo anno i prezzi del greggio subiranno un colpo di ben 11 dollari al barile a causa dell'indebolimento della domanda e del pil in uno scenario in cui gli Stati Uniti impongano una tariffa generalizzata del 10% sulle importazioni di beni. Tuttavia, ha aggiunto Goldman Sachs, le tariffe potrebbero avere un impatto sui prezzi del petrolio fino a 19 dollari se la Fed ritardasse i tagli dei tassi di interesse oltre il 2025 a causa di un tasso di inflazione di base più elevato, con il Brent a 62 dollari nel quarto trimestre del 2025 rispetto all'attuale previsione di 81 dollari.
Sul listino milanese attenzione a Eni che ha chiuso il secondo trimestre del 2024 con un utile netto adjusted a 1,51 miliardi di euro e ha annunciato che la controllata Enilive realizzerà una nuova bioraffineria in Malesia. La società ha raggiunto la decisione finale d’investimento con il gruppo energetico nazionale Petronas e la start-up giapponese Euglena.
Leggi anche:
Mentre Enel, dopo i conti del primo semestre, vede i risultati 2024 nella parte alta del range della guidance, ma secondo il ceo non è il momento di parlare di revisione al rialzo anche se tutto sta andando bene. Previsto un dividendo minimo di 0,43 euro ad azione. Inoltre il gruppo firmato un accordo di partnership con Masdar per la gestione dei suoi impianti fotovoltaici già operativi in Spagna. Masdar acquisirà una partecipazione di minoranza in Egpe Solar (Endesa).
Tra le banche, Unicredit, fresca di trimestrale, ha ritirato alcune parti del ricorso presentato alla Corte di giustizia europea contro le richieste della Banca centrale europea sulla propria esposizione in Russia. L’istituto di credito ha detto di avere ottenuto chiarezza su quei punti da Francoforte. Morgan Stanley ha alzato il target price sul titolo a 44 euro.
Mentre Stellantis ha sottoscritto con il fondo di investimento internazionale One Equity Partners un accordo vincolante per cedere la maggioranza in Comau, società dell'automazione industriale e robotica avanzata. Il Mimit sta valutando se sia applicabile il golden power.
Accordo anche per Snam per la cessione degli asset di stoccaggio del gas di Edison a un prezzo base di 560 milioni di euro e se Webuild ha chiuso il primo semestre con risultati positivi, con un portafoglio ordini record, lo stesso non si può dire per Stm (ricavi a 3,23 miliardi di dollari, -25,3% nel secondo trimestre del 2024), di cui Morgan Stanley ha tagliato il rating a equal weight (target price a 35 euro) e per Ariston che, dopo aver generato nel secondo trimestre ricavi per 621 milioni di euro, in calo del 19% su base annua a causa del perdurare della debolezza dei mercati in cui la società opera, in particolare dell'Heating europeo, e un ebit adjusted in contrazione del 66% a 27 milioni, ha aggiornato al ribasso la guidance per l'intero 2024, con ricavi consolidati che potrebbero subire una contrazione tra il 12% e il 15% a parità di perimetro. Di conseguenza, il margine ebit adjusted potrebbe attestarsi a circa il 6%, rispetto alla precedente indicazione di una forchetta tra il 9,4% e il 10%.
(riproduzione riservata)