Il Ftse Mib chiude a 33.833,8 punti, in calo dello 0,12%. Sul listino milanese si distingue Prysmian, che mette a segno un rialzo del 2,1%. Poi Unicredit (+1,6%), Inwit (+1,2%) ed Erg (+1,2%). In coda al paniere delle blue chip Nexi (-3,1%), Campari (-1,5%) , Stellantis (-1,5%) e Saipem (-1,4%).
Terminano le contrattazioni in rosso anche Francoforte (-0,3%), Parigi (-0,5%) e Londra (-0,1%). In calo dello 0,5% l’Euro Stoxx.
Wall Street apre in lieve rialzo con il Dow Jones che guadagna lo 0,02%, l’S&P 500 lo 0,1% e il Nasdaq lo 0,2% alle 15:30. Dopo l’avvio dei mercati americani i listini europei scambiano sotto la parità. Francoforte cede lo 0,4%, Parigi lo 0,5% e Londra lo 0,2%. Il Ftse Mib scambia a 33.859 punti, in calo dello 0,06%. In testa al listino c’è sempre Unicredit, in rialzo dell’1,9%, mentre in coda si trova Stellantis che perde l’1,8%.
Con i futures statunitensi piatti, le borse europee viaggiano in ordine sparso. Francoforte perde lo 0,21%, Parigi lo 0,23%, Londra sale dello 0,07% e Milano guadagna lo 0,27% a 33.973 punti alle 14:55 con Unicredit che sostiene il settore bancario, seguono Inwit e Prysmian con progressi, rispettivamente, dell’1,10% e dell’1,83%. L’euro balza dello 0,84% a 1,12 dollari dopo i dati macro Usa. Nella settimana al 20 settembre l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è aumentato dell'11%, dopo l'incremento dell'14,2% della settimana precedente. La Mortgage Bankers Associations ha anche indicato che i tassi sui mutui trentennali sono scesi al 6,13% dal 6,15% della settimana precedente. «L’euro rimane sostanzialmente forte, nonostante i dati macro segnalino stagnazione nel Vecchio continente. L’indice Ifo tedesco pubblicato ieri si è rivelato ancora negativo, ed è sceso a 85,4 a settembre 2024 da 86,6 ad agosto», afferma Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades. «Sulle altre valute, prevale una certa debolezza del biglietto verde, in un contesto in cui il cambiamento di narrativa dei responsabili di politica monetaria statunitense sembra spingere la valuta al ribasso, e forse questo è l’obiettivo della Fed», indica Berlinzani.
I mercati azionari europei restano deboli. Meno Milano con l’indice Ftse Mib che si porta sulla parità (+0,06% a 33.900 punti alle 12:15 con Unicredit e Inwit tra i migliori, seguite da Prysmian e Leonardo). Lo spread Btp/Bund scende a 131,9 punti base, sui livelli di fine luglio, e il rendimento del Btp 10 anni al 3,4%, sui minimi dall'estate del 2022, anche se l’Ocse vede il pil italiano solo allo 0,8% nel 2024, mentre si rafforzano le scommesse per un approccio accomodante da parte di Bce e Fed in attesa del dato sull'inflazione Usa di settembre che verrà diffuso venerdì ma anche dell’intervento previsto per domani, 26 settembre, del numero uno della Fed, Jerome Powell.
Intanto, il Tesoro ha collocato 5,25 miliardi di Btp a varie scadenze con rendimenti in calo. In particolare, sono stati assegnati 2,750 miliardi di Btp a due anni, con richieste per 4,461 miliardi, e un rendimento al 2,51%, in flessione di 38 punti base; inoltre 1,25 miliardi di Btp a 5 anni, a fronte di richieste per 1,953 miliardi, con un rendimento in calo di 44 punti base all’1,17% e 1,25 miliardi di Btp a 15 anni, a fonte di richieste per 1,808 miliardi con un rendimento all'1,97%.
I mercati azionari europei restano deboli (Dax -0,46%, Cac40 -0,55%, Ftse100 +0,06% e Ftse Mib -0,12% a 33.840 punti alle 10:40 con Stm -1,17%, Stellantis -1,10% e Nexi -1,35% i peggiori; spicca contro corrente Unicredit con un +1,11%), indecisi sul da farsi come il 24 settembre Wall Street. «Le oscillazioni tra territorio positivo e negativo sono state guidate da due forze contrapposte: da un lato, la speranza che l'economia cinese possa riprendersi dopo un periodo difficile, e dall'altro, la delusione per un rapporto sulla fiducia dei consumatori americani che ha sorpreso al ribasso. Alla fine della giornata, però, i tori hanno avuto la meglio, portando i principali indici statunitensi a un nuovo massimo storico, il 41° per l'S&P 500 dall'inizio dell'anno», sottolinea Gabriel Debach, market analyst di eToro.
Il dato sulla fiducia dei consumatori ha registrato una discesa di 6,9 punti, scendendo a 98,7 contro le attese di un aumento a 104,0, segnando la più forte flessione mensile degli ultimi tre anni. Anche l’indice delle aspettative ha subito una flessione, mentre le aspettative di inflazione a 12 mesi sono aumentate al 5,2% rispetto al 5% di agosto. Questi numeri riflettono probabilmente le crescenti preoccupazioni delle persone per i propri posti di lavoro e i salari. Come se non bastasse, afferma Debach, i commenti del governatore della Fed, Michelle Bowman, hanno aggiunto ulteriore pressione al mercato: Bowman, unico dissenziente rispetto al recente taglio dei tassi di interesse di 50 punti base, ha dichiarato che la Fed dovrebbe adottare un approccio più misurato nell'abbassare i tassi, citando il rischio persistente di inflazione e un mercato del lavoro ancora forte.
Nel frattempo, la banca centrale svedese ha tagliato i tassi dal 3,5% al 3,25%, come previsto dagli economisti, e ha detto che, se le prospettive di inflazione rimarranno favorevoli, nei prossimi mesi potrebbe allentare la politica monetaria a un ritmo più veloce. L'inflazione rispetto al picco di oltre il 10% raggiunto nel 2022 è scesa all'1,2% a settembre. Lo spread Btp/Bund scende a 132,26 punti base e l’euro sale dello 0,69% a 1,118 dollari in attesa dei dati macro Usa.
Le borse europee scivolano in avvio di seduta a causa delle forti tensioni geopolitiche su più fronti. Il Dax perde lo 0,65%, il Cac40 lo 0,71%, il Ftse100 lo 0,38% e il Ftse Mib lo 0,37% a 33.754 punti. I dati sulla fiducia dei consumatori statunitensi - scesa al minimo da agosto 2021 - hanno rafforzato le attese del mercato per un altro taglio dei tassi di interesse da 50 punti base da parte della Fed a novembre, con le probabilità salite al 60,4% rispetto al 53% del giorno prima.
Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,47% e lo spread con il Bund è stabile a quota 133,6 punti base. In mattinata il Tesoro dà il via alla tornata d'aste di fine mese, con Btp short-term e Btpei offerti per un importo massimo complessivo di 5,25 miliardi di euro. Domani, 26 settembre, sarà invece la volta del Bot a 6 mesi, offerto per 7 miliardi, e venerdì dell'asta a medio-lungo che vedrà sul tavolo un importo massimo di 8,75 miliardi spalmati su quattro titoli. Sul primario si attivano questa mattina anche la Germania, che mette a disposizione Bund novembre 2030 per 3 miliardi, e la Grecia che offre 500 milioni in titoli di Stato a sei mesi. L’euro sale dello 0,76% a 1,119 dollari. L'indice di fiducia dei consumatori in Francia è salito a 95 punti a settembre dai 93 punti rivisti di agosto. Il dato ha battuto la stima del consenso degli economisti a quota 92 punti.
A Piazza Affari scendono Mps (-1,22% a 4,94 euro), Bper Banca (-1,28% a 4,85 euro), Nexi (-1,22% a 6,15 euro) e Unicredit (-0,48% a 37,08 euro), questa dopo che alcuni membri del consiglio di sorveglianza di Commerzbank si sono opposti con forza a un'eventuale acquisizione della banca tedesca da parte di quella italiana, attaccando personalmente il ceo, Andrea Orcel, e affermando di essere pronti a una lunga lotta. Una portavoce della Commissione Europea ha detto che le fusioni potrebbero consentire alle banche di diventare più resilienti rispetto agli shock e di operare in modo più efficiente, a beneficio dell'economia dell'Unione Europea. Mentre la scelta dell’istituto tedesco di nominare Bettina Orlopp nuova ad è giusta. Andreas Thomae, gestore di portafoglio presso Deka, ha definito la Orlopp una candidata ideale e decisa. Intanto, sul fronte interno, Unicredit ha avviato un processo strategico di internalizzazione del business vita in Italia con l’esercizio dei diritti funzionali all'acquisto delle quote di maggioranza in Cnp Unicredit Vita e Unicredit Allianz Vita.
Invece, Banca Generali (-0,45% a 40 euro) ha ricevuto adesioni all’opa per una percentuale complessiva pari a circa il 69% del capitale di Intermonte (stabile a 2,98 euro). Nel caso di Relatech (ferma a 2,53 euro) la Consob ha disposto il riavvio dei termini istruttori, sospesi il 9 settembre scorso, relativamente all'opa obbligatoria totalitaria sulle azioni ordinarie della società promossa da Gemini Bidco. I nuovi termini avranno scadenza il 4 ottobre. Quanto a Stellantis (-0,61% a 13,90 euro), mentre John Elkann cerca un nuovo ad al posto di Carlos Tavares, i sindacati hanno proclamato uno sciopero di otto ore nel settore automotive il prossimo 18 ottobre.
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Infine, tra i titoli del settore oil, Eni arretra dello 0,14% a 14,14 euro. Giappone e Italia sarebbero in trattative per firmare un memorandum d’intesa che prevede l’acquisto da parte di Tokyo di forniture di gas naturale liquefatto dal colosso oil, secondo quanto ha riportato l’emittente pubblica giapponese NHK. Viceversa Tenaris sale dello 0,62% a 13,89 euro: dopo l’Investor Day Santander ha alzato il giudizio sul titolo a neutral.
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Borse europee attese in calo in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 flette dello 0,50%. In calo anche i futures statunitensi (-0,22% quello sul Dow Jones e -0,14% quello sull’S&P500). Pesano le tensioni geopolitiche, non solo in Medio Oriente. Se, da una parte, Israele ha effettuato attacchi aerei sul Libano meridionale per il terzo giorno consecutivo e ci sono state vittime, dall’altra la Cina ha lanciato questa mattina, alle 08.44 locali (le 2.44 in Italia), un missile balistico, il primo da 44 anni, intercontinentale che trasportava una testata fittizia. Il vettore è finito nell'Oceano Pacifico, cadendo nelle aree marine previste. «Questo lancio di prova è un'operazione di routine nel piano di addestramento annuale dell'Esercito popolare di liberazione ed è in linea con il diritto e la prassi internazionale e non è diretto contro alcun Paese o specifico obiettivo», ha precisato il ministero della Difesa cinese. Un missile balistico intercontinentale, progettato per trasportare testate nucleari, ha una gittata operativa fino a 15 mila chilometri che gli consentirebbe di raggiungere gli Stati Uniti.
Con queste nuove tensioni il prezzo dell'oro ha aggiornato il suo record storico anche perché l'ottimismo su tassi di interesse più bassi negli Stati Uniti pesa sul dollaro (cross euro/dollaro +0,74% a 1,119), sceso ai minimi degli ultimi 14 mesi dopo che la Federal Reserve ha tagliato i tassi d'interesse la scorsa settimana. La banca centrale ha anche annunciato l'inizio di un ciclo di allentamento che si prevede porterà ulteriori riduzioni dei tassi nei prossimi mesi. L'oro spot è salito dello 0,3% raggiungendo un record di 2.670,52 dollari l'oncia, mentre i futures sull'oro con scadenza a dicembre hanno toccato un picco a 2.694,75 dollari l'oncia. Il dato sull'indice dei prezzi Pce - l'indicatore di inflazione preferito dalla Fed - è atteso per venerdì e si prevede che influenzerà anche i piani della banca centrale sui tassi. Per gli economisti di Citi la Fed probabilmente abbasserà i tassi di 125 punti base in totale dopo la riduzione di 50 della scorsa settimana. Goldman Sachs prevede tagli da 25 punti base in ogni riunione da novembre fino a giugno 2025.
Invece, i prezzi del petrolio calano, mentre gli investitori stanno cercando di capire se i piani di stimolo della Cina per rilanciare l'economia siano sufficienti a far crescere la domanda di carburante nel maggiore importatore mondiale di greggio. I futures del Brent perdono lo 0,26% a 74,28 dollari al barile e quelli del Wti lo 0,35% a 71,31 dollari al barile. Martedì sono saliti dell'1,7% martedì dopo che la Cina ha annunciato un piano massiccio di stimoli con tagli ai tassi di interesse e finanziamenti governativi. Gli analisti, tuttavia, hanno avvertito che è necessario un maggiore aiuto fiscale per aumentare la fiducia nella seconda economia mondiale e questo ha eroso l'impatto iniziale sui prezzi del petrolio. «La mancanza di un approccio fiscale più concreto suscita ancora qualche riserva sulla possibilità di sostenere la spinta economica», ha dichiarato Yeap Jun Rong, strategist di IG, notando che il mercato petrolifero registra scambi più bassi del solito, probabilmente anche a causa del calo della fiducia dei consumatori statunitensi. A settembre è scesa ai minimi da tre anni a questa parte, con particolare preoccupazione per la disponibilità di posti di lavoro. Tuttavia, il calo delle scorte di greggio negli Stati Uniti (-4,34 milioni di barili la scorsa settimana, mentre le scorte di benzina sono scese di 3,44 milioni di barili e quelle di distillati di 1,12 milioni di barili) ha fornito un certo sostegno al mercato, che è generalmente salito da quando i prezzi sono scesi ai minimi dal 2021 lo scorso 10 settembre. Alle 16:30 è in agenda il dato sulle scorte settimanali di prodotti petroliferi Eia.
Lato macro, alle 8:45 verrà pubblicato l’indice sulla fiducia dei consumatori a settembre (precedente: 92 punti), alle 13 l’indice settimanale sulle richieste di mutui (precedente: +14,2%) e alle 16 le vendite di nuove case ad agosto (precedente: 0,739 milioni di unità; consenso: 0,7 milioni). «Più interessanti sono i dati di domani, 26 settembre, dove la seconda lettura dovrebbe confermare la conferma della crescita del 3% del pil Usa», afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim, ricordando che l’indice Ifo sul morale delle imprese tedesche di settembre, pari a 85,4 punti, è risultato in ulteriore contrazione sia rispetto alle attese (86,1) sia rispetto ad agosto (86,6). «La debolezza dell’indicatore conferma che le difficoltà di riconversione dell’economia tedesca richiederanno probabilmente molto più tempo del previsto. Difficile, quindi, che l’economia dell’intera zona euro possa velocemente riprendere il cammino di crescita se la locomotiva dell’Europa si è fermata», avverte Tognoli.
A Piazza Affari è ancora sorvegliata speciale Unicredit dopo che alcuni membri del consiglio di sorveglianza di Commerzbank si sono opposti con forza a un'eventuale acquisizione della banca tedesca da parte di quella italiana, attaccando personalmente il ceo, Andrea Orcel, e affermando di essere pronti a una lunga lotta. Una portavoce della Commissione Europea ha detto che le fusioni potrebbero consentire alle banche di diventare più resilienti rispetto agli shock e di operare in modo più efficiente, a beneficio dell'economia dell'Unione Europea. Mentre la scelta dell’istituto tedesco di nominare Bettina Orlopp nuova ad è giusta. Andreas Thomae, gestore di portafoglio presso Deka, ha definito la Orlopp una candidata ideale e decisa. Intanto, sul fronte interno, Unicredit ha avviato un processo strategico di internalizzazione del business vita in Italia con l’esercizio dei diritti funzionali all'acquisto delle quote di maggioranza in Cnp Unicredit Vita e Unicredit Allianz Vita.
Invece, Banca Generali ha ricevuto adesioni all’opa per una percentuale complessiva pari a circa il 69% del capitale di Intermonte. Nel caso di Relatech la Consob ha disposto il riavvio dei termini istruttori, sospesi il 9 settembre scorso, relativamente all'opa obbligatoria totalitaria sulle azioni ordinarie della società promossa da Gemini Bidco. I nuovi termini avranno scadenza il 4 ottobre. Quanto a Stellantis, mentre John Elkann cerca un nuovo ad al posto di Carlos Tavares, i sindacati hanno proclamato uno sciopero di otto ore nel settore automotive il prossimo 18 ottobre.
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Infine, tra i titoli del settore oil, attenzione a Eni perché Giappone e Italia sarebbero in trattative per firmare un memorandum d’intesa che prevede l’acquisto da parte di Tokyo di forniture di gas naturale liquefatto dal colosso oil, secondo quanto ha riportato l’emittente pubblica giapponese NHK, e a Tenaris: dopo l’Investor Day Santander ha alzato il giudizio sul titolo a neutral.
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