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Borse europee in crescita, segnali positivi per il FTSE MIB

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude sopra la parità (+0,2%). Sul podio Iveco, Saipem e Tenaris. Scende Unipol

25 ottobre 2024, 07:14 Ultimo aggiornamento: 17:49

Borse Usa sopra la parità. A settembre gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti hanno registrato un calo meno pesante delle attese. Spread fermo: il Tesoro con ogni probabilità rinuncerà a offrire bond retail in autunno in coincidenza con la vendita di una quota di Poste | IL VIDEO | Unicredit si copre dal rischio Commerzbank. La banca chiama Jefferies per proteggersi dai cali del titolo in borsa

  • Ore 13:50 Il Ftse Mib sale con il duo Saipem ed Eni. Lo spread risale a 121
  • Ore 12:05 Il Ftse Mib consolida il rialzo, spread a 120 dopo l’asta di Btp
  • Ore 10:40 Il Ftse Mib il migliore in Ue con le banche e Saipem. Indice Ifo oltre le attese
  • Ore 09:05 Il Ftse Mib resta a galla con Eni e Saipem. Lo spread sale a 121 in attesa di Dbrs sull’Italia e dell’asta di Btp
  • Ore 07:45 Europa attesa in leggero calo. Italia al test di Dbrs

Il Ftse Mib chiude a 34.776, in rialzo dello 0,22%. A Piazza Affari la migliore blue chip dell’ultima seduta della settimana è Iveco (+3,2%), seguita da Saipem (+3,2%) e Tenaris (+1,9%). In coda al paniere Unipol (-1,6%), Nexi (-1,1%) e Hera (-1%). Spread Btp/Bund a 122 punti. 

Chiudono in calo Londra (-0,2%) e Parigi (-0,1%). Sulla parità Francoforte. Mista Wall Street a due ore dall’avvio della seduta, con il Dow Jones in lieve ribasso (-0,1%) mentre S&P 500 e Nasdaq accelerano rispettivamente dello 0,6% e dell’1,2%.  

Ore 15:30 Wall Street positiva in apertura

Wall Street apre tonica con il Dow Jones in rialzo dello 0,4%, l’S&P 500 dello 0,5% e il Nasdaq dello 0,6%. L’unico dato macro atteso oggi dagli Stati Uniti, cioè l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan, si attesta a 70,5 punti a ottobre, al di sopra del consenso a 69 punti.

Dopo l’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 34.794 punti, in rialzo dello 0,7%, mentre le borse europee vanno in ordine sparso: in lieve rialzo Parigi (+0,1%), in calo frazionale Francoforte e Londra. 

A Piazza Affari la migliore è Saipem (+3,5%), seguita da Iveco (+3%) ed Eni (+2%). In calo Unipol (-1,1%), Hera (-1,1%) e Bper Banca (-1%). Spread Btp/Bund a 121 punti. 

Ore 14:55 Futures Usa positivi. Sale il petrolio

I futures statunitensi accelerano al rialzo (+0,35% quello sul Dow Jones e +0,43% quello sull’S&P500 alle 14:55), ma le borse europee non fanno una piega e si confermano deboli. L’indice Ftse Mib di Piazza Affari resta comunque in territorio positivo con un +0,15% a 34.752 punti grazie ai titoli oil come Saipem, Eni e Tenaris in scia al prezzo del Brent in rialzo dell’1,21% a 75,25 dollari al barile. Bene anche Iveco. Mentre l’euro continua a salire dello 0,54% a 1,083 dollari. A settembre, gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti hanno registrato un calo dello 0,8% rispetto al mese precedente a 284,8 miliardi di dollari; le attese erano per un ribasso dell'1%. Il dato di agosto è stato rivisto da +0,0% a -0,8%.

Il Tesoro con ogni probabilità rinuncerà a offrire bond retail in autunno in coincidenza con la vendita Poste

Lo spread Btp/Bund è fermo a 121,26 punti base. Il Tesoro, secondo Reuters, rinuncerà molto probabilmente all'emissione di un bond dedicato agli investitori retail nella consueta finestra autunnale per evitare la coincidenza con la vendita di una quota di Poste Italiane, anch'essa destinata ai piccoli risparmiatori. Ad eccezione del 2015, il Tesoro ha sempre sfruttato la finestra autunnale per offrire un titolo retail. Quest'anno, però, sarà diverso, per cercare di evitare di proporre al mercato un eccesso di offerta, che potrebbe ostacolare la vendita della quota di circa il 14% di Poste, come riferito da alcune fonti a Reuters.

Ore 13:50 Il Ftse Mib sale con il duo Saipem ed Eni. Lo spread risale a 121

I futures di Wall Street restano in territorio positivo (+0,28% quello sul Dow Jones e +0,28% quello sull’S&P500), ma i mercati del Vecchio Continente si spengono di nuovo. Francoforte segna un +0,01%, Parigi un -0,17%, Londra un -0,18% e Milano un +0,16% a 34.753 punti alle 13:50 con Saipem ed Eni le migliori; tra gli industriali spiccano anche Iveco e Prysmian. Lo spread Btp/Bund sale a 121,45 punti base e l’euro dello 0,47% a 1,082 dollari. Per Tomasz Wieladek, Chief European Economist di T. Rowe Price, le aspettative di inflazione delle famiglie dell'area dell'euro a settembre, che sono diminuite in modo significativo, e i prestiti al settore privato che continuano a riprendersi più rapidamente del previsto, aiuteranno la Bce a tagliare i tassi in modo sequenziale nelle prossime due riunioni.

T. Rowe Price: non è ancora il momento per un taglio di 50 punti da parte della Bce

«Questo unito al recente forte aumento della domanda di mutui ipotecari osservato nell'indagine BLS della Bce mostra che l'effetto della stretta monetaria sta svanendo», afferma Wieladek. «È importante che la Bce continui a tagliare i tassi di riferimento per stabilizzare il forte calo delle aspettative di inflazione osservato oggi nei dati. La Bce dovrebbe fare tutto il possibile per mantenere le aspettative di inflazione a medio termine ancorate all'obiettivo. Tuttavia, la Bce non dovrebbe perdere di vista il medio termine. I dati monetari indicano che l'attività e l'inflazione inizieranno a riprendersi il prossimo anno».

Un importante rischio di coda è la politica tariffaria degli Stati Uniti: anche se la nuova politica degli Stati Uniti dovesse portare solo a una negoziazione sulle tariffe con la Commissione Europea, il grado di incertezza sarà molto ampio. «Il valore dell'opzione per un’azienda di aspettare a investire fino alla fine della negoziazione aumenterà in modo significativo. In questo scenario», conclude Wieladek, «le indagini congiunturali dovrebbero peggiorare ulteriormente a causa dell'impatto sul sentiment. In tal caso, un taglio di 50 punti base a dicembre sarebbe giustificato, ma le elezioni statunitensi e la politica tariffaria statunitense sono ancora davanti a noi. Sulla base dei dati odierni, è troppo presto per prevedere un taglio di 50 punti base a dicembre».

Ore 12:05 Il Ftse Mib consolida il rialzo, spread a 120 dopo l’asta di Btp

Con i futures statunitensi che virano al rialzo (+0,25% quello sul Dow Jones e +0,27% quello sull’S&P500), anche le borse europee si rianimano, eccetto Parigi (-0,01%). Francoforte ora guadagna lo 0,26%, Londra lo 0,06% e Milano lo 0,33% a 34.814 punti alle 12:05 con Saipem (+4%) in testa, seguita dalle banche e alcuni industriali come Ferrari, Iveco, Prysmian e Tenaris. Lo spread Btp/Bund resta intorno a 120 punti base e il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,479% dopo che il Tesoro ha assegnato in asta Btp short term (2 anni) per 2,5 miliardi di euro con un tasso in aumento al 2,56% (+5 punti base rispetto all’asta precedente). La domanda è stata pari a 4,2 miliardi con un rapporto di copertura di 1,7.

Gam Sgr osserva interessanti anomalie di mercato a due settimane dalle presidenziali Usa

A meno di due settimane dalle elezioni presidenziali americane, l’incertezza sul risultato sta influenzando i mercati, con gli operatori attenti a captare ogni segnale utile per rivedere le proprie strategie. In questo contesto emergono alcune anomalie interessanti, nota Massimo De Palma, Head of Multi Asset Team di Gam (Italia) Sgr: «Le tensioni geopolitiche, sempre sullo sfondo e a tratti in intensificazione, continuano ad influenzare gli asset finanziari, insieme alle politiche monetarie delle banche centrali e alle notizie macroeconomiche. La volatilità è tornata a crescere sul mercato obbligazionario, mentre l’azionario, contro ogni aspettativa, ha al momento oscillazioni più contenute».

Nonostante i recenti record degli indici americani e l’imminente appuntamento elettorale suggerissero una correzione, le prese di profitto non si sono ancora concretizzate. Le valutazioni sono elevate sia in termini assoluti che relativi. «Dal 1990 a oggi, l'azionario americano non è mai stato così caro rispetto al resto del mondo», continua De Palma. «A sostenere i corsi è la solidità dell’economia statunitense, con consumi robusti alimentati da salari in crescita e da un mercato del lavoro vivace. Questo quadro sta riducendo le aspettative di tagli drastici dei tassi da parte della Fed, con l’inflazione sotto controllo e la recessione evitata. Il soft landing rimane dunque lo scenario più probabile. Il calo del mercato obbligazionario americano sembra una correzione fisiologica dopo un periodo di eccesso di ottimismo. Tuttavia, desta sorpresa la forte correlazione con la zona euro, dove l’attività economica è più fragile del previsto, con consumi e investimenti ancora deboli. Riteniamo che questa tendenza possa ridursi, aprendo spazio a una potenziale sovraperformance delle obbligazioni europee. In Cina, gli indici azionari rimangono scollegati dal contesto globale, ancora influenzati dal settore immobiliare. Infine l’oro ha segnato nuovi record storici, sostenuto da acquisti massicci delle banche centrali e degli investitori, incurante del rafforzamento del dollaro e del rialzo dei tassi di interesse. I metalli preziosi, con la loro funzione di bene rifugio, rimangono un pilastro strategico per la protezione dei portafogli, anche se potrebbero verificarsi fasi correttive per fare rientrare gli eccessi recenti».

Ore 10:40 Il Ftse Mib il migliore in Ue con le banche e Saipem. Indice Ifo oltre le attese

Le borse europee, eccetto Milano, si indeboliscono (Dax -0,08%, Cac40 -0,23%, Ftse100 -0,07% e Ftse Mib +0,18% a 34,761 punti alle 10:40 grazie al buon andamento delle banche, di Saipem, +3,86%, e di Prysmian, +0,81%) anche se il clima di fiducia delle imprese è migliorato a ottobre in Germania. L’indice elaborato dall’istituto Ifo si è attestato a 86,5 punti, superando le attese degli economisti a 85,5 punti e a fronte dei 85,4 punti di settembre. «Per ora si è arrestato il declino dell’economia tedesca», afferma con una certa prudenza l'Ifo. Invece, in Italia a ottobre l'indice del clima di fiducia dei consumatori è calato da 98,3 a 97,4. Tra i consumatori, ha spiegato l'Istat, si evidenzia un diffuso peggioramento delle opinioni sulla situazione economica generale e su quella futura: il clima economico è calato da 103,9 a 99,7 e quello futuro da 97,4 a 95. Invece, si stima un lieve aumento per il clima personale (da 96,3 a 96,6) e per quello corrente (da 99 a 99,2).

A livello di zona euro, è risultata in aumento la massa monetaria M3 a settembre. La variazione annualizzata dell'aggregato M3, rilevata mensilmente dalla Bce, si è attestata infatti a +3,2% dopo il +2,9% del mese precedente. La crescita dei prestiti al settore privato, in particolare i prestiti alle famiglie, è stata pari a +0,7% dopo il +0,6% di agosto, ma è risultata inferiore alle attese (+0,8%), mentre i prestiti alle imprese non finanziarie sono saliti dell'1,1% dopo il +0,8% del mese precedente. Dopo questi dati e in attesa di quelli Usa. l’euro sale dello 0,43% a 1,082 dollari e lo spread Btp/Bund scende a quota 120,71 punti base.

Ore 09:05 Il Ftse Mib resta a galla con Eni e Saipem. Lo spread sale a 121 in attesa di Dbrs sull’Italia e dell’asta di Btp

I mercati azionari europei sono deboli in avvio di seduta. Francoforte perde lo 0,18%, Parigi lo 0,08%, Londra si limita a un +0,04% e Milano a un +0,09% a 34.729 punti. Lo spread Btp/Bund sale a quota 121,64 punti base. Dopo il miglioramento dell'outlook da parte di Fitch a positivo la scorsa settimana e la conferma di S&P Global, questa sera toccherà a Dbrs rivedere il proprio giudizio sull'Italia attualmente a BBB (high) con un outlook stabile. Secondo diversi analisti, citati da Reuters, l'Italia può affrontare questa nuova tornata di giudizi da parte delle agenzie con speranza più che con timore. 

Il Tesoro colloca un massimo di 5 miliardi di euro di Btp
 

Il rendimento del Btp 10 anni, calato il 24 ottobre sulla scia dei Pmi che hanno messo in luce la debolezza della crescita, sale al 3,47% nel giorno del collocamento dei Btp short e dei Btpei. Il Tesoro mette a disposizione degli investitori un massimo di 5 miliardi di euro di tre titoli mentre in occasione dell'asta di Bot a 6 mesi di martedì i miliardi offerti sono 3,3 in due titoli: un Bot 12 mesi e uno a sei mesi, entrambi con vita residua cinque mesi. Stasera i dettagli del collocamento a medio-lungo termine in programma mercoledì prossimo.

In Francia cala l’indice sulla fiducia dei consumatori a ottobre
 

Mentre si moltiplicano gli inviti dei falchi di Francoforte a procedere con cautela nel tagliare i tassi di interesse, alle 10 la Bce rende noti i risultati del sondaggio sulle aspettative dei consumatori nel mese di settembre. Nell'ultimo aggiornamento disponibile, quello di agosto, i consumatori della zona euro hanno ridotto le loro aspettative di inflazione per i prossimi 12 mesi al livello più basso degli ultimi tre anni. L'indagine sulle aspettative dei consumatori è un indicatore della fiducia delle famiglie nella capacità della Bce di riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2%. Nel frattempo, l'indice di fiducia dei consumatori francesi è calato a 94 punti a ottobre dai 95 del mese precedente. Il dato è ben al di sotto della media di lungo periodo (gennaio 1987-dicembre 2023) di 100 punti. Mentre in Spagna i prezzi alla produzione a settembre su base annuale sono scesi del 5,2% rispetto al precedente -1,3% e il tasso di disoccupazione su base trimestrale ha registrato un +11,21%, in calo rispetto al precedente +11,27% (la previsione era per un +11,4%).

A Milano bene Eni, Saipem, Unicredit e Banco Bpm

Sul listino milanese Unicredit che, come riportato da MF-Milano Finanza, si copre dal rischio della partecipazione in Commerzbank, di cui dallo scorso 10 settembre è il primo azionista con il 9% e derivati per un ulteriore 11,5%, spunta un +0,76% a 40,36 euro. Negli ultimi giorni la banca guidata da Andrea Orcel ha chiamato la merchant americana Jefferies per assicurare la quota da eventuali fluttuazioni di mercato, utilizzando strumenti finanziari che mitigano il rischio di cali nei prezzi. E proprio Jefferies, in un report raccolto da milanofinanza.it, ha confermato il rating buy e il target price a 40,26 euro su Unicredit, sottolineando che una fusione con Commerzbank sarebbe in grado di accrescere sia l’utile per azione sia il net asset value tangibile. «In base alle nostre ipotesi, riteniamo che Unicredit sia in grado di mantenere una guidance di distribuzione stand-alone di oltre 8,6 miliardi di euro nel 2025 e nel 2026, passando a circa 11 miliardi di euro dal 2027», si legge nel report.

Invece, S&P ha migliorato il rating di Banco Bpm, in rialzo dello 0,62% a 6,12 euro, di un notch a BBB/A-2. Una mossa che riflette il rafforzamento dell'additional loss-absorbing capacity dell’istituto di credito, derivante dal successo delle attività di emissione di strumenti senior non-preferred e Tier 2 del gruppo, che hanno creato buffers più che adeguati all'interno della struttura del capitale e delle passività. L'outlook è stabile. Contemporaneamente, S&P ha indicato la propria aspettativa che la forte presenza di Banco Bpm nelle aree più ricche del Nord Italia e il modello di business ben diversificato siano destinati a sostenere la stabilità del business nei prossimi anni.

Conti e accordo, poi, per Eni, in progresso dello 0,80% a 14,34 euro, che nei primi nove mesi del 2024 ha registrato un utile netto adjusted pari a 4,3 miliardi di euro, in calo del 34% anno su anno, ha incrementato il piano di buyback a 2 miliardi di euro e con Seri Industrial, azienda attiva nel settore degli accumulatori di energia, ha stretto un accordo per il potenziale sviluppo della filiera industriale delle batterie elettrochimiche al litio-ferro-fosfato per applicazioni storage e per mobilità elettrica industriale e commerciale. L’intesa esplora la possibilità di costituire una società compartecipata per realizzare nel sito Eni di Brindisi un impianto di produzione accumuli di energia elettrica di tipo stazionario, una linea di produzione di materia attiva, input del processo produttivo, e di riciclo delle batterie, che affiancherà un impianto analogo in corso di realizzazione da Fib, società controllata da Seri Industrial, nella provincia di Caserta. Il cda di Eni ha anche deliberato di distribuire agli azionisti la seconda delle quattro tranche del dividendo 2024, a valere sulle riserve disponibili, di 0,25 euro (su un’erogazione complessiva annuale pari a 1 euro). Nel comparto oil non è da meno Saipem (+1,46% a 2,153 euro), fresca di conti e di miglioramento della guidance del 2024.

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Invece, Prysmian, stabile a quota 67 euro, ha un backlog nella trasmissione di energia pari a 4-5 anni di ricavi come ha detto l’ad, Massimo Battaini, durante l'Energy Transition Forum e Terna (-0,30% a 8,056 euro) ha sottoscritto con la Bei un finanziamento da 400 milioni che mira a rafforzare l’efficienza e l’affidabilità della rete di trasmissione nazionale. Infine, si ricorda che termina l’offerta pubblica volontaria di acquisto e scambio di Fnac Darty e Ruby Equity Investment Sarl su azioni ordinarie Unieuro (+0,54% a 11,1 euro) e l’opa totalitaria su azioni ordinarie promossa da Gemini BidCo su Relatech (ferma a quota 2,53 euro).

Ore 07:45 Europa attesa in leggero calo. Italia al test di Dbrs

Borse europee attese in calo in avvio di seduta (-0,22% il future sull’Eurostoxx50). Piatti i futures degli indici azionari statunitensi, mentre l'attenzione si è spostata sulla raffica di trimestrali dei colosso tecnologici previsti per la prossima settimana. Anche i rendimenti dei titoli di Stato si sono spenti, quello del Treasury Usa 10 anni scende al 4,17% e quello del Btp 10 anni al 3,47%. In serata, dopo il miglioramento dell'outlook da parte di Fitch a positivo la scorsa settimana e la conferma di S&P Global, è atteso il giudizio di Dbrs sul rating dell'Italia, attualmente a BBB (high) con un outlook stabile, oltre che quello di S&P sul rating del Belgio e di Moody's sul rating della Francia, attualmente di Aa2 con un outlook stabile dopo che circa due settimane fa Fitch ha tagliato l'outlook portandolo a negativo.

Nell’agenda macro l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese in Germania

L’euro continua a rimbalzare nei confronti del dollaro, sale dello 0,42% a 1,082. Alle 8 è in agenda il dato sui prezzi import a settembre della Germania (precedente: +0,2% anno su anno), alle 08:45 l’indice sulla fiducia dei consumatori a ottobre (precedente: 95 punti), alle 10 l’indice Ifo, un indicatore della fiducia delle imprese in Germania, di ottobre (precedente: 85,4 punti; consenso: 85,5 punti), la massa monetaria M3 a settembre dell’Eurozona (precedente: +2,9% anno su anno; consenso: +3% anno su anno), l’indice sulla fiducia dei consumatori a ottobre (precedente: 98,3 punti) dell’Italia e l’indice sulla fiducia delle imprese manifatturiere a ottobre sempre del Bel Paese (precedente: 86,7 punti). Invece, dagli Stati Uniti alle 14:30 arrivano gli ordini di beni durevoli a settembre preliminari (precedente: invariati mese su mese; consenso: -0,9% mese su mese) e alle 16 l’indice sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan a ottobre finale (preliminare: 68,9 punti).

Come interpretare i dati Pmi Ue e Usa

Il 24 ottobre i Pmi dell’Eurozona di ottobre sono stati misti. «In crescita sia rispetto alle attese che a settembre il manifatturiero (45,9 punti contro 45,1 atteso e 45 di settembre), ma in flessione i servizi (51,1 punti contro 51,5 atteso e 51,4 di settembre) e il composito (49,7 punti contro 49,8 atteso e 49,6 di settembre). I dati indicano una manifattura in ripresa e servizi che gradualmente riducono la loro forza, pur mantenendosi positivi. Crediamo che i dati vadano nella direzione auspicata dalla Bce, anche se necessitano di ulteriori conferme», afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim, osservando che, invece, in Usa sono stati tutti migliori delle attese i Pmi di ottobre: manifatturiero (47,8 punti contro 47,5 atteso e 47,3 di settembre), servizi (55,3 punti contro 55 atteso e 55,2 di settembre) e composito (54,3 punti contro 54 di settembre). «Anche in questo caso il settore manifatturiero mostra una tendenza al miglioramento, ma necessita di ulteriori conferme», aggiunge Tognoli.

Ma mentre gli indici statunitensi continuano ad aggiornare nuovi massimi, sostenuti principalmente da un’economia resiliente che il Fed GDPNow di Atlanta stima vicina al 3,4% nel terzo trimestre del 2024 e da attese di utili crescenti, la domanda che sorge spontanea è che cosa potrebbe far perdere quota ai mercati. «Crediamo che ci siano diversi rischi che potrebbero portare a turbolenze e oscillazioni dei prezzi entro la fine dell'anno. Tra questi, dati economici meno favorevoli delle attese possano far deragliare le aspettative del mercato riguardo ai futuri tagli dei tassi da parte della Fed; un'elezione presidenziale statunitense contesa e potenzialmente contestata; una decelerazione della crescita degli utili dopo il forte ampliamento visto nel secondo trimestre e una crescente preoccupazione per la geopolitica globale», avverte Tognoli.

Prezzi del petrolio in aumento con le tensioni geopolitiche

Proprio le tensioni geopolitiche sostengono i prezzi del petrolio (Wti +0,27% a 70,38 dollari al barile e Brent +0,30% a 74,60 dollari al barile). «Rimaniamo dell'idea che il prezzo giusto per il greggio sia attualmente intorno ai 70 dollari, in attesa di nuovi fattori di prezzo, tra cui l'esito della riunione del Comitato Permanente Npc della Cina e la risposta di Israele all'attacco missilistico dell'Iran del 1° ottobre», sottolinea Tony Sycamore, analista di IG. La risposta di Israele all’attacco missilistico da parte dell'Iran potrebbe colpire le infrastrutture petrolifere di Teheran e interrompere le forniture, anche se i rapporti dicono che Israele colpirà obiettivi militari iraniani, non nucleari o petroliferi. Nei prossimi giorni i funzionari statunitensi e israeliani riprenderanno i colloqui per un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi a Gaza dopo che i precedenti tentativi sono falliti. Il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha dichiarato giovedì che gli Stati Uniti non vogliono una campagna israeliana prolungata in Libano, mentre la Francia ha chiesto un cessate il fuoco. Goldman Sachs ha lasciato invariate le sue previsioni sui prezzi del greggio: le stime per il Brent si aggirano tra 70 e 85 dollari al barile.

A Milano occhio a Unicredit, Banco Bpm, Eni, Prysmian, Terna, Unieuro e Relatech

Sul listino milanese attenzione a Unicredit che, come riportato da MF-Milano Finanza, si copre dal rischio della partecipazione in Commerzbank, di cui dallo scorso 10 settembre è il primo azionista con il 9% e derivati per un ulteriore 11,5%. Negli ultimi giorni la banca guidata da Andrea Orcel ha chiamato la merchant americana Jefferies per assicurare la quota da eventuali fluttuazioni di mercato, utilizzando strumenti finanziari che mitigano il rischio di cali nei prezzi. E proprio Jefferies, in un report raccolto da milanofinanza.it, ha confermato il rating buy e il target price a 40,26 euro su Unicredit, sottolineando che una fusione con Commerzbank sarebbe in grado di accrescere sia l’utile per azione sia il net asset value tangibile. «In base alle nostre ipotesi, riteniamo che Unicredit sia in grado di mantenere una guidance di distribuzione stand-alone di oltre 8,6 miliardi di euro nel 2025 e nel 2026, passando a circa 11 miliardi di euro dal 2027», si legge nel report.

Invece, S&P ha migliorato il rating di Banco Bpm di un notch a BBB/A-2. Una mossa che riflette il rafforzamento dell'additional loss-absorbing capacity dell’istituto di credito, derivante dal successo delle attività di emissione di strumenti senior non-preferred e Tier 2 del gruppo, che hanno creato buffers più che adeguati all'interno della struttura del capitale e delle passività. L'outlook è stabile. Contemporaneamente, S&P ha indicato la propria aspettativa che la forte presenza di Banco Bpm nelle aree più ricche del Nord Italia e il modello di business ben diversificato siano destinati a sostenere la stabilità del business nei prossimi anni.

Conti e accordo, poi, per Eni che nei primi nove mesi del 2024 ha registrato un utile netto adjusted pari a 4,3 miliardi di euro, in calo del 34% anno su anno, ha incrementato il piano di buyback a 2 miliardi di euro e con Seri Industrial, azienda attiva nel settore degli accumulatori di energia, ha stretto un accordo per il potenziale sviluppo della filiera industriale delle batterie elettrochimiche al litio-ferro-fosfato per applicazioni storage e per mobilità elettrica industriale e commerciale. L’intesa esplora la possibilità di costituire una società compartecipata per realizzare nel sito Eni di Brindisi un impianto di produzione accumuli di energia elettrica di tipo stazionario, una linea di produzione di materia attiva, input del processo produttivo, e di riciclo delle batterie, che affiancherà un impianto analogo in corso di realizzazione da Fib, società controllata da Seri Industrial, nella provincia di Caserta. Il cda di Eni ha anche deliberato di distribuire agli azionisti la seconda delle quattro tranche del dividendo 2024, a valere sulle riserve disponibili, di 0,25 euro (su un’erogazione complessiva annuale pari a 1 euro).

Leggi anche: 

Invece, Prysmian ha un backlog nella trasmissione di energia pari a 4-5 anni di ricavi come ha detto l’ad, Massimo Battaini, durante l'Energy Transition Forum e Terna ha sottoscritto con la Bei un finanziamento da 400 milioni che mira a rafforzare l’efficienza e l’affidabilità della rete di trasmissione nazionale. Infine, si ricorda che termina l’offerta pubblica volontaria di acquisto e scambio di Fnac Darty e Ruby Equity Investment Sarl su azioni ordinarie Unieuro e l’opa totalitaria su azioni ordinarie promossa da Gemini BidCo su Relatech.

(riproduzione riservata)



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