Ore 15:30 Wall Street debole. Il Ftse Mib va in rosso
Il Ftse Mib chiude sulla parità a 34.638 punti (+0,07%), appesantito da Tim (-2,9%) e Stellantis (-2,3%). Per la società di telecomunicazioni è la seconda seduta in forte ribasso, dopo il -4,8% di lunedì 22 luglio. Nelle prime due sedute della settimana il titolo ha registrato un alto volume degli scambi, con un numero di contratti giornalieri e di azioni passate di mano superiore rispetto al solito. In calo anche Amplfon (-1,9%) e Stm (-1,8%). Le performance migliori sono invece quelle di Mediobanca, che guadagna l’1,7%, e Saipem (+1,3%), seguite da Prysmian (+1,25) e Interpump (+0,9%). Spread a 133 punti. Il rendimento del Btp decennale scende al 3,75%.
Wall Street apre debole con il Dow Jones che alle 15:30 perde lo 0,1% mentre S&P 500 e Nasdaq restano sulla parità. Il Ftse Mib, dopo una mattina in positivo, vira al ribasso e viaggia a 34.564 punti, in calo dello 0,15%. Tra le peggiori del listino milanese Tim, che cd eil 3%, Stm (-2,15%) e Iveco (-1,7%). In rialzo invece Mediobanca (+1,1%), Brunello Cucinelli (+0,75%) e Inwit (+0,7%). Spread a 134 punti.
I dati macro in arrivo da Oltre Oceano deludono le aspettative con l’indice manifatturiero Fed Richmond che scende a -17 punti a luglio e le vendite di case esistenti in contrazione del 5,4% a giugno.
I mercati azionari europei limano i guadagni in attesa dell’avvio di Wall Street. Anche a Milano l’indice Ftse Mib si porta sulla parità a 34.619 punti alle 15:00, frenato dalle banche, Iveco, Leonardo, Stm e Tim. Gabriel Debach, market analyst di eToro, sottolinea che alla luce della rotazione settoriale in atto, che sta progressivamente allontanato gli investitori dai titoli tecnologici, le pubblicazioni delle trimestrali verranno esaminate con un occhio molto più critico. In particolare, sembra che al momento tutto ruoti intorno al modo in cui le aziende guadagnano o pensano di monetizzare i prodotti legati all'intelligenza artificiale, che è senza dubbio il principale catalizzatore di crescita per i prossimi anni.
«Nel secondo trimestre del 2024, si prevede che i profitti delle cosiddette Magnifiche 7 siano aumentati del 29% - un calo notevole rispetto alla media del 35% del 2023. Tuttavia, si tratta comunque di una crescita di circa sei volte superiore rispetto alla media delle altre società, attese registrare un'espansione dei profitti di circa il 5%. Questi dati, se confermati, mostrerebbero quindi un divario ancora ampio, ma in riduzione rispetto al passato, cosa che dovrebbe sostenere il mercato in generale. Nel 2023, infatti, al netto delle Magnifiche 7, le restanti 493 società dell'S&P 500 avevano registrato perdite medie del 5%», precisa Debach, osservando che Alphabet e Tesla sono notevolmente sopravvalutate a causa delle elevate aspettative del mercato, con la casa madre di Google che scambia con un rapporto p/e di 27, mentre la casa automobilistica Usa si distingue per essere uno dei titoli più costosi dell'S&P 500 con un rapporto p/e addirittura di 61. «Alla luce di ciò, l'ansia da prestazione si ha soprattutto per Tesla che non pare essere in grado di soddisfare le aspettative del mercato», conclude l’esperto di eToro.
Con i futures statunitensi positivi (+0,11% il Dow Jones e +0,17% l’S&P500) dopo le trimestrali Usa, le borse europee si rafforzano. Francoforte guadagna l’1,24%, Parigi lo 0,28%, Londra lo 0,09% e il Ftse Mib lo 0,47% a 34.778 punti alle 13:25 con Intesa Sanpaolo, Inwit, Mediobanca e Terna che guadagnano un punto percentuale. L’euro, in attesa dei dati macro statunitensi, perde lo 0,10% a 1,085 dollari. Lo spread Btp/Bund fluttua intorno a 130 punti base. Dall’altra parte dell’Oceano General Motors ha registrato utili e ricavi nel secondo trimestre che hanno superato le stime degli analisti e ha alzato per la seconda volta quest'anno le previsioni sull’utile 2024. Il titolo sale di oltre il 5% nel pre-market. Inoltre, il colosso della difesa Lockheed Martin ha alzato per la prima volta quest'anno il suo obiettivo sulle vendite annuali, attese tra 70,5 e 71,5 miliardi di dollari rispetto alla precedente previsione di 68,5-70 miliardi. Le trimestrali delle Big Tech saranno fondamentali per determinare se i titoli statunitensi sono sopravvalutati o se possono ancora crescere. Alphabet e Tesla, due delle Magnifiche Sette, presenteranno i risultati trimestrali dopo la chiusura del mercato.
I mercati azionari europei viaggiano in ordine sparso. Francoforte sale dello 0,66%, Parigi scende dello 0,12%, insieme a Londra (-0,13%), viceversa Milano avanza dello 0,17% a 34.674 punti alle 11:15, sostenuto da Saipem (+1,17%) e Mediobanca (+0,76%), bene anche Tim (+0,73%) ed Eni (+0,65%). «La strada verso le elezioni presidenziali Usa è ancora lunga e molto può cambiare. Ma sia lo scenario di fondo che la prospettiva di un Trump 2.0 sembrano favorire le azioni, con un beneficio più ampio che va oltre i Magnifici 7. Finora le elezioni del 2024 hanno avuto un forte impatto sui mercati in India, Sudafrica e Messico, per citarne alcuni. Dovremo aspettare novembre per vedere quanto sarà ampio l'impatto delle elezioni più importanti per i mercati finanziari globali», afferma Steven Bell, Chief Economist Emea di Columbia Threadneedle Investments.
L'obbligazionario italiano è poco mosso. Lo spread Btp/Bund viaggia a 130,10 punti base. «Dopo l'annuncio di Biden, ci aspettiamo che alcune delle speculazioni politiche e dell'incertezza che hanno guidato i mercati di recente si calmino», prevede Unicredit Research, osservando che mentre la scorsa settimana è stata caratterizzata da un allargamento degli spread in tutti i segmenti obbligazionari, quella appena iniziata sta evidenziando un tono più costruttivo. «Prevediamo che la volatilità riprenda ad agosto, quando i Democratici faranno una serie di annunci strategici sui loro candidati e sulle loro politiche prima della convention», aggiunge la banca, sottolineando che queste decisioni avranno un chiaro impatto sulla probabilità di attuare il loro programma e influenzeranno le prospettive di vari settori in un momento in cui la liquidità è stagionalmente bassa.
Le borse europee partono in leggero rialzo. Francoforte guadagna lo 0,55%, Milano lo 0,31% a 34.723 punti e Parigi solo lo 0,04%. Londra scende dello 0,33%. Il rendimento del Btp 10 anni sale leggermente al 3,79% e lo spread con il Bund si porta a quota 131,8 punti base in un mercato che torna a guardare alle tensioni politiche - e geopolitiche - globali, mettendo per un attimo in secondo piano il ciclo monetario delle banche centrali. Gli investitori sembrano abbastanza fiduciosi circa la prospettiva di un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed a settembre - quando dovrebbe arrivare anche una seconda riduzione da parte della Bce, come indicato il 22 luglio anche dal falco Peter Kazimir - mentre ponderano l'eventualità di una Casa Bianca repubblicana e delle politiche ad essa connesse, con ripercussioni su commercio, deficit e inflazione.
Salvo imprevisti, scrive Reuters, la modalità dovrebbe rimanere wait-and-see fino al Fomc di martedì e mercoledì prossimo, dal quale peraltro non sono attese sorprese. Oxford Economics prevede un trading in range sui mercati obbligazionari nei mesi estivi, con l'andamento dei prezzi destinato a rimanere favorevole nel breve termine, ma che potrebbe ritornare a una certa volatilità specie nel caso di una vittoria repubblicana a novembre. Dal Tesoro in serata, aggiunge Reuters, l'annuncio sul quantitativo di Bot in asta venerdì (nelle stime di Unicredit 7,5 miliardi di euro contro gli 8,25 miliardi in scadenza). Il giorno prima, giovedì, saranno sul tavolo Btp-short e Btpei per 5,75 miliardi. Sempre giovedì arriveranno i dettagli del collocamento a medio/lungo della prossima settimana che, secondo gli strategist della banca italiana, potrebbe vedere l'emissione di un nuovo Btp a 5 anni oltre alla riapertura del decennale e di un Ccteu per un ammontare massimo complessivo pari a 9 miliardi. Stamani, intanto, la Germania colloca 5 miliardi di Schatz settembre 2026, cedola 2,70%.
Sul listino milanese acquisti soprattutto su Tim (+0,99% a 0,2348 euro) ed Eni (+1,29% a 14,25 euro) che ha firmato un accordo temporaneo di esclusiva con Kkr per la cessione di una quota di partecipazione in Enilive tra il 20% e il 25%, sulla base di una valutazione della società compresa tra 11,5 e 12,5 miliardi di euro.
Mentre tra le banche si registra un rialzo frazionale per Bper (+0,59% a 5,478 euro) con JP Morgan che possiede una quota potenziale pari al 5,06%, di cui il 3,6% in azioni e il resto in strumenti finanziari, secondo gli aggiornamenti Consob.
Inoltre, Unicredit (+0,98% a 39,035 euro) ha varato la riorganizzazione della divisione Finance a riporto del cfo Stefano Porro, secondo quanto emerge da un memo interno visionato da Reuters. Accorpando funzioni e assegnando nuovi ruoli a dirigenti che mantengono le attuali responsabilità, Unicredit potrebbe tagliare di un terzo circa i manager in posizioni apicali, riferiscono delle fonti dopo l'annuncio di tagli a Finanza e Risorse umane anticipato dall'ad, Andrea Orcel nel weekend. Oggi, 23 luglio, si riunisce il cda sui conti del secondo trimestre del 2024 che verranno pubblicati domani, 24 luglio.
Quanto a FinecoBank (+0,59% a 16,17 euro) Zurich Insurance ha smentito categoricamente qualunque interesse per l'asset manager italiano. Barclays ha comunque alzato il target price di FinecoBank a 17,20 euro, ha promosso Banca Generali (+3,16% a 40,50 euro) a overweight e ha ridotto il target price di Azimut (+0,17% a 23,46 euro) a 24 euro.
Nel caso di Poste Italiane (+0,49% a 12,28 euro), al termine di un'indagine, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha stabilito che la società ha omesso di rendere accessibile alle imprese direttamente concorrenti della propria controllata PostePay beni e servizi nei mercati della vendita al dettaglio di energia elettrica e gas naturale e ha chiesto che si astenga da analoghi comportamenti in futuro, senza comminare sanzioni. Poste ha detto di ritenere il provvedimento «assolutamente inapplicabile sia nel merito del diritto che dal punto di visto operativo» e ha annunciato ricorso.
Infine, Stm, in calo dell’1,61% a 37,23 euro, risente del flop (-7%) nell’after hour a Wall Street del produttore di chip Nxp che ha dato indicazioni sull’andamento dell’attività nel trimestre in corso sotto le attese.
Borse europee attese in leggero rialzo in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 segna un +0,12%. Dimessi, invece, i futures statunitensi (--0,06% quello sul Dow Jones e -0,13% quello sull’S&P500) dopo il rimbalzo di Wall Street della vigilia. La vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, nelle 24 ore successive all'annuncio del presidente, Joe Biden, di rinuncia alla corsa per la presidenza ha raccolto 81 milioni di dollari per finanziarie la campagna elettorale. Si tratta della più grande raccolta fondi realizzata in 24 ore da un candidato Usa.
Inoltre, Kamal Harris ha attirato il sostegno di un numero sufficiente di delegati democratici per diventare la candidata del partito alla presidenza. Secondo un sondaggio condotto dall'Associated Press, la Harris ha ricevuto l'appoggio di più dei 1.976 delegati necessari per ottenere la nomination al primo turno di votazioni. Harris si è detta «orgogliosa» di aver ottenuto «un ampio sostegno» e non vede l'ora di accettare formalmente la nomina. Secondo la Cbs, i delegati di almeno 27 Stati hanno rilasciato dichiarazioni a nome delle loro delegazioni a sostegno di Harris.
In arrivo alcuni dati macro dagli Stati Uniti. Alle 14:55 l’indice settimanale Redbook (precedente: +4,8% anno su anno) e alle 16 le vendite di case esistenti a giugno (precedente: 4,11 milioni di unità; consenso: 4 milioni). Alla stessa ora è in agenda l’indice sulla fiducia dei consumatori a luglio preliminare dell’Eurozona (precedente: -14 punti; consenso: -13,2 punti). Prima alle 9 è atteso il discorso del capo economista della Bce Lane e alle 10 la pubblicazione della Bank Lending Survey di Francorforte.
«Dal rapporto sulle condizioni finanziarie dell’Eurosistema non ci aspettiamo novità di rilievo. I mercati attendono i Pmi dell’Europa e degli Stati Uniti di domani, 24 luglio, per cercare di capire l’evoluzione della manifattura e dei servizi», afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim, aggiungendo che «i dati pubblicati la scorsa settimana sono stati generalmente coerenti con la nostra visione secondo cui l’economia americana è in fase di rallentamento. L'aspetto positivo è che i mercati finanziari ora sembrano essere pienamente d'accordo con l'idea che la Fed avvii un ciclo di tagli dei tassi prima piuttosto che dopo. E lo vediamo dal rendimento dei Treasury a 10 anni, sceso di recente insieme alle crescenti probabilità di tagli multipli che si verificheranno quest'anno. I prezzi di mercato sembrano allineati alle previsioni degli investitori che vedono la Fed iniziare a tagliare i tassi di 25 punti base a settembre (secondo il FedWatch Tool, ad oggi il 92% degli intervistati si aspetta un taglio a settembre), un altro taglio di 25 punti base nel quarto trimestre (il 45%) e 100 punti base di allentamento per tutto il 2025. Una politica monetaria meno restrittiva dovrebbe alla fine aiutare a promuovere un ritmo di crescita più forte, ma nel frattempo, l'economia statunitense sembra destinata a rallentare».
Il prezzo dell'oro è quasi invariato a 2.395 dollari l’oncia (+0,03%), mentre i trader cercano maggior chiarezza sulla politica monetaria degli Stati Uniti, soprattutto in vista della riunione della Fed della prossima settimana. La resilienza del dollaro (cross euro/dollaro a 1,088, +0,17%), in mezzo alle speculazioni su una presidenza di Donald Trump, pesa sui prezzi del metallo giallo. Anche i prezzi del petrolio si sono stabilizzati dopo il calo delle ultime due sedute, mentre gli investitori sono cauti tra le aspettative di un’abbondanza di scorte e debolezza della domanda, ignorando le turbolenze della campagna presidenziale statunitense. Il Wti quota a dollari al barile e il Brent a 82,42 dollari al barile. Per gli analisti di Citi né Kamala Harris né il candidato repubblicano, Donald Trump, promuoveranno politiche che avranno un forte impatto sulle attività del settore petrolifero e del gas. Il mercato si è, invece, concentrato sui fondamentali, che secondo gli analisti di Morgan Stanley probabilmente si equilibreranno entro il quarto trimestre e porteranno a un'eccedenza di offerta entro il prossimo anno, che trascinerà i prezzi del Brent verso la fascia medio-alta dei 70 dollari al barile. «Qualsiasi ulteriore indebolimento dei segnali di domanda, unito alla risoluzione della situazione a Gaza, potrebbe portare a un ulteriore calo dei prezzi del petrolio», prevede Priyanka Sachdeva, analista di Phillip Nova, aggiungendo che l'aumento delle scorte statunitensi della scorsa settimana sarebbe un segno di una domanda attenuata.
Sul listino milanese attenzione a Eni che ha firmato un accordo temporaneo di esclusiva con Kkr per la cessione di una quota di partecipazione in Enilive tra il 20% e il 25%, sulla base di una valutazione della società compresa tra 11,5 e 12,5 miliardi di euro.
Mentre tra le banche occhio a Bper perché JP Morgan possiede una quota potenziale pari al 5,06%, di cui il 3,6% in azioni e il resto in strumenti finanziari, secondo gli aggiornamenti Consob.
Inoltre, Unicredit ha varato la riorganizzazione della divisione Finance a riporto del cfo Stefano Porro, secondo quanto emerge da un memo interno visionato da Reuters. Accorpando funzioni e assegnando nuovi ruoli a dirigenti che mantengono le attuali responsabilità, Unicredit potrebbe tagliare di un terzo circa i manager in posizioni apicali, riferiscono delle fonti dopo l'annuncio di tagli a Finanza e Risorse umane anticipato dall'ad, Andrea Orcel nel weekend. Oggi, 23 luglio, si riunisce il cda sui conti del secondo trimestre del 2024 che verranno pubblicati domani, 24 luglio.
Quanto a FinecoBank Zurich Insurance ha smentito categoricamente qualunque interesse per l'asset manager italiano. Barclays ha comunque alzato il target price di FinecoBank a 17,20 euro, ha promosso Banca Generali a overweight e ha ridotto il target price di Azimut a 24 euro. Infine, nel caso di Poste Italiane, al termine di un'indagine, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha stabilito che la società ha omesso di rendere accessibile alle imprese direttamente concorrenti della propria controllata PostePay beni e servizi nei mercati della vendita al dettaglio di energia elettrica e gas naturale e ha chiesto che si astenga da analoghi comportamenti in futuro, senza comminare sanzioni. Poste ha detto di ritenere il provvedimento «assolutamente inapplicabile sia nel merito del diritto che dal punto di visto operativo» e ha annunciato ricorso.
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