Il Ftse Mib chiude a 33.721 punti, in calo dello 0,1%, al termine di una seduta priva di spunti. Tra le blue chip si distingue Amplifon, che fa la miglior performance con un rialzo del 2,8%. Sul podio anche Inwit (+1,6%) e Stm (+0,8%). Chiudono il listino Pirelli (-1,1%), Moncler (-1%) e Banca Popolare di Sondrio (-0,9%). Spread Btp/Bund a 118 punti.
Negative anche le altre borse europee, con l’eccezione di Londra che chiude in rialzo dello 0,2%. Mista Wall Street dopo due ore di negoziazioni.
Wall Street apre contrastata con il Dow Jones che cede circa lo 0,2% mentre S&P 500 e Nasdaq guadagnano rispettivamente lo 0,1% e lo 0,5%. In Europa, il Ftse Mib viaggia in lieve calo (-0,1%) a 33.725 punti alle 15:35. In cima al listino svetta Amplifon (+3,3%), seguita da Leonardo (+1,7%) e Prysmian (+1,4%). Chiudono il gruppo la Popolare di Sondrio (-1,1%), Stellantis (-0,8%) e Ferrari (-0,8%). In ribasso anche Buzzi (-0,8%) al rientro tra le blue chip dopo oltre un anno di assenza. Miste le altre borse europee con Francoforte che cede lo 0,1%, Parigi stabile e Londra in rialzo dello 0,2%.
Seduta apatica per le borse europee in un clima pre-festivo. Con i futures statunitensi misti (-0,31% quello sul Dow Jones e +0,03% quello sull’S&P500), a Piazza Affari l’indice Ftse Mib è stabile a quota 33.767 punti alle 14:40 con solo due titoli che svettano: Amplifon e Leonardo, dimessi invece gli industriali come Ferrari, Iveco, Pirelli e Stellantis. Anche lo spread Btp/Bund è poco mosso a 117,4 punti base dopo che la Commissione Europea ha versato all'Italia la sesta rata del Pnrr pari a 8,7 miliardi di euro, a seguito della valutazione positiva espressa lo scorso mese sul conseguimento di 39 obiettivi legati al piano. «L'Italia si conferma lo Stato membro Ue che ha ricevuto l'importo maggiore di finanziamento, pari a 122 miliardi di euro, corrispondente al 63% della dotazione complessiva del Pnrr», ha detto la premier, Giorgia Meloni. Lato macro, l’euro resta in rialzo sul dollaro (+0,44% a 1,039) dopo che l'indice Cfnai di novembre è peggiorato a -0,12 punti dal precedente a -0,5 punti.
Borse europee miste e poco mosse. Francoforte perde lo 0,03%, Parigi spunta un +0,02%, Londra un +0,07% e Milano un +0,02% a 33.774 punti alle 12:35, sostenuta da Amplifon (+1,69%), Leonardo (+2,07%) e Prysmian (+1,60%). L'euro si conferma in rialzo sul dollaro (+0,48% a 1,039 dollari), mentre i mercati digeriscono la recente serie di riunioni delle banche centrali che ha spinto il biglietto verde ai massimi da due anni e ha creato aspettative di percorsi di tagli dei tassi divergenti a livello globale nel 2025. In questa settimana di festività, i volumi di scambio si riducono con l'avvicinarsi della fine dell'anno.
A Piazza Affari l’indice Ftse Mib reagisce alle vendite e si porta sulla parità a quota 33.766 punti grazie a Prysmian (+1,54%) e ad Amplifon (+1,37%). Ko Banca Sistema (-17,9% teorico) dopo che il rapporto di Banca d’Italia in seguito a un’ispezione sospende la distribuzione degli utili dell’istituto. Lo spread Btp/Bund, in una seduta pre-natalizia, scende a 116,13 punti base. A novembre il commercio estero italiano extra-Ue ha registrato un avanzo di 5,908 miliardi di euro rispetto al surplus di 6,084 miliardi di un anno prima, con l'export tornato a crescere su base annua.
Secondo i dati forniti dall’Istat, nel mese in esame l'export è aumentato dello 0,4% a livello tendenziale e l'import dell'1,3%, da -0,7% e -4% rispettivamente a ottobre. «La crescita delle esportazioni è sostanzialmente dovuta alle maggiori vendite di beni di consumo, che più che compensa la contrazione dell'export di beni strumentali», sottolinea l'istituto di statistica. Mentre in Spagna, su base annua, il pil del terzo trimestre è cresciuto del 3,3%. Il dato è stato rivisto al ribasso rispetto alla lettura preliminare del 3,4%. Gli economisti si aspettavano una crescita del 3,4%.
Borse europee in rosso (Dax -0,39%, Cac40 -0,24%, Ftse100 -0,23% e Ftse Mib -0,37% a 33.643 punti) in avvio di seduta mentre si avvicinano a grandi passi le festività natalizie, in un contesto di mercati che vivono una fase di profonda incertezza, che riguarda i temi più svariati. «In primis la questione tassi di interesse, e le diverse politiche monetarie, che creano scompiglio inevitabile a livello intermarkets, specie in questo momento, in cui le politiche monetarie si confondono con le guerre commerciali e valutarie in atto», sottolinea Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades.
Poi bisogna inserire le variabili come le guerre, Russia-Ucraina, Israele-Hamas, con l’incognita Siria che, a detta di Berlinzani, viene, dai media, sottovalutata, in relazione alle preoccupazioni relative all’allargamento possibile dei conflitti in essere, che vanno ad aggiungere incertezza e timori. Insomma, «siamo all’interno di una centrifuga di fatti e avvenimenti che sembrano aumentare le tensioni internazionali, anziché diminuirle. E, come, in tal senso, dimenticare la variabile delle variabili, ovvero l’insediamento di Trump alla Casa Bianca a metà gennaio, con le minacce di dazi doganali, e di dichiarazioni che sembrano aggiungere benzina sul fuoco, sperando poi di ricrederci successivamente, alla prova dei fatti», prosegue l’esperto di ActivTrades. Lo spread Btp/Bund sale a 118,19 punti base.
Sul mercato dei cambi, interessante ripresa dell’euro, tornato a ridosso di 1,0430 dopo che venerdì mattina, durante la sessione asiatica, era sceso al test di 1,0345. «Il rialzo di venerdì sembrerebbe costruttivo per qualche correzione più importante, anche se il livello chiave da superare, è posto a 1,0450-60», precisa Berlinzani.
Sul listino milanese reggono alle vendite solo le utilities, qualche banca e Leonardo (+0,20% a 25,6 euro). Giù nel settore del lusso Ferrari (-1,19% a 406,7 euro), Brunello Cucinelli (-0,57% a 104,4 euro) e nel comparto oil Saipem (-0,48% a 2,47 euro) anche se ha annunciato che in data 20 dicembre il Tribunale del Distretto Federale di Brasilia, pronunciandosi su istanza di Saipem SA e Saipem do Brasil, ha stabilito che il già ottenuto annullamento del provvedimento della Cgu - che vietava a tali società di contrarre con la pubblica amministrazione brasiliana per due anni - ha efficacia immediata. Pertanto, Saipem SA e Saipem do Brasil, pur nelle more del procedimento di appello, tornano a essere pienamente operative con le società pubbliche nel mercato brasiliano con effetto immediato.
Tra le banche, Unicredit è pressoché stabile a 37,62 euro. Secondo gli aggiornamenti Consob sulle partecipazioni rilevanti, Goldman Sachs deteneva una quota dello 0,87% al 13 dicembre dal 5,58% risalente al 9 dicembre. Inoltre, secondo l'ad di Intesa Sanpaolo (-0,20% a 3,82 euro), Carlo Messina, un terzo player bancario di rilievo emergerà in Italia indipendentemente dall'esito dell'opa di Unicredit su Banco Bpm (+0,21% a 7,7 euro) perché sarà il mercato a richiederlo. In un'intervista al Financial Times domenica Messina ha sottolineato come Intesa Sanpaolo abbia speso 30 milioni per incrementare la sicurezza e i controlli dopo l'accesso indebito di un dipendente ai dati di conto di figure pubbliche come la premier, Giorgia Meloni.
Leggi anche:
Tra i finanziari, vendite anche su Nexi (-0,19% a 5,246 euro). Eppure il fondo californiano Tpg potrebbe essere interessato ad alcuni asset minori della Digital Banking Solutions di Nexi ed affiancare Cdp se la Cassa dovesse rilevare la rete interbancaria, scrive Il Corriere della Sera domenica, citando poi i nomi degli ex Unicredit Federico Ghizzoni e Marina Natale come possibili candidati alla presidenza di Nexi con il rinnovo del consiglio in primavera.
Quanto a Webuild (stabile a quota 2,842 euro) è stata nominata preferred respondent per la progettazione e la costruzione del Women and Babies Hospital di Perth in Australia e ha firmato una lettera d’intenti per procedere con la fase finale delle negoziazioni. Il valore del contratto è di circa 1,1 miliardi di euro (1,8 miliardi di dollari australiani) di cui la quota parte di Webuild sarebbe di 0,8 miliardi di euro (70%). La notizia era già stata anticipata dalla stampa italiana nelle settimane precedenti. «Si tratta di un potenziale ordine interessante sia per dimensione sia perché rafforzerebbe la presenza di Webuild in Australia, oggi secondo mercato del gruppo dopo l’Italia», ha commentato Equita, ribadendo il ratting buy e il target price a 3 euro sull’azione.
Inoltre, si ricorda che inizia l’opa totalitaria di Banca Generali (-1,19% a 44,8 euro) su Intermonte (termina il 24 gennaio), sulla parità a 3,02 euro. Mentre con riferimento all'opa su Comal (+0,21% a 4,81 euro) finalizzata al delisting annunciata l'11 dicembre, Duferco Solar Projects ha annunciato che altri quattro azionisti - titolari complessivamente del 12,99% del capitale - hanno preso l'impegno di aderire all'offerta in aggiunta a Virtutis Solaris, principale azionista con il 23,39% del capitale.
Borse europee attese in leggero calo in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 segna un -0,18% in una seduta pre-natalizia, nonostante il buon andamento dei futures statunitensi (+0,36% quello sul Dow Jones e +0,55% quello sull’S&P500) dopo che è stata approvata in extremis la legge per evitare lo shutdown federale, che ora attende la firma del presidente uscente Joe Biden, e dopo che i dati dell'indice dei prezzi Pce, la misura preferita dalla Federal Reserve per l'inflazione, sono risultati più bassi del previsto a novembre. La lettura ha contribuito ad alleviare alcune preoccupazioni sul fatto che i tassi statunitensi scenderanno a un ritmo più lento nel 2025, specialmente dopo che la Fed ha assunto una posizione da falco durante la riunione della scorsa settimana.
Il rendimento del Btp 10 anni è stabile al 3,44%. La Bce è «molto vicina» a raggiungere l'obiettivo dell'inflazione al 2%, ha detto la presidente Christine Lagarde in un'intervista pubblicata questa mattina dal Financial Times. Sul fronte interno è attesa in giornata la riunione del Consiglio dei ministri in cui, tra l'altro, il governo esaminerà la proposta di un decreto per continuare a fornire aiuti militari all'Ucraina anche l'anno prossimo.
Leggi anche:
L’euro rimonta nei confronti del dollaro, sale dello 0,85% a 1,043. Unico dato macro della giornata l’indice della fiducia dei consumatori a dicembre degli Stati Uniti (precedente: 111,7 punti; consenso: 113 punti) alle 16. Tra le materie prime, i prezzi del petrolio salgono (Wti +0,49% a 69,80 dollari al barile e Brent +0,39% a 72,84 dollari al barile) dopo il calo della scorsa settimana, mentre i trader valutavano la minaccia del presidente eletto Donald Trump di riprendere il controllo del Canale di Panama.
Trump ha affermato che il Canale — che trasporta circa il 2% dell’offerta globale di petrolio — sta applicando tariffe «esorbitanti», un’accusa respinta dal presidente di Panama. Una presa di posizione che segue le minacce di Trump di imporre dazi a Canada, Messico e Cina — così come all’Unione Europea se il blocco non acquisterà più petrolio e gas naturale statunitense — che hanno sconvolto la politica globale a un mese dal suo insediamento. «Le minacce e la retorica di Trump sulla scena internazionale sono per lo più clamore per i mercati petroliferi in questo momento», ha commentato Vandana Hari, fondatrice di Vanda Insights a Singapore. «Considerando i volumi di scambio ridotti e la mancanza di forti segnali, mi aspetto che il greggio rimanga stabile fino alla fine dell’anno».
Sul listino milanese attenzione a Saipem la quale ha annunciato che in data 20 dicembre il Tribunale del Distretto Federale di Brasilia, pronunciandosi su istanza di Saipem SA e Saipem do Brasil, ha stabilito che il già ottenuto annullamento del provvedimento della Cgu - che vietava a tali società di contrarre con la pubblica amministrazione brasiliana per due anni - ha efficacia immediata. Pertanto, Saipem SA e Saipem do Brasil, pur nelle more del procedimento di appello, tornano a essere pienamente operative con le società pubbliche nel mercato brasiliano con effetto immediato.
Tra le banche, da monitorare ancora Unicredit. Secondo gli aggiornamenti Consob sulle partecipazioni rilevanti, Goldman Sachs deteneva una quota dello 0,87% al 13 dicembre dal 5,58% risalente al 9 dicembre. Inoltre, secondo l'ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, un terzo player bancario di rilievo emergerà in Italia indipendentemente dall'esito dell'opa di Unicredit su Banco Bpm perché sarà il mercato a richiederlo. In un'intervista al Financial Times domenica Messina ha sottolineato come Intesa Sanpaolo abbia speso 30 milioni per incrementare la sicurezza e i controlli dopo l'accesso indebito di un dipendente ai dati di conto di figure pubbliche come la premier, Giorgia Meloni.
Leggi anche:
Tra i finanziari, occhio a Nexi: il fondo californiano Tpg potrebbe essere interessato ad alcuni asset minori della Digital Banking Solutions di Nexi ed affiancare Cdp se la Cassa dovesse rilevare la rete interbancaria, scrive Il Corriere della Sera domenica, citando poi i nomi degli ex Unicredit Federico Ghizzoni e Marina Natale come possibili candidati alla presidenza di Nexi con il rinnovo del consiglio in primavera.
Quanto a Webuild è stata nominata preferred respondent per la progettazione e la costruzione del Women and Babies Hospital di Perth in Australia e ha firmato una lettera d’intenti per procedere con la fase finale delle negoziazioni. Il valore del contratto è di circa 1,1 miliardi di euro (1,8 miliardi di dollari australiani) di cui la quota parte di Webuild sarebbe di 0,8 miliardi di euro (70%). La notizia era già stata anticipata dalla stampa italiana nelle settimane precedenti. «Si tratta di un potenziale ordine interessante sia per dimensione sia perché rafforzerebbe la presenza di Webuild in Australia, oggi secondo mercato del gruppo dopo l’Italia», ha commentato Equita, ribadendo il ratting buy e il target price a 3 euro sull’azione.
Inoltre, si ricorda che inizia l’opa totalitaria di Banca Generali su Intermonte (termina il 24 gennaio). Mentre con riferimento all'opa su Comal finalizzata al delisting annunciata l'11 dicembre, Duferco Solar Projects ha annunciato che altri quattro azionisti - titolari complessivamente del 12,99% del capitale - hanno preso l'impegno di aderire all'offerta in aggiunta a Virtutis Solaris, principale azionista con il 23,39% del capitale.
(riproduzione riservata)