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Milano in calo, utilities e timori influenzano i mercati europei

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in calo (-0,6%). Fmi conferma stima sul pil Italia nel 2024, ma taglia previsioni 2025

22 ottobre 2024, 08:12 Ultimo aggiornamento: 17:52

L’euro arretra a 1,080 dollari dopo che le vendite al dettaglio delle catene nazionali statunitensi nella settimana al 19 ottobre sono salite del 4,6% a livello annuale. Lo spread Btp/Bund risale a 123. Il Tesoro colloca un'emissione dual-tranche via sindacato riscontrando una domanda record | IL VIDEO | Unicredit, Berlino sarà neutrale su Commerzbank. Niente leggi ad hoc per fermare la scalata di Andrea Orcel

  • Ore 16:30 Il Ftse Mib lima le perdite. Fmi conferma pil Italia per il 2024
  • Ore 15:30 Wall Street apre sotto la parità
  • Ore 14:05 Il Ftse Mib e i futures statunitensi restano in rosso nonostante le buone trimestrali Usa
  • Ore 12:40 Ftse Mib in contrazione. Ordini per oltre 200 miliardi per il bond dual tranche 
  • Ore 10:50 Ftse Mib in calo con le utilities e le banche. Ordini oltre 70 miliardi per il nuovo Btp 7 anni
  • Ore 09:05 Ftse Mib in calo con le banche ed Enel. Spread poco mosso a 123
  • Ore 08:30 Europa attesa in leggero rialzo. Euro sui minimi da inizio agosto

Il Ftse Mib riduce le perdite nell’ultima parte della seduta e chiude a 34.733 punti, in calo dello 0,64%. Tra le blue chip spiccano Nexi (+2,5%), Saipem (+2,3%) e Stm (+1,8%). In coda al listino si collocano invece Erg (-3,7%), Unipol (-3,5%) e Inwit (-3%). Lo spread Btp/Bund risale a 124 punti base dopo che il Fondo Monetario Internazionale ha confermato le stime sul pil dell’Italia nel 2024, riducendo però quelle sul 2025. 

«Per quanto riguarda il 2024 la crescita prevista rimane ferma allo 0,7%: un dato stabile, ma che lascia poco spazio all’interpretazione ottimista. È per il 2025 che arriva un’altra correzione significativa. La crescita è stata rivista al ribasso allo 0,8%, ben al di sotto dell’1,1% stimato a inizio anno», osserva Gabriel Debach, market analyst di eToro. «Si tratta di una riduzione importante che sottolinea quanto le sfide strutturali e congiunturali rimangano pesanti sul futuro dell'economia italiana. Il Fmi attribuisce questo ridimensionamento a tre fattori principali: debolezza del settore manifatturiero, domanda interna fragile e un contesto europeo complesso». 

Chiudono sotto la parità anche le principali borse europee con Londra che cede lo 0,1% e Francoforte lo 0,2%. Sulla parità Parigi, mentre Wall Street viaggia in rosso. 

Ore 16:30 Il Ftse Mib lima le perdite. Fmi conferma pil Italia per il 2024

A un’ora dalla chiusura, il Ftse Mib viaggia a 33.651 punti, in calo dello 0,8%, mentre Parigi e Francoforte oscillano sulla parità. Intanto da New York, ospite a un evento organizzato da Bloomberg, Klaas Knot, membro del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, ha commentato la tenuta dell’economia dopo il ciclo di inasprimento della politica monetaria delle banche centrali: «I tassi di interesse stanno scendendo di nuovo e questo dovrebbe rendere gli oneri del debito un po’ più sostenibili», ha detto Knot, aggiungendo che il sistema finanziario ha gestito bene l'impennata dei tassi. 

Il Fmi conferma le stime sul pil dell’Italia: +0,7% nel 2024

Il Fondo monetario internazionale ha confermato la crescita economica dell’Italia dello 0,7% nel 2024, come nel 2023, mentre ha rivisto al ribasso la stima per il prossimo anno allo 0,8% (dallo 0,9%). Il debito pubblico dovrebbe salire al 136,9% del pil nel 2024 e al 138,7% nel 2025, mentre il deficit è previsto al 4% nel 2024 e al 3,8% nel 2025. È quanto emerge dal World Economic Outlook, pubblicato il 22 ottobre. Il pil mondiale dovrebbe invece crescere del 3,2% nel 2024 e nel 2025. 

Ore 15:30 Wall Street apre sotto la parità 

Con Wall Street che ha aperto la seduta in calo, il Ftse Mib di Piazza Affari resta in rosso, perde lo 0,89% a 34.644 punti con tutte le utilities, Erg ed Enel in particolare, e Unipol (-3,55%) in netto calo. Salgono contro corrente Stm, Nexi e Iveco. L’euro arretra dello 0,49% a 1,080 dollari dopo che, unico dato macro della giornata, le vendite al dettaglio delle catene nazionali statunitensi nella settimana al 19 ottobre sono salite del 4,6% a livello annuale. Erano cresciute del 5,6% anno su anno nella settimana precedente. Lo spread Btp/Bund risale a quota 123,7 punti base. Il Tesoro ha collocato un'emissione dual-tranche via sindacato riscontrando una domanda record superiore a 200 miliardi di euro.

Deludono i conti di Verizon

A pesare sui listini è Verizon che ha registrato nel terzo trimestre del 2024 un utile netto in calo a 3,4 miliardi di dollari (o 1,19 dollari per azione), rispetto ai 4,9 miliardi del medesimo periodo dello scorso anno. I ricavi per l'azienda americana di telecomunicazioni si sono attestati a 33,3 miliardi, essenzialmente in linea con il terzo trimestre del 2023, ma al di sotto delle attese degli analisti a 33,43 miliardi. 

Ore 14:05 Il Ftse Mib e i futures statunitensi restano in rosso nonostante le buone trimestrali Usa

I futures statunitensi restano in ribasso (-0,38% quello sul Dow Jones e -0,41% quello sull’S&P500) nonostante i conti in crescita e le revisioni al rialzo della guidance 2024 da parte di Lockheed Martin e di General Motors. Nel Vecchio Continente il Dax arretra dello 0,07%, il Cac40 dello 0,41%, il Ftse100 dello 0,66% e il Ftse Mib dell’1% a 34.575 punti (lo spread Btp/Bund cala a 122,8 punti base dopo il successo del collocamento del bond dual tranche con ordini complessivi oltre 200 miliardi di euro) alle 13:50. Stellantis regge (+0,17%) alle vendite, sostenuta dai risultati di General Motors: ha chiuso il terzo trimestre del 2024 con un fatturato di 48,8 miliardi di dollari (attese per 44,6 miliardi) e un utile per azione rettificato di 2,96 dollari, contro previsioni degli analisti di 2,43 dollari per azione. Inoltre, il colosso auto di Detriot ha migliorato le sue previsioni per l'intero anno 2024 per il terzo trimestre consecutivo: conta di raggiungere un ebit rettificato tra 14 e 15 miliardi di dollari.

Buone trimestrali da General Motors e Lockheed Martin

Invece, Lockheed Martin, il più grande contractor militare al mondo, ha riportato vendite nel terzo trimestre del 2024 pari a 17,1 miliardi di dollari, rispetto ai 16,9 miliardi di dollari del terzo trimestre del 2023. Gli utili netti sono stati pari a 1,6 miliardi di dollari, ovvero 6,80 dollari ad azione, rispetto a 1,7 miliardi di dollari, ovvero 6,73 dollari ad azione, del terzo trimestre del 2023. E ha aumentato le previsioni sulle vendite dell'intero anno a 71,25 miliardi di dollari e sull’utile per azione a  26,65 dollari. Bene anche gli altri industriali come Stm, Iveco, Leonardo e Pirelli.

Ore 12:40 Ftse Mib in contrazione. Ordini per oltre 200 miliardi per il bond dual tranche 

Le borse europee proseguono deboli la seduta. Ha virato al ribasso anche il Dax (-0,22% alle 12:40) nonostante la corsa di Sap (+3,46%). Il colosso tedesco dell’informatica ha registrato un aumento dei ricavi e degli utili nel terzo trimestre, grazie alla domanda di intelligenza artificiale e ha anche alzato le previsioni sull’anno. In calo anche il Cac40 (-0,74%), il Ftse100 (-0,75%) e il Ftse Mib (-1,13% a 34.562 punti con le banche e gli energetici sotto pressione; si salvano dalle vendite solo Stm, Iveco e Leonardo). Gli investitori si concentrano sulla stagione delle trimestrali, pronta a entrare nel vivo in Europa e ormai ben avviata negli Stati Uniti. In settimana circa una società su cinque dell'S&P500 pubblicherà i conti. Il Tesoro ha avviato il collocamento del Btp dual-tranche composto dal nuovo titolo a 7 anni e dalla riapertura del titolo a 30 anni. Gli ordini finali hanno superato i 99 miliardi di euro per il nuovo Btp a 7 anni e i 101 miliardi per la riapertura del 30 anni. Il titolo più breve vede un importo di 10 miliardi e quello più lungo di 3 miliardi.

Ore 10:50 Ftse Mib in calo con le utilities e le banche. Ordini oltre 70 miliardi per il nuovo Btp 7 anni

Eccetto Francoforte (+0,29%), i mercati azionari europei restano in calo. Parigi cede lo 0,16%, Londra lo 0,43% e Milano lo 0,42% a 34.809 punti alle 10:50 con le banche e le utilities sotto pressione. Salgono contro corrente Iveco, Moncler e Stm. Lo spread Btp/Bund è fermo a quota 123 punti base e il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,52%. Il membro del consiglio direttivo della Bce, Jose Luis Escriva, ha detto al quotidiano spagnolo Expansion che non ci sono ancora indicazioni sufficienti che suggeriscano una fluttuazione dell'inflazione nella zona euro verso il basso o verso l'alto tali da modificare lo scenario centrale della Bce su ulteriori tagli dei tassi. Inoltre, Escriva ha confermato l’atteggiamento flessibile e basato sui dati macro. 

Ordini oltre 70 miliardi per il nuovo Btp 7 anni

Nel frattempo, il Tesoro ha avviato il collocamento del Btp dual-tranche composto dal nuovo titolo a 7 anni e dalla riapertura del titolo a 30 anni. Gli ordini per il nuovo Btp a 7 anni hanno superato quota 70 miliardi di euro e il rendimento è stato fissato a 7 punti base sul Btp luglio 2031. Per la riapertura del titolo a 30 anni gli ordini hanno superato gli 80 miliardi e il rendimento è stato fissato a 9 punti base rispetto al Btp ottobre 2053.
 

Ore 09:05 Ftse Mib in calo con le banche ed Enel. Spread poco mosso a 123

Partenza contrastata per le borse europee. Il Dax avanza dello 0,41%, il Cac40 scende dello 0,29%, il Ftse100 dello 0,32% e il Ftse Mib dello 0,25% a 34.869 punti. Gli analisti attendono le trimestrali e prevedono una settimana di alta volatilità, per via della pubblicazione dei conti di grandi aziende come Tesla, Boeing, Coca Cola, 3M, Ibm, General Motors e Verizon, afferma Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades. 

Il dollaro domina

Sui cambi, il dollaro continua, anche se lentamente e senza grande momentum, a mettere pressione alle valute concorrenti, con il dollar index a ridosso delle resistenze chiave che, se violate, «potrebbero dare ancora almeno un punto percentuale al movimento attuale a favore della divisa americana», continua Berlinzani. «L’euro-dollaro si trova vicino a 1,080, per ora incapace di romperlo per scendere sui supporti di medio termine a 1,0750. Il dollaro/yen che si è arrampicato, in assenza di interventi della Boj, se non verbali e poco significativi, sopra 151,20 per poi correggere, ma sembra in grado di salire ancora».

A Milano male le banche, Enel ed A2A. Reggono alle vendite Stellantis, Tim e Stm

Sul listino milanese Stellantis sale dello 0,44% a 11,47 euro anche se l’agenzia di rating Fitch ha rivisto l'outlook a negativo da positivo, confermando il rating a lungo termine BBB+, e anche se in Europa il gruppo ha registrato un calo delle immatricolazioni auto a settembre del 27,1% a 120.582 unità, sottoperformando il mercato (-6,1% su base annua).

Sotto pressione, viceversa, Enel (-0,95% a 7,26 euro) e A2A (-1,13% a 2,186 euro) e, tra le banche, Intesa Sanpaolo, che passa di mano a 3,93 euro (-0,63%) dopo aver concluso venerdì scorso il piano di buyback da 1,7 miliardi di euro avviato lo scorso 3 giugno, acquistando azioni pari al 2,62% del capitale sociale a un prezzo medio per azione pari a 3,5481 euro. Vendite anche su Unicredit (-0,57% a 40,32 euro). Il governo tedesco ha scelto la linea della neutralità sulla partita per Commerzbank. Dopo i rumor circolati la scorsa settimana circa una legge straordinaria che ostacolasse mire straniere sulle banche del Paese e quindi la scalata targata Unicredit, il ministero delle finanze è intervenuto pubblicamente per sgombrare il campo dalle indiscrezioni: «smentiamo questi scenari», ha tagliato corto un portavoce. 

Meglio Tim (+0,52% a 0,2513 euro), visto che il governo italiano condivide il fatto che i big tech americani paghino di più per l’utilizzo dell’infrastruttura telefonica, e Stm (+0,76% a 25,305 euro) che beneficia di quanto ha detto Sap: il colosso tedesco dell’informatica ha registrato un aumento dei ricavi e degli utili nel terzo trimestre del 2024, grazie alla domanda di intelligenza artificiale, e ha alzato le previsioni per l’intero esercizio. Piatta a quota 53,8 euro Recordati anche se Barclays ha alzato il target price a 48 euro, ma è sotto il prezzo attuale.

Ore 08:30 Europa attesa in leggero rialzo. Euro sui minimi da inizio agosto

Borse europee attese in leggero rialzo in avvio di seduta (+0,10% il future sull’Eurostoxx50). Negativi i futures statunitensi (-0,18% quello sul Dow Jones e -0,21% quello sull’S&P500) con il rendimento del Treasury Usa 10 anni ancora in rialzo al 4,21% in attesa di una raffica di trimestrali (3M, Deutsche Boerse, General Electric, General Motors, Lockheed Martin, Texas Instruments, Verizon). Inoltre, il Fondo monetario internazionale aggiorna le sue previsioni di crescita globale nel World Economic Outlook.

Il Btp 10 anni rende il 3,5%, occhio all'emissione sindacata dual tranche

La volatilità sui mercati è vista in aumento nei prossimi giorni con l'avvicinarsi del voto per la Casa Bianca. L’euro cala dello 0,32% a 1,082 dollari, sui minimi da inizio agosto. Anche il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,52% dopo l'upgrade di Fitch in un mercato che aveva performato molto bene nelle ultime sessioni. Potrebbe concretizzarsi già questa mattina l'emissione sindacata dual tranche - un nuovo Btp a 7 anni e la riapertura, fino a 3 miliardi di euro, di un Btp a 30 anni - per la quale il Tesoro ha dato mandato il 21 ottobre alle banche. Mentre in serata, ricorda Reutters, arriveranno i dettagli sul primo dei collocamenti di fine mese in calendario venerdì quando saranno sul tavolo Btp short-term e Btpei. Secondo Unicredit, il Mef proporrà le riaperture del Btp-short agosto 2026 per 2-2,5 miliardi di euro e dell'indicizzato maggio 2036 cedola 1,8% per 1,5-2 miliardi. Il comunicato sull'ammontare di Bot che saranno offerti in asta il 29 ottobre arriverà giovedì - 5 miliardi di euro stando alle attese degli strategist della banca italiana, senza titoli in scadenza - mentre nella serata di venerdì giungeranno i dettagli sul medio/lungo. In quest'ultimo caso, aggiunge Reuters, le aspettative sono per massimi 3,25 miliardi del Btp a 5 anni ottobre 2029, massimi 3,5 miliardi del decennale febbraio 2035 e massimi 1,75 nel Ccteu aprile 2032, oltre alla possibile riapertura di un off-the-run.

Numerosi gli interventi di banchieri centrali

Attenzione anche ai numerosi interventi di banchieri centrali lato Bce (alle 13:30 McCaul, alle 15 Centeno, alle 15:05 Knot, alle 15:45 Holzmann, alle 16 Lagarde, alle 17 Lane, alle 19 Villeroy, alle 20 Rehn, alle 22 Lane) e lato Fed (alle 16 Harker). Mentre l’unico dato macro arriva alle 14:55: l’indice settimanale Redbook degli Stati Uniti (precedente: +5,6% anno su anno). «Gli investitori stanno aspettando di capire l’evoluzione dell’attività manifatturiera Europea e degli Stati Uniti attraverso i rispettivi Pmi che saranno pubblicati giovedì», afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim. Il 21 ottobre i prezzi alla produzione della Germania mese su mese di settembre, pari a -0,5%, sono scesi sia più delle attese (-0,2%) sia rispetto ad agosto (+0,2%), portando il tendenziale annuo a -1,4% (da -0,8% di agosto). 

Oro vicino al massimo storico, i prezzi del petrolio calano

Per quanto riguarda le materie prime, se il prezzo dell’oro resta vicino al massimo storico a 2.750 dollari l’oncia (+0,43%), i prezzi del petrolio flettono: Wti -0,19% a 69,91 dollari al barile e Brent -0,17% a 74,16 dollari al barile dopo che il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, si è recato lunedì in Medio Oriente per cercare di rilanciare i colloqui per porre fine alla guerra a Gaza e disinnescare il conflitto in Libano. «I prezzi del greggio fluttuano in risposta alle notizie contrastanti provenienti dal Medio Oriente, mentre la situazione si alterna tra escalation e de-escalation», sottolinea Satoru Yoshida, analista presso Rakuten Securities. «I prezzi del greggio potrebbero salire se ci saranno segnali più chiari di una ripresa economica in Cina, sostenuta dalle misure di stimolo di Pechino e dal miglioramento dell'economia statunitense in seguito ai tagli dei tassi di interesse». Lunedì la Cina ha tagliato i tassi sui prestiti, dopo aver ridotto altri tassi di riferimento il mese scorso nell'ambito di un pacchetto di misure di stimolo per rilanciare l'economia. La mossa è arrivata dopo che venerdì i dati hanno mostrato che l'economia cinese è cresciuta al ritmo più lento dall'inizio del 2023 nel terzo trimestre, alimentando crescenti preoccupazioni sulla domanda di petrolio.

A Milano attenzione a Stellantis, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Tim, Stm e Recordati 

Sul listino milanese attenzione a Stellantis dopo che l’agenzia di rating Fitch ha rivisto l'outlook a negativo da positivo, confermando il rating a lungo termine BBB+ e e dopo che in Europa ha registrato un calo delle immatricolazioni auto a settembre del 27,1% a 120.582 unità, sottoperformando il mercato (-6,1% su base annua).

Invece, tra le banche, Intesa Sanpaolo ha concluso venerdì scorso il piano di buyback da 1,7 miliardi di euro avviato lo scorso 3 giugno, acquistando azioni pari al 2,62% del capitale sociale a un prezzo medio per azione pari a 3,5481 euro. Quanto a Unicredit, il governo tedesco ha scelto la linea della neutralità sulla partita per Commerzbank. Dopo i rumor circolati la scorsa settimana circa una legge straordinaria che ostacolasse mire straniere sulle banche del Paese e quindi la scalata targata Unicredit, il ministero delle finanze è intervenuto pubblicamente per sgombrare il campo dalle indiscrezioni: «smentiamo questi scenari», ha tagliato corto un portavoce. 

Da monitorare anche Tim, visto che il governo italiano condivide il fatto che i big tech americani paghino di più per l’utilizzo dell’infrastruttura telefonica, Stm, che potrebbe beneficiare di quanto ha detto Sap: il colosso tedesco dell’informatica ha registrato un aumento dei ricavi e degli utili nel terzo trimestre del 2024, grazie alla domanda di intelligenza artificiale, e ha alzato le previsioni per l’intero esercizio, e Recordati di cui Barclays ha alzato il target price a 48 euro.

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