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Wall Street rimbalza, Milano chiude in calo dell'1,5%

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in netto calo (-1,8%) e perde quota 34 mila. Salgono solo Saipem e Campari

19 dicembre 2024, 08:25 Ultimo aggiornamento: 17:51

Wall Street positiva dopo il sell-off della vigilia con la Fed falco. Il pil Usa finale nel terzo trimestre sale del 3,1%, ben oltre il +2,8% della lettura precedente. Oltre le attese anche le spese dei consumatori Usa. T-bond al 4,5%. A Piazza Affari pesanti Tim, Stm e Interpump  | IL VIDEO | Tim, ecco l’offerta vincolante da 700 milioni per Sparkle di Mef e Retelit. Scade il 27 gennaio

  • Ore 15:30 Wall Street apre in rialzo il giorno dopo la Fed
  • Ore 14:50 Futures Usa positivi ma il Ftse Mib resta in calo 
  • Ore 13:05 Il Ftse Mib resta in rosso post Fed. Più Btp nei portafogli esteri
  • Ore 12:00 Il Ftse Mib accelera al ribasso, sell-off su Tim e Stm. Effetto Fed su bitcoin e petrolio
  • Ore 10:30 Il Ftse Mib resta sotto pressione con Stm e Tim. Spread stabile a 118
  • Ore 09:05 Ftse Mib sotto 34.000, panic selling post Fed? Il dollaro esplode
  • Ore 08:20 Europa attesa in netto calo, pesa la Fed: vede solo due tagli dei tassi nel 2025

Il Ftse Mib chiude a 33.787 punti, in calo dell’1,8%. Pesano i ribassi di Tim (-7,9%), Stm (-6,3%) e Interpump (-4,8%). Tra le blue chip salgono solo Saipem (+3,4%) e Campari (+1,1%). Spread a 117 punti. 

Ore 15:30 Wall Street apre in rialzo il giorno dopo la Fed

Wall Street apre la seduta del 19 dicembre in positivo, all’indomani del taglio dei tassi da 25 punti base decretato dalla Federal Reserve nell’ultima riunione dell’anno. Alle 15:30 il Dow Jones sale dello 0,65%, l’S&P 500 avanza dello 0,76% e il Nasdaq guadagna l’1%. All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib perde l’1,4% a quota 33.921 punti. Tra le blue chip salgono solo Saipem (+3,8%), Campari (+0,1%) e Unipol (+0,1%). Le peggiori sono Tim (-6,2%), Stm (-5,5%) e Interpump (-4%). Sotto la parità anche le altre borse europee con Francoforte che cede l'1,2%, Parigi l’1,15% e Londra l’1,1%. 

Ore 14:50 Futures Usa positivi ma il Ftse Mib resta in calo 

Nonostante i futures statunitensi anticipino un rimbalzo di Wall Street dopo il sell-off della vigilia con la Fed falco, a Piazza Affari l’indice Ftse Mib resta in calo dell’1,21% a 33.986 punti alle 14:50 con Tim, Stm, Iveco e Interpump in netto calo. L’euro va sotto 1,04 dollari (-0,88% a 1,039) dopo i dati macro Usa. Il prodotto interno lordo statunitense nel terzo trimestre del 2024 ha registrato un aumento del 3,1% nella lettura finale, ben oltre il +2,8% della lettura precedente e ancora più del +3% registrato nella lettura finale del secondo trimestre. Nel primo trimestre dell'anno si era registrato un +1,4%. Gli economisti si aspettavano un aumento del 2,9%.

Oltre le attese anche le spese dei consumatori Usa

Quanto alle spese dei consumatori, che rappresentano il 69% dell'economia statunitense, sono aumentate del 3,3%, molto più del 3% registrato nella precedente lettura (rivisto da iniziale +3,7%) e oltre il +2,8%, registrato nella lettura finale del secondo trimestre. Nella lettura finale del primo trimestre si era registrato un +1,5%. Il rendimento del T-bond 10 anni sale al 4,55% e quello del Btp 10 anni al 4,7% (spread stabile a quota 117,31 punti base).

Ore 13:05 Il Ftse Mib resta in rosso post Fed. Più Btp nei portafogli esteri

Non scemano le vendite sulle borse europee con la Fed falco. «Ammetto che ci sarebbe piaciuto vedere una Fed più accomodante, ma penso che la reazione del mercato possa essere eccessiva», afferma Álvaro Sanmartín, Chief Economist di Amchor IS. «A meno che Trump non opti per politiche chiaramente inflazionistiche, le pressioni sui prezzi negli Stati Uniti sono sulla strada giusta e ciò dovrebbe consentire alla Fed di continuare ad abbassare i tassi l'anno prossimo, anche se moderatamente perché, come abbiamo detto e data la buona forma dell'economia americana, è sempre più chiaro che il tasso neutrale oggi è piuttosto alto».

Francoforte arretra dell’1,07%, Parigi dell’1,16%, Milano dell’1,13% a 34.011 punti alle 13:05 (male male Tim, Stm, le banche e le utilities) e Londra dell’1,12% dopo che la BoE, come ampiamente previsto dagli economisti, ha lasciato invariati i tassi di interesse al 4,75%, anche se è emerso che tre membri preferivano un taglio da 25 punti base. Mossa scontata e la sterlina resta in calo nei confronti dell’euro a 0,8257.

Più Btp nei portafogli esteri

Dai dati di Banca d'Italia sulla bilancia dei pagamenti è emerso che a ottobre gli investitori esteri hanno incrementato di 14,2 miliardi di euro il proprio portafoglio di titoli di Stato italiani (il Btp 10 anni rende il 3,46%, spread con il Bund in calo a 116,9 punti base) dopo i +12,3 miliardi di settembre. Ottobre segna il decimo mese consecutivo di aumento del portafoglio esteri. 

Roma non è più il malato d’Europa

«L'Italia non è più considerata il malato d'Europa», ha detto a Reuters
Christopher Dembik, senior investment advisor di Pictet AM. Roma gode di costi del debito più bassi. La posta in gioco è significativa: stando a diverse stime, l'anno prossimo il Tesoro dovrà vendere 300-310 miliardi di euro di bond a medio-lungo termine. Lo spread sul Bund si è ridotto questo mese ai minimi da oltre tre anni. Con la Germania vicina alla recessione, questo trend continuerà. Inoltre, i Btp sono considerati un'alternativa interessante agli Oat francesi, mentre Parigi è alle prese con una profonda crisi politica e di bilancio. In particolare, ha spiegato Dembik, gli investitori giapponesi stanno passando dal debito d'Oltralpe a quello italiano.

Ore 12:00 Il Ftse Mib accelera al ribasso, sell-off su Tim e Stm. Effetto Fed su bitcoin e petrolio

Prosegue il sell-off sui mercati azionari europei dopo la cautela della Fed. Anche a Milano l’indice Ftse Mib ripiega dell’1,42% a 33.913 punti alle 12:00 con lo spread Btp/Bund poco mosso a 118,7 punti base (sale al 3,47% il rendimento del Btp 10 anni) e Stm e Tim sotto una pioggia di vendite (-5,89% e -6,57%, rispettivamente). Il dollaro si rafforza nei confronti dell’euro, che vale 1,040 dollari (-0,77%) in attesa dei dati macro Usa, il bitcoin, scivolato per un attimo sotto 100.000 dollari dopo che il presidente Powell ha detto che la Fed non vuole essere coinvolta in alcuno sforzo governativo per accumulare grandi quantità di bitcoin, anche se è rimasto per un attimo sopra questo livello, perde oltre il 2%.

Effetto Fed su bitcoin e petrolio
 

L'oro, nonostante sia il bene rifugio per eccellenza, scende dello 0,70% a 2.634 dollari l'oncia. Giù anche i prezzi del petrolio, in questo caso per i timori sulla domanda, con il Brent in calo dello 0,12% a 73,30 dollari al barile. La Fed ha anche segnalato di voler rallentare il ritmo di taglio dei tassi di interesse nel 2025, una prospettiva che potrebbe danneggiare la crescita economica, ridurre la domanda di carburante e rafforzare il dollaro. 

Ore 10:30 Il Ftse Mib resta sotto pressione con Stm e Tim. Spread stabile a 118

I mercati azionari europei restano scossi (Dax -0,75%, Cac40 -1,19%, Ftse100 -1,12% e Ftse Mib -1,08% a 34.029 punti con solo Ferrari, Saipem e Unipol che si salvano dalle vendite; pesanti Stm e Tim) dall’orientamento falco della Federal Reserve, con solo due tagli dei tassi previsti per il 2025, segnalando una maggior preoccupazione per il persistere o il riaccendersi dell'inflazione. «Per l’anno prossimo, infatti, le previsioni di inflazione sono state riviste al rialzo al 2,5% (dal 2,1%) e quelle di crescita economica ritoccate al 2,1% dal 2%, ma riviste al ribasso più in là nel tempo, con una crescita del pil per il 2027 limata all'1,9% dal 2%», indica Daniel Siluk, Head of Global Short Duration & Liquidity e portfolio manager. «Questo suggerisce che una politica monetaria più restrittiva deve ancora farsi strada nell'economia». Lo spread Btp/Bund è stabile a 118,4 punti base.

La banca centrale svedese taglia i tassi di 25 punti base

Ora, in attesa della Boe, che dovrebbe mantenere i tassi invariati, la banca centrale svedese li ha tagliati di 25 punti base, portandoli al 2,5%, secondo quanto previsto. «Se le prospettive per l'inflazione e l'attività economica rimarranno invariate, il tasso di riferimento potrebbe essere tagliato ancora una volta nella prima metà del 2025», ha detto la Riksbank in un comunicato. L'inflazione ha toccato un picco di circa il 10% alla fine del 2022.

Ore 09:05 Ftse Mib sotto 34.000, panic selling post Fed? Il dollaro esplode

Borse europee in netto calo in avvio di seduta (Dax -1,13%, Cac40 -1,29%, Ftse100 -1,17% e Ftse Mib -1,28% a 33.960 punti) dopo che gli indici americani si sono schiantati in seguito alla decisione della Fed che, se da un lato ha tagliato i tassi dello 0,25%, come previsto, dall’altro ha ipotizzato meno tagli l'anno prossimo. «L'S&P 500 è sceso del 3,1% e il Nasdaq 100 è affondato del 3,75%, mentre il Dow è passato da un guadagno di 200 punti a una perdita di 1100 punti, confermando il nuovo record storico di 10 sedute consecutive di chiusure al ribasso, mai successo dopo il 1974», osserva Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades. «Il riepilogo delle proiezioni economiche ha mostrato che i membri del Fomc prevedono due tagli per il 2025 e altri due nel 2026, rispetto a un punto percentuale che avevano previsto a settembre». Il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,52% e quello del Btp 10 anni al 3,48% con lo spread con il Bund che allarga a 118,6 punti base.

Il dollaro esplode

Interessanti i movimenti nei cambi con l’euro/dollaro tornato al test di 1,033 (-0,94% a 1,039) «e possibilità, nel prossimo futuro di rompere i supporti e attaccare la parità», prevede Berlizani. Mentre il cambio dollaro/yen è a ridosso di 155,567 (+2,19%) con la BoJ che stanotte ha lasciato i tassi invariati allo 0,25%, mentre a metà giornata sarà la BoE a decidere sui tassi. «Insomma un fine anno col botto per il biglietto verde che rivaluta su tutto e tutti, e forse questo andamento è la risposta ai futuri dazi di Trump, perché una svalutazione delle monete diverse dal dollaro aiuterebbe ad attutire l’impatto dei dazi doganali. Come risponderà il Tycoon?», si chiede l’analista senior di ActivTrades.

A Milano male le banche, Stm, Stellantis, Tim, Giglio

Sul listino milanese, tutto vestito di rosso, pesano Stm (-3,26% a 24,29 euro) dopo che Micron Technology (-15% all’after hours) ha previsto ricavi e utili trimestrali al di sotto delle stime degli analisti a causa della debolezza della domanda di prodotti come personal computer e smartphone, e Stellantis (-1,63% a 12,53 euro). Le immatricolazioni auto in Europa sono tornate a scendere a novembre dopo la pausa di ottobre, trascinate dal brusco calo in Francia (-12,7%) e Italia (-10,8%), mentre il mercato tedesco è risultato poco mosso (-0,5%). Nei paesi Ue, Efta e in Gran Bretagna le immatricolazioni sono scese del 2% su anno a 1.055.319 veicoli, secondo i dati di Acea. Stellantis ha registrato a novembre una contrazione delle immatricolazioni del 10,8%, con una quota di mercato al 13,5% dal 14,4% di ottobre. Il presidente John Elkann sarà audito dalle commissioni parlamentari competenti per illustrare la situazione del gruppo automobilistico, come richiesto dal Parlamento. La società si aspetta che la produzione di auto in Italia aumenti di circa il 50% nel 2026, dopo un 2025 «durissimo» in cui dovrà continuare con la cassa integrazione, ha detto il responsabile delle operazioni europee, Jean-Philippe Imparato, alla trasmissione Rai Cinque minuti.

Nuovo contratto in Nigeria, invece, per Saipem (-0,86% a 2,53 euro). La società, in consorzio con Koa Oil & Gas e Aveon Offshore, si è aggiudicata una nuova commessa offshore da Shell per il progetto Bonga North, relativo allo sviluppo di un giacimento petrolifero in acque profonde, a 130 km dalla costa della Nigeria. Il valore complessivo del contratto è di circa 1 miliardo di dollari e la quota parte del gruppo guidato da Alessandro Puliti ammonta a circa 900 milioni di dollari.

Scivola dello 0,99% a 0,2697 euro anche Tim dopo che il ministero dell'Economia e delle finanze insieme a Retelit, controllata di Asterion Industrial Partners, ha presentato l'offerta vincolante per acquisire l'intero capitale di Sparkle: è pari a 700 milioni di euro  ed è valida fino al 27 gennaio 2025. Il governo italiano considera di importanza strategica la società del colosso tlc che ha una rete di oltre 600.000 km di cavi sottomarini attraverso cui trasmette informazioni tra i Paesi dell'Europa, del Mediterraneo e delle Americhe.

Invece, una controllata del gruppo Enel (-1,53% a 6,81 euro) e l'azienda ceca Eph hanno sottoscritto un accordo tramite il quale Eph acquisterà da Enel Produzione il 50% di Slovak Power Holding, titolare del 66% di Slovenské elektrárne, a cui appartengono siti di energia idroelettrica e nucleare. L'operazione avrà un effetto neutro sul debito netto di Enel e un impatto negativo sull'utile netto reported di circa 585 milioni di euro. Tra l’altro il cda del gruppo ha autorizzato l'emissione, entro il 31 dicembre 2025, di uno o più prestiti obbligazionari non convertibili, sotto forma di titoli subordinati ibridi, anche di natura perpetua, per un importo massimo complessivo pari a 2 miliardi di euro, da collocare esclusivamente presso investitori istituzionali, europei ed extra-europei, anche attraverso piazzamenti privati.

Tra le banche, Unicredit arretra dell’1,29% a 38,2 euro dopo che il governo tedesco ha detto di essere impegnato per trovare una soluzione per Commerzbank e di rifiutare l'approccio non coordinato e non amichevole di Piazza Gae Aulenti, salita al 28% della banca tedesca. Vendite pure su Mps (-1,91% a 6,56 euro) che ha cambiato la governance dopo la privatizzazione: mercoledì 18 dicembre si sono dimessi i cinque consiglieri indicati nella lista presentata dal Tesoro in occasione del rinnovo del cda del 2023 e su Bper (-1,42% a 6,12 euro) che riunisce l’assemblea ordinaria e straordinaria a Milano. Non si salva neppure Nexi, in flessione dell’1,94% a 5,46 euro: Fitch ha alzato i rating Long-Term Issuer Default (Idr) e senior unsecured a BBB- da BB+. L'outlook è stabile.

Leggi anche: 

Infine, tra i titoli minori, Giglio cade del 6,8% a 0,384 euro. Con Urban Vision ha stabilito di comune accordo che non sussistono i presupposti per la prosecuzione dell’aumento del capitale della società che, come reso noto a settembre, avrebbe dovuto essere sottoscritto da parte di Urban Vision. Il cda intende, quindi, procedere nella prima metà del 2025 a un aumento di capitale finalizzato a rafforzare la situazione economico-patrimoniale e le prospettive di business.

Il board ha anche annunciato di aver ricevuto una lettera da Avon e Sky, entrambe con sede a San Marino, detentori del 100% del capitale sociale di Publinova, anch'essa con sede a San Marino, operante nel settore del marketing digitale e nella lead generation, nella quale manifestano la propria disponibilità a partecipare all'aumento di capitale mediante il conferimento in natura del 100% del capitale nella suddetta azienda, previa valutazione da parte di un esperto indipendente. 

Ore 08:20 Europa attesa in netto calo, pesa la Fed: vede solo due tagli dei tassi nel 2025

La cautela della Federal Reserve sulla discesa dei tassi d’interesse ha riacceso la volatilità. Il 18 dicembre a Wall Street l’indice S&P500 ha perso il 3% 8i futures stamani rimbalzano), la peggior variazione giornaliera dalla fine del 2021. E le borse europee sono attese aprire in netto calo: -1,55% il future sull’Eurostoxx50. Come era nelle attese, la Fed ha ridotto i tassi di 25 punti base. Terzo taglio dell’anno che porta il livello dei Fed Funds tra il 4,25% e il 4,5%. «Il ciclo di normalizzazione di politica monetaria proseguirà anche il prossimo anno, seppur a un ritmo più lento di quanto precedentemente previsto: due tagli invece di quattro, secondo i dot plot. Nel lungo termine, il Fomc vede il tasso neutrale al 3%, 0,1 punti percentuali in più rispetto all’aggiornamento di settembre», sottolinea Antonio Tognoli di Cfo Sim.

La Fed vede solo due tagli dei tassi nel 2025

La Fed vede un’inflazione al 2,4% quest’anno, un’accelerazione al 2,5% nel 2025, un calo al 2,1% nel 2026 e solo nel 2027 il raggiungimento dell’obiettivo del 2% (lo scorso settembre le previsioni erano più basse e pari al 2,3% nel 2024 e 2,1% nel 2025). «Il taglio è arrivato nonostante il comitato abbia anche rivisto al rialzo la stima sul pil per il 2024 al 2,5%, ovvero mezzo punto percentuale in più rispetto a settembre. Nei prossimi anni, invece, si aspetta che la crescita rallenti al 2,1% del 2025 e all’1,9% del 2027», aggiunge Tognoli. «Il presidente, Jerome Powell, ha sottolineato che i Fed Funds sono ora un punto sotto il picco che avevamo raggiunto e che la Fed resta concentrata sull’obiettivo di ottenere massima occupazione e stabilità dei prezzi».

Attesi tassi fermi dalla BoE

Mentre gli ultimi dati dell'Ipc nel Regno Unito rivelano una tendenza preoccupante, con una crescita dell'inflazione su base annua pari al +2,6%. «Anche se in linea con le aspettative degli analisti, il dato sottolinea la persistenza delle pressioni inflazionistiche sull'economia britannica, indotte da fattori come l'aumento dei salari», afferma Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. «Per i consumatori questo si traduce in un'altra serie di quanto è costato?, che comporta una pressione continua sui bilanci di molte famiglie. Si profila, quindi, una situazione di difficoltà per i policymaker della Banca d'Inghilterra», che si riuniranno alle 13. «Alla luce di questo scenario è probabile che decideranno di mantenere invariati i tassi di riferimento; quindi, la prospettiva di ulteriori tagli significativi nel 2025 è sempre più incerta».

Il sentiment dei consumatori tedeschi si è ripreso leggermente

Focus anche sui dati macro. Già pubblicato, il sentiment dei consumatori tedeschi si è ripreso leggermente verso la fine dell'anno. Sia le aspettative di reddito che la propensione all'acquisto sono aumentate a dicembre, mentre la propensione al risparmio è diminuita. Di conseguenza, si prevede che il clima dei consumatori migliorerà leggermente all'inizio del nuovo anno. Per gennaio 2025, si prevede un aumento di 1,8 punti a -21,3 punti rispetto al mese precedente (rivisto -23,1 punti), contro le attese del mercato per -22,6 punti.

Alle 8:45 l’indice sulla fiducia delle imprese manifatturiere a dicembre (precedente: 97 punti; consenso: 96 punti). Mentre alle 14:30 sono previste le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (precedente: +17.000 unità a 242.000), il pil finale del terzo trimestre del 2024 (preliminare: +2,8% anno su anno; consenso: +2,9% anno su anno), l’indice Fed Filadelfia a dicembre (precedente: -5,5 punti) e alle 16 il super indice a novembre (precedente: -0,4% mese su mese; consenso: -0,1% mese su mese) insieme alle vendite di case esistenti sempre a novembre (precedente: 3,96 milioni di unità; consenso: 3,97 milioni).

I prezzi del petrolio scendono post Fed

Quanto alle materie prime, i prezzi del petrolio scendono dopo che la Fed ha segnalato che rallenterà il ritmo dei tagli ai tassi di interesse nel 2025, con un potenziale impatto sulla domanda di carburante. I futures sul Brent calano dello 0,52%, a 73 dollari al barile e quelli sul Wti dello 0,37% a 69,61 dollari. Le perdite annullano gran parte dei guadagni di mercoledì, quando i prezzi sono aumentati poiché le scorte di greggio statunitensi sono diminuite di 934.000 barili a 421 milioni di barili e la Fed ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base come previsto. Tassi di interesse più bassi riducono i costi di finanziamento, il che può stimolare la crescita economica e la domanda di petrolio.

A Milano occhio a Stellantis, Saipem, Tim, Enel, Unicredit, Mps, Bper, Nexi e Giglio

Sul listino milanese attenzione a Stellantis. Le immatricolazioni auto in Europa sono tornate a scendere a novembre dopo la pausa di ottobre, trascinate dal brusco calo in Francia (-12,7%) e Italia (-10,8%), mentre il mercato tedesco è risultato poco mosso (-0,5%). Nei paesi Ue, Efta e in Gran Bretagna le immatricolazioni sono scese del 2% su anno a 1.055.319 veicoli, secondo i dati di Acea. Stellantis ha registrato a novembre una contrazione delle immatricolazioni del 10,8%, con una quota di mercato al 13,5% dal 14,4% di ottobre. Il presidente John Elkann sarà audito dalle commissioni parlamentari competenti per illustrare la situazione del gruppo automobilistico, come richiesto dal Parlamento. La società si aspetta che la produzione di auto in Italia aumenti di circa il 50% nel 2026, dopo un 2025 «durissimo» in cui dovrà continuare con la cassa integrazione, ha detto il responsabile delle operazioni europee Jean-Philippe Imparato alla trasmissione Rai 'Cinque minuti'.

Nuovo contratto in Nigeria, invece, per Saipem. La società, in consorzio con Koa Oil & Gas e Aveon Offshore, si è aggiudicata una nuova commessa offshore da Shell per il progetto Bonga North, relativo allo sviluppo di un giacimento petrolifero in acque profonde, a 130 km dalla costa della Nigeria. Il valore complessivo del contratto è di circa 1 miliardo di dollari e la quota parte del gruppo guidato da Alessandro Puliti ammonta a circa 900 milioni di dollari.

Da monitorare ancora Tim dopo che il ministero dell'Economia e delle finanze insieme a Retelit, controllata di Asterion Industrial Partners, ha presentato l'offerta vincolante per acquisire l'intero capitale di Sparkle: è pari a 700 milioni di euro  ed è valida fino al 27 gennaio 2025. Il governo italiano considera di importanza strategica la società del colosso tlc che ha una rete di oltre 600.000 km di cavi sottomarini attraverso cui trasmette informazioni tra i Paesi dell'Europa, del Mediterraneo e delle Americhe.

Invece, una controllata del gruppo Enel e l'azienda ceca Eph hanno sottoscritto un accordo tramite il quale Eph acquisterà da Enel Produzione il 50% di Slovak Power Holding, titolare del 66% di Slovenské elektrárne, a cui appartengono siti di energia idroelettrica e nucleare. L'operazione avrà un effetto neutro sul debito netto di Enel e un impatto negativo sull'utile netto reported di circa 585 milioni di euro. Tra l’altro il cda del gruppo ha autorizzato l'emissione, entro il 31 dicembre 2025, di uno o più prestiti obbligazionari non convertibili, sotto forma di titoli subordinati ibridi, anche di natura perpetua, per un importo massimo complessivo pari a 2 miliardi di euro, da collocare esclusivamente presso investitori istituzionali, europei ed extra-europei, anche attraverso piazzamenti privati.

Tra le banche, Unicredit resta sorvegliata speciale dopo che il governo tedesco ha detto di essere impegnato per trovare una soluzione per Commerzbank e di rifiutare l'approccio non coordinato e non amichevole di Piazza Gae Aulenti, salita al 28% della banca tedesca. Occhio anche a Mps che ha cambiato la governance dopo la privatizzazione: mercoledì 18 dicembre si sono dimessi i cinque consiglieri indicati nella lista presentata dal Tesoro in occasione del rinnovo del cda del 2023 e a Bper che riunisce l’assemblea ordinaria e straordinaria a Milano. Nel caso, poi, di Nexi Fitch ha alzato i rating Long-Term Issuer Default (Idr) e senior unsecured a BBB- da BB+. L'outlook è stabile.

Leggi anche: 

Infine, tra i titoli minori, attenzione a Giglio che con Urban Vision ha stabilito di comune accordo che non sussistono i presupposti per la prosecuzione dell’aumento del capitale della società che, come reso noto a settembre, avrebbe dovuto essere sottoscritto da parte di Urban Vision. Il cda intende, quindi, procedere nella prima metà del 2025 a un aumento di capitale finalizzato a rafforzare la situazione economico-patrimoniale e le prospettive di business.

Il board ha anche annunciato di aver ricevuto una lettera da Avon e Sky, entrambe con sede a San Marino, detentori del 100% del capitale sociale di Publinova, anch'essa con sede a San Marino, operante nel settore del marketing digitale e nella lead generation, nella quale manifestano la propria disponibilità a partecipare all'aumento di capitale mediante il conferimento in natura del 100% del capitale nella suddetta azienda, previa valutazione da parte di un esperto indipendente. (riproduzione riservata)



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