Il Ftse Mib chiude a 33.266,32 punti, in rialzo dello 0,68%. Tra i titoli spiccano i rialzi di Tim (+3,9%), Brunello Cucinelli (+2,6%), Stellantis (+2,5%) e Saipem (+2%). In calo Leonardo, che recupera nel pomeriggio ma chiude in ribasso dello 0,8%, Recordati (-0,4%), Mps (-0,2%) e Snam (-0,1%). Lo spread si attesta a 138 punti base al termine delle contrattazioni a Piazza Affari.
Positive anche le altre borse europee a partire dal Dax di Francoforte (+0,55%) e il Cac di Parigi (+0,7%). L’Eurostoxx 50 chiude in crescita dello 0,65%.
Wall Street apre la seduta in territorio positivo con il Dow Jones che alle 15:40 guadagna lo 0,3%, l’S&P 500 lo 0,2%, il Nasdaq lo 0,1%. A Piazza Affari accelera ancora il Ftse Mib che viaggia a 33.345,6 punti, in rialzo dello 0,92%, trainato da Telecom Italia (+4,9%), Stellantis (+2,7%), Bper Banca (+2,2%) e Brunello Cucinelli (+1,9%). Riduce le perdite Leonardo (-0,5%), che risente di un calo generalizzato del settore della difesa, seguita da Ferrari (-0,1%) e Unipol (-0,1%). Lo spread Btp/Bund si riporta a 140 punti.
Negli Stati Uniti quella che inizia oggi, 19 agosto, è la settimana del Simposio di Jackson Hole, l’atteso ritrovo annuale dei banchieri centrali a cui i mercati guardano in attesa di conferme sulle prossime mosse della Federal Reserve. La convention inizia giovedì 22 agosto, ma prima (mercoledì) ci sono i verbali della riunione del Fomc di luglio.
I mercati europei proseguono la seduta in rialzo, anche Milano (+0,66% a 33.258 punti alle 14:50 grazie a Tim e a Stellantis. In ribasso frazionale Leonardo, Recordati, Unipol e Prysmian). Lo spread resta sotto 138 punti base. «Ci aspettiamo di assistere a un'ulteriore ripresa degli asset di rischio nel corso delle prossime due settimane, prima che l'offerta ritorni sui mercati del credito una volta entrati nel mese di settembre», prevede Mark Dowding, Fixed Income Cio di Rbc BlueBay AM. Nel frattempo, i dati macro sono apparsi ampiamente coerenti con la tesi dell'atterraggio morbido. Le previsioni del pil della Fed di Atlanta per il terzo trimestre rimangono relativamente solide, pari al 2,9%, e i dati sulle vendite al dettaglio di luglio rimangono a sostegno di un'attività solida.
«I timori di un improvviso rallentamento del mercato del lavoro sono stati placati dagli ultimi due dati settimanali sulle richieste di disoccupazione, che hanno mostrato un netto calo dopo l'aumento registrato alla fine del mese scorso a causa delle perturbazioni dovute all'uragano», aggiunge Dowding. Altrove, la pubblicazione dell'indice dei prezzi al consumo (Cpi) di questa settimana ha mostrato un'ulteriore moderazione della pressione sui prezzi sottostanti. I prezzi core hanno guadagnato poco meno dello 0,2% a luglio, dopo essere aumentati solo dello 0,1% a giugno. L'inflazione rimane al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla Fed «e siamo ancora propensi a credere che l’inflazione rimarrà appiccicosa anche in futuro, notando che gli ultimi due mesi sono stati influenzati da alcuni effetti una tantum, come il calo dei prezzi delle auto usate. Tuttavia, la strada sembra spianata perché il Fomc tagli i tassi di 25 punti base il mese prossimo, nonostante i dati che ancora ci attendono. I mercati sono stati propensi ad anticipare l'allentamento della Fed, prevedendo un allentamento monetario di 100 punti base entro dicembre e di altri 100 punti base entro il prossimo anno. Continuiamo a ritenere che si tratti di un'ipotesi troppo aggressiva», conclude il Fixed Income Cio di Rbc BlueBay AM.
Con i futures statunitensi sulla parità, le borse europee accentuano il rialzo, eccetto Londra (-0,04%). Francoforte segna un +0,11%, Parigi un +0,33% e Milano un +0,59% a 33.235 punti alle 13 con Tim in testa (+3,65%), seguita con guadagni oltre un punto percentuale da Amplifon, Nexi, Unicredit, Bper Banca, Brunello Cucinelli, Erg, Pirelli, Stellantis. Lo spread Btp/Bund scende a 137,49 punti base con il rendimento del Btp 10 anni al 3,6%.
Mentre tra le materie prime i prezzi del petrolio perdono terreno, con il Brent che si mantiene al di sotto di quota 79 dollari al barile, mentre i timori per la domanda della Cina, principale importatore di petrolio, pesano sul sentiment del mercato. Il prezzo del Brent scende dello 0,92% a 78,95 dollari al barile e quello del Wti dello 0,94% a 74,83 dollari al barile. Nel fine settimana i dati doganali hanno mostrato che le esportazioni cinesi di gasolio e benzina sono calate bruscamente a luglio, riflettendo i minori livelli di lavorazione del greggio a causa dei deboli margini di profitto. Questo ha alimentato i timori degli operatori per una netta flessione della domanda da parte della Cina, dove il mese scorso le raffinerie hanno attuato forti tagli ai tassi di lavorazione del greggio a fronte di una tiepida domanda di carburante.
Borse europee contrastate. Il Dax perde lo 0,12% e il Ftse100 lo 0,19%, il Cac40 si limita a un +0,06%, il migliore è il Ftse Mib con un +0,51% a 33.207 punti, spinto soprattutto da Tim (+3,48%) con Nokia scelta da Tim Brasil per espandere la sua copertura 5G in 15 Stati brasiliani a partire da gennaio 2025, Bper Banca (+1,66%) e Amplifon (+1,52%). Guadagnano oltre un punto percentuale anche Stellantis, Iveco, Nexi e Mps. Quella appena passata è stata, per la verità, una settimana intensa di dati economici, «numeri che hanno aiutato il mercato a riprendersi dalle perdite precedenti di inizio del mese. Un'inflazione più debole, vendite al dettaglio robuste e minori richieste di sussidi di disoccupazione hanno sostenuto gli indici azionari, alimentando il ritorno della fiducia», sottolinea Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades. Inoltre, il sentiment degli investitori è stato rafforzato anche dalle solite dichiarazioni dei rappresentanti della Federal Reserve che ormai sono chiaramente orientati ad un taglio dei tassi mantenendo però un approccio prudente. E ciò, è visto, attualmente, come un segnale di forza.
Continua poi l’ascesa dell'oro, salito a 2.541 dollari l'oncia (+0,15%), a ridosso del massimo storico a 2.549, trascinato da una importante domanda di beni rifugio, in attesa delle prossime decisioni della Fed. L'attenzione degli operatori è quindi tutta sul simposio di Jackson Hole, in agenda questa settimana in Wyoming (Usa) al quale parteciperanno i banchieri centrali: venerdì alle 16 parlerà il presidente della Fed, Jerome Powell, che potrebbe dare indicazioni al mercato sulle future decisioni di politica monetaria. «A contribuire all’aumento della domanda, i timori delle ritorsioni di Teheran, che secondo l’intelligence Usa, potrebbero avvenire nei prossimi giorni. Inoltre, le preoccupazioni per l'escalation della guerra Russia Ucraina, hanno ulteriormente contribuito a sostenere il prezzo della materia prima», aggiunge Berlinzani. «Il mercato, sul fronte tassi Usa, sconta sempre una serie di riduzioni fino a 100 punti base da qui a fine anno, sebbene il forte comunicato sulle vendite al dettaglio abbia spinto gli analisti a ridurre le probabilità di un taglio così importante, spostandosi su più probabili 50 punti base».
Borse europee caute in avvio di seduta. Il Dax segna un -0,12%, il Cac40 un +0,01%, il Ftse100 un -0,19% e il Ftse Mib un +0,26% a 33.127 punti. La settimana sul secondario riprende da quota 138,4 punti base per il premio al rischio Italia-Germania e da 3,61% per il rendimento del Btp 10 anni. Nell'ultima seduta i tassi hanno visto un moderato calo dopo che i recenti dati Usa, da ultimi quelli sulle vendite al dettaglio di luglio cresciute più del consenso, hanno dissipato i timori di un rallentamento dell'economia statunitense. L'effetto si è notato anche sui mercati monetari dove si sono indebolite le scommesse di un taglio da 50 punti base a settembre da parte della Fed. Il presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, ha sottolineato che le condizioni del credito rigide troppo a lungo avrebbero un impatto negativo sul mercato del lavoro.
Proprio questo argomento sarà il più monitorato dagli investitori che seguiranno il simposio economico annuale dei banchieri centrali della Fed, organizzato, come ogni anno, a Jackson Hole. Al summit - da giovedì a sabato - prenderanno parte non solo il governatore della Fed, Jerome Powell, che interverrà venerdì, ma anche i banchieri centrali di tutto il mondo. Nel frattempo, sul primario la Francia offre Btf: 200-600 milioni scadenza 16/10/2024, 3,2-3,6 miliardi scadenza 20/11/2024, 0,9-1,3 miliardi scadenza 12/2/2025 e 1,1-1,5 miliardi scadenza 13/8/2024. Mentre la Germania offre 3 miliardi di Bubill scadenza 20/8/2025. Invece, il Tesoro italiano starebbe studiando nuove emissioni innovative per spostare in avanti la scadenza media dei titoli di Stato e ridurre l'impatto degli interessi. Secondo il quotidiano La Stampa, che cita fonti finanziarie vicine al dossier, la strategia comporterebbe più emissioni verdi.
Sul listino milanese bene Tim (+0,88% a 0,2292 euro) e Iveco (+0,63% a 8,99 euro). Più defilata Enel (+0,18% a 6,58 euro) perché il governo cileno ha detto che procederà con l'iter per chiedere la fine della concessione per la fornitura di energia elettrica alla divisione del colosso energetico italiano nel Paese dopo che migliaia di utenti sono rimasti senza elettricità nella zona di Santiago a seguito di un forte temporale.
Buone notizie, invece, per Leonardo (-2,25% a 22,11 euro): S&P Global venerdì ha alzato l'outlook sul gruppo della difesa da stabile a positivo e ha confermato il rating a BBB-/A-3. L'outlook positivo riflette l'aspettativa che la performance operativa del gruppo controllato dallo Stato «dovrebbe rimanere resiliente nei prossimi 12-24 mesi, con un solido flusso di cassa utilizzato per ridurre la leva finanziaria e migliorare i parametri di credito», ha spiegato S&P Global. Mentre Hsbc ha tagliato il target price di Generali (+0,30% a 23,31 euro) a 27 euro, ma il giudizio resta buy.
Quanto a Saras (stabile a 1,60 euro), al termine dell'opa obbligatoria, conclusa il 16 agosto, Varas verrà a detenere il 87,689% della società. Infine, Ss Lazio (sulla parità a quota 0,724 euro) ha annunciato venerdì l'ingaggio dell'attaccante senegalese Boulaye Dia dalla retrocessa Salernitana per un prestito iniziale di due anni con opzione di acquisto. I dettagli finanziari non sono stati resi noti, ma i media hanno riferito che il valore dell’operazione è di 12 milioni di euro.
Borse europee attese poco mosse in avvio di seduta (future sull’Eurostoxx50 -0,08%) dopo che la settimana di Ferragosto è terminata con il miglior risultato degli ultimi nove mesi, grazie al rafforzamento dell'aspettativa che l'economia statunitense sia in grado di evitare una recessione, mentre resta inalterata la prospettiva di un primo taglio dei tassi Usa a settembre. I verbali dell'ultima riunione di politica monetaria della Fed in uscita nei prossimi giorni dovrebbero sottolineare le attese accomodanti. Il suo presidente, Jerome Powell, parlerà a Jackson Hole venerdì.
«Sebbene possa essere troppo presto per dichiarare vittoria, e i banchieri centrali saranno certamente prudenti nell'esprimersi, la paura dell'inflazione che aveva dominato il dibattito politico da quando i prezzi hanno iniziato a salire durante la pandemia è ormai in gran parte svanita», ha affermato l'economista di Barclays, Christian Keller. «L'inflazione potrebbe non essere ancora arrivata all'obiettivo del 2%, ma è vicina e sta andando nella direzione giusta». Gli economisti stimano al 100% un taglio dei tassi di interesse di un quarto di punto e scontano con una probabilità del 25% di un taglio di 50 punti base. Molto dipenderà dai prossimi dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti in agenda mercoledì. In attesa alle 16 dell’unico dato macro della giornata: il super indice a luglio degli Stati Uniti (precedente: -0,2% mese su mese), il dollaro resta debole nei confronti dell’euro che vale 1,104 (+0,70%).
Mentre il prezzo del petrolio scende (Wti -0,42% a 75,22 dollari al barile e Brent -0,34% a 79,41 dollari al barile) per la quarta volta in cinque sessioni, mentre i trader seguono gli sforzi degli Stati Uniti per garantire un cessate il fuoco in Medio Oriente, invece la guerra tra Russia e Ucraina si sta intensificando. Sul fronte mediorientale il segretario di Stato americano Blinken è arrivato in Israele, per cercare di portare avanti i negoziati su un cessate il fuoco a Gaza accompagnato dal rilascio di ostaggi contro i prigionieri palestinesi. Blinken incontrerà il premier israeliano Netanyahu. Tappa successiva, martedì, in Egitto. Gli attuali colloqui «potrebbero essere l'ultima» possibilità per una tregua a Gaza, ha dichiarato il segretario di Stato Usa. «Questo è un momento decisivo, probabilmente la migliore, forse l'ultima, opportunità per riportare a casa gli ostaggi, per ottenere un cessate il fuoco e per mettere tutti sulla strada migliore per una pace e una sicurezza durature», ha detto Blinken incontrando il presidente israeliano Isaac Herzog. Il segretario Usa ha, quindi, chiesto ad Hamas e a Israele di non «far deragliare» gli sforzi per un cessate il fuoco. Nel frattempo, però, la compagnia aerea statunitense American Airlines ha sospeso le sue operazioni in Israele e non ci saranno voli di andata né ritorno fino all'aprile del 2025.
Sul listino milanese attenzione a Enel perché il governo cileno ha detto che procederà con l'iter per chiedere la fine della concessione per la fornitura di energia elettrica alla divisione del colosso energetico italiano nel Paese dopo che migliaia di utenti sono rimasti senza elettricità nella zona di Santiago a seguito di un forte temporale.
Buone notizie, invece, per Leonardo: S&P Global venerdì ha alzato l'outlook sul gruppo della difesa da stabile a positivo e ha confermato il rating a BBB-/A-3. L'outlook positivo riflette l'aspettativa che la performance operativa del gruppo controllato dallo Stato «dovrebbe rimanere resiliente nei prossimi 12-24 mesi, con un solido flusso di cassa utilizzato per ridurre la leva finanziaria e migliorare i parametri di credito», ha spiegato S&P Global. Mentre Hsbc ha tagliato il target price di Generali a 27 euro, ma il giudizio resta buy.
Quanto a Saras, al termine dell'opa obbligatoria, conclusa il 16 agosto, Varas verrà a detenere il 87,689% della società. Infine, Ss Lazio ha annunciato venerdì l'ingaggio dell'attaccante senegalese Boulaye Dia dalla retrocessa Salernitana per un prestito iniziale di due anni con opzione di acquisto. I dettagli finanziari non sono stati resi noti, ma i media hanno riferito che il valore dell’operazione è di 12 milioni di euro.
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