Al giro di boa i mercati azionari europei, con i futures Usa in leggero rialzo (+0,19% quello sul Dow Jones e +0,30% quello sull’S&P500), si confermano in territorio positivo, anche Milano (indice Ftse Mib +0,70% a 51.916 punti alle 14:40) con Stm +2,3% e Prysmian +2,8% in testa. Non sono da meno i titoli oil come Saipem +2,44% e Tenaris +1,6%.
Il dollaro torna a rafforzarsi nei confronti dell’euro (-0,05% a 1,1535) in attesa dell’esito alle 20 della riunione della Fed. Negli Stati Uniti intanto le vendite al dettaglio sono cresciute oltre le attese di un +1,2% mese su mese ad agosto dal precedente -0,5% (la previsione degli economisti era +0,8%). +6% su base annua dal precedente +5%.
I mercati attualmente prezzano una probabilità del 93% di un aumento dei tassi di 25 punti base, poiché i responsabili della politica monetaria cercano di contenere le pressioni inflazionistiche. Gli operatori attendono inoltre segnali su un potenziale ulteriore rialzo entro la fine dell'anno, con aspettative crescenti per un intervento a ottobre o dicembre.
«Il cambio euro/dollaro è sceso nell'area di 1,1520-1,1530 senza però riuscire a sfondare tale livello. È possibile che questa sera si verifichi il fenomeno noto come buy on rumors, sell on news con riferimento al biglietto verde: il dollaro potrebbe continuare a essere acquistato fino alla decisione sui tassi e successivamente subire una correzione ribassista dovuta a prese di beneficio», prevede Saverio Berlinzani, analista di ActivTrades. «Nel frattempo, alcuni analisti hanno avvertito che il dollaro potrebbe indebolirsi bruscamente qualora la Fed non segnalasse ulteriori aumenti dei tassi o decidesse di lasciarli invariati».
L’indice Ftse Mib con il petrolio che resta in calo dell’1,5% a 107,12 dollari al barile accelera al rialzo con un +0,73% a 51.931 punti alle 13:25 grazie alla spinta di Saipem e Tenaris nel settore oil, di Inwit e di Stm, tutte con rialzi superiori a due punti percentuali. Lato macro, le richieste mutui negli Stati Uniti nella settimana del 11 settembre su base settimanale hanno registrato un calo del 4,1% rispetto al precedente -2,7%.
Il dollaro sale nei confronti dello yen, non dell’euro. Negli ultimi tempi il biglietto verde si è rafforzato sensibilmente fino a quota 1,155 contro l'euro. «Per noi investitori dell'area euro, ciò rappresenta un vantaggio per il valore degli investimenti negli Stati Uniti», affermano gli analisti di Ing. Anche grazie al dollaro più forte, l'indice azionario globale Msci AC World si muove in un intervallo ristretto dalla fine di maggio e quota appena il 2,5% sotto il massimo del 13 agosto (total return in euro).
«In sostanza, è stata un'estate piuttosto noiosa per i mercati azionari, nonostante il forte aumento dei prezzi dell'energia e dei tassi d'interesse. Le elevate aspettative di crescita degli utili hanno finora fornito un notevole sostegno, ma la tensione continua ad aumentare», avvertono ad Ing.
A Piazza Affari l’indice Ftse Mib si conferma in rialzo dello 0,54% a 51.834 punti alle 12:30 con Stm, Prysmian, Tenaris, Saipem, Inwit su di giri insieme ad alcune utility come A2A e Italgas.
Il cross euro-dollaro è stabile a 1,1534 e lo spread Btp/Bund scende a 88 punti base. La riunione della Fed si inserisce in una fase particolarmente delicata per il mercato obbligazionario statunitense, con il rendimento del Treasury decennale tornato sopra il 5% (al 4,99% il 16 settembre) per la prima volta da ottobre 2023.
«Il principale elemento di attenzione è rappresentato dal rischio che le pressioni inflazionistiche possano intensificarsi ulteriormente nei prossimi mesi, estendendosi dalla componente energetica alle altre voci del paniere», spiega il Dipartimento gestioni patrimoniali dello Ior.
In particolare, la persistente solidità dei consumi, nonostante prezzi dei carburanti su livelli particolarmente elevati, suggerisce una domanda interna ancora resiliente e aumenta il rischio di una maggiore trasmissione dello shock energetico all’inflazione sottostante. «In un contesto caratterizzato da un’inflazione americana ormai stabilmente superiore al target, con l’ultimo dato di agosto pari al 3,4% per la componente headline e al 2,4% per quella core, appare probabile che la Fed proceda con un rialzo di 25 punti base del tasso di riferimento», prevede il Dipartimento gestioni patrimoniali dello Ior.
Un eventuale rinvio del rialzo dei tassi, si avverte, potrebbe produrre l’effetto indesiderato di alimentare ulteriormente le aspettative di inflazione nel medio-lungo termine, esercitando nuove pressioni al rialzo sui rendimenti obbligazionari e spingendo il Treasury decennale stabilmente al di sopra della soglia del 5%.
La comunicazione del presidente, Kevin Warsh, potrebbe inoltre concentrarsi maggiormente sull’evoluzione dell’inflazione rispetto alle indicazioni provenienti dal mercato del lavoro, che risultano al momento più stabili e rappresentano pertanto un minore elemento di preoccupazione per la Fed.
I mercati azionari europei restano in rialzo ma sotto i massimi intraday (+0,10% il Dax, +0,08% il Cac40, +0,25% il Ftse100 e +0,34% a 51.732 punti il Ftse Mib alle 11:20, frenato da Stellantis -2,9%, Amplifon -1%, Fincantieri -1% e Leonardo -0,7%) con i prezzi del petrolio in lieve calo (future sul Brent -0,36% a 108,36 dollari al barile). Cnn ha rivelato che quattordici satelliti spia russi sono transitati sopra una base militare statunitense in Arabia Saudita pochi giorni prima che questa subisse un pesante attacco iraniano nel corso del conflitto in Medio Oriente.
L’euro è stabile a 1,1540 dollari. A luglio, rispetto a giugno di quest’anno, la produzione industriale destagionalizzata è diminuita dello 0,1% nell'area dell'euro e dello 0,3% nell'Ue, secondo le prime stime di Eurostat. A giugno era calata dello 0,1% sia nell'area dell'euro sia nell'Ue. Mentre a luglio del 2026, rispetto a luglio del 2025, è rimasta stabile nell'area dell'euro ed è aumentata dello 0,3% nell'Ue.
Lo spread Btp/Bund sale a 90 punti base in attesa dell’esito della riunione della Fed. Èaltamente probabile che la Fed proceda con un aumento dei tassi di 25 punti base. Tuttavia, ciò porta a chiedersi se si tratterà di un raro intervento isolato o dell'inizio di un ciclo più ampio, sottolinea Laura Cooper, Global Investment Strategist and Head of Macro Credit di Nuveen.
«Se la Fed dovesse effettivamente alzare i tassi questa settimana, come ci aspettiamo, la decisione potrebbe essere letta attraverso la lente della credibilità. Il fatto che il presidente della Fed Warsh segnali la volontà del comitato di agire per garantire la stabilità dei prezzi potrebbe contribuire a frenare le vendite sulla parte a lungo termine della curva dei Treasury», spiega Laura Cooper.
Questo dopo che i toni dovish espressi dal presidente dal momento dell’assunzione dell'incarico avevano ridotto le scommesse sui rialzi, portando però a un irripidimento della curva con pressioni sulla parte lunga. «In un momento in cui gli aggiustamenti sui buyback di Treasury rischiano di erodere la fiducia, emerge una maggiore necessità per la Fed di mostrare fermezza», conclude l’esperat di Nuveen.
Le borse europee proseguono la seduta in rialzo dopo la debolezza registrata nella seduta precedente. Il Ftse Mib segna un +0,53% a 51.826 punti alle 10:20. Anche i futures statunitensi si muovono in territorio positivo. Gli investitori restano concentrati sulle decisioni della Fed, attese in serata, con il mercato che continua a scontare un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base.
Sul fronte delle materie prime il petrolio rimane su livelli elevati (Brent -0,94% a 107,73 dollari al barile), mentre oro e argento recuperano terreno. E il bitcoin si mantiene sotto quota 76.000 dollari. Sul mercato obbligazionario in avvio si è osservato un lieve recupero dei titoli di Stato dopo il recente incremento dei rendimenti. Ma il tasso del Treasury statunitense decennale si è riportato al 5,008%. Il rendimento del Btp 10 anni sale al 4,44%.
Ad agosto l'inflazione in Italia ha registrato una variazione del +0,5% su base mensile e del +3,3% su base annua, da +2,9% di luglio, confermando la stima preliminare dell'Istat. L'aumento riflette l’incremento deei prezzi degli energetici, regolamentati (da +14,8% a +18,6%) e, soprattutto, non regolamentati (da +11,4% a +17,0%), dei beni durevoli (da +0,7% a +1,3%) e, in misura più lieve, degli a limentari non lavorati (da +3,6% a +3,8%).
Sul listino milanese Intesa Sanpaolo segna un +0,70% anche se l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un procedimento istruttorio sull’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa dall’istituto su Mps. L’obiettivo dell’istruttoria è verificare gli effetti dell’operazione sulle dinamiche competitive del settore bancario e assicurativo, sia a livello nazionale sia locale.
Secondo quanto emerso dalle valutazioni preliminari riportate nelle fonti, il progetto sarebbe già stato strutturato tenendo conto delle possibili richieste dell’Antitrust. L’accordo che prevede la cessione di 635 sportelli di Mps a Unipol viene considerato un elemento rilevante sotto il profilo della concorrenza. Le osservazioni formulate dall’Autorità non sembrano modificare l’impianto industriale dell’operazione.
Un altro tema rilevante riguarda il settore delle telecomunicazioni e quindi Tim (+0,25% a 7,62 euro). Il mercato attende infatti la decisione dell’Agcom sulle tariffe di rete. Il nuovo listino dovrebbe entrare in vigore oggi, 16 settembre, ma la decisione definitiva potrebbe richiedere alcune settimane aggiuntive. L’esito del confronto regolamentare viene osservato con attenzione perché potrebbe incidere sui costi operativi degli operatori del settore.
Borse europee in rialzo in avvio di seduta (Dax +0,30%, Cac40 +0,37%, Ftse100 +0,40% e Ftse Mib +0,59% a 51.857 punti) come i futures Usa (+0,25% quello sul Dow Jones e +0,28% quello sull’S&P500). Mentre gli economisti danno per scontato un rialzo dei tassi Fed di un quarto di punto, l'attenzione sarà tutta per quegli indizi che permetteranno di capire meglio quale sarà la prossima mossa. La decisione verrà resa nota alle ore 20 italiane.
«Il mercato attribuisce una probabilità del 94% a un rialzo dei tassi dello 0,25%. Sarà una dovish hike oppure una hawkish hold?», si chiedono gli esperti di Ing. «Quest'ultima opzione verrebbe interpretata molto negativamente dai mercati, con conseguente aumento dei rendimenti a lungo termine. Come spesso accade, non è tanto la decisione in sé a contare, quanto ciò che verrà detto successivamente. Good luck, Kevin!», il presidente della Fed terrà la consueta conferenza stampa alle 20:30.
I prezzi del petrolio scendono (future sul Brent -1,34% a 107,30 dollari al barile) dopo due sedute in rally, come conseguenza di un aumento inaspettato delle scorte americane e nonostante i problemi di fornitura legati alla crisi in Medio Oriente. Fonti del settore hanno riferito che le operazioni di carico di greggio presso il polo di esportazione saudita di Yanbu, sul Mar Rosso, sono state sospese e che Riyadh ha annullato alcune consegne destinate ai clienti europei.
L'Arabia Saudita non ha detto quando l'oleodotto East-West - messo fuori uso da un attacco venerdì scorso - tornerà operativo, ma il segretario Usa all'Energia Chris Wright ha dichiarato a Cnbc che il flusso di petrolio attraverso l'infrastruttura dovrebbe riprendere a giorni. Intanto gli scontri continuano ad estendersi. La difesa aerea dell'Arabia Saudita ha distrutto un drone Houthi a sud della Mecca prima che entrasse nello spazio aereo sulla città santa.
La sterlina è debole nei confronti dell’euro. Il tasso di inflazione annuale del Regno Unito è salito al 3,1% ad agosto dal 2,9% di luglio, secondo i dati pubblicati dall'Office for National Statistics. La lettura è in linea con il consenso degli economisti. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,5%, come previsto, rispetto all'incremento dello 0,3% registrato nel mese precedente.
Il rialzo, tuttavia, sembra essere stato alimentato in larga parte dall’aumento dei trasporti e dei carburanti, mentre l’inflazione core è rimasta stabile al 2,6%, spiega Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. Un elemento che suggerisce come le pressioni sui prezzi sottostanti non stiano, per il momento, mostrando un’accelerazione.
«Per la Bank of England, questa distinzione sarà fondamentale: sebbene l’inflazione resti al di sopra dell’obiettivo, la stabilità del dato core offre qualche rassicurazione sul fatto che le pressioni interne sui prezzi siano sotto controllo», aggiunge Flax. I policymaker potrebbero quindi concentrarsi più sulla valutazione della natura temporanea o persistente dei recenti aumenti, che su un cambiamento sostanziale delle prospettive di politica monetaria nel breve termine.
Lo spread Btp/Bund cala a 88 punti base e al 4,407% il rendimento del decennale italiano. Il 15 settembre i rendimenti sono saliti ulteriormente sui timori di politiche monetarie aggressive per tenere l'inflazione sotto controllo, in un movimento partito dagli Usa dove il tasso del decennale si è spinto oltre la soglia psicologica del 5%. Si attivano attraverso aste regolari Germania e Portogallo, la prima offrendo Bund con scadenza nel 2056 e nel 2047 e il secondo con il nuovo titolo di Stato settembre 2027.
Sul listino milanese recuperano Stm (+1,46% a 42,39 euro) e Prysmian (+1,6% a 120,1 euro). Nel comparto bancario Intesa Sanpaolo passa di mano a quota 6,74 euro (+0,75%) dopo che l’autorità Antitrust ha avviato un'istruttoria sull'opas lanciata dalla banca guidata da Carlo Messina per acquisire il controllo di Monte dei Paschi di Siena (+0,41% a 11,85 euro).
Quanto a Unicredit (+1,21% a 83,58 euro) l’ad, Andrea Orcel, vuole che Bettina Orlopp lasci il suo incarico di ceo di Commerzbank e si oppone alla richiesta del governo tedesco di continuare ad avere due rappresentanti nel consiglio di sorveglianza. Unicredit vuole anche che il presidente di Commerzbank, Jens Weidmann, lasci il proprio incarico.
Restando nel settore bancario Banco Bpm (+0,34% a 16,085 euro) ha reso noto di aver acquistato il 15 settembre 436.880 azioni proprie, pari allo 0,03% delle azioni ordinarie in circolazione, a un prezzo medio di 16,022695 euro per azione, per un controvalore complessivo di 6,999 milioni di euro, nell'ambito del programma di buyback a servizio dei piani di incentivazione ai dipendenti.
Tenuto conto delle azioni proprie già in portafoglio all'avvio del programma, la banca porta a 9.778.107 il numero di azioni proprie detenute, pari allo 0,65% del capitale sociale.
Nel settore oil Eni (-0,12% a 24,4 euro) ha firmato con il Senegal un memorandum d'intesa per condurre studi preliminari e valutare il potenziale di cinque blocchi offshore.
In netto calo Stellantis (-1,23% a 4,43 euro) perché Berenberg ha abbassato il rating da buy a hold e il target price da 7,80 a 5,10 euro.
Invece, la Consob ha approvato il documento di offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da Webuild (+1,69% a 1,92 euro) sulle azioni ordinarie Trevi (+1,37% a 4,73 euro) annunciata lo scorso 29 luglio.
Infine, The Italian Sea Group (+4,45% a 1,174 euro) ha ricevuto 11 offerte non vincolanti, nell’ambito della prima fase della gara volta a individuare potenziali investitori nel percorso di ristrutturazione della società. Il gruppo specializzato nella costruzione di grandi yacht di lusso ha comunicato che si tratta di «11 offerte non vincolanti relative a operazioni strutturate sia nella forma dell’asset deal che di share deal» e che sono «attualmente oggetto di valutazione da parte degli advisor della società».
Uno dei soggetti che partecipano alla manifestazione di interesse è il gruppo Sanlorenzo, il cui patron, Massimo Perotti, già nei giorni scorsi ha dichiarato che l’azienda presenterà un’offerta vincolante il 15 ottobre per l’intero gruppo. Un’altra manifestazione non vincolante è stata depositata da Giulio Gallazzi, attraverso Sri Global, insieme a Bernardo Vacchi, tramite Finvacchi. Tra gli altri soggetti interessati ci sono Azimut Benetti, Ferretti Group, il gruppo Palumbo, Baglietto e Blackstone attraverso Safe harbor.
Borse europee attese in leggero rialzo (+0,24% il future sull’Eutostoxx50) in avvio di seduta con l’indice della paura, il Vix, rimasto contenuto a 17,20 nonostante la salita costante dei rendimenti dei Treasury Usa (il 10 anni al 4,99%, dopo essere salito sopra il 5% il 15 settembre), ma questa calma potrebbe non durare dopo la decisione (ore 20) che sarà presa oggi, 16 settembre, dalla Federal Reserve.
I trader scontano una probabilità del 93% di un rialzo dei tassi di 25 punti base da parte della Fed, per la prima volta dal 2023, dopo che il dato sull’inflazione, più elevato del previsto, pubblicato la scorsa settimana ha consolidato queste aspettative. Se non lo facesse oppure se il presidente Warsh non assumesse una posizione chiara riguardo a ulteriori rialzi, i trader potrebbero richiedere rendimenti ancora più elevati sui titoli obbligazionari a lunga scadenza, per proteggere i propri investimenti dal rischio che l’inflazione rimanga elevata.
Il presidente della Fed, Kevin Warsh (la conferenza stampa è alle 20:30), ha mostrato scarso interesse nel fornire agli investitori indicazioni chiare sulle sue intenzioni. Questo lascia ampio spazio a un possibile forte disallineamento tra il percorso della politica monetaria che i trader hanno già incorporato nei prezzi e il messaggio che la banca centrale americana trasmetterà effettivamente.
Un vuoto informativo potrebbe essere il catalizzatore che farà salire il Vix, spingendo i mercati azionari, attualmente poco preoccupati, a rivalutare le prospettive. I picchi del Vix rientrati rapidamente a giugno e a luglio hanno rafforzato una visione di breve periodo pericolosamente tranquilla e ottimistica. L’alternativa è che Warsh riesca a trovare il giusto equilibrio nella comunicazione, consentendo ai rendimenti obbligazionari di diminuire e al Vix di tornare gradualmente verso i minimi di inizio settembre.
Ma questo richiederebbe anche che il petrolio scendesse e si stabilizzasse in un range di prezzo più basso degli attuali 108,11 dollari al barile (-0,59%) per il future sul Brent, un obiettivo difficile da raggiungere considerando che stanno aumentando i punti di tensione in Medio Oriente. E questo anche se la Camera a maggioranza repubblicana ha approvato un provvedimento che impone al presidente statunitense, Donald Trump, di mettere fine alla guerra in Iran o richiedere l'autorizzazione del Congresso.
È la terza volta che la Camera chiede al presidente lo stop della guerra con misure simboliche. L'approvazione arriva a 49 giorni dalle elezioni di metà mandato. Non è chiaro se il Senato valuterà la misura prima di novembre. Intanto il Dipartimento di Giustizia americano ha denunciato che i servizi di intelligence russi stanno pianificando omicidi mirati negli Stati Uniti e nei Paesi europei che sostengono l'Ucraina.
Il dollaro sale nei confronti dello yen a 155,265, mentre cala rispetto all’euro a 1,1546 in attesa alle 8 dell’inflazione ad agosto in Gran Bretagna, alle 11 della produzione industriale a luglio dell’Eurozona, alle 13 dell’indice settimanale richieste mutui negli Stati Uniti, alle 14:30 delle vendite al dettaglio ad agosto, alle 16 dell’indice Nahb sulla fiducia dei costruttori a settembre per chiudere alle 16:30 con i dati Eia sulle scorte di greggio. Oltre alla Fed prenderanno la parola alcuni esponenti della Bce: alle 15 Elderson, alle 14:15 Vujcic e alle 19 Lagarde.
Tra le altre materie prime l’oro sale dello 0,81% a 4.367 dollari l’oncia dopo due sedute consecutive di ribassi, mentre i trader valutavano lo storno dei prezzi del petrolio rispetto alle aspettative ormai quasi certe di un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Fed. «Se manterrà aperta la possibilità di ulteriori restrizioni monetarie, l’oro potrebbe essere più vulnerabile», ha affermato Christopher Wong, strategist di Oversea-Chinese Banking Corp, indicando la possibilità di un movimento del metallo giallo verso i 4.000 dollari l’oncia qualora venga infranto il livello di supporto chiave dei 4.250 dollari.
Anche il prezzo del rame sale dello 0,7% a 14.176 dollari per tonnellata, sostenuto dal calo dei rendimenti dei Treasury. Il prezzo rimane comunque nettamente al di sotto del record raggiunto la scorsa settimana, alimentato dalle aspettative di una stretta sull’offerta negli Stati Uniti provocata dai dazi. Nel frattempo, le scorte presenti nei depositi autorizzati dall’LME al di fuori degli Stati Uniti hanno continuato ad aumentare questa settimana, riducendo la minaccia di una carenza di offerta.
Sul listino milanese occhio a Intesa Sanpaolo dopo che l’autorità Antitrust ha avviato un'istruttoria sull'opas lanciata dalla banca guidata da Carlo Messina per acquisire il controllo di Monte dei Paschi di Siena.
Quanto a Unicredit l’ad, Andrea Orcel, vuole che Bettina Orlopp lasci il suo incarico di ceo di Commerzbank e si oppone alla richiesta del governo tedesco di continuare ad avere due rappresentanti nel consiglio di sorveglianza. Unicredit vuole anche che il presidente di Commerzbank, Jens Weidmann, lasci il proprio incarico.
Restando nel settore bancario Banco Bpm ha reso noto di aver acquistato il 15 settembre 436.880 azioni proprie, pari allo 0,03% delle azioni ordinarie in circolazione, a un prezzo medio di 16,022695 euro per azione, per un controvalore complessivo di 6,999 milioni di euro, nell'ambito del programma di buyback a servizio dei piani di incentivazione ai dipendenti.
Tenuto conto delle azioni proprie già in portafoglio all'avvio del programma, la banca porta a 9.778.107 il numero di azioni proprie detenute, pari allo 0,65% del capitale sociale.
Nel settore oil Eni ha firmato con il Senegal un memorandum d'intesa per condurre studi preliminari e valutare il potenziale di cinque blocchi offshore.
Da monitorare poi Stellantis perché Berenberg ha abbassato il rating da buy a hold e il target price da 7,80 a 5,10 euro.
Invece, la Consob ha approvato il documento di offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa da Webuild sulle azioni ordinarie Trevi annunciata lo scorso 29 luglio.
Infine, The Italian Sea Group ha ricevuto 11 offerte non vincolanti, nell’ambito della prima fase della gara volta a individuare potenziali investitori nel percorso di ristrutturazione della società. Il gruppo specializzato nella costruzione di grandi yacht di lusso ha comunicato che si tratta di «11 offerte non vincolanti relative a operazioni strutturate sia nella forma dell’asset deal che di share deal» e che sono «attualmente oggetto di valutazione da parte degli advisor della società».
Uno dei soggetti che partecipano alla manifestazione di interesse è il gruppo Sanlorenzo, il cui patron, Massimo Perotti, già nei giorni scorsi ha dichiarato che l’azienda presenterà un’offerta vincolante il 15 ottobre per l’intero gruppo. Un’altra manifestazione non vincolante è stata depositata da Giulio Gallazzi, attraverso Sri Global, insieme a Bernardo Vacchi, tramite Finvacchi. Tra gli altri soggetti interessati ci sono Azimut Benetti, Ferretti Group, il gruppo Palumbo, Baglietto e Blackstone attraverso Safe harbor. (riproduzione riservata)