Prosegue poco mossa il finale di seduta delle piazze europee. Londra resta piatta, scivola dello 0,2% Parigi e dello 0,25% Francoforte, mentre Milano chiude piatta. Oltre alle banche centrali il faro dei mercati resta sul risiko bancario che però al momento non infiamma i listini, anche se sui titoli l’attenzione è alta: Unicredit sale dello 0,56%, Commerzbank dello 0,3% e Deutsche Bank. che potrebbe entrare in partita, cede lo 0,3%. Prende il volo Unipol (+6,4% a 10,11 euro) dopo che Mediobanca ha iniziato la copertura sul titolo con un target price di 14 euro, un valore che implica un rialzo del 47% dall’ultima chiusura di Borsa. Bene anche Saipem (+4,88%) dopo la nuova commessa in Qatar.
Sul fronte delle materie prime i prezzi del petrolio accelerano, sostenuti dalle aspettative di un taglio dei tassi Usa al meeting Fed di mercoledì. I future sul Brent sono in rialzo dell’1,94% a 73 dollari al barile, quelli sul Wti a 70,28 dollari (+2,37%) I future sui Fed fund indicano che gli investitori scommettono sempre più che la Federal Reserve opterà per un taglio di 50 punti base invece dei 25 stimati in precedenza. Questa mossa dovrebbe stimolare l’attività economica e aumentare la domanda di petrolio. Tuttavia, i guadagni sono stati limitati dalla ripresa delle attività di raffinazione nella Costa del Golfo degli Stati Uniti dopo l’uragano Francine. Inoltre, i deludenti dati economici della Cina, il principale consumatore di petrolio al mondo, hanno aumentato le preoccupazioni sulle prospettive economiche del paese.
Le borse europee proseguono deboli e in ordine sparso nel pomeriggio, con i trader che si preparano a una settimana ricca di decisioni chiave in materia di politica monetaria. La Fed è pronta a ridurre i tassi di interesse per la prima volta dal 2020 e le probabilità di una riduzione dei tassi di 50 punti base sono attualmente superiori al 50%. C’è attesa anche per le decisioni di politica monetaria della Bank of England (giovedì) e della Bank of Japan (venerdì). Londra, Milano e Parigi sono piatte, Francoforte cede lo 0,16% e Madrid sale dello 0,15%.
Dall’altra parte dell’oceano Wall Street apre contrastata con il mercato che si interroga sull’entità del taglio dei tassi da parte della Fed. Il Dow Jones guadagna lo 0,49%, l’S&P 500 cede invece lo 0,2%, il Nasdaq l'1%. In calo il dollaro sull'euro a 1,128. Fra i titoli in evidenza Intel (+3,1%) che potrà accedere a fondi federali per un ammontare fino a 3,5 miliardi di dollari per produrre chip negli Usa. In evidenza Alcoa dopo la decisione di vendere il 25,1% detenuto in una joint ventura con l’Arabia Saudita per 1,1 miliardi di dollari. Vendite su Apple (-3,2%) in scia alla domanda per il nuovo iPhone inferiore alle attese.
I mercati azionari europei perdono colpi in attesa dell’avvio di Wall Street. Anche a Piazza Affari l’indice Ftse Mib arretra dello 0,17% a 33.511 punti alle 14:30 con lo spread Btp/Bund a 135 punti base e tutte le banche in rosso. Regge, però, Unicredit (+0,07% a 36,93 euro) anche se Bloomberg ha riportato la notizia che Deutsche Bank sta studiando varie opzioni per rendere più difficile all’istituto guidato da Andrea Orcel di acquistare Commerzbank (-1,48% a 15,39 euro a Francoforte), mentre valuta come o se reagire a un potenziale fusione che creerebbe un concorrente importante sul mercato tedesco. L’ad, Christian Sewing, e i suoi collaboratori hanno analizzato la situazione negli ultimi giorni, hanno detto alcune fonti a Bloomberg. Tra le opzioni emerse vi è l'acquisto di una parte o dell'intera quota rimanente del 12% del governo tedesco in Commerzbank. L’euro sale dello 0,44% a 1,12 dollari dopo che negli Stati uniti l’indice Empire a settembre è risultato pari a 11,5 punti, in deciso aumento rispetto al dato precedente a -4,7 punti (la previsione degli economisti era -4,1 punti).
Con i futures statunitensi contrastati (+0,13% quello sul Dow Jones e -0,08% quello sull’S&P500), i mercati del Vecchio Continente perdono slancio. Francoforte ora arretra dello 0,25%, Londra dello 0,01%, Parigi dello 0,03% e Milano si limita a un +0,04% a 33.583 punti alle 12:40 con Campari e Stm sotto pressione. In ribasso frazionale anche Pirelli, Interpump e Banca Popolare di Sondrio. Lo spread Btp/Bund scende a 134,6 punti base dopo che il vicepresidente della Bce, Luis De Guindos, ha detto che la banca centrale (giovedì scorso ha tagliato i tassi di interesse per la seconda volta quest’anno di 25 punti base) tiene tutte le opzioni aperte riguardo alle sue prossime decisioni sui tassi. A un evento a Madrid, il banchiere ha detto che l'istituto centrale prevede un rallentamento dell'inflazione a settembre, ma un rimbalzo nel quarto trimestre dell'anno. I prezzi sono visti convergere intorno al target del 2% verso la fine del 2025.
A detta del falco Peter Kazimir, membro del Consiglio direttivo della Bce, la Bce dovrà quasi certamente aspettare fino a dicembre prima di tagliare nuovamente i tassi per essere sicura di non commettere un errore di politica monetaria con un allentamento troppo veloce. «Mi servirebbe un cambiamento significativo, un segnale forte, rispetto alle prospettive per prendere in considerazione di appoggiare un altro taglio in ottobre», ha detto Kazimir, governatore della banca centrale slovacca. «Ma il fatto è che ci sono pochissime nuove informazioni in cantiere».
Sul fronte interno, il debito pubblico italiano è calato a 2.946 miliardi di euro a luglio, mentre il saldo della bilancia commerciale sempre a luglio è risultato pari a +6.743 milioni di euro (era +6.109 milioni a luglio 2023 e 5,06 miliardi a giugno). «Il deficit energetico», spiega l’Istat, «si attesta a -4.792 milioni sa -4.849 milioni dell'anno prima. L'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici sale da 10.958 milioni di luglio 2023 a 11.535 milioni di luglio 2024 quando si stima un lieve calo congiunturale per le esportazioni (-0,5%) e una crescita per le importazioni (+1,1%).
Le borse europee si confermano positive, anche Milano con l’indice Ftse Mib in rialzo dello 0,43% a 33.711 punti alle 10:15 grazie allo sprint di Saipem (+3,43%), Unicredit (+1,87%), Generali (+1,99%) e Unipol (+1,68%). L’euro sale dello 0,43% a 1,112 dollari dopo che ad agosto l'inflazione in Italia è aumentata dello 0,2% su base mensile e dell’1,1% su base annua da +1,3% del mese precedente. Il rallentamento è legato all’ampliarsi della flessione dei prezzi dei beni energetici su base tendenziale (-6,1% da -4% di luglio), ha spiegato l’Istat, confermando la stima preliminare. L’inflazione acquisita per il 2024 è pari a +1,1% per l’indice generale e a +2,1% per la componente di fondo.
I dati Istat, pur registrando una inflazione in discesa all'1,1%, confermano la stangata che si è abbattuta sulle vacanze degli italiani, denunciata in tempi non sospetti dal Codacons. Un tasso di crescita dei prezzi al dettaglio dell’1,1% equivale a un aggravio di spesa pari a +346,5 euro annui per la famiglia tipo, +451 euro per un nucleo con due figli, valuta l'associazione dei consumatori. Ma i dati Istat certificano come il comparto che registra la più forte crescita di prezzi e tariffe sia stato proprio quello legato alle vacanze estive, con una raffica di fortissimi rincari che si sono abbattuti sul comparto turistico nel mese di agosto. Dall’analisi del Codacons emerge che i pacchetti vacanza hanno registrato un rincaro record del +37,4% su base annua, i listini di villaggi vacanza e campeggi sono cresciuti del 12,9%, gli alberghi del 4%, gli alloggi in altre strutture (b&b, case vacanza, ecc.) del 7,2%, i treni del 6,1%, pullman e bus del 2,2%. Spesa in aumento del +3,4% su anno per mangiare al ristorante. Fortissime tensioni anche per trasporto aereo e marittimo: i prezzi dei biglietti aerei salgono in un solo mese del +14% per i voli nazionali, +19,4% i voli europei, +16,8% i voli internazionali, mentre i traghetti rispetto al mese di luglio subiscono un rincaro record del 33,8%, denuncia il Codacons. «Rincari del tutto ingiustificati dovuti unicamente alla ripresa del turismo nel nostro Paese e alla crescita delle presenze di visitatori stranieri, che hanno portato gli operatori del settore a ritoccare al rialzo i listini», sottolinea il presidente, Carlo Rienzi.
Borse europee in calo in avvio di seduta. Il Dax scende dello 0,38%, il Cac40 dello 0,25%, il Ftse100 dello 0,24% e il Ftse Mib dello 0,01% a 33.564 punti. Poco sotto la parità i futures statunitensi (-0,06% quello sul Dow Jones e -0,09% quello sull’S&p500). Dopo il taglio dei tassi di interesse da parte della Bce di 25 punti base, l’attenzione si è ora spostata sulla decisione della Fed. «La battaglia è serrata tra un taglio di 25 o di 50 punti base. L’ex presidente della Fed, Dudley, ha dichiarato in un evento che c’è una forte argomentazione a favore di un taglio da 50 punti base», fa presente Fabrizi Barini di Integrae Sim. «Lo scopriremo martedì 18 settembre, giornata market mover della settimana».
Lo spread Btp/Bund è poco mosso a quota 137,16 punti base. La riduzione dei tassi Bce è stata considerata troppo timida da parte dei ministri Tajani e Urso in una serie di critiche respinte dalla presidente Lagarde che ha sottolineato come la Bce non sia soggetta a pressioni politiche. Occhio agli interventi di alcuni esponenti di spicco del board di Francoforte: de Guindos (10), Lane (14) e Panetta.
Sui cambi, intanto, regna l’incertezza più assoluta, con i principali rapporti che vedono un’alternanza di movimenti di rialzo o ribasso, in attesa della decisione della banca centrale Usa. «Il cross euro/dollaro (+0,35% a 1,111, ndr) per ora non è riuscito a violare le principali resistenze poste a 1,1160 e a 1,120 e ha ripiegato costruendo configurazioni ribassiste con massimi e minimi decrescenti e possibilità di scivolare verso i supporti posti a 1,0950, che rappresenta l’area chiave di medio termine», afferma Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades, osservando anche l’indice del dollaro che, dopo aver toccato i minimi in area 100,20, sta cercando di recuperare terreno e attaccare le prime resistenze in area 101,50 e 101,75, pur mantenendo un tono ribassista di medio termine.
Sul listino milanese Eni, in trattative con diversi fondi per cedere un’ulteriore quota di Plenitude, la controllata attiva nella produzione di energie rinnovabili e vendita di gas ed energia elettrica per famiglie e imprese, secondo fonti a conoscenza del dossier, è stabile a quota 14,012 euro. Apollo Capital Management, il fondo di private equity norvegese HitecVision e quello con sede a Londra Trilantic Europe sono fra gli investitori interessati alla potenziale acquisizione del 10% circa di Plenitude.
Restando nel settore oil, Saipem, che si è aggiudicata un contratto Epc offshore in Qatar del valore di circa 4 miliardi di dollari, balza del 5,31% a 1,9625 euro, invece Tenaris perde l’1,17% a 12,69 euro.
Tra le banche, Banca Generali (+0,15% a 40,34 euro) ha deciso di promuovere un’offerta pubblica di acquisto volontaria finalizzata ad acquisire la totalità delle azioni ordinarie in circolazione di Intermonte (sospeso con un teorico +19,68%), ivi incluse le azioni proprie eventualmente possedute. Obiettivo finale: la revoca delle azioni dalla negoziazione su Euronext Growth Milan (delisting). Banca Generali pagherà un corrispettivo pari a 3,04 euro per ciascuna azione (cum dividendo) portata in adesione all’offerta.
Ancora fari puntati su Unicredit (+0,92% a 37,24 euro) dopo l’acquisto del 9% di Commerzbank con la volontà di salire ancora. Inoltre, la Bce ha approvato la prima tranche del piano di buyback da 1,7 miliardi. L'avvio è atteso nel più breve tempo possibile a seconda delle condizioni di mercato.
Più in generale, il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha detto sabato che il suo partito è contrario all'introduzione di una nuova tassa sugli extra profitti delle banche e ha negato che il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, abbia parlato di questa ipotesi agli alleati di governo. «C'è il nostro no. Il ministro Giorgetti non ne ha mai parlato: lo considero un periodo ipotetico dell'irrealtà», ha detto Tajani.
E se il governo è preoccupato per alcuni aspetti dell'offerta della francese Fnac Darty su Unieuro (-0,35% a 11,48 euro) e potrebbe chiedere rassicurazioni nell'ambito del Golden Power, Campari (-0,36% a 7,77 euro) ha chiuso la seduta di venerdì scorso in calo del 5,64%, penalizzato dalle dichiarazioni del ceo, Matteo Fantacchiotti, cauto sul trend nel settore degli spirits per il terzo trimestre e la fine dell'anno. infine, si ricorda, che con la revisione del 20 settembre Euronext includerà nel Mib Esg Index il titolo Mfe-MediaForEurope (-0,35% a 2,812 euro) al posto di Brembo. Il cambio sarà effettivo da lunedì 23 settembre.
Borse europee attese in leggero rialzo (future sull’Eurostoxx50 +0,10%) nella settimana che vedrà, con tutta probabilità, anche la Fed cominciare a ridurre i tassi di interesse nel meeting del 17-18 settembre. I futures di Wall Street sono poco mossi. Secondo il FedWatch Tool il 100% dei trader si aspetta una riduzione e di questi il 59% vede un taglio di 25 punti base, mentre il 41% di 50 punti base. «Visto il trend di crescita economica per quest’anno e per il 2025 e la normalizzazione del mercato del lavoro, noi propendiamo per 25 punti base», afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim, osservando che «come nuvole minacciose all'orizzonte le preoccupazioni di una recessione sono emerse con prepotenza nei mercati dei capitali statunitensi, causate dalla debole attività manifatturiera, dal deterioramento delle condizioni del mercato del lavoro e da un settore immobiliare stagnante». Lato Bce, in giornata è previsto l’intervento del governatore di Banca d'Italia, Fabio Panetta.
Anche a livello di dati la settimana si preannuncia importante per i mercati. Si comincia alle 10 con la seconda lettura dell’inflazione italiana mese su mese di agosto che non dovrebbe riservare sorprese rispetto al +0,2% (dal +0,4% di luglio) della prima lettura e che dovrebbe confermare anche il tendenziale annuo all’1,1% (dall’1,3% di luglio). Alla stessa ora è previsto il dato sul costo del lavoro nel secondo trimestre dell’Eurozona (precedente: +5,1%). Invece, alle 11 verrà pubblicata la bilancia commerciale a luglio dell’Italia e alle 14:30 l’indice Empire Manufacturing a settembre degli Stati Uniti (precedente: -4,7 punti; consenso: -4 punti). In attesa, l’euro sale dello 0,21% a 1,109 dollari.
Mentre il prezzo dell'oro ha raggiunto un nuovo record a 2.616 dollari l’oncia in mezzo alle crescenti scommesse che la Fed taglierà i tassi di interesse. Anche il secondo tentativo di assassinare il candidato presidenziale repubblicano, Donald Trump, questa volta nel suo campo da golf in Florida, ha spinto la domanda di lingotti. Trump è rimasto illeso e l'aggressore è stato catturato. Piatti, invece, i prezzi del petrolio.
Sul listino milanese attenzione a Eni, in trattative con diversi fondi per cedere un’ulteriore quota di Plenitude, la controllata attiva nella produzione di energie rinnovabili e vendita di gas ed energia elettrica per famiglie e imprese, secondo fonti a conoscenza del dossier. Apollo Capital Management, il fondo di private equity norvegese HitecVision e quello con sede a Londra Trilantic Europe sono fra gli investitori interessati alla potenziale acquisizione del 10% circa di Plenitude.
Restando nel settore oil, Saipem si è aggiudicata un contratto Epc offshore in Qatar del valore di circa 4 miliardi di dollari.
Tra le banche, Banca Generali ha deciso di promuovere un’offerta pubblica di acquisto volontaria finalizzata ad acquisire la totalità delle azioni ordinarie in circolazione di Intermonte, ivi incluse le azioni proprie eventualmente possedute. Obiettivo finale: la revoca delle azioni dalla negoziazione su Euronext Growth Milan (delisting). Banca Generali pagherà un corrispettivo pari a 3,04 euro per ciascuna azione (cum dividendo) portata in adesione all’offerta.
Ancora fari puntati su Unicredit dopo l’acquisto del 9% di Commerzbank con la volontà di salire ancora. Inoltre, la Bce ha approvato la prima tranche del piano di buyback da 1,7 miliardi. L'avvio è atteso nel più breve tempo possibile a seconda delle condizioni di mercato.
Più in generale, il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha detto sabato che il suo partito è contrario all'introduzione di una nuova tassa sugli extra profitti delle banche e ha negato che il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, abbia parlato di questa ipotesi agli alleati di governo. «C'è il nostro no. Il ministro Giorgetti non ne ha mai parlato: lo considero un periodo ipotetico dell'irrealtà», ha detto Tajani.
E se il governo è preoccupato per alcuni aspetti dell'offerta della francese Fnac Darty su Unieuro e potrebbe chiedere rassicurazioni nell'ambito del Golden Power, Campari ha chiuso la seduta di venerdì scorso in calo del 5,64%, penalizzato dalle dichiarazioni del ceo, Matteo Fantacchiotti, cauto sul trend nel settore degli spirits per il terzo trimestre e la fine dell'anno. infine, si ricorda, che con la revisione del 20 settembre Euronext includerà nel Mib Esg Index il titolo Mfe-MediaForEurope al posto di Brembo. Il cambio sarà effettivo da lunedì 23 settembre.
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