Il Ftse Mib chiude a 34.660 punti, in rialzo dello 0,2% al termine di una seduta volatile. Tra le blue chip la migliore è Leonardo, che chiude guadagnando il 2,7%, seguita da Telecom Italia (+2,6%), Saipem (+1,9%) e Amplifon (+1,8%). In calo Interpump (-1,7%), Italgas (-1,5%), Moncler (-0,9%) e Campari (-0,7%). Spread Btp/Bund a 123 punti, i minimi da marzo.
Le borse europee chiudono in ordine sparso con Londra in netto rialzo (+1%), Parigi (-0,4%) e Francoforte (-0,4%) in calo. Positiva Wall Street a due ore dall’avvio.
Wall Street apre poco mossa: alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,03%, l’S&P 500 rimane invariato e il Nasdaq cresce dello 0,06%. Dopo l’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 34.623 punti, in rialzo dello 0,13%. Tra le blue chip la migliore è Leonardo, che cresce del 2,9% all’indomani dell’ufficialità della joint venture con i tedeschi di Rheinmentall, seguita da Saipem (+1,95%), Telecom Italia (+1,6%) e Amplifon (+1,3%). In calo Ferrari (-1%), Italgas (-1%) e Moncler (-0,9%). Spread Btp/Bund a 123 punti.
Nonostante i futures statunitensi in leggero rialzo (+0,05% quelli sul Dow Jones +0,07% quelli sull’S&P500 alle 14:45) dopo i conti in crescita di Morgan Stanley, i mercati azionari del Vecchio Continente restano in calo, tranne Londra (+0,89%). A Piazza Affari l’indice Ftse Mib sale ma solo dello 0,05% a 34.594 punti, grazie alla spinta di Eni, Saipem, Leonardo, Tim, Recordati e Amplifon. L’utile di Morgan Stanley è cresciuto nel terzo trimestre del 2024 a 3,19 miliardi di dollari, pari a 1,88 dollari per azione, rispetto ai 2,41 miliardi di dollari, o 1,38 dollari per azione, dello stesso periodo di un anno fa. I ricavi sono migliorati a 15,38 miliardi dai 13,3 miliardi del terzo trimestre 2023, superando la stima del consenso di 14,41 miliardi. Molto bene i ricavi dell'investment banking, aumentati del 56%.
Lo spread Btp/Bund resta sui minimi di luglio a 123,5 punti base alla vigilia della riunione della Bce. L’euro scende dello 0,19% a 1,088 dollari dopo che i prezzi import negli Stati Uniti sono calati dello 0,4% a livello mensile a settembre (-0,3 mese su mese il consenso degli economisti). I prezzi delle importazioni al netto dei prodotti petroliferi, sempre a settembre, sono aumentati dello 0,2% mese su mese.
Ancora vendite sui mercati azionari europei, tranne Londra (+0,62%). Il Dax perde lo 0,27%, il Cac40 lo 0,59% e il Ftse Mib lo 0,22% a 34.503 punti alle 13:10 con le banche che hanno virato al ribasso e i titoli del lusso che restano sotto pressione di riflesso al crollo di Lvmh a Parigi, mentre Stm si è ripresa (+1,36%) e non risente più del forte calo di Asml post trimestrale e taglio della guidance sulle vendite nel 2025. Il dollaro resta in rialzo con l’euro che vale 1,089 (-0,16%). Nella settimana all'11 ottobre l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato del 17%, dopo il calo del 5,1% della settimana precedente. Lo spread Btp/Bund resta sotto 124 a 123,84 punti base. Per sostenere la redditività futura e rafforzare i modelli di business, «le banche devono avere una visione chiara: una visione di come adattare i modelli di business, una visione di come rafforzare i sistemi IT per fornire il miglior servizio ai clienti e una visione di come proteggersi dai rischi informatici», ha sottolineato Claudia Buch, presidente del consiglio di vigilanza della Bce, nel corso di una lecture all'Università Bocconi. «Tutto ciò richiede investimenti a lungo termine, finanziamenti a lungo termine e una solida base di capitale», ha aggiunto.
Mentre Francoforte e Parigi restano in rosso, con rispettivamente un -0,05% e un -0,65%, Londra sale dello 0,63% e Milano vira al rialzo e ora segna un +0,04% a 34.590 punti grazie alle banche con l’effetto della manovra 2025 limitato, a Leonardo (+2,86%) e al rimbalzo dei titoli petroliferi con il prezzo del Brent in ripresa dello 0,35% a 74,50 dollari al barile dopo il sell-off della vigilia. Lo spread Btp/Bund cala a quota 123,9 punti base, il minimo dal 25 luglio 2024. I tassi di inflazione in Europa resteranno sopra i target indicati dalle banche centrali nei prossimi anni, secondo l'indagine Economic Experts Survey condotta dall'Ifo Institute in collaborazione con l'Institute for Swiss Economic Policy. Secondo gli esperti intervistati, l'inflazione sarà al 2,6% nell'Eurozona, al 2,4% in Germania, al 3,1% in Austria e al 2,3% in Francia. «L'inflazione è attesa restare al di sopra del target del 2% della Banca Centrale Europea nel medio termine», ha spiegato Niklas Potrafke dell'Ifo, aggiungendo che queste prospettive di inflazione potrebbero portare gli istituti centrali a evitare ulteriori tagli dei tassi. A livello mondiale la stima è di un’inflazione al 4% nel 2024, al 3,9% l'anno prossimo e al 3,6% nel 2027.
In Italia a settembre l'inflazione ha registrato una diminuzione dello 0,2% su base mensile e una crescita dello 0,7% su base annua, il minimo da inizio 2024, dal +1,1% del mese precedente. L’Istat ha, quindi, confermato la stima preliminare. In crescita, tuttavia, i prezzi dei prodotti del carrello della spesa. Infatti a settembre, i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona sono saliti su base tendenziale da +0,6% a +1%, mentre quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto hanno rallentato da +1,1% a +0,5%.
Le borse europee partono in calo, eccetto Londra (+0,74%), con il settore tecnologico sotto pressione in scia al warning del colosso dei chip europeo Asml (-4,21%). Il Dax perde lo 0,12%, il Cac40 l’1% e il Ftse Mib lo 0,25% a 34.492 punti. A pesare sono anche i titoli del lusso dopo i conti del colosso Lvmh (-6,3% a Parigi). I future statunitensi sono piatti con l’S&P 500 che ha chiuso la seduta del 15 ottobre sui minimi della giornata. «Ma non dimentichiamo che l’indice ha registrato il suo 46° massimo storico del 2024, avviandosi oramai verso la sua migliore performance del 21° secolo. Attenzione, però, l’inflazione negli Usa ha subito un’impennata inaspettata a settembre, mentre i tassi d’interesse sul debito delle carte di credito hanno superato il 23%, aumentando la pressione sui consumatori. Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei Treasury sono in calo al 4,010%, con la curva dei rendimenti che si appiattisce e non è una bella cosa», sottolinea Fabrizio Barini, esperto di Integrae Sim.
Gli analisti restano, quindi, cauti sull’outlook per i mercati azionari dell’Eurozona, soprattutto in vista della decisione della Bce di giovedì, che dovrebbe tagliare i tassi di interesse di 25 punti base. «Il rallentamento economico continua così a generare preoccupazione alla vigilia della stagione degli utili del terzo trimestre. Secondo i dati di Lseg Ibes, gli analisti si aspettano una crescita degli utili del 4,6% per le aziende dello Stoxx 600, ma le stime sono in costante calo da settembre», conclude Barini.
Sul listino milanese i titoli del lusso come Brunello Cucinelli e Moncler scendono del 2,49% e del 3,64%. Perde di più Ferragamo (-5,48% a 6,12 euro) che ha chiuso i primi nove mesi del 2024 con ricavi pari a 744 milioni di euro, in calo del 9,8% a cambi costanti e dell'11,9% a cambi correnti, rispetto ai primi nove mesi del 2023. Nel terzo trimestre, i ricavi sono stati pari a 221 milioni di euro, in calo del 7,2% a cambi costanti e del 9,6% a cambi correnti. Per Citi le vendite del terzo trimestre sono state inferiori rispetto ai 229 milioni previsti con una crescita dei ricavi trainata da un business retail leggermente più debole del previsto, con Europa, Giappone e America Latina ancora positivi e Cina in calo a due cifre, e con i negozi full-price che hanno ottenuto risultati migliori, e una performance del wholesale decisamente peggiore del previsto (-13%, Citi +1%) a causa del giro d’affari modesto nei grandi magazzini statunitensi che dovrebbe migliorare nel quarto trimestre del 2024. «Con il trend del business retail di ottobre in marginale miglioramento rispetto al terzo, le vendite ottimistiche del quarto trimestre del 2024 e la guidance del management di un ebit a fine 2024 di 30 milioni, ci aspettiamo che le vendite stimate per l'anno fiscale 2024/2025 di 1,05 miliardi/1,07 miliardi (-7%/+3% su base annua a cambi costanti) vengano ridotte di circa l'1%, e che l’ebit, rispettivamente, di 42 milioni/51 milioni venga ridotto di circa il 20%. Il titolo Ferragamo ha sottoperformato dall'inizio dell'anno (-47% rispetto a -3%) ed è scambiato a circa 26 volte il multiplo p/e stimato per l'anno fiscale 2026 contro le 19 volte del settore a causa del lento recupero dei margini e dell'appeal speculativo. È necessaria pazienza, quindi confermiamo il rating neutral e il target price a 8,60 euro».
Reggono alle vendite banche e assicurazioni, con il governo che ha previsto di raccogliere 3,5 miliardi di euro da questi due settori nell'ambito della manovra di bilancio per il 2025. Gli analisti parlano di un «effetto limitato» della manovra sui due settori.
Male Stm (-1,32% a 24,68 euro) di riflesso al warning di Asml e al rapporto ha affermato secondo cui l'amministrazione Biden sta considerando di limitare le vendite di processori avanzati di intelligenza artificiale ad alcuni Paesi. Il gigante dei chip per l'intelligenza artificiale Nvidia, che il giorno prima aveva per un attimo superato Apple come azienda di maggior valore al mondo, è sceso del 4,5%, cancellando circa 158 miliardi di dollari dalla sua capitalizzazione di mercato.
Mentre Stellantis (-1,62% a 11,80 euro) ha stimato per il trimestre chiuso il 30 settembre un calo dei veicoli consegnati alla rete di vendita, ai distributori o direttamente dal costruttore ai clienti finali del 20% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. La riduzione riflette le iniziative di riduzione delle scorte nonché gli impatti dei lanci dei nuovi prodotti, ha spiegato il gruppo automobilistico. Solo in Nord America, le consegne sono diminuite di circa 17.0000 unità, di cui oltre 100.000 unità relative ai preannunciati tagli alla produzione con l’intento di ridurre lo stock presso la rete. In Europa di circa 100.000 unità.
Quanto a Poste (+0,08% a 12,94 euro) il fondo Blackrock non è coinvolto nei piani del governo sulla vendita di una quota della società, come ha detto la premier, Giorgia Meloni, smentendo alcune indiscrezioni di stampa.
In vista dei conti del terzo trimestre il prossimo 24 ottobre Jefferies ha invece, confermato il rating buy e il target price a 10 euro su Maire (+0,13% a 7,49 euro). «Ci aspettiamo che i risultati del terzo trimestre riportino una crescita del fatturato del +10% su base trimestrale, grazie alla fase di accelerazione del progetto Hail & Ghasha E&C, con un'ulteriore crescita del fatturato del +20% prevista per il quarto trimestre», si legge nella nota di Jefferies. «Tutti i dieci nuovi contratti annunciati nel terzo trimestre sono stati assegnati alla controllata NextChem. L'assenza di contratti E&C significa che il portafoglio ordini potrebbe ridursi di circa il 7%, a circa 15 miliardi, ma il rapporto ordini/fatturato dei primi nove mesi del 2024 dovrebbe rimanere vicino a 1 volta, data una raccolta ordini di 3,4 miliardi nella prima metà del 2024, 1,3 volte».
Infine, si fa presente che sui titoli Digital Value (resta sospeso con un teorico -50%) e Olidata (+3,42% a 0,484 euro) da oggi, 16 ottobre, e fino a successivo provvedimento non sarà consentita l'immissione di ordini senza limite di prezzo. Il 15 ottobre sono crollati dopo la comunicazione della Procura di Roma di perquisizioni presso le due società nell'ambito di un’indagine per corruzione e turbativa d'asta contro la Pubblica Amministrazione.
Borse europee attese in netto calo in avvio (-0,70% il future sull’Eurostoxx70) dopo che il produttore di apparecchiature per chip, Asml -16% alla borsa di Amsterdam), ha tagliato le sue previsioni sulle vendite annuali («ci aspettiamo che le vendite totali del 2025 crescano in una fascia compresa tra i 30 e i 35 miliardi di euro, che rappresenta la metà inferiore della fascia precedentemente prevista», ha dichiarato il ceo, Christophe Fouquet. «La debolezza del mercato dei chip dovrebbe continuare nel 2025, il che porta i clienti ad essere cauti», ha aggiunto), a causa della debolezza della domanda di chip non AI, mentre Bloomberg ha riferito che i funzionari statunitensi stanno valutando la possibilità di introdurre un limite alle licenze di esportazione di chip di intelligenza artificiale verso determinati Paesi, per lo più nella regione del Golfo Persico, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale. Washington è sempre più preoccupata che il Medio Oriente possa servire alla Cina per acquisire chip americani avanzati che non possono essere spediti direttamente al Paese asiatico.
Alla vigilia della riunione della Bce (alle 12:20 è atteso il discorso di Buch e alle 20:40 quello di Lagarde), da cui gli economisti si attendono un ulteriore taglio dei tassi di interesse di 25 punti base, il rendimento del Btp 10 anni è stabile al 3,465%. Il Cdm ha dato il via libera alla legge di Bilancio per il prossimo anno, con misure per circa 30 miliardi di euro volte in gran parte a sostenere i redditi medio-bassi. La premier, Giorgia Meloni, ha detto che 3,5 miliardi arriveranno da banche e assicurazioni. Sono previste risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, per il fondo sanitario nazionale e per incentivare la natalità, e si rendono strutturali gli effetti del taglio del cuneo fiscale e l'accorpamento delle aliquote Irpef con un'articolazione su tre scaglioni.
Intanto il controvalore dei titoli di Stato detenuto dagli investitori esteri continua a crescere e segna il nuovo massimo da quasi tre anni a luglio a 726,731 miliardi di euro rispetto ai 723,696 del mese precedente. Si tratta del valore più alto dall'agosto 2021. In base a calcoli di Reuters sui dati di Via Nazionale, la quota in mano agli esteri è rimasta invariata al 29,3% rispetto al mese precedente. Il mese di agosto ha visto inoltre un nuovo massimo storico per il debito delle amministrazioni pubbliche, salito a 2.962,499 miliardi di euro dai 2.950,563 miliardi di luglio. Sul primario la Germania offre 2 miliardi di euro: 1 del Bund agosto 2054 e uno di quello agosto 2050.
Invece, l’euro resta in ribasso dello 0,18% a 1,088 dollari in attesa alle 8 dell’inflazione finale a settembre della Germania (precedente: +0,3% mese su mese, +2,2% anno su anno; consenso: +0,2% mese su mese, +1,9% anno su anno), alle 10 dell’inflazione a settembre finale dell’Italia (preliminare: -0,2% mese su mese, +0,8% anno su anno). Già pubblicato prima dell’apertura, il dato sull'inflazione in Gran Bretagna a settembre si è attestato a +1,7% dopo il +2,2% di agosto e sotto le previsioni degli economisti che si attendevano una flessione a +1,9%. Invece, alle 13 dagli Stati Uniti arriva l’indice settimanale delle richieste di mutui (precedente: -5,1%), alle 14:30 i prezzi import a settembre (precedente: -0,3 mese su mese) e alle 16:30 le scorte settimanali di petrolio (precedente: +6,2 milioni di barili) che vede i prezzi rimbalzare dopo il sell-off della vigilia, ma con poca convinzione: Wti +0,31% a 70,80 dollari al barile e Brent +0,22% a 74,39 dollari al barile. La brusca frenata degli ultimi giorni è dovuta sia alla revisione al ribasso delle stime sulla domanda da parte dell'Opec per il 2024 (a +1,9 milioni di barili al giorno anno su anno) e il 2025 (a +1,64 milioni di barili al giorno anno su anno) sia al raffreddarsi dei timori di un'interruzione delle forniture per il conflitto in Medio Oriente.
Sul listino milanese attenzione a banche e assicurazioni, con il governo che ha previsto di raccogliere 3,5 miliardi di euro da questi due settori nell'ambito della manovra di bilancio per il 2025, e a Stm di riflesso al warning di Asml e al rapporto ha affermato secondo cui l'amministrazione Biden sta considerando di limitare le vendite di processori avanzati di intelligenza artificiale ad alcuni Paesi. Il gigante dei chip per l'intelligenza artificiale Nvidia, che il giorno prima aveva per un attimo superato Apple come azienda di maggior valore al mondo, è sceso del 4,5%, cancellando circa 158 miliardi di dollari dalla sua capitalizzazione di mercato.
Mentre Stellantis ha stimato per il trimestre chiuso il 30 settembre un calo dei veicoli consegnati alla rete di vendita, ai distributori o direttamente dal costruttore ai clienti finali del 20% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. La riduzione riflette le iniziative di riduzione delle scorte nonché gli impatti dei lanci dei nuovi prodotti, ha spiegato il gruppo automobilistico. Solo in Nord America, le consegne sono diminuite di circa 17.0000 unità, di cui oltre 100.000 unità relative ai preannunciati tagli alla produzione con l’intento di ridurre lo stock presso la rete. In Europa di circa 100.000 unità.
Nel settore del lusso attenzione a Ferragamo che ha ha chiuso i primi nove mesi del 2024 con ricavi pari a 744 milioni di euro, in calo del 9,8% a cambi costanti e dell'11,9% a cambi correnti, rispetto ai primi nove mesi del 2023. Nel terzo trimestre, i ricavi sono stati pari a 221 milioni di euro, in calo del 7,2% a cambi costanti e del 9,6% a cambi correnti. Per Citi le vendite del terzo trimestre sono state inferiori rispetto ai 229 milioni previsti con una crescita dei ricavi trainata da un business retail leggermente più debole del previsto, con Europa, Giappone e America Latina ancora positivi e Cina in calo a due cifre, e con i negozi full-price che hanno ottenuto risultati migliori, e una performance del wholesale decisamente peggiore del previsto (-13%, Citi +1%) a causa del giro d’affari modesto nei grandi magazzini statunitensi che dovrebbe migliorare nel quarto trimestre del 2024. «Con il trend del business retail di ottobre in marginale miglioramento rispetto al terzo, le vendite ottimistiche del quarto trimestre del 2024 e la guidance del management di un ebit a fine 2024 di 30 milioni, ci aspettiamo che le vendite stimate per l'anno fiscale 2024/2025 di 1,05 miliardi/1,07 miliardi (-7%/+3% su base annua a cambi costanti) vengano ridotte di circa l'1%, e che l’ebit, rispettivamente, di 42 milioni/51 milioni venga ridotto di circa il 20%. Il titolo Ferragamo ha sottoperformato dall'inizio dell'anno (-47% rispetto a -3%) ed è scambiato a circa 26 volte il multiplo p/e stimato per l'anno fiscale 2026 contro le 19 volte del settore a causa del lento recupero dei margini e dell'appeal speculativo. È necessaria pazienza, quindi confermiamo il rating neutral e il target price a 8,60 euro».
Quanto a Poste il fondo Blackrock non è coinvolto nei piani del governo sulla vendita di una quota della società, come ha detto la premier, Giorgia Meloni, smentendo alcune indiscrezioni di stampa.
In vista dei conti del terzo trimestre il prossimo 24 ottobre Jefferies ha invece, confermato il rating buy e il target price a 10 euro su Maire. «Ci aspettiamo che i risultati del terzo trimestre riportino una crescita del fatturato del +10% su base trimestrale, grazie alla fase di accelerazione del progetto Hail & Ghasha E&C, con un'ulteriore crescita del fatturato del +20% prevista per il quarto trimestre», si legge nella nota di Jefferies. «Tutti i dieci nuovi contratti annunciati nel terzo trimestre sono stati assegnati alla controllata NextChem. L'assenza di contratti E&C significa che il portafoglio ordini potrebbe ridursi di circa il 7%, a circa 15 miliardi, ma il rapporto ordini/fatturato dei primi nove mesi del 2024 dovrebbe rimanere vicino a 1 volta, data una raccolta ordini di 3,4 miliardi nella prima metà del 2024, 1,3 volte».
Infine, si fa presente che sui titoli Digital Value e Olidata da oggi, 16 ottobre, e fino a successivo provvedimento non sarà consentita l'immissione di ordini senza limite di prezzo. Il 15 ottobre sono crollati dopo la comunicazione della Procura di Roma di perquisizioni presso le due società nell'ambito di un’indagine per corruzione e turbativa d'asta contro la Pubblica Amministrazione.
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