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Borse europee in calo, utilities in crescita a Milano

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in lieve calo (-0,3%), appesantito da Stm e dai titoli oil. Spread ai minimi da marzo | IL VIDEO

15 ottobre 2024, 07:12 Ultimo aggiornamento: 17:46

Crolla il prezzo del petrolio dopo la notizia che Israele non intende attaccare gli impianti di produzione iraniani. I mercati finanziari vedono il taglio dei tassi della Bce a ottobre come una transizione da tagli dei tassi graduali a sequenziali | Stellantis, Carlos Tavares non esclude tagli. John Elkann sostiene il ceo e parla di un interno come successore

  • Ore 15:30 Wall Street cauta in apertura
  • Ore 13:40 I titoli petroliferi e il lusso portano giù il Ftse Mib
  • Ore 12:15 Il Ftse Mib perde colpi con i titoli petroliferi, il dollaro resta sui massimi degli ultimi due mesi
  • Ore 10:25 Il Ftse Mib resta a galla con le utilities e Banco Bpm, spread in calo a 125
  • Ore 09:05 Ftse Mib in lieve rialzo con Banco Bpm in evidenza. Il rendimento del Btp 10 anni va sotto il 3,5%
  • Ore 07:40 Europa attesa in rialzo. Focus sull’indice Zew a ottobre

Il Ftse Mib chiude a 34.578 punti, in calo dello 0,29%. Al termine delle contrattazioni a Piazza Affari la peggiore blue chip è Stm, che cede il 3,2%, seguita da Eni (-2,7%) e Saipem (-2,5%). Sui due titoli esposti al settore petrolifero pesa il tonfo del prezzo del greggio che perde circa il 4% sulla scia della notizia che Israele non sarebbe intenzionata a colpire gli impianti petroliferi iraniani. In controtendenza sul Ftse Mib Telecom Italia, che chiude in salita del 2,1%, Hera (+1,9%), Unipol (+1,8%) e Banco Bpm (+1,7%). Spread Btp/Bund a 123 punti, ai minimi da marzo 2024. 

Chiudono in rosso anche Londra (-0,6%) e Parigi (-1,1%), mentre Francoforte resta sulla parità. Wall Street viaggia in calo a due ore dall’apertura. 

Ore 15:30 Wall Street cauta in apertura

Wall Street apre poco mossa: l’S&P 500 e il Nasdaq partono in rialzo frazionale rispettivamente dello 0,06% e dello 0,04%, mentre il Dow Jones perde lo 0,2%. Sul fronte macro l’indice Empire State Manufacturing elaborato dalla Fed di New York per monitorare il settore manifatturiero si attesta a -11,9 punti, deludendo le attese degli economisti, mentre l’indice Redbook, che registra le vendite al dettaglio delle catene nazionali statunitensi, nella settimana al 12 ottobre è cresciuto del 5,6%. 

Dopo l’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 34.580 punti, in calo dello 0,29%. Tra le blue chip restano in rosso i titoli legati al petrolio, con Eni e Saipem che cedono circa il 3%, mentre Tim guida il paniere delle blue chip con un rialzo del’1,95%. Spread Btp/Bund sotto i 125 punti. 

Ore 13:40 I titoli petroliferi e il lusso portano giù il Ftse Mib

Nonostante i futures statunitensi in lieve rialzo (+0,11% quello sul Dow Jones e +0,01% quello sull’S&P500), l’indice Ftse Mib di Piazza Affari resta in ribasso dello 0,30% a 34.577 punti alle 13:40 con i titoli petroliferi e quelli del lusso, come Moncler e Brunello Cucinelli, ma anche Mps, Stellantis e Pirelli i più venduti. Lo spread Btp/Bund quota a 126,1 punti base, sul minimo da metà marzo, rispetto a 128 della chiusura del 14 ottobre. Il mercato continua a dare per scontato un taglio dei tassi di interesse da 25 punti base giovedì 17 ottobre da parte della Bce, visto il graduale rientro dell'inflazione e i crescenti timori per l'economia. «I mercati finanziari vedono il taglio a ottobre come una transizione da tagli dei tassi graduali a sequenziali.

La Bce, infatti, probabilmente taglierà ora e nelle prossime due riunioni», commenta Tomasz Wieladek, Chief European Economist di T. Rowe Price. Tuttavia, «questi tagli dovrebbero essere visti come tagli assicurativi. Un grande paese dell'area dell'euro, la Germania, soffre chiaramente di un'economia debole. Ma questo è probabilmente il risultato», spiega Wieladek, «di venti contrari strutturali legati a una forte perdita di competitività a seguito dello shock energetico del 2022, alla forte concorrenza della Cina e all'invecchiamento della popolazione. La politica monetaria non può influenzare nessuno di questi fattori e i policymaker ne sono consapevoli. Non considerando i dati della Germania, il resto dell'area euro rimane molto resiliente, non solo in termini di crescita, ma anche nel mercato del lavoro».

Ore 12:15 Il Ftse Mib perde colpi con i titoli petroliferi, il dollaro resta sui massimi degli ultimi due mesi

Le borse europee restano in ribasso anche se l’indice Zew sul sentiment economico della Germania ha registrato un miglioramento a ottobre a 13,1 punti, superando di 9,5 punti il valore del mese scorso. Tuttavia, la valutazione della situazione corrente in Germania ha continuato a peggiorare. L'indice corrispondente è sceso di 2,4 punti a -86,9 punti, con quasi nove intervistati su dieci che hanno valutato negativamente l'attuale situazione economica. Nonostante questo, l’indice Dax di Francoforte è l’unico a salire (+0,23%), il Cac40 perde lo 0,78%, il Ftse100 lo 0,50% e il Ftse Mib lo 0,26% a 34.588 punti alle 12:15, appesantito dai titoli petroliferi come Eni (-2,70%), Tenaris (-1,66%) e Saipem (-2,44%), di riflesso alla caduta del prezzo del Brent (-4,76% a 73,77 dollari al barile), sui minimi da quasi due settimane per via di prospettive più deboli sulla domanda e in seguito alle voci secondo cui Israele non intende colpire gli obiettivi petroliferi iraniani, mitigando i timori di un'interruzione delle forniture, e da alcune banche come Mps (-1,62%). 

L’euro si conferma in calo nei confronti del dollaro (-0,17% a 1,090) che consolida sui massimi degli ultimi due mesi. L’altro dato positivo pubblicato in mattinata è quello della produzione industriale dell'Eurozona, cresciuta dell'1,8% su base mensile ad agosto, dopo il calo rivisto dello 0,5% di luglio. La lettura è in linea con il consenso degli economisti. Su base annua, la produzione industriale della regione è scesa dello 0,1% rispetto alla contrazione del 2,1% rivista di luglio.

Ore 10:25 Il Ftse Mib resta a galla con le utilities e Banco Bpm, spread in calo a 125

Eccetto Francoforte (+0,46%) e Milano (+0,01% a 34.683 punti alle 10:25 grazie al supporto delle utilities e di alcune banche come Banco Bpm, in progresso dell’1,09%; note stonate Mps con un -1,32% e i petroliferi come Eni e Saipem che risentono del forte calo del Brent, -4,21% a 74,20 dollari al barile), gli altri mercati azionari europei restano in calo con gli operatori già proiettati a giovedì quando si riunisce la Bce. Con i dati di settembre che indicano una contrazione della crescita e dell'inflazione rispetto alle proiezioni dello staff della Bce, sembra essere maturato un consenso all'interno del consiglio direttivo sulla necessità di un ritmo più rapido di riduzione dei tassi. «Ci aspettiamo, quindi, che il 17 ottobre ci sarà un nuovo taglio del tasso di riferimento di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 3,25%», stima Nadia Gharbi, Senior Economist di Pictet Wealth Management, precisando che questo intervento di ottobre sarà il primo taglio back-to-back, dato che la Bce ha tagliato i tassi anche a settembre e probabilmente segnerà un’accelerazione nella riduzione dei tassi, anche se la presidente, Christine Lagarde, probabilmente insisterà sul fatto che la Bce manterrà un approccio riunione per riunione e dipendente dai dati.

C’è il rischio che la Bce sia costretta a ridurre i tassi ancora più velocemente del previsto

In prospettiva, «ci aspettiamo che la Bce acceleri l'allentamento delle condizioni di finanziamento e anticipi la convergenza verso la neutralità, che riteniamo sia intorno al 2%, effettuando tagli da 25 punti base a ogni riunione da oggi fino a giugno 2025, considerando che ora vediamo una maggiore probabilità che le previsioni di crescita e inflazione vengano riviste al ribasso dallo staff», continua Gharbi. Di conseguenza, «ci aspettiamo un altro taglio da 25 punti base a dicembre e un totale di 100 punti base nel primo semestre del 2025», conclude l’esperto, avvertendo che c’è il rischio che Francoforte sia costretta a ridurre i tassi ancora più velocemente di quanto attualmente previsto, addirittura portando il tasso sui depositi al di sotto del suo livello neutrale. In attesa, l’euro riduce le perdite nei confronti del dollaro (-0,21% a 1,0903) e lo spread Btp/Bund scende a 125,88 punti base.

Ore 09:05 Ftse Mib in lieve rialzo con Banco Bpm in evidenza. Il rendimento del Btp 10 anni va sotto il 3,5%

Borse europee poco convinte in avvio di seduta, eccetto Francoforte. Il Dax segna un +0,45%, il Cac40 un -0,07%, il Ftse100 un -0,14% e il Ftse Mib un +0,12% a 34.723 punti. Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,49% e lo spread con il Bund a quota 126,8 punti base in vista dell'atteso taglio dei tassi di interesse da parte della Bce giovedì 17 ottobre. Inoltre, sul fronte interno, il Consiglio dei ministri si riunisce questa sera per licenziare la manovra per il 2025 e il Documento programmatico di bilancio da inviare alla Commissione Europea per l'approvazione, tra tensioni all'interno della coalizione di governo sulla prospettiva di un aumento delle tasse sulle banche. L'esecutivo ha detto che finanzierà misure di stimolo per circa 25 miliardi di euro il prossimo anno, per lo più volte a favorire i redditi medio-bassi. In base al Dpb, Roma aumenterà il deficit/pil nel 2025 al 3,3% dal 2,9% previsto a legislazione vigente, una differenza pari a circa 9 miliardi; il resto delle misure dovrebbe essere finanziato attraverso una combinazione di maggiori entrate fiscali e tagli alla spesa e il contributo atteso dalle banche dovrebbe aggirarsi sui 3-4 miliardi. In mattinata al Senato e poi nel pomeriggio alla Camera sono attese le comunicazioni della premier, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio Europeo, che il 17 e 18 ottobre a Bruxelles discuterà di Ucraina e Medio Oriente, oltre che di competitività e migrazione.

L’inflazione cala in Spagna mese su mese

L’euro flette dello 0,35% a 1,088 dollari dopo che l'inflazione armonizzata spagnola, nella lettura finale di settembre, è calata dello 0,1% a livello mensile. Su base annua, è cresciuta dell'1,7%, ma al di sotto del +2,4% di agosto. Invece, il tasso di disoccupazione nel Regno Unito si è attestato al 4% nel trimestre fino ad agosto, in calo rispetto al 4,1% del periodo precedente di tre mesi. La lettura è inferiore al consenso degli economisti al 4,1%. Invece, il tasso di occupazione è salito al 75% dal precedente 74,8%.

Wti sotto 72 dollari al barile

I future sul greggio Wti scendono sotto 72 dollari al barile (-3,79% a 71,03 dollari al barile), estendendo la discesa per la terza sessione consecutiva, appesantiti dall’indebolimento delle prospettive della domanda globale. Lunedì l’Opec ha abbassato le sue previsioni sulla domanda globale di petrolio per il 2024 e il 2025 per il terzo mese consecutivo, citando consumi inferiori alle attese in alcune regioni. «I dati hanno mostrato che le importazioni di greggio dalla Cina, il più grande importatore al mondo, sono diminuite di quasi il 3% anno su anno da gennaio a settembre. In ragione di una ripresa lenta. Ciò avviene in mezzo alle crescenti pressioni deflazionistiche del paese, mentre i piani di stimolo del Governo, non sono riusciti ad alleviare le preoccupazioni sui rischi di crescita al ribasso», spiega Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades.

A Milano spicca Banco Bpm, seguita da Poste, Leonardo e Ferragamo

Sul listino milanese Stm segna un +0,45% a 25,94 euro dopo che i funzionari statunitensi hanno discusso di limitare le vendite di chip avanzati di intelligenza artificiale di Nvidia e di altre aziende americane su base nazionale, come ha riferito Bloomberg. Questo dopo che il mese scorso il Dipartimento del commercio ha presentato una norma che potrebbe facilitare le spedizioni di chip di intelligenza artificiale come quelli di Nvidia ai centri dati del Medio Oriente. Hsbc ha anche tagliato il target price sul titolo Stm da 38 a 32 euro.

Invece, Intesa Sanpaolo, ferma a 3,92 euro, è indagata dalla procura di Bari come persona giuridica nell'ambito delle indagini a carico di un ex dipendente che ha effettuato accessi abusivi ai sistemi informatici della banca per consultare i dati di alcuni clienti. Tra le altre banche, spicca il +1,80% a 6,324 euro di Banco Bpm, promossa da Deutsche Bank da hold a buy (il target price sale da 6,5 a 7,4 euro), seguita da Bper (+0,45% a 5,46 euro) che continua a raccogliere giudizi positivi da parte delle banche di investimento dopo la presentazione del nuovo piano. Ultima Jefferies che ha confermato il rating buy e portato il target price da 6,20 a 7 euro dopo aver alzato le stime di utile per azione del 13% tra il 2025 e il 2027. «Nel 2026/2027 ci collochiamo in media del 9% al di sopra del consenso», precisa Jefferies. Quanto a Poste (+0,66% a 13 euro), secondo MF-Milano Finanza, i rappresentanti del Tesoro avrebbero sondato alcune grandi fondazioni bancarie, come Cariplo e Cariverona, per il collocamento di una quota che la società metterà sul mercato.

Mentre Stellantis (+0,37% a 12,086 euro) non ha avviato una revisione strategica dei suoi marchi, ma ne esamina la redditività ogni mese. Un aggiornamento agli investitori è previsto prima di Natale. Così come non sta cercando in alcun modo di consolidarsi attraverso la fusione o l'acquisizione di altri gruppi, ha affermato il presidente John Elkann, durante il Salone dell'auto di Parigi, commentando i rumor circolati negli ultimi tempi su una possibile aggregazione con Renault. Sulla sua successione al termine del mandato, Carlos Tavares, ha detto che in qualità di ad e come membro del cda parteciperà al processo decisionale sulla scelta del futuro numero uno del gruppo automobilistico. 

E se Leonardo (+0,47% a 21,16 euro) annuncia oggi, 15 ottobre, la finalizzazione della joint venture con la tedesca Rheinmetall, Salvatore Ferragamo (+1% a 6,495 euro) riunisce il cda sui conti del terzo trimestre (ricavi) del 2024. Infine, per quanto riguarda Digital Value (-0,67% a 58,9 euro), l’Antitrust ha chiarito che l’acquisizione dell'intero capitale di Italtel non ostacola in misura significativa la concorrenza effettiva nel mercato di riferimento e non comporta la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante. Per cui l’Antitrust ha deciso di non avviare l'istruttoria sull'operazione annunciata dalla società attiva nel settore Itc a fine luglio scorso.

Ore 07:40 Europa attesa in rialzo. Focus sull’indice Zew a ottobre

Borse europee attese in rialzo nella settimana della Bce. Il future sull’Eurostoxx50 sale dello 0,18%. I rischi per la crescita stanno aumentando e le preoccupazioni per la persistenza dell'inflazione stanno svanendo. «Secondo la nostra nuova visione, la Bce accelererà l'allentamento, con altri due tagli di 25 punti base del tasso di deposito quest'anno e poi con riduzioni continue fino a circa il 2% nel 2025», prevede Robert Lind, economista di Capital Group. In precedenza, «ci aspettavamo che la Bce tagliasse più lentamente per mantenere il tasso di deposito intorno al 2,75%-3% nel 2025». L'ultima stima flash ha mostrato che il tasso dell’inflazione headline dell'Eurozona è sceso all'1,8% a settembre, il minimo da aprile 2021. L'inflazione core è scesa solo leggermente al 2,7% dal 2,8%, soprattutto a causa di un leggero rallentamento dell'inflazione dei prezzi dei servizi. Tuttavia, le preoccupazioni dei falchi Bce sulla persistenza dell'inflazione sembrano svanire. Alle 8:15 parla il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel. 

Allarme Fmi: il debito pubblico globale supererà 100.000 miliardi dollari

Sale, tuttavia, la preoccupazione per il debito pubblico totale del mondo, destinato a superare i 100.000 miliardi di dollari quest'anno per la prima volta. E potrebbe crescere più rapidamente del previsto, in quanto il sentiment politico favorisce una spesa più elevata e la crescita lenta amplifica le esigenze e i costi di prestito, avverte il Fondo Monetario Internazionale. L'ultimo rapporto Fiscal Monitor del Fmi ha, infatti, mostrato che il debito pubblico globale raggiungerà il 93% del prodotto interno lordo globale entro la fine del 2024 e si avvicinerà al 100% entro il 2030. Questo supererebbe il picco del 99% raggiunto durante il Covid-19. Sarebbe anche un aumento di 10 punti percentuali rispetto al 2019, prima che la pandemia facesse esplodere la spesa pubblica. «Anche se il debito è atteso stabilizzarsi o calare in due terzi dei Paesi, resterà sopra i livelli previsti prima della pandemia», osserva il Fmi invitando i paesi a intervenire perché «ritardare» un'azione sarebbe «costoso».

Focus sulla produzione industriale ad agosto dell’Eurozona e sull’indice Zew a ottobre

L’euro cala dello 0,33% a 1,089 dollari in attesa del tasso di disoccupazione Ilo ad agosto in Gran Bretagna alle 8 (precedente: 4,1%; consenso: 4,1%), dell’inflazione finale a settembre della Spagna (preliminare: +1,7% anno su anno) alle 9, della produzione industriale ad agosto dell’Eurozona alle 11 (precedente: -0,3% mese su mese) e dell’indice Zew (misura il sentiment degli investitori istituzionali tedeschi) a ottobre alla stessa ora (precedente: 3,6 punti; consenso: 8 punti). mentre dagli Stati Uniti alle 14.30 arriverà l’indice empire manufacturing a ottobre (precedente: 11,5 punti; consenso: 2,4 punti) e alle 14h55 l’indice settimanale Redbook (precedente: +5,4% anno su anno).

Prezzi del petrolio in caduta libera

Tra le materie prime, i prezzi del petrolio cadono ancora (il Wti flette del 3,98% a 70,89 dollari il barile e il Brent del 3,95% a 74,41 dollari al barile). L'Opec ha tagliato le previsioni sulla crescita della domanda globale di greggio per quest'anno, una revisione legata in gran parte alla Cina, e il 2025. Inoltre, il Washington Post ha scritto che Israele non ha intenzione di attaccare le infrastrutture petrolifere dell’Iran, neanche quelle nucleari. Anche il prezzo dell'oro arretra dello 0,35% a 2.656 dollari l’oncia, estendendo le recenti perdite, mentre la forza del dollaro, sulle aspettative di minori tagli ai tassi di interesse, ha messo sotto pressione i prezzi del metallo giallo. Anche alcuni commenti da falco di alcuni funzionari della Fed hanno favorito il dollaro. Il governatore, Christopher Waller, ha dichiarato (alle 17:030 parla Daly e alle 19:05 Kugler) di essere a favore di un atteggiamento cauto nei confronti di un'ulteriore riduzione dei tassi di interesse nei prossimi mesi, citando i recenti segnali di ripresa dell'economia statunitense e di un'inflazione contenuta. Secondo il Cme Fedwatch, gli operatori valutano una probabilità superiore all'80% che la Fed tagli i tassi di 25 punti base a novembre, una percentuale inferiore rispetto al taglio di 50 punti base di settembre. I trader si sono anche posizionati per un tasso terminale più alto di quello di settembre. I futures statunitensi viaggiano in leggero rialzo (+0,14% quello sul Dow Jones e +0,07% quello sull’S&P500). 

A Milano attenzione a Stm, Intesa Sanpaolo, Bper Banca, Stellantis, Leonardo, Ferragamo, Digital Value

Sul listino milanese attenzione a Stm dopo che i funzionari statunitensi hanno discusso di limitare le vendite di chip avanzati di intelligenza artificiale di Nvidia e di altre aziende americane su base nazionale, come ha riferito Bloomberg. Questo dopo che il mese scorso il Dipartimento del commercio ha presentato una norma che potrebbe facilitare le spedizioni di chip di intelligenza artificiale come quelli di Nvidia ai centri dati del Medio Oriente.

Invece, Intesa Sanpaolo è indagata dalla procura di Bari come persona giuridica nell'ambito delle indagini a carico di un ex dipendente che ha effettuato accessi abusivi ai sistemi informatici della banca per consultare i dati di alcuni clienti. Tra le altre banche, occhio a Bper che continua a raccogliere giudizi positivi da parte delle banche di investimento dopo la presentazione del nuovo piano. Ultima Jefferies che ha confermato il rating buy e alzato il target price da 6,20 a 7 euro dopo aver alzato le stime di utile per azione del 13% tra il 2025 e il 2027. «Nel 2026/2027 ci collochiamo in media del 9% al di sopra del consenso», precisa Jefferies.

Mentre Stellantis non ha avviato una revisione strategica dei suoi marchi, ma ne esamina la redditività ogni mese. Un aggiornamento agli investitori è previsto prima di Natale. Così come non sta cercando in alcun modo di consolidarsi attraverso la fusione o l'acquisizione di altri gruppi, ha affermato il presidente John Elkann, durante il Salone dell'auto di Parigi, commentando i rumor circolati negli ultimi tempi su una possibile aggregazione con Renault. Sulla sua successione al termine del mandato, Carlos Tavares, ha detto che in qualità di ad e come membro del cda parteciperà al processo decisionale sulla scelta del futuro numero uno del gruppo automobilistico. 

E se Leonardo annuncia oggi, 15 ottobre, la finalizzazione della joint venture con la tedesca Rheinmetall, Salvatore Ferragamo riunisce il cda sui conti del terzo trimestre (ricavi) del 2024. Infine, per quanto riguarda Digital Value, l’Antitrust ha chiarito che l’acquisizione dell'intero capitale di Italtel non ostacola in misura significativa la concorrenza effettiva nel mercato di riferimento e non comporta la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante. Per cui l’Antitrust ha deciso di non avviare l'istruttoria sull'operazione annunciata dalla società attiva nel settore Itc a fine luglio scorso.

(riproduzione riservata)



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