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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo (+1,1%) trainato da Leonardo. Bene anche Recordati e A2a | IL VIDEO

14 ottobre 2024, 07:58 Ultimo aggiornamento: 17:45

Leonardo guadagna il 3,2% spinta dalla notizia dell’imminente formalizzazione della joint venture con la tedesca Rheinmetall, che produce carri armati. Corre anche Ferrari (+2,3%) | Piazza Affari, le 30 azioni più forti tra guerre e tassi. Quali possono crescere ancora

  • Ore 15:30 Wall Street apre contrastata
  • Ore 14:35 Borse europee in ordine sparso in attesa di Wall Street
  • Ore 13:15  Il Ftse Mib consolida il rialzo con A2A e Unipol. Il prezzo del Brent storna a causa della Cina
  • Ore 11:15 Il Ftse Mib sale nonostante i venti contrari sui titoli del lusso
  • Ore 09:05 Ftse Mib in rialzo con Leonardo, A2A e Ferrari. Spread poco mosso a 128
  • Ore 08:25 Europa attesa poco mossa nella settimana della Bce

Il Ftse Mib chiude a 34.675,21 punti, in rialzo dell’1,1%, accelerando nell'ultima parte della seduta. A Piazza Affari la migliore è Leonardo, che guadagna il 3,2% spinta dalla notizia dell’imminente formalizzazione della joint venture con la tedesca Rheinmetall, seguita da Recordati (+2,8%). Bene anche A2a (+2,5%) e Ferrari (+2,3%). In coda al paniere delle blue chip invece Mps (-0,8%), Amplifon (-0,7%) e Bper Banca (-0,7%). Spread Btp/Bund in calo a 127 punti. 

Positive anche le principali borse europee con Londra che cresce dello 0,5%, Parigi dello 0,3% e Francoforte dello 0,8%. Wall Street, dopo un avvio incerto, vira al rialzo. 

Ore 15:30 Wall Street apre contrastata

Apertura mista per Wall Street con il Dow Jones che cede lo 0,3% alle 15:30, l’S&P 500 in rialzo dello 0,3% e il Nasdaq che guadagna lo 0,6%. Dopo l’avvio dei mercati americani il Ftse Mib prosegue sopra la parità, a quota 34.544 punti (+0,7%), guidato da Leonardo (+2,6%) e Ferrari (+2,5%). Positive anche Londra, Parigi e Francoforte che guadagnano rispettivamente lo 0,25%, lo ,0,24% e lo 0,6%. 

Ore 14:35 Borse europee in ordine sparso in attesa di Wall Street

Resta apatica la seduta delle borse europee in attesa dell’avvio di Wall Street. Il Dax segna un +0,28%, il Cac40 un -0,13%, il Ftse100 un +0,14% e il Ftse Mib un +0,62% a 34.521 punti alle 14:35 grazie a Ferrari (+1,87%) e a Leonardo (+2,79%), ma anche ad alcune utilities come A2A (+1,4%) e Terna (+0,91%). Lo spread Btp/Bund scende a 127,23 punti base e l’euro sale nei confronti del dollaro: +0,13% a 1,091, ma senza spingere. «Una sorpresa al rialzo di modesta entità del dato sull'inflazione di settembre negli Stati Uniti ha contribuito alla crescita dei rendimenti dei Treasuries di lungo termine negli Stati Uniti, favorendo il rally del dollaro. Il quadro di un'economia statunitense in forte crescita, con un mercato del lavoro ancora in piena occupazione e livelli di inflazione per ora modesti ma in crescita, rende difficile per le altre valute del G10 recuperare terreno nei confronti del biglietto verde», prevede il team di Ebury.

Questa settimana l'attenzione è rivolta alla riunione della Bce di giovedì, quando si prevede che i policymaker taglieranno i tassi di altri 25 punti base in presenza di segnali di stagnazione economica (o forse peggio) nell'Eurozona, aggiunge il team di Ebury. C'è più incertezza sul tono delle comunicazioni della Bce, in particolare sulla misura in cui la banca centrale è preoccupata dal recente indebolimento degli indicatori economici principali. Negli Stati Uniti, invece, sarà una settimana relativamente tranquilla.

Ore 13:15 Il Ftse Mib consolida il rialzo con A2A e Unipol. Il prezzo del Brent storna a causa della Cina

Con i futures statunitensi contrastati (-0,15% quello sul Dow Jones e +0,14% quello sull’S&P500), il Dax sale dello 0,17%, il Ftse Mib dello 0,40% a 34.446 punti alle 13:15 con A2A +1,54%, Unipol +1,22%, Recordati +1,62% e Leonardo +1,81% (domani, 15 ottobre, finalizzerà la joint venture con Rheinmetall, ha confermato l'ad, Roberto Cingolani) i migliori, viceversa il Cac40 perde lo 0,31% e il Ftse100 lo 0,07%. In assenza di dati macro l’euro, nella settimana della Bce, si apprezza dello 0,17% a 1,091 dollari. Tra le materie prime i prezzi del petrolio ritracciano dopo i guadagni della scorsa settimana perché il nuovo piano di sostegno della Cina, primo importatore e secondo consumatore di greggio al mondo, non è riuscito a ispirare la fiducia degli investitori, mentre il mercato resta nervoso per i potenziali attacchi israeliani alle infrastrutture petrolifere iraniane: gli Stati Uniti invieranno truppe in Israele insieme a un sistema antimissile avanzato, in un dispiegamento del tutto inusuale destinato a rafforzare le difese aeree del Paese. Il futures sul Brent cede il 2,33% a 77,20 dollari il barile e quello sul Wti il 2,42% a 73,75 dollari il barile. Inoltre i dati cinesi sull'andamento dei prezzi, pubblicati sabato, hanno evidenziato un aumento delle pressioni deflazionistiche.

Ore 11:15 Il Ftse Mib sale nonostante i venti contrari sui titoli del lusso

Restano contrastate le borse europee. Francoforte sale dello 0,15% insieme a Milano (+0,24% a 34.389 punti alle 11:15 con Leonardo, Ferrari, A2A e Recordati in crescita oltre due punti percentuali, mentre le vendite si accaniscono sui titoli del lusso come Moncler e Brunello Cucinelli a causa della mancanza di dettagli sulle nuove misure di stimolo. Unicredit è stabile a 40 euro dopo che la Germania ha fatto sapere sta valutando se rendere più severi gli obblighi informativi per gli investitori che acquistano partecipazioni nelle aziende del Paese). Invece, Parigi perde lo 0,26% e Londra lo 0,03%.

Pimco: la Bce taglierà il tasso sui depositi dal 3,50% al 3,25%

Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 128 punti base in attesa, giovedì, della riunione della Bce. «Riteniamo che la Banca Centrale Europea taglierà il tasso sui depositi di 25 punti base dal 3,50% al 3,25%», afferma Konstantin Veit, Portfolio Manager di Pimco. «Anche se in precedenza la Bce si era orientata verso un prossimo taglio dei tassi a dicembre, un quadro macroeconomico più debole ha probabilmente rafforzato la fiducia del consiglio direttivo a sufficienza per deviare dalla traiettoria di tagli trimestrali dei tassi e fare la sua prima mossa al di fuori di una riunione caratterizzata dalle proiezioni dello staff dell’Eurosistema».

Dal punto di vista della gestione del rischio, a un livello ancora restrittivo del 3,25%, qualsiasi shock al rialzo sull'inflazione può essere affrontato con un ritmo più lento di riduzione dei tassi in futuro, mentre il taglio dei tassi offre una protezione aggiuntiva contro i rischi al ribasso, spiega Veit, secondo ilq auel la Bce probabilmente sottolineerà che le decisioni continueranno ad essere prese riunione per riunione e il flusso di dati dei prossimi mesi deciderà la velocità con cui continuerà a rimuovere ulteriori restrizioni. «Data l'inflazione interna ancora troppo elevata, che riflette in gran parte le persistenti pressioni sui prezzi nel settore dei servizi, prevediamo che la politica monetaria rimarrà per ora in territorio restrittivo, mentre la discussione sulla configurazione appropriata del tasso neutrale di politica monetaria dovrebbe emergere più chiaramente l'anno prossimo», continua l’esperto concludendo: «riteniamo che le valutazioni di mercato siano ragionevoli. Un altro taglio dei tassi a dicembre sembra probabile, e la valutazione di un tasso terminale di circa il 2% per la seconda metà del prossimo anno rimane coerente con le nostre stime sul tasso neutrale per l'area euro».

Ore 09:05 Ftse Mib in rialzo con Leonardo, A2A e Ferrari. Spread poco mosso a 128

Borse europee miste in avvio di seduta. Il Dax sale dello 0,31%, il Cac40 perde lo 0,24% e il Ftse100 lo 0,15%, mentre il Ftse Mib guadagna lo 0,23% a 34.387 punti. Nonostante l’aumento significativo dei rendimenti dei Treasury (il rendimento del 10 anni è salito di 35 punti base negli ultimi otto giorni), le azioni continuano a crescere quasi senza sosta. «I dati economici sono stati generalmente positivi, anche se giovedì l’Indice dei prezzi al consumo di settembre ha superato leggermente le attese, insieme a un rapporto sui sussidi di disoccupazione influenzato dal maltempo ma comunque in crescita», afferma Fabrizio Barini di Integrae sim. «Questo ha mantenuto viva la discussione sulla velocità dell’allentamento della Fed. Tuttavia, il consenso è ancora fermamente orientato verso un atterraggio morbido, con un certo ottimismo cauto riguardo agli utili del terzo trimestre e alla stagionalità positiva che alimentano la tendenza rialzista».

L’euro avanza nei confronti del dollaro

Le attese sulla politica della Bce e l’outlook sull’euro/dollaro mostrano una convergenza significativa tra le principali banche d’investimento. Sia Deutsche Bank sia Bank of America, nota Barini, prevedono un taglio dei tassi di 25 punti base nella riunione del 17 ottobre. Tuttavia, «le previsioni si differenziano notevolmente nel medio termine: Bank of America prospetta un ciclo di allentamento più aggressivo, con tassi in calo fino all’1,5% entro la fine del 2025, mentre Deutsche Bank prevede un tasso neutrale al 2,25% entro aprile», precisa l’esperto di Integrae Sim. «Questo scenario politico ha importanti implicazioni per l’euro/dollaro, con Deutsche Bank che prospetta un possibile ritorno alla parità. L’analisi suggerisce che l’attuale differenza tra i tassi terminali di Fed e Bce, attualmente di 130 punti base, potrebbe ampliarsi a 170 punti, spingendo l’euro/dollaro fino a quota 1,07» quando ora il cross viaggia a 1,092 (+0,27%).

A Milano bene Leonardo, A2A, Ferrari, Unicredit e Cir

Sul listino milanese Intesa Sanpaolo (+0,15% a 3,897 euro) ha riferito domenica che un suo dipendente è stato licenziato per aver consultato illegalmente i dati riguardanti alcuni clienti, chiedendo scusa in un comunicato per un incidente che «non dovrà più accadere». La premier Giorgia Meloni risulta tra le migliaia di clienti spiati. La banca ha anche annunciato la nomina di Antonio De Vita, un ex alto ufficiale dei Carabinieri, come chief security officer.

Tra le altre banche, rialzo frazionale anche per Mps (+0,19% a 5,35 euro) con Banca Finint starebbe lavorando a una cordata di investitori italiani interessati a rilevare circa un quinto del capitale. Intanto Barclays ha azzerato la quota potenziale nel Monte, secondo le ultime rilevazioni della Consob. Mentre la Germania sta lavorando per fermare una possibile acquisizione di Commerzbank da parte di Unicredit (+0,40% a 40,24 euro), una posizione che pone Berlino in rotta di collisione con Roma e con le autorità di regolamentazione europee, secondo quanto hanno riferito a Reuters diverse fonti vicine al governo. Il sindacato tedesco Verdi si è già espresso contro una fusione transfrontaliera per Commerzbank,  anche se l'offerente non fosse una banca italiana come Unicredit.

Invece, Stellantis, in crescita dello 0,20% a 11,80 euro, non vuole vendere gli impianti in Italia perché «ne abbiamo bisogno», ha detto il ceo, Carlos Tavares, aggiungendo che «vogliamo mantenere i nostri impianti in Italia perché vogliamo conservare la capacità di produrre 1 milione di veicoli». Morgan Stanley ha tagliato il target price sul titolo da 20,75 a 15,3 euro. Meglio Ferrari con un +1,24% a 432,1 euro e tra le utilities A2A con un +1,25% a 2,11 euro, seguita da Leonardo (+1,27% a 20,66 euro) che beneficia del fatto che domani si terrà la cerimonia della firma al documento di nascita dalla joint venture al 50% con Rheinmetall. La nuova società dovrebbe concentrarsi inizialmente sulla fornitura di veicoli corazzati all’Italia.

Piatta Eni a quota 14,33 euro. I fondi di investimento statunitensi mostrano fiducia nella strategia della major di scorporare alcune attività per attrarre risorse finanziarie, come ha detto l'ad, Claudio Descalzi. Schizza Cir (+4,04% a 0,592 euro), la società che fa capo alla famiglia De Benedetti, che ha deliberato di promuovere un'offerta pubblica di acquisto volontaria parziale, avente ad oggetto massime 131.147.541 azioni ordinarie della società, pari al 12,524% del capitale sociale, al prezzo di 0,61 euro per azione e per un controvalore massimo di 80 milioni di euro. Il corrispettivo incorpora un premio del 6,9% rispetto al prezzo registrato alla chiusura del mercato l'11 ottobre 2024. In considerazione del lancio dell’opa il cda ha deliberato di interrompere il piano di acquisto di azioni proprie. Cir possiede, alla data del 10 ottobre 2024, un totale di 32.915.016 azioni proprie, pari al 3,143% del capitale sociale.

Infine, non si muove Campari (-0,05% a 7,392 euro): Citi ha limato il target price da 10,10 a 10 euro, ma confermato il rating buy. «La combinazione tra un meteo variabile in Europa e un mercato degli alcolici statunitense fiacco ci ha portato a rivedere al ribasso le nostre stime in vista dei conti del terzo trimestre del 2024: ora ci aspettiamo una crescita del +6,7% nel trimestre», si legge nella nota di Citi. Il contesto più difficile, insieme ai dubbi legati all'inaspettata partenza del ceo, ha portato a una netta sotto-performance del titolo nelle ultime settimane. «Ma riteniamo che il recente calo sia eccessivo. Riconfermiamo, quindi, il nostro giudizio di acquisto sull’azione», indica Citi.

Ore 08:25 Europa attesa poco mossa nella settimana della Bce

Borse europee attese poco mosse in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 segna un -0,06%. L’attenzione degli investitori si concentra ovviamente sul meeting delle Bce di giovedì 17 ottobre, nel quale è prevista una riduzione dei tassi di interesse di 25 punti base. «La scorsa settimana ha segnato il secondo anniversario dell'attuale mercato rialzista, con azioni in crescita di circa il 60% negli Stati Uniti dai minimi del 2022. Storicamente, la maggior parte dei mercati rialzisti arriva alla fine del terzo anno, ma i rendimenti tendono a moderarsi. Ci aspettiamo lo stesso questa volta, poiché le condizioni fondamentali sono ancora solide ma in rallentamento», avverte Antonio Tognoli di Cfo Sim, aggiungendo che «sebbene l'inflazione statunitense di settembre sia stata leggermente più alta del previsto, è improbabile che impedisca alla Fed di continuare la sua campagna di allentamento. Prevediamo tagli dei tassi di un quarto di punto a ogni riunione finché la politica della Fed non si assesterà intorno al 3,%-3,5%».

Da monitorare la reazione al taglio dell'outlook della Francia da parte di Fitch

In una seduta che vedrà scambi più contenuti per via della chiusura dell'obbligazionario Usa per festività, il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,54% e quello degli Oat francesi al 3,042% dopo che Fitch ha abbassato venerdì sera l'outlook della Francia a negativo da stabile, facendo riferimento all'aumento dei rischi in termini politici e di bilancio. Invariato il rating a AA-. «Il peggioramento previsto per quest'anno per la Francia a livello di bilancio la pone in una posizione più complicata e ci aspettiamo un aumento del deficit, foriero di un deciso incremento del debito/pil verso la soglia di 118,5% entro il 2028», ha sottolineato l'agenzia di rating. Le finanze pubbliche di Parigi hanno registrato un netto peggioramento quest'anno a causa delle entrate fiscali che si sono rivelate più basse del previsto e delle spese che sono state invece maggiori. Giovedì Parigi ha presentato una legge di bilancio per il 2025 che prevede 60 miliardi di euro in tagli alla spesa e aumenti delle tasse per ricchi e società più grandi. Sul primario proprio la Francia offre 3,1-3,5 miliardi di Btf 22/1/2025, 1,5-1,9 miliardi di Btf 9/4/2025, 300-700 milioni di Btf 21/5/2025 e 1,8-2,2 miliardi di Btf 8/10/2025. Attiva anche la Germania che colloca 3 miliardi di Bubill 15/10/2025.

I prezzi del petrolio scendono con la deflazione in Cina

In assenza di dati macro, l’euro sale dello 0,28% a 1,092 dollari. Invece, tra le materie prime, l’oro è stabile a quota 2.674 dollari l’oncia, restando a ridosso dei massimo storici, e il prezzo del petrolio Wti cede l’1,36% a 74,53 dollari al barile e quello del Brent l’1,32% a 78 dollari al barile. I dati macro, che hanno mostrato un calo del tasso di inflazione in Cina, e la mancanza di chiarezza sui piani di stimolo economico del Paese hanno alimentato i timori riguardo alla domanda di carburante nel più grande importatore mondiale di greggio. Le notizie negative provenienti dalla Cina hanno superato le preoccupazioni riguardo alla possibilità che una risposta israeliana all'attacco missilistico iraniano del 1° ottobre possa interrompere la produzione di petrolio, sebbene gli Stati Uniti abbiano avvertito Israele di non prendere di mira le infrastrutture energetiche iraniane. «L'indice dei prezzi al consumo in Cina indica una tendenza deflazionistica sostenuta e consumi interni più deboli, nonostante l'annuncio delle autorità di uno stimolo monetario più aggressivo», ha detto Priyanka Sachdeva, analista di Phillip Nova.

A Milano occhio a Intesa Sanpaolo, Mps, Unicredit, Stellantis, Eni, Leonardo, Cir e Campari

Sul listino milanese attenzione a Intesa Sanpaolo che ha riferito domenica che un suo dipendente è stato licenziato per aver consultato illegalmente i dati riguardanti alcuni clienti, chiedendo scusa in un comunicato per un incidente che «non dovrà più accadere». La premier Giorgia Meloni risulta tra le migliaia di clienti spiati. La banca ha anche annunciato la nomina di Antonio De Vita, un ex alto ufficiale dei Carabinieri, come chief security officer.

Tra le altre banche, attenzione a Mps perché Banca Finint starebbe lavorando a una cordata di investitori italiani interessati a rilevare circa un quinto del capitale. Intanto Barclays ha azzerato la quota potenziale nel Monte, secondo le ultime rilevazioni della Consob. Mentre la Germania sta lavorando per fermare una possibile acquisizione di Commerzbank da parte di Unicredit, una posizione che pone Berlino in rotta di collisione con Roma e con le autorità di regolamentazione europee, secondo quanto hanno riferito a Reuters diverse fonti vicine al governo. Il sindacato tedesco Verdi si è già espresso contro una fusione transfrontaliera per Commerzbank,  anche se l'offerente non fosse una banca italiana come Unicredit.

Invece, Stellantis non vuole vendere gli impianti in Italia perché «ne abbiamo bisogno», ha detto il ceo, Carlos Tavares, aggiungendo che «vogliamo mantenere i nostri impianti in Italia perché vogliamo conservare la capacità di produrre 1 milione di veicoli». Morgan Stanley ha tagliato il target price sul titolo da 20,75 a 15,3 euro. Mentre Leonardo dovrebbe beneficiare del fatto che domani si terrà la cerimonia della firma al documento di nascita dalla joint venture al 50% con Rheinmetall. La nuova società dovrebbe concentrarsi inizialmente sulla fornitura di veicoli corazzati all’Italia.

Quanto a Eni i fondi di investimento statunitensi mostrano fiducia nella strategia della major di scorporare alcune attività per attrarre risorse finanziarie, come ha detto l'ad, Claudio Descalzi. Inoltre, Cir, la società che fa capo alla famiglia De Benedetti, ha deliberato di promuovere un'offerta pubblica di acquisto volontaria parziale, avente ad oggetto massime 131.147.541 azioni ordinarie della società, pari al 12,524% del capitale sociale, al prezzo di 0,61 euro per azione e per un controvalore massimo di 80 milioni di euro. Il corrispettivo incorpora un premio del 6,9% rispetto al prezzo registrato alla chiusura del mercato l'11 ottobre 2024. In considerazione del lancio dell’opa il cda ha deliberato di interrompere il piano di acquisto di azioni proprie. Cir possiede, alla data del 10 ottobre 2024, un totale di 32.915.016 azioni proprie, pari al 3,143% del capitale sociale.

Infine è da monitorare Campari perché Citi ha limato il target price da 10,10 a 10 euro e confermato il rating buy. «La combinazione tra un meteo variabile in Europa e un mercato degli alcolici statunitense fiacco ci ha portato a rivedere al ribasso le nostre stime in vista dei conti del terzo trimestre del 2024: ora ci aspettiamo una crescita del +6,7% nel trimestre», si legge nella nota di Citi. Il contesto più difficile, insieme ai dubbi legati all'inaspettata partenza del ceo, ha portato a una netta sotto-performance del titolo nelle ultime settimane. «Ma riteniamo che il recente calo sia eccessivo. Riconfermiamo, quindi, il nostro giudizio di acquisto sull’azione», indica Citi.

(riproduzione riservata)



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