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Ftse Mib positivo, Iveco Group e Telecom Italia brillano

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Borse oggi in diretta | Ftse Mib chiude sopra la parità (+0,3%). Sul podio Iveco, Tim e Stm. Vendite su Campari

13 settembre 2024, 08:15 Ultimo aggiornamento: 17:50

Lo spread Btp/Bund cala a 137 punti dopo il botta e risposta tra la presidente della Bce, Christine Lagarde, e i ministri italiani Urso e Tajani. Nuovo massimo storico del prezzo dell’oro a 2.600 dollari l’oncia | IL VIDEO | Su Unicredit-Commerzbank arriva il disco verde di Christine Lagarde: l’operazione piacerà a chi si aspetta fusioni transfrontaliere

  • Ore 15:30 Listini americani positivi in apertura
  • Ore 14:45 Borse europee poco brillanti al giro di boa 
  • Ore 12:55 Ftse Mib positivo, Unicredit scende contro corrente. Spread a 138
  • Ore 11:45 Ftse Mib sopra 33.500 con Tim e Banco Bpm. Petrolio Wti a un soffio da 70 dollari
  • Ore 10:40 Il Ftse Mib sale con Tim e DiaSorin. L’euro si rafforza sul dollaro post Bce
  • Ore 09:05 Ftse Mib poco mosso, bene gli energetici. Lo spread Btp/Bund resta sotto 140
  • Ore 08:30 Europa attesa in rialzo in scia a Wall Street. Nuovo massimo storico per l’oro

Il Ftse Mib chiude a 33.568 punti, in rialzo dello 0,34%. A Piazza Affari la migliore azione è Iveco, che guadagna il 2,5%, seguita da Telecom Italia (+2,4%), Stm (+1,9%) e Diasorin (+1,9%). In coda Campari, che cede il 5,6%, Nexi (-2,8%), Finecobank (-1%) e Unicredit (-0,8%). Spread Btp/Bund in calo a 137 punti. 

Positivi anche gli altri listini europei con Francoforte che cresce dell’1%, Parigi e Londra dello 0,4%. 

Ore 15:30 Listini americani positivi in apertura

Wall Street apre sopra la parità con il Dow Jones che alle 15:30 guadagna lo 0,4%, l’S&P 500 in rialzo dello 0,3% e il Nasdaq in crescita dello 0,2%. All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia in lieve rialzo a 33.503 (+0,15%), guidato da Diasorin (+1,8%), Tim (+1,7%), Eni (+1,5%) e Iveco (+1,2%). In coda al paniere delle blue chip Nexi (-3,8%), Fineco (-1,4%), Unicredit (-1,3%) e Banca Mediolanum (-0,8%). Spread Btp/Bund a 138 punti. 

Ore 14:45 Borse Ue poco brillanti al giro di boa

Al giro di boa, le borse europee restano aggrappate al segno più senza, però, eccellere. La piazza migliore è quella di Francoforte (+0,62%), mentre quella milanese resta indietro (Ftse Mib +0,06% a 33.478 punti alle 14:45, fremato dal calo di Nexi, -4%, e di Unicredit, -1%; viceversa, salgono di un punto percentuale Tim, Saipem, Leonardo, Amplifon, DiaSorin e d Hera). Lo spread Btp/Bund rimane schiacciato a 138,16 punti base dopo il botta e risposta tra la Bce e i ministri delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e quello degli Esteri, Antonio Tajani. La presidente, Christine Lagarde, ha fatto presente che la Banca Centrale Europea è un'istituzione indipendente e non è soggetta a pressioni politiche. Il 12 settembre Urso e Tajani hanno criticato Francoforte che ha tagliato di 25 punti base al 3,50% il riferimento sui depositi marginali, accusandola di mancanza di coraggio. Tajani ha anche chiesto una riforma del trattato istitutivo della Bce. 

Nuovo record assoluto dell’oro a 2.600 dollari l’oncia

Intanto, non smette di salire l’oro: +0,74% a 2.599 dollari l’oncia dopo aver aggiornato nell’intraday il massimo storico a 2.600 dollari l’oncia, sostenuto dal calo del dollaro (cross euro/dollaro a 1,108, +0,68%) e dall’aspettativa che la Fed ridurrà i tassi d'interesse la prossima settimana. I segnali di debolezza nel mercato del lavoro Usa hanno rafforzato ulteriormente quest’idea. Tuttavia, gli economisti sono indecisi sull'entità del potenziale taglio dei tassi. I dati sull'inflazione rilasciati all'inizio di questa settimana hanno spostato le aspettative verso una riduzione più modesta, di 25 punti base. I trader vedono una probabilità del 58% per un taglio di 25 punti base e una probabilità del 42% per un taglio di 50 punti base, secondo il CME Fedwatch.

Ore 12:55 Ftse Mib positivo, Unicredit scende contro corrente. Spread a 138

I mercati azionari europei restano in rialzo. Anche a Piazza Affari l’indice Ftse Mib sale dello 0,19% a 33.516 punti alle 12:55 con Unicredit (-0,51%) che resta sorvegliata speciale. Funzionari del governo tedesco e banchieri di Unicredit, secondo Reuters, hanno avuto colloqui dopo che la banca italiana ha acquistato una quota del 9% in Commerzbank. Uno sviluppo significativo nella possibile acquisizione di una delle maggiori banche tedesche da parte di un istituto straniero. Scendono contro corrente anche Ferrari, FinecoBank e Nexi.

Rehn: l'Europa deve imboccare la strada verso una migliore produttività

All’indomani della riunione della Bce, lo spread Btp/Bund quota a 138 punti base. Olli Rehn, governatore della Banca di Finlandia e quindi membro del consiglio direttivo della Bce, ha detto stamani che «i tagli dei tassi di interesse operati dalla Bce sostengono la crescita, ma l'Europa dovrebbe imboccare la strada verso una migliore produttività». C'erano buone ragioni per allentare la politica monetaria (i tassi sono stati tagliati il 12 settembre al 3,5%). L'inflazione continua a rallentare e le aspettative di inflazione sono vicine all'obiettivo a medio termine della Bce del 2%. D'altro canto, le prospettive di crescita per l'economia dell'area euro sono più deboli del previsto e l'industria si trova in condizioni di scarsa ossigeno, ha spiegato. «Manteniamo, quindi, piena libertà di azione e flessibilità nel prendere decisioni sui tassi di interesse in tutte le riunioni future», ha detto il banchiere centrale. Le prossime riunioni di politica monetaria della Bce si terranno a ottobre e a dicembre. 

Ore 11:45 Ftse Mib sopra 33.500 con Tim e Banco Bpm. Petrolio Wti a un soffio da 70 dollari

La produzione industriale dell'Eurozona delude, ma le borse europee restano in rialzo (Dax +0,42%, Cac40 +0,38%, Ftse100 +0,13% e Ftse Mib +0,18% a 33.515 punti alle 11:45 grazie alla spinta di Banco Bpm, DiaSorin, Tim, Eni e Amplifon) con i futures statunitensi positivi (+0,23% quello sul Dow Jones e +0,27% quello sull’S&P500). La produzione industriale dell'Eurozona è diminuita dello 0,3% su base mensile a luglio, dopo il calo dello 0,1% di giugno. La lettura ha deluso il consenso degli economisti che si aspettavano un calo dello 0,2% mese su mese. Su base annua, è scesa del 2,2% rispetto alla contrazione del 4,1% (dato rivisto) di giugno.

La Bce accelererà il ritmo dei tagli dei tassi nel 2025

Lo spread resta sotto 140 punti base e l’euro si rafforza ulteriormente sul dollaro, avanza dello 0,79% a 1,109. La Bce ha effettuato il 12 settembre l'atteso taglio dei tassi e ha tenuto aperta la porta a ulteriori riduzioni dei tassi. La tempistica di queste, tuttavia, è ancora incerta. «Date le incertezze ancora elevate, l’Eurotower vorrà probabilmente poter basarsi su qualcosa di concreto quando prenderà la prossima decisione sui tassi. E per quanto a volte siano controverse, le proiezioni macroeconomiche dello staff sono la cosa migliore a cui aggrapparsi. Pertanto, il prossimo taglio dei tassi sembra probabile a dicembre, non a ottobre, anche perché non ci saranno molti dati importanti da qui alla prossima riunione», prevede Carsten Brzeski, Global Head of Macro di Ing. «Anche l'osservazione di Lagarde, secondo cui il percorso dei tassi è abbastanza ovvio, indica che un altro taglio è in arrivo. Se guardiamo alla Bce e valutiamo l'andamento dell'economia dell'Eurozona nei prossimi mesi, ci aspettiamo che l’Eurotower finirà per accelerare il ritmo di ulteriori tagli dei tassi. Non quest'anno, ma il prossimo». Perché non quest'anno? Perché, spiega Carsten Brzeski, «attualmente le trattative salariali tedesche e le crescenti aspettative sui prezzi indicano ancora una certa vischiosità dell'inflazione. E dato che i precedenti della Bce nel prevedere l'inflazione in salita sono piuttosto deboli, l’istituto centrale vorrà essere del tutto sicuro prima di impegnarsi in tagli dei tassi più aggressivi». Tra le materie prime, l’oro, che ha aggiornato nell’intraday il massimo storico a quota 2.600 dollari l’oncia, resta in rialzo dello 0,70% a 2.598 dollari l’oncia e il prezzo del petrolio Wti punta a 70 dollari al barile (+1,25%). 

Ore 10:40 Il Ftse Mib sale con Tim e DiaSorin. L’euro si rafforza sul dollaro post Bce

I mercati azionari europei sono positivi, tranne Londra (-0,09%). Francoforte sale dello 0,52%, Parigi dello 0,20% e Milano dello 0,10% a 33.487 punti grazie a DiaSorin (+1,6%) e Tim (+1,4%) che viene dal rally (+6,7%) della vigilia. Sotto pressione, invece, FinecoBank (-1,49%) e Nexi (-3,8%) che paga il taglio della guidance 2024 di Worldline (-17,4%). Lo spread Btp/Bund resta sotto 140 a 139,86 punti base. Nuovi rialzi del cambio euro-dollaro (+0,73% a 1,109) che torna ad avvicinare l’area di resistenza a 1,110 dopo la decisione della Banca Centrale Europea di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base, portandoli al 3,50%. Nella conferenza stampa, la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha sottolineato che il percorso dei tassi non è predeterminato e che la banca centrale deciderà i tassi riunione per riunione, senza impegni preliminari, e a seconda dei dati che verranno rilasciati, affermano gli esperti di iBanFirst. «Non si esclude, pertanto, che la riunione di ottobre sia una nuova occasione per rivedere al ribasso i tassi di interesse, tanto che le attese sono aumentate notevolmente nei minuti successi alle dichiarazioni, con una probabilità del 30% rispetto al 20% pre dichiarazione. L’attenzione, tuttavia, ora passa agli Stati Uniti, con la riunione della Fed di settimana prossima che dovrebbe sancire la fine dei tassi elevati e l’avvio di una nuova fase di tagli dei tassi, probabilmente con una riduzione di un quarto di punto percentuale», dicono gli esperti.

Ore 09:05 Ftse Mib poco mosso, bene gli energetici. Lo spread Btp/Bund resta sotto 140

Borse europee in frazionale rialzo in avvio di seduta. Il Dax segna un +0,25%, il Cac40 un +0,21%, il Ftse100 un +0,11% e il Ftse Mib un +0,08% a 33.479 punti. Lo spread Btp/Bund resta sotto 140 a 138,9 punti base con il rendimento del Btp 10 anni al 3,51% all’indomani del taglio, scontato, da parte della Bce dei tassi di 25 punti base. «Il rischio di ulteriori tagli ai tassi nel 2025 è in aumento, con le previsioni degli economisti che restano più aggressive rispetto a quelle della Bce, prevedendo un’inflazione media del 2,3% per il 2024 e del 2% per il 2025», afferma Fabrizio Barini di Integrae Sim. «Si attende un ulteriore taglio di 25 punti base a dicembre, con un possibile intervento più aggressivo il prossimo anno».

A Milano Unicredit poco mossa. Bene Enel, Eni e doValue

Sul listino milanese Unicredit è poco mossa a 37,16 euro (-0,09%). L'investimento in Commerzbank ha posto le basi per avviare colloqui sulla possibilità di un’aggregazione, come ha detto il ceo di Unicredit Andrea Orcel in un'intervista a Bloomberg Tv. Qualsiasi fusione bancaria, come questa, dipende dal modello di business e deve essere finalizzata alla competitività, ha dichiarato in un'intervista Joachim Nagel, membro della Banca Centrale Europea e presidente della Bundesbank. «È chiaro che abbiamo bisogno di banche forti e robuste», ha aggiunto.

Restano nel settore bancario, il cda di Banco Bpm (-0,13% a 5,95 euro) ha deliberato di procedere a un'operazione di cessione mediante cartolarizzazione di un portafoglio di oltre 330 immobili di proprietà a uso non strumentale, il cui valore di bilancio complessivo è pari a circa 295 milioni di euro. Invece, Poste (-0,04% a 12,59 euro) ha scelto Dea Capital per lo sviluppo dei suoi centri logistici, preferendola a Generali Re, scrive Mf.

Tra le utility, Enel sale dello 0,45% a 7,114 euro. In occasione del viaggio del ceo, Flavio Cattaneo, in Brasile, ha confermato che investirà 3,2 miliardi di euro nel triennio 2024-2026 nelle sue tre aree di concessione nel paese, ovvero negli Stati di San Paolo, Rio de Janeiro e Ceara. Bene anche Eni, in rialzo dello 0,55% a 13,92 euro, dopo aver varato la nuova organizzazione societaria che punta a fare emergere valore delle società satellite Vår Energi, Azule, Plenitude ed Enilive attraverso l'ingresso di nuovi partner e la quotazione. Bnp Paribas ha alzato il rating a neutral.

Leggi anche:

Quanto a Stellantis (-0,07% a 13,50 euro), la cinese Dongfeng Motor Group deve valutare le prospettive del mercato europeo prima di decidere su una possibile apertura di una fabbrica in Italia o altrove in Europa. Nel frattempo, la produzione della 500 Bev a Mirafiori subirà una sospensione delle attività che si prolungherà fino all'11 ottobre.

Infine, brilla doValue con un +2,04% a 1,35 euro dopo aver firmato un contratto con una delle principali banche greche per la gestione di circa 2.000 beni immobili, per un valore contabile netto di circa 200 milioni di euro.

Ore 08:30 Europa attesa in rialzo in scia a Wall Street. Nuovo massimo storico per l’oro

Borse europee attese in rialzo (future sull’Eurostoxx50 +0,25%) in scia a Wall Street. Come era nelle attese il 12 settembre la Bce ha tagliato di ulteriori 25 punti base i tassi di interesse. Il tasso sui depositi è stato portato al 3,5%, quelli sulle operazioni di rifinanziamento principali e marginali sono stati portati al 3,65 e al 3,9%, rispettivamente. Nessuna revisione dell’inflazione attesa per i prossimi anni rispetto alle proiezioni di giugno (2,5% nel 2024, 2,2% nel 2025 e 1,9% nel 2026). Sono, invece, state riviste al rialzo le stime sull’inflazione di fondo: 2,9% (da 2,8%) nel 2024, 2,3 (da 2,2%) nel 2025 e 2,0% (da 1,9%) nel 2026. Gli economisti hanno ritoccato a 32 da 35 centesimi le scommesse sui tagli dei tassi da qui a fine anno, continuando a scontare pienamente un ulteriore taglio da un quarto di punto a dicembre. Secondo fonti Bce che hanno parlato a Reuters dopo il consiglio, un taglio a ottobre resta improbabile. Per una mossa prima di dicembre sarebbero necessarie sorprese particolarmente negative sul fronte della crescita. La curva dei rendimenti si è appiattita, con il tratto a 10 anni poco mosso e quello a 2 - maggiormente sensibile alle aspettative di politica monetaria - in forte aumento. L'euro si apprezza sul dollaro dello 0,61% a 1,107. 

Focus sull’Eurogruppo

Alla riunione informale dei ministri economici che seguirà l'Eurogruppo a Budapest, sotto la presidenza ungherese, si valuteranno gli ultimi sviluppi e le prospettive macroeconomiche e di bilancio, ma si parlerà anche di transizione verde e sostenibilità del debito. Si fa strada intanto a Bruxelles, scrive il Financial Times, l'ipotesi avanzata da Mario Draghi, ovvero rinnovare centinaia di miliardi di debito per evitare che i costi di rimborso travolgano il bilancio comune. L'idea allo studio sarebbe di estendere fino a 350 miliardi di euro di prestiti Ue. Una mossa che alcune cancellerie, Germania in testa, non sembrano disposte a considerare ma che, secondo l'ex premier italiano ed ex presidente Bce, servirebbero per mobilitare gli 800 miliardi annui d'investimento necessari per colmare il gap di competitività con gli Stati Uniti.

Nuovo massimo storico per l’oro

L’agenda macro vede alle 11 la produzione industriale a luglio dell’Eurozona (precedente: -0,1% mese su mese; consenso: -0,3% mese su mese) e alle 16 la fiducia consumatori dell’Università del Michigan a settembre preliminare (precedente: 67,9 punti; consenso: 69 punti). Tra le materie prime, prosegue l'apprezzamento dei prezzi del petrolio (Wti +0,57% a 69,36 dollari al barile e Brent +0,47% a 72,31 dollari al barile) a causa dei timori per l'impatto dell'uragano Francine sulla produzione statunitense di greggio. Non smette di salire anche l’oro: +0,46% a 2.592 dollari l’oncia dopo aver aggiornato il massimo storico a 2.598 dollari l’oncia, sostenuto dal calo del dollaro e dall’aspettativa che la Fed ridurrà i tassi d'interesse la prossima settimana. I segnali di debolezza nel mercato del lavoro Usa hanno rafforzato ulteriormente quest’idea. Tuttavia, gli economisti sono indecisi sull'entità del potenziale taglio dei tassi. I dati sull'inflazione rilasciati all'inizio di questa settimana hanno spostato le aspettative verso una riduzione più modesta, di 25 punti base. I trader vedono una probabilità del 58% per un taglio di 25 punti base e una probabilità del 42% per un taglio di 50 punti base, secondo il CME Fedwatch.

A Milano occhio a Unicredit, Banco Bpm, Poste, Enel, Eni, Stellantis, doValue

Sul listino milanese  restano accesi i riflettori su Unicredit perché l'investimento in Commerzbank ha posto le basi per avviare colloqui sulla possibilità di un’aggregazione, come ha detto il ceo di Unicredit Andrea Orcel in un'intervista a Bloomberg Tv. Qualsiasi fusione bancaria, come questa, dipende dal modello di business e deve essere finalizzata alla competitività, ha dichiarato in un'intervista Joachim Nagel, membro della Banca centrale europea e presidente della Bundesbank. «È chiaro che abbiamo bisogno di banche forti e robuste», ha aggiunto.

Restano nel settore bancario, il cda di Banco Bpm ha deliberato di procedere a un'operazione di cessione mediante cartolarizzazione di un portafoglio di oltre 330 immobili di proprietà a uso non strumentale, il cui valore di bilancio complessivo è pari a circa 295 milioni di euro. Invece, Poste ha scelto Dea Capital per lo sviluppo dei suoi centri logistici, preferendola a Generali Re, scrive Mf.

Tra le utility occhio a Enel. In occasione del viaggio del ceo, Flavio Cattaneo, in Brasile, ha confermato che investirà 3,2 miliardi di euro nel triennio 2024-2026 nelle sue tre aree di concessione nel paese, ovvero negli Stati di San Paolo, Rio de Janeiro e Ceara. Mentre Eni ha varato la nuova organizzazione societaria che punta a fare emergere valore delle società satellite Vår Energi, Azule, Plenitude ed Enilive attraverso l'ingresso di nuovi partner e la quotazione. Bnp Paribas ha alzato il rating a neutral.

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Quanto a Stellantis la cinese Dongfeng Motor Group deve valutare le prospettive del mercato europeo prima di decidere su una possibile apertura di una fabbrica in Italia o altrove in Europa. Nel frattempo, la produzione della 500 Bev a Mirafiori subirà una sospensione delle attività che si prolungherà fino all'11 ottobre.

Infine, occhio a doValue che ha firmato un contratto con una delle principali banche greche per la gestione di circa 2.000 beni immobili, per un valore contabile netto di circa 200 milioni di euro.

(riproduzione riservata)



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