Il Ftse Mib chiude a 34.580,52, in rialzo dello 0,8%, trainato da Iveco (+2,4%), Moncler (+2%), Amplifon (+1,7%) e Stm (+1,7%). In calo A2a (-0,8%), Prysmian (-0,7%), Mediobanca (-0,7%) e Banca Popolare di Sondrio (-0,6%). Spread stabile a 133 punti in attesa del giudizio di Scope Ratings sull’Italia.
Wall Street apre in rialzo con il Dow Jones che alle 15:30 sale dello 0,4%, l’S&P 500 in aumento dello 0,3% e il Nasdaq dello 0,3%. Le trimestrali delle grandi banche americane hanno restituito risultati sotto le attese per Wells Fargo, mentre Jp Morgan e Citi hanno battuto le stime degli analisti.
Dopo l’apertura dei mercati americani il Ftse Mib scambia a 34.529,18 punti (+0,6%). Spread stabile a 133 punti.
A metà seduta il Ftse Mib viaggia a 34.499,29 punti, in rialzo dello 0,53% alle 13:30. Tra le blue chip si distinguono Saipem, che cresce del 2,3%, e Inwit (+2,1%). In calo Unipol (-0,8%) e A2a (-0,7%). Spread a 132 punti.
A sostenere le borse concorrono i dati dell’inflazione Usa che hanno rafforzato l’attesa di un taglio dei tassi della Fed a settembre, mentre l’attenzione resta puntata sulle trimestrali delle banche in uscita Oltreoceano e sul giudizio di Scope Ratings sull’Italia.
L’agenzia di rating ha intanto commentato la situazione di instabilità politica Francia, sottolineando che «un parlamento appeso attenua il rischio di un significativo slittamento fiscale dovuto ai programmi politici dell'estrema destra o della sinistra radicale». Allo stesso tempo, riconosce Scope, «lo slancio delle riforme probabilmente si arresterà data la necessità di un compromesso tra i partiti centristi e gli estremi politici».
I mercati azionari europei si confermano in frazionale rialzo nell’ultima seduta della settimana. Il Dax sale dello 0,32%, il Cac40 dello 0,71%, il Ftse100 dello 0,30% e il Ftse Mib dello 0,45% a 34.470 punti con i titoli oil ben acquistati: Eni (+1,94%), Tenaris (+1,40%) e Saipem (+1,54%) di riflesso al rialzo dei prezzi del greggio. Inoltre salgono di oltre un punto percentuale Inwit e Iveco. L’euro guadagna lo 0,53% a 1,088 dollari dopo che il tasso di inflazione annuale negli Stati Uniti è sceso per il terzo mese consecutivo al 3% a giugno 2024, il livello più basso da giugno 2023, rispetto al 3,3% di maggio e al di sotto delle previsioni del 3,1%. «Su base mensile, l'indice dei prezzi al consumo è calato inaspettatamente dello 0,1%, il primo calo da maggio 2020, rispetto ad un precedente dato invariato e inferiore alle aspettative che erano per un aumento dello 0,1%. Nel frattempo, anche l'inflazione core annuale è aumentata meno del previsto al 3,3%, un nuovo minimo da aprile 2021, dal 3,4% di maggio. Il tasso corre mese su mese, a sua volta, è sceso allo 0,1% dallo 0,2% precedente, e al di sotto delle aspettative dello 0,2%. La sensazione ora è che la Fed non potrà negare tale calo dei prezzi e dovrà per forza modificare necessariamente il mantra strong and resilient Usa con un approccio più realista e meno trionfalista, aprendo alla possibilità a due riduzioni del costo del denaro a settembre e a novembre del 2024», ha previsto Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades.
In Spagna, invece, l'inflazione armonizzata, nella lettura finale di giugno, è cresciuta dello 0,4% a livello mensile. Su base annua, l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto del 3,6%, leggermente al di sopra del +3,5% della lettura preliminare e del consenso degli economisti, ma al di sotto del +3,8% di maggio. Con i segnali di allentamento delle pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti, il primo consumatore di petrolio al mondo, ma anche in Europa i prezzi del petrolio salgono: il Brent sopra gli 86 dollari al barile, +1% a 86,31 dollari al barile.
Le borse europee partono con il piede giusto. Francoforte sale dello 0,24%, Parigi dello 0,48%, Londra dello 0,56% e Milano dello 0,54% a 34.503 punti. Il rendimento del Btp decennale sale leggermente al 3,80%, restando comunque vicino al minimo da quasi due mesi, e lo spread con il Bund è poco mosso a quota 131,4 punti base in un mercato che, rincuorato dalla conferma del processo di disinflazione in corso negli Usa, guarda alla prospettiva di un allentamento Fed già a settembre. Inoltre, è atteso questa sera il verdetto di Scope Ratings sull’Italia (attualmente ha un rating BBB+ con un outlook stabile), ultimo dei pronunciamenti da parte delle agenzie di rating per questa tornata estiva. Moody's, S&P Global, Dbrs e Fitch hanno tutte e quattro mantenuto invariato il loro giudizio.
Sul listino milanese Stellantis sale dello 0,5% a 18,65 euro: Fiat metterà sul mercato la versione completamente elettrica della sua nuova Panda a meno di 25.000 euro, come ha detto Olivier Francois, numero uno del brand. Saras è stabile a 1,61 euro nel giorno in cui inizia l’opa obbligatoria promossa da Varas (Vitol) (termina il 9 agosto) e Fincantieri perde l’1,39% a 4,83 euro dopo che il periodo dell'offerta in opzione dell'aumento di capitale si è chiuso con la sottoscrizione di circa il 99,2% delle azioni offerte per un corrispettivo di circa 396 milioni di euro.
Nel settore del lusso Brunello Cucinelli perde lo 0,64% a 93,05 euro anche se ha chiuso il primo semestre con una crescita del fatturato a cambi costanti del 14,7% a 620,7 milioni di euro grazie ai progressi a doppia cifra nelle Americhe e Asia e ha confermato le attese sul 2024. Mentre nel primo trimestre 2024-2025 Unieuro (-0,92% a 8,63 euro) ha registrato ricavi pari a 533,9 milioni (-7% anno su anno) e un ebit adjusted migliorato a -4,1 milioni, in linea con aspettative. Decisamente meglio Enel, in progresso dell’1,47% a 6,88 euro, con Jefferies che ha alzato il giudizio da hold a buy (target price da 6,5 a 8 euro). Il consenso raccolto da Bloomberg registra 23 buy, 5 hold, 0 sell con un target price medio a 7,65 euro. Il prossimo 22 luglio Enel stacca un dividendo parziale di 0,215 euro per azione (yield del 3,15%).
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E se Bff Bank (+12,32% a 10,39 euro) ha inviato a Banca d'Italia le risposte ai rilievi effettuati lo scorso maggio dalla Vigilanza sulla classificazione dei crediti, determinando un livello di capitale pro-forma a fine marzo sopra i target regolamentari, Tinexta (+0,29% a 17,01 euro) ha definito il prezzo dell'opzione call sulle azioni di Defence Tech Holding detenute da Comunimpresa e Ge.Da Europe per circa 28 milioni, pari a un prezzo per azione di circa 2,74 euro.
Borse europee attese in leggero rialzo in avvio di seduta (+0,18% il future sull’Eurostoxx50). Positivi i futures statunitensi (+0,19% quello sul Dow Jones e +0,10% quello sull’S&P500) con giugno in deflazione per l’economia Usa (-0,1% contro +0,1% atteso e zero a maggio) che porta il tendenziale annuo al 3% (3,1% le attese e 3,3% a maggio). «Inferiori alle attese le richieste di sussidi settimanali alla disoccupazione (222 mila contro 236 mila attesi e 239 mila della scorsa settimana). L'indice della benzina è sceso del 3,8% a giugno, dopo essere sceso del 3,6% a maggio, più che compensando l’aumento degli alloggi. L'indice energetico è sceso del 2% nel mese, come nel mese precedente. I dati vanno nella direzione auspica dalla Fed e consentono di aggiungere un altro tassello al puzzle che porterà al cambio di politica monetaria», afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim, con un taglio dei tassi di interesse da 25 punti base atteso a settembre (la possibilità è prezzata ora al 90% dal precedente 75%), mentre la prossima riunione di luglio (30-31) sarà propedeutica per il presidente, Jerome Powell, ad anticipare un prossimo cambio di politica monetaria.
Inizia la stagione degli utili del secondo trimestre del 2024: pubblicano i conti Citigroup, JP Morgan e Wells Fargo. «Ammettiamolo, i risultati della stagione degli utili mostrano in genere che il 65-70% delle aziende supera le aspettative di guadagno di consenso. Questa è stata la tendenza tipica per molti anni, ma ci sono stati diversi trimestri dopo la pandemia in cui il tasso di superamento è arrivato al 75-80%», precisa Tognoli. «Alcuni dei nostri lettori abituali potrebbero chiedersi perché una percentuale così alta di aziende sembra pubblicare costantemente risultati migliori di quanto il mercato si aspetti. Gran parte della risposta sta nelle linee guida che le aziende forniscono agli analisti. Molte aziende evitano di essere eccessivamente aggressive sulle stime di fatturato e profitto, poiché preferiscono promettere poco e dare tanto. Superare le stime di fatturato e utile del consenso tende, infatti, a essere positivo per i prezzi delle azioni, anche se la maggior parte dei partecipanti al mercato è ben consapevole che i direttori finanziari non si sbilanciano troppo quando forniscono indicazioni sui risultati previsti, anche se hanno una prospettiva molto ottimistica. Quindi le linee guida conservative sono diventate la norma a Wall Street».
L’euro sale dello 0,38% a 1,087 dollari in attesa dell’inflazione armonizzata a giugno finale della Spagna (preliminare: +3,5% anno su anno; consenso: +3,5% anno su anno), alle 14:30 dei prezzi alla produzione a giugno negli Stati Uniti (precedente: -0,2% mese su mese; consenso: +0,1% mese su mese), alle 16 dell’indice sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan a luglio preliminare (precedente: 68,2 punti; consenso: 68,5 punti).
Tra le materie prime, i prezzi del petrolio salgono: Wti +0,73% a 83,22 dollari al barile e Brent +0,59% a 85,90 dollari al barile grazie al calo delle scorte di greggio, dopo che le raffinerie statunitensi hanno aumentato la lavorazione, e di quelle di benzina, segnale di una maggior domanda, mentre storna il prezzo dell’oro (-0,39% a 2.412 dollari l’oncia).
Sul listino milanese attenzione a Stellantis perché Fiat metterà sul mercato la versione completamente elettrica della sua nuova Panda a meno di 25.000 euro, ha detto Olivier Francois, numero uno del brand, a Saras perché inizia l’opa obbligatoria promossa da Varas (Vitol) che termina il 9 agosto e a Fincantieri dopo che il periodo dell'offerta in opzione dell'aumento di capitale si è chiuso con la sottoscrizione di circa il 99,2% delle azioni offerte per un corrispettivo di circa 396 milioni di euro.
Nel settore del lusso Brunello Cucinelli ha chiuso il primo semestre con una crescita del fatturato a cambi costanti del 14,7% a 620,7 milioni di euro grazie ai progressi a doppia cifra nelle Americhe e Asia, e ha confermato le attese sul 2024. Mentre nel primo trimestre 2024-2025 Unieuro ha registrato ricavi pari a 533,9 milioni (-7% anno su anno) e un ebit adjusted migliorato a -4,1 milioni, in linea con aspettative. Quanto a Enel Jefferies ha alzato il giudizio da hold a buy (target price a 8 euro).
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