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Chiusura delle borse europee - 12 gennaio 2024

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Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude in rialzo (+0,7%). Sul podio Recordati, Prysmian e Terna. Scivola Stellantis

12 gennaio 2024, 07:14 Ultimo aggiornamento: 18:00

Spread Btp/Bund a 158 punti. L’allargamento del conflitto tra Israele e Hamas provoca la corsa degli investitori verso i beni rifugio, dollaro e oro compresi. Wall Street contrastata, fari sulle trimestrali | IL VIDEO | Più incerto il taglio dei tassi Fed di marzo

  •  Ore 15:30 Mercati in rialzo, apre positiva anche Wall Street. Fari sulle trimestrali Usa 
  • Ore 14:30 Ftse Mib in cauto rialzo. Btp in rally con tensioni geopolitiche
  • Ore 13:20 Il Ftse Mib riduce i guadagni dopo le trimestrali a luci e ombre dei colossi bancari americani
  • Ore 11:40 Il Ftse Mib riconquista quota 30.500 in attesa delle trimestrali delle banche Usa
  • Ore 09:10 Il Ftse Mib rimbalza con Leonardo e Prysmian. Spread sotto 160 dopo interventi Lagarde e Vujcic
  • Ore 07:40 Europa vista rimbalzare. I prezzi del petrolio si infiammano

In controtendenza con il resto della settimana, le borse europee chiudono la seduta in rialzo, anche se lontane dai massimi di giornata (+0,7% il Ftse Mib, +0,8% il Dax, +0,9% il Cac 40). Dopo il dato sull’inflazione statunitense oltre le attese, i fari degli investitori si sono spostati dapprima sulle tensioni in Medio Oriente e sul Mar Rosso e poi sull’inizio della stagione delle trimestrali. Di riflesso a queste ultime prosegue contrastata Wall Street, dove il Dow Jones scivola dello 0,5%, mentre l’S&P e il Nasdaq salgono rispettivamente dello 0,04% e dello 0,12%. 

In scia ai commenti dei banchieri centrali, continua a perdere quota lo spread tra Btp e Bund a 158 punti. Poco mosso invece l’euro sul dollaro che resta a 1,0968. Si riducono i guadagni del greggio dopo che i prezzi del Brent sono saliti di oltre il 3% nelle ultime 24 ore, in seguito alla reazione dei mercati all’attacco delle forze britanniche e americane contro obiettivi Houthi nello Yemen. Nel corso della giornata è salito anche il prezzo del gas a 31 euro al megawattora (+3,4%). 

A Piazza Affari, i bancari chiudono contrastati, con Bper che mette a segno la performance migliore (+2,51%). Banco Bpm, dal canto suo, segna un rialzo frazionale dello 0,04% a 4,797 euro. Di contro, rialzi diffusi tra gli asset manager: Azimut + 1,95%, Banca Generali +1,82%, Mediolanum +1,74%, Fineco +1,42%, Anima +1%. Intermonte rileva come i numeri di dicembre lascino presagire un buon 2024 per il risparmio gestito. Bene poi il settore energetico, con Prysmian (+3,44%) e Terna (+3,59%) in evidenza. Saipem è il titolo migliore del segmento oil, chiude a +2,77%. Tra i pochi titoli in calo, Stellantis cede lo 0,75%. La società ha consolidato il secondo posto nella classifica delle vendite nel mercato EU29, con una quota di mercato del 18,4% nel 2023 e una crescita delle vendite del 5,9% rispetto all'anno precedente.

Ore 15:30 Mercati in rialzo, apre positiva anche Wall Street. Fari sulle trimestrali Usa 

Le borse europee viaggiano in positivo nel pomeriggio: a Piazza Affari il Ftse Mib è in rialzo dell’1%, dopo aver raggiunto una variazione positiva di un punto percentuale tornando sopra quota 30.500 punti. Sulla stessa lunghezza d’onda le altre piazze del Vecchio Continente: Parigi (+1,1%), Francoforte (+1,11%) e Londra (+0,93%). Occhi puntati su banche e finanziari con la prima ondata di trimestrali Usa oltre che sulle tensioni in Medio Oriente che continuano a spingere il petrolio (+3% il Brent a 79 dollari al barile). Intanto avvio in lieve rialzo a Wall Street dopo la prima serie di trimestrali bancarie americane (Bank of America, Wells Fargo, Citigroup e Jp Morgan). Il Dow Jones avanza dello 0,28%, l’S&P 500 dello 0,325 e il Nasdaq Composite dello 0,26%.

Ore 14:30 Ftse Mib in cauto rialzo. Btp in rally con tensioni geopolitiche

Si limita a un progresso dello 0,5% a 30.411 punti l’indice Ftse Mib di Piazza Affari, frenato da Pirelli, Stm, Tim e Moncler che, come altri titoli del settore del lusso, risente del profit warning di Burberry. Lo spread Btp/Bund resta basso a quota 161,3 punti base e il rendimento del Btp 10 anni va sotto il 3,8% al 3,79%. L’allargamento del conflitto tra Israele e Hamas ha provocato la corsa degli investitori verso i beni rifugio, dollaro (cross euro/dollaro a 1,094, -0,23%) e oro (+1,60% a 2.052 dollari l’oncia) compresi. Dal fronte macro, i prezzi alla produzione a dicembre negli Stati Uniti hanno segnato un -0,1% mese su mese (invariato mese su mese il dato precedente) e un +1% anno su anno.

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Lane (Bce): con piena attuazione Ngeu-Pnrr +1,5% per il pil dell’Eurozona nel 2026 ma ci sono troppi ritardi

Se la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha minimizzato i timori che i problemi ai trasporti nel canale di Suez possano tradursi in prezzi più elevati, Philip Lane, capo economista dell’istituto centrale europeo, ha spiegato che, se pienamente attuato, il programma Next Generation Eu e il Recovery fund potrebbero aumentare il pil dell’area euro dell’1,5% per il 2026 e oltre. Tuttavia ad oggi, ha avvertito, già si evidenziano ritardi sull’attuazione di vari aspetti dei piani, in particolare sulle capacità di spendere effettivamente i fondi e sulle riforme, quindi «i governi devono accelerare gli sforzi per assicurare che gli effetti positivi si materializzino», ha precisato Lane, aggiungendo che ci sono rischi che non tutti i fondi Ue vengano spesi per la fine del programma nel 2026 «a causa di carenze nelle capacità amministrative, elevate inflazione strozzature nelle forniture globali».

Ore 13:20 Il Ftse Mib riduce i guadagni dopo le trimestrali a luci e ombre dei colossi bancari americani

Dopo l’uscita delle trimestrali dei colossi bancari americani, a luci e ombre, il Dax ridimensiona i guadagni e segna un +0,5%, seguito dal Cac40 (+0,6%), dal Ftse100 (+0,76%) e dal Ftse Mib di Piazza affari (+0,60% a 30.430 punti alle 13:20 con Bper, Eni, Saipem, Terna, Iveco, Recordati e Prysmian prime della classe con guadagni superiori a due punti percentuali). I futures di Wall Street virano al ribasso (-0,43% quello sul Dow Jones e -0,26% quello sull’S&P500). Ha deluso Bank of America che ha registrato nel quarto trimestre del 2023 un utile per azione diluito di 0,35 dollari e un utile netto di 3,1 miliardi di dollari, più che dimezzato rispetto allo stesso periodo di un anno fa, quando l'utile netto era stato di 7,1 miliardi di dollari e l'eps diluito di 0,85 dollari. Inoltre, i ricavi sono scesi del 10% a 22 miliardi di dollari. I risultati sono inferiori alle attese di un eps di 0,63 dollari e ricavi pari a 23,7 miliardi. Anche JP Morgan ha visto l’utile trimestrale calare del 15% a 9,3 miliardi di dollari a fronte di ricavi in aumento del 12% a 38,6 miliardi. Mentre nell’intero esercizio 2023 l’utile netto è balzato del +32% a 49,6 miliardi. Crescita a doppia cifra anche per i ricavi (+23% a 158,1 miliardi).

Ore 11:40 Il Ftse Mib riconquista quota 30.500 in attesa delle trimestrali delle banche Usa

Accelerano al rialzo le borse europee (Dax +0,95%, Cac40 +1%, Ftse100 +0,72% e Ftse Mib +0,98% a 30.546 punti alle 11:40 grazie soprattutto a Mps, Bper, Iveco, Prysmian, Saipem, Terna, in progresso di oltre due punti percentuali) con i futures di Wall Street ora positivi (+0,19% quello sul Dow Jones e +0,03% quello sull’S&P500). C’è attesa per le trimestrali delle banche americane con BofA alle 12:45, JP Morgan alle 13 e Citi alle 14. «Da verificare se JP Morgan riuscirà a sorprendere in positivo grazie al livello raggiunto dai tassi d’interesse. La verifica dei risultati per giudicare la forza del sistema sarà su due voci principali: il margine d’interesse che rappresenta il 60% dei ricavi delle grandi banche Usa e gli accantonamenti a sofferenza, potrebbero raddoppiare rispetto al terzo trimestre e tornare sui livelli del terzo trimestre del 2022», sottolinea Gianni Piazzoli, Chief Investment Officer di Vontobel Wealth Management Sim.

Sulla prima voce, spiega Piazzoli, si può dire che l’evoluzione nel quarto trimestre del 2023 dipende dalla velocità di adeguamento dei tassi che vengono pagati ai depositanti e potrebbe mantenersi sui livelli del terzo, mentre sulla seconda voce si legge di una generale attesa di forte aumento degli accantonamenti: per JP Morgan un ritorno ai livelli di accantonamenti del quarto trimestre del 2022 vorrebbe dire +70%. A conti fatti gli utili delle tre banche americane potrebbero ancora risultare in miglioramento. 

Ore 09:10 Il Ftse Mib rimbalza con Leonardo e Prysmian. Spread sotto 160 dopo interventi Lagarde e Vujcic

Le borse europee rimbalzano in avvio di seduta (+0,67% il Dax, +0,74% il Cac40, +0,88% il Ftse100 e +0,59% a 30.426 punti il Ftse Mib) anche se l’inflazione è tornata a mordere in Usa (al 3,4% su base annua  a dicembre rispetto al +3,1% di novembre), allontanando il primo taglio dei tassi da parte della Fed. Gli investitori potrebbero essere troppo ottimisti sul numero di tagli nell’anno in corso: attualmente stimano 6 volte rispetto alla Fed che ne prevede 3 (almeno nei primi 6 mesi dell’anno e con i dati macro disponibili attualmente), sottolinea Fabrizio Barini di Integrae sim.

Spread Btp/Bund sotto 160 dopo gli interventi di Lagarde e Vujcic

L’impatto maggiore di questa notizia, spiega Barini, riguarda il mercato dei bond, che nel corso del 2024 registreranno un record di emissioni (400 miliardi di euro di titoli di Stato solo in Italia). Ma gli investitori non si sono fatti, per ora, spaventare: lo spread Btp-Bund scende sotto quota 160 punti base a 159,10 punti base, mentre il tasso del Btp a 10 anni cala al 3,72%. A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato il governatore della banca centrale croata, Boris Vujcic, che fa parte del consiglio direttivo della Bce: «se vediamo un calo dell’inflazione più rapido di quello previsto, allora ovviamente possiamo agire anche prima, non è escluso». Secondo il banchiere, idealmente i tagli dei tassi dovrebbero essere da 25 punti base, ma non sono escluse mosse da 50 punti base. I trader prezzano 140 punti base di riduzione complessiva nel 2024 dai 170 scontati a fine dicembre.

Inoltre, intervistata da una tv francese, la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha mostrato toni accomodanti l’11 gennaio, dichiarando che la «fase peggiore e più difficile» per l'inflazione è probabilmente finita e che i tassi di interesse saranno tagliati se la Bce avrà la certezza che l'inflazione è scesa al livello del 2%. Sarà interessante in tal senso l’intervento odierno del capo economista della Bce, Philip Lane, esponente dell’area “dovish” del board.

Il pil del Regno Unito cresce oltre le attese a novembre

Buone notizie, intanto, dal fronte macro. L’economia del Regno Unito ha recuperato più del previsto a novembre, trainata dalla crescita nel settore dei servizi, secondo i dati ufficiali dell'Ons che allontanano i timori di una recessione tecnica. Il prodotto interno lordo britannico è cresciuto dello 0,3% su base mensile a novembre, dopo la contrazione dello 0,3% del mese precedente. Il dato è superiore alle attese degli economisti di una crescita dello 0,2%. La produzione dei servizi è cresciuta dello 0,4% a novembre e ha fornito il principale contributo alla crescita mensile del pil. L'industria è cresciuta dello 0,3% dopo un calo dell’1,3% a ottobre (dato rivisto al ribasso rispetto al calo dello 0,8% indicato inizialmente).

A Milano bene Leonardo, Prysmian, Saipem, Iveco, Safilo e doValue

Sul listino milanese salgono spedite Leonardo (+2,09% a 17,31 euro) e Prysmian (+2,06% a 40,63 euro), seguite da Saipem (+1,99% a 1,436 euro) e da Iveco (+1,26% a 9,32 euro). Rialzo frazionale dello 0,36% a 20,68 euro, invece, per  Stellantis dopo che il fondo di venture capital del gruppo, Stellantis Ventures, ha annunciato l'investimento strategico in Tiamat, azienda francese che sviluppa e commercializza la tecnologia delle batterie agli ioni di sodio.

Schizza poi del 3,41% a 3,185 euro doValue, in trattative preliminari con Elliott per l'acquisizione di Gardant, e dell’8,5% a 0,9765 euro Safilo che con Hugo Boss ha rinnovato in via anticipata l'accordo di licenza globale al 2030. Debole Ariston (-0,32% a 6,295 euro) su cui Citi ha aperto un catalyst watch negativo in vista dei conti dell’intero esercizio 2023: le stime del consenso sono troppo alte (il rating sull’azione resta neutral con un prezzo obiettivo a 6,50 euro).

Leggi anche: 

Mentre a un giorno dalla conclusione del periodo per aderire all'opa volontaria totalitaria promossa da Cometa su Servizi Italia (titolo sospeso), che vede adesioni pari al 25,895% dei titoli oggetto dell'offerta, l'offerente ha deciso di aumentare il prezzo da 1,65 euro a 1,92 euro per azione, pari a un incremento del 16,4%. Contestualmente è stato prorogato il periodo di adesione al 19 di gennaio.

Ore 07:40 Europa vista rimbalzare. I prezzi del petrolio si infiammano

Le borse europee sono viste rimbalzare in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 sale dello 0,69%. Più deboli i futures di Wall Street (-0,06% quello sul Dow Jones e -0,13% quello sull’S&P500). I dati relativi all’inflazione statunitense per il mese di dicembre, pubblicati l’11 gennaio, sono risultati superiori alle attese degli economisti: nell’ultimo mese del 2023 l’Indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,3% su base mensile, portando l’inflazione complessiva al 3,4% su base annua, rispetto al 3,1% di novembre. L’inflazione core, al netto della componente energetica e alimentare, ha registrato un incremento dello 0,3% su base mensile, mentre è scesa al 3,9% su base annua (dal 4% di novembre).

Meno possibilità che la Fed inizi a ridurre i tassi già a marzo

«L’aumento dell’inflazione complessiva, trainato dal rincaro di alloggi ed energia, dovrebbe mitigare le attese di un imminente taglio dei tassi da parte della Fed, poiché la banca centrale americana dovrà prima riportare l’inflazione entro il target del 2% per poi potersi concedere un allentamento della stretta monetaria», sottolinea  Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. Modesti i contraccolpi sui bond governativi. Il rendimento del Treasury Usa a dieci anni stamani scende al 3,979% (l’11 gennaio era tornato sopra il 4%). Alla luce dei dati sull'inflazione, gli operatori hanno ridotto le scommesse sulla possibilità che la Fed inizierà a ridurre i tassi di interesse già a marzo: i futures implicano ora circa il 60% di possibilità dal 70% pre-dati. Tra l’altro, alle 16 è atteso il discorso del presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari. Prima, alle 13:30, quello del capo economista della Bce, Philip Lane.

Euro in ralzo sul dollaro, brusco calo del bitcoin

Comunque, ancora una volta la decisione della Fed dipenderà dai dati macro. Focus allora su quelli odierni. Alle 8 la produzione industriale a novembre della Gran Bretagna (precedente: -0,8% mese su mese), alle 8:45 la spesa dei consumatori francesi a novembre (precedente: -0,9% mese su mese), alle 14:30 i prezzi alla produzione a dicembre degli Stati Uniti (precedente: invariati mese su mese). In attesa, l’euro sale dello 0,04% a 1,097 dollari, invece il bitcoin arretra bruscamente a 46.291 dollari, dopo aver toccato quota 49.000 dollari per la prima volta da dicembre 2021 grazie al via libera della Sec americana al lancio degli Etf spot.

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I prezzi del petrolio si infiammano dopo gli attacchi aerei di Usa e Uk contro gli Houthi in Yemen

Si infiammano i prezzi del petrolio con il greggio europeo che sale del 2,17% a 79,09 dollari al barile e quello americano del 2,26% a 73,65 dollari al barile, in un contesto di crescenti tensioni in Medio Oriente. L’11 gennaio la Marina iraniana ha sequestrato una petroliera, la St.Nikolas, nel Golfo di Oman questa mattina. Il sequestro è avvenuto a seguito di un ordine giudiziario. Precedentemente, infatti, la St.Nikolas è stata coinvolta in una disputa con il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ed erano stati sequestrati un milione di barili di petrolio greggio iraniano. La petroliera trasportava 145 mila tonnellate di greggio.

Invece, oggi, 12 gennaio, nello Yemen si sono udite esplosioni poche ore dopo il via libera da parte di Rishi Sunak agli attacchi aerei britannici contro posizioni militari Houthi per respingere quelli dei ribelli sostenuti dall'Iran alle navi nel Mar Rosso. Un funzionario del movimento Houthi, scrive il Times, ha riferito che sarebbero stati condotti raid in diverse città yemenite. Segnalate almeno cinque grandi esplosioni. «L'aggressione americano-sionista-britannica contro lo Yemen», ha scritto su X Abdul Qader al-Mortada, «ha lanciato diversi raid nella capitale, Sanaa, nel governatorato di Hodeidah, Saada e Dhamar». Dopo il raid la Russia ha chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu in quanto l’attacco in Yemen sarebbe una violazione dei principi della carta della Nazioni unite.

A Milano occhio a Stellantis, doValue, Safilo, Ariston, Servizi Italia

Sul listino milanese attenzione a Stellantis dopo che il fondo di venture capital del gruppo, Stellantis Ventures, ha annunciato l'investimento strategico in Tiamat, azienda francese che sviluppa e commercializza la tecnologia delle batterie agli ioni di sodio, a doValue in trattative preliminari con Elliott per l'acquisizione di Gardant, a Safilo che con Hugo Boss ha rinnovato in via anticipata l'accordo di licenza globale al 2030 e ad Ariston su cui Citi ha aperto un catalyst watch negativo in vista dei conti dell’intero esercizio 2023: le stime del consenso sono troppo alte (il rating sull’azione resta neutral con un prezzo obiettivo a 6,50 euro).

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Mentre a un giorno dalla conclusione del periodo per aderire all'opa volontaria totalitaria promossa da Cometa su Servizi Italia, che vede adesioni pari al 25,895% dei titoli oggetto dell'offerta, l'offerente ha deciso di aumentare il prezzo da 1,65 euro a 1,92 euro per azione, pari a un incremento del 16,4%. Contestualmente è stato prorogato il periodo di adesione al 19 di gennaio. (riproduzione riservata)



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