Il Ftse Mib chiude a 33.174,42 punti, in calo dello 0,12% al termine di una seduta volatile. Sul listino milanese si distingue Unipol (+1,95%), seguita da Saipem (+1,7%), Italgas (+1,5%) e Campari (+1,1%). In calo, tra le blue chip, Mediobanca (-1,6%), Amplifon (-1,55%), Nexi (-1,2%) e Diasorin (-1%). Spread Btp/Bund a 142 punti.
Unicredit chiude a 36,155 euro per azione (+0,22%) dopo aver toccato un massimo di 37,26 euro nel corso della mattina, sulla scia della notizia dell’acquisto del 9% di Commerzbank per circa 1,5 miliardi di euro.
Tra le materie prime si segnala un rialzo dei prezzi del petrolio dopo il dato sulle scorte di petrolio negli Stati Uniti: il Brent tratta a 70,4 dollari al barile, in crescita di quasi il 2%, mentre il Wti scambia a circa 67 dollari al barile, con un aumento di oltre il 2%.
Wall Street apre contrastata: alle 15:30 il Dow Jones cede lo 0,9% e l’S&P 500 perde lo 0,4% mentre il Nasdaq guadagna lo 0,2%. Il Ftse Mib viaggia invece in rialzo dello 0,3%, a quota 33.315 punti, trainato da Unipol (+2,7%) e Saipem (+2,1%). Bene a Milano anche Italgas (1,6%) ed Erg (+1,4%). In coda al listino Diasorin (-1,3%), Nexi (-1,1%), Amplifon (-1%) e Leonardo (-0,9%). Spread Btp/Bund in calo a 138 punti.
Sopra la parità anche Francoforte (+0,5%), Parigi (+0,2%) e Londra (+0,1%).
L’inflazione si raffredda negli Stati Uniti ad agosto, ma i futures statunitensi restano in ribasso (-0,45% quello sul Dow Jone e -0,28% quello sull’S&P500). Viceversa, le borse europee consolidano il rialzo, mentre resta indietro Piazza Affari con l’indice Ftse Mib in crescita solo dello 0,04% a 33.226 punti, frenata soprattutto da Enel (-1,17%) e Banco Bpm (1,61%). Decisamente più vivaci Campari, Erg e Unipol. Ad agosto i prezzi negli Usa hanno segnato un aumento dello 0,2% rispetto al mese precedente e il tasso di crescita su base annua si è smorzato al 2,5%. A luglio l’inflazione aveva registrato una risalita al 2,9%, con un aumento dei prezzi rispetto al mese precedente pari allo 0,2%. La frenata del caro vita spiana la strada a un taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve la prossima settimana. Mahmoud Alkudsi, Senior Market Analyst di Adss, oserva che questo dato si accompagna a quelli deboli sul mercato del lavoro per due mesi consecutivi. «Queste evoluzioni», spiega Alkudsi, «potrebbero dare alla Fed che si fa guidare dai dati maggior fiducia per accelerare il suo ritmo di tagli dei tassi di interesse, potenzialmente con un taglio di 50 punti base al suo prossimo meeting» del 18 settembre. L’euro accelera al ribasso, vale 1,100 dollari (-0,25%) e lo spread Btp/Bund scende a 142,6 punti base con il rendimento del Btp 10 anni al 3,506% (il Treasury Usa 10 anni rende il 3,68%) dopo il buon esito dell’asta di Bot.
Per Raffaele Prencipe e André Figueira de Sousa, Fixed Income Fund Managers di Dpam, la Bce continuerà a tagliare i tassi di riferimento, mantenendoli al di sotto di quelli della Fed. Ovviamente, l'entità dei tagli sarà maggiore negli Stati Uniti, dato che il punto di partenza dei tassi è più alto (5,375% contro 4%). La Fed, hanno ricordato gli esperti di Dpam, ha un duplice mandato: stabilità dei prezzi e massima occupazione. Di recente ha spostato l'attenzione dall'inflazione all'occupazione per guidare la politica monetaria. In effetti, è diventata più accomodante di fronte al rallentamento dell'inflazione e alla normalizzazione del mercato del lavoro. Al contrario, la Bce si concentra esclusivamente sull'inflazione, in particolare sulla crescita dei salari. Di conseguenza, «è improbabile che la Bce sia apertamente accomodante e rimarrà vigile contro potenziali effetti inflazionistici di secondo impatto. Tuttavia, ci aspettiamo ancora che la Bce operi un taglio dei tassi nella riunione di domani, 12 settembre».
Piazza Affari è volatile. L’indice Ftse Mib risale dello 0,14% a 33.259 punti alle 12:45 grazie ad alcune banche, come Mps (+0,97%), alle utilities e a Saipem (+2,23%), viceversa flettono Banco Bpm, Mediobanca ed Enel. I futures statunitensi perdono terreno (-0,33% quello sul Dow Jones e -0,22% quello sull’S&P500). Lo spread Btp/Bund scende a 142,9 punti base dopo il successo dell’asta Bot (il Tesoro ha assegnato 7,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi a un tasso del 2,892%).
Sui cambi, dopo una giornata di lento e inesorabile recupero del biglietto verde, l’euro/dollaro sale dello 0,09% a quota 1,104, vicino alle prime resistenze chiave, ma senza grandissima impulsività. Mentre tra le materie prime i future sul Wti si apprezzano del 2,22% a 67,25 dollari al barile, «rimbalzando dal livello più basso da maggio 2023, supportati dai timori di interruzioni dell'approvvigionamento dovute alla tempesta del Golfo», spiega Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades. Francine si è rafforzato in un uragano di categoria 1 nel Golfo del Messico occidentale e si prevede che si intensificherà ulteriormente prima di toccare terra in Louisiana, rappresentando una minaccia per le operazioni di raffinazione lungo la costa del Golfo. Inoltre, i dati Api, aggiunge Berlinzani, hanno mostrato che le scorte di greggio statunitensi sono diminuite inaspettatamente di 2,79 milioni di barili la scorsa settimana, contro le previsioni di mercato che vedevano un aumento di 0,7 milioni di barili. «Tuttavia, sul mercato, rimane la tendenza ribassista del petrolio, poiché pesa sul sentiment, una prospettiva di calo della domanda globale, con particolare riguardo alla Cina», precisa l’esperto.
Borse europee contrastate alla vigilia della riunione della Bce. Il Dax guadagna lo 0,14%, il Cac40 lo 0,10%, invece il Ftse Mib perde lo 0,17% a 33.157 punti con Banco Bpm, Mediobanca e Amplifon sotto pressione, segue Unicredit con un -0,44% e il Ftse100 lo 0,13% alle 11:50. «La Bce deve decidere prima della Fed. Se da un lato ci aspettiamo che la Fed sia abbastanza chiara sulla generica direzione di marcia dopo il suo primo rialzo, anche se subordinato ai dati, dall'altro non crediamo che la Banca Centrale Europea offrirà molta chiarezza su questo fronte dopo il secondo taglio di 25 punti base di giovedì», afferma Gilles Moëc, Axa Group Chief Economist and Head di Axa Im Research. «Sebbene non vi siano molti dubbi sul taglio di questo giovedì, ci aspettiamo che il mercato si concentrerà su qualsiasi accenno di forward guidance sui prossimi passi da parte di Christine Lagarde. A nostro avviso, la presidente terrà ancora nascoste le carte, dal momento che il dibattito in seno al Consiglio direttivo è ancora in pieno svolgimento. Tuttavia, l’ultimo flusso di dati gioca a favore delle colombe: i dettagli dei conti nazionali dell’area euro per il secondo trimestre confermano che le imprese stanno sempre più compensando la spinta del costo del lavoro riducendo i loro margini».
In attesa, lo spread Btp/Bund scende a quota 143,38 punti base rispetto all’apertura con il rendimento del Btp 10 anni al 3,47%. I rendimenti dei Bot annuali sono scesi al minimo da fine 2022 nella prima delle asta di metà mese, in cui il Tesoro ha assegnato 7,5 miliardi di euro. Più nel dettaglio, il Buono 12 settembre 2025 è stato collocato al tasso medio ponderato del 2,892%, record negativo da dicembre 2022, rispetto al 3,112% dell'asta di metà agosto. Il Tesoro ha piazzato il 10 settembre un nuovo Btp a 30 anni da 8 miliardi di euro a fronte di un notevole interesse con ordini per oltre 130 miliardi, il precedente massimo storico su questa durata era del 2020, quando a prendersi una buona fetta delle emissioni statali era stata la Bce. Quindi il Mef non offrirà giovedì titoli sulla parte lunga della curva, limitandosi alle riaperture di due Btp a 3 e 7 anni per complessivi 6,5 miliardi.
Le borse europee sono in rialzo in avvio di seduta (Dax +0,31%, Cac40 +0,31%, Ftse100 +0,26% e Ftse Mib +0,40% a 33.347 punti) in attesa, a una settimana dal meeting della Fed, del dato finale sull'inflazione Usa di agosto con la componente principale che, in base al consenso, dovrebbe scendere dal 2,9% di luglio al 2,6% a perimetro annuo. Mentre è vista invariata la componente core, quella più monitorata dalla Fed. A seconda del risultato, il dato è destinato a influenzare le attese sul futuro percorso del costo del denaro: alla riunione, che terminerà il 18 settembre, gli investitori si aspettano una riduzione del costo del denaro di 25 punti base.
Alla vigilia del meeting della Bce, da cui il mercato si aspetta un taglio dei tassi di interesse da 25 punti base, lo spread Btp/Bund riparte da quota 145,10 punti base con i rendimenti attesi in leggero calo nell'asta odierna di Bot annuali. Il tasso del Buono con scadenza 12 settembre 2025 ieri, 10 settembre, in chiusura, sul mercato grigio, valeva poco meno del 3% da confrontare con il 3,112% di metà agosto, segnala Reuters. Se confermato potrebbe segnare il minimo da gennaio 2023. Il Tesoro, che ha lanciato il 10 settembre con successo (ordini record per 130 miliardi di euro) via sindacato il nuovo Btp a 30 anni da 8 miliardi di euro, mette a disposizione degli investitori nell'asta odierna 7,5 miliardi di euro. Attiva sul primario anche la Germania che offre 4,5 miliardi di Bund con scadenza 15 agosto 2034 e cedola del 2,60%.
L’euro sale sia nei confronti del dollaro (+0,13% a 1,104 dollari) sia nei confronti della sterlina (+0,03% a 0,8441) dopo che nel Regno Unito la produzione industriale a luglio su base annuale è scesa dell’1,2%, in miglioramento rispetto al precedente -1,4%, ma la previsione degli economisti era per un -0,2%. Invece, la bilancia commerciale a luglio è risultata pari a -20 miliardi di sterline rispetto al dato precedente di -18,89 miliardi di sterline (la previsione era -18 miliardi).
Sul listino milanese Unicredit che è entrata in Commerzbank sale dello 0,40% a 36,22 euro. La banca guidata dal ceo, Andrea Orcel, ha infatti acquistato una partecipazione azionaria pari al 9% del capitale sociale e chiederà di salire oltre il 9,9%. Il 4,49% è stato acquistato nell'ambito di un'offerta di accelerated book building condotta per conto del governo tedesco, in linea con l'intenzione di quest'ultima di ridurre la propria partecipazione in Commerzbank AG, mentre il resto era stato acquistato mediante operazioni sul mercato. L'operazione ha un impatto sul Cet1 ratio di Unicredit pari a circa 15 punti base e non influirà sulla politica di distribuzione esistente. Berenberg, in un report sulle banche europee, ha confermato il rating buy e il target price a 45 euro sull’azione.
Invece, Banco Bpm perde l’1,6% a 5,74 euro. In seguito alla mossa su Commerzbank, sfuma l’ipotesi che Unicredit possa farsi avanti per un merger con l’istituto guidato da Giuseppe Castagna. Intanto il Banco ha deciso di esercitare il diritto di rimborso dell’obbligazione subordinata Tier 2 emessa il 1° ottobre del 2019 con scadenza a 10 anni (ottobre 2029) e rimborsabile anticipatamente a ottobre di quest’anno. Il titolo, collocato presso investitori istituzionali, verrà richiamato alla pari il prossimo 1° ottobre 2024 e verranno riconosciuti gli interessi maturati fino a tale data.
Sale poi dello 0,57% a 0,2276 euro Tim che ha presentato nelle scorse settimane un'offerta non vincolante per quel che resta delle attività di BT in Italia. Quanto a Eni, in rialzo dello 0,92% a 13,88 euro, inizieranno a breve i cantieri per la realizzazione della bioraffineria di Livorno dopo che il gruppo ha ottenuto quasi tutte le necessarie autorizzazioni.
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Tra i titoli minori, occhio all’Egm a Valica (il 10 settembre +12,15%) il cui il cda ha deciso di esercitare la delega per un aumento di capitale riservato da massimi 550.000 euro dopo aver ricevuto lettere di impegno da diversi soggetti per complessivi 200.000 euro. Ha proposto un prezzo di 4,8 euro per azione con termine finale al 16 settembre 2024.
Borse europee attese in calo in avvio di seduta in seguito alla chiusura contrastata di Wall Street: l’S&P500 ha chiuso la seduta del 10 settembre in rialzo dello 0,5% e il Nasdaq dello 0,8%, ma il Dow Jones ha perso lo 0,2% trascinato al ribasso delle banche e delle società petrolifere. Il future sull’Eurostox500 perde lo 0,21%. Sotto pressione anche i future statunitensi (-0,45% quello sul Dow Jones e -0,53% quello sull’S&P500) in attesa, alle 14:30, del dato finale sull’inflazione di agosto e dopo il dibattito acceso tra la vicepresidente, Kamala Harris, e l'ex presidente, Donald Trump, durante il quale hanno trattato una serie di argomenti chiave, impegnandosi costantemente anche in attacchi personali reciproci. La Harris ha accusato l'amministrazione Trump di aver danneggiato l'economia e ha ribadito i suoi piani per un massiccio taglio fiscale per la classe media. Inoltre, ha affermato che i piani di Trump per l'aumento dei dazi commerciali, in particolare contro la Cina, avrebbero causato un'inflazione più alta. Trump, dal canto suo, ha difeso la gestione della sua amministrazione dell'economia, chiedendo anche dazi commerciali più elevati, affermando che questi avrebbero migliorato la posizione del Paese nella comunità internazionale.
I sondaggi recenti mostrano che Trump e Harris sono bloccati in una gara serrata a meno di due mesi dal voto (5 novembre). Entrambi hanno risposto vagamente alle domande dei moderatori, impegnandosi costantemente in attacchi personali l'uno contro l'altro e contro le rispettive politiche. Gli analisti, che hanno seguito il dibattito, hanno affermato che la Harris ha sollevato continuamente argomenti per provocare l'ex presidente, alcuni dei quali hanno suscitato una forte reazione da parte di Trump. Tuttavia, non ha affrontato le domande sullo stato attuale dell'economia dopo quattro anni di amministrazione Biden. Nelle sue dichiarazioni finali, Harris ha detto di voler tracciare un nuovo corso per gli Stati Uniti, sostenendo le piccole imprese, migliorando le forze armate del paese e proteggendo i diritti fondamentali delle persone, in particolare quelli delle donne. Ha affermato di voler «essere una presidente per tutti gli americani». Mentre Trump, nelle sue dichiarazioni finali, ha criticato i piani di Harris per il paese, in particolare chiedendo perché non avesse già attuato le sue politiche. Ha concluso i suoi interventi definendo l'amministrazione di Harris e del presidente Joe Biden la peggiore nella storia degli Stati Uniti. Non è ancora chiaro se ci sarà un secondo dibattito. I candidati alla vicepresidenza, Tim Walz e J.D. Vance, dovrebbero dibattere a inizio ottobre.
L’euro sale dello 0,15% a 1,105 dollari in attesa del dato sull’inflazione Usa mese su mese di agosto in uscita alle 14:30, prevista a +0,2% (invariata rispetto a luglio) «che dovrebbe portare il tendenziale annuo al 2,6% dal 2,9% di luglio, compiendo così un altro importante passo in avanti verso l’obiettivo del 2% e fornendo un sostegno al cambiamento di politica monetaria della Fed», afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim. Alla riunione del 18 settembre gli economisti si aspettano una riduzione del costo del denaro di 25 punti base. In linea con le attese l’inflazione anno su anno di agosto della Germania (+1,9% da +2,3% di luglio). Peggio delle attese, aggiunge Tognoli, la produzione industriale mese su mese dell’Italia di luglio, scesa dello 0,9% (stima -0,2%) da +0,5% di giugno. «Nonostante l’Italia abbia di molto diversificato il proprio export, che gli consentito di scavalcare nel primo semestre di quest’anno il Giappone quale quarto maggiore esportatore al mondo, la frenata dell’economia tedesca, unita a quella francese non potevano non colpire anche la nostra economia», osserva Tognoli, ricordando che Germania e Francia insieme rappresentano il 22% circa di tutto il nostro export».
Prima del dato sull’inflazione Usa, alle 13, è previsto l’indice settimanale richieste mutui degli Stati Uniti (precedente: +1,6%) e alle 16:30 le scorte settimanali di petrolio (precedente: -5,1 milioni di barili) che vede il prezzo del Wti rimbalzare dello 0,69% a 66,27 dollari al barile e quello del Brent dello 0,69% a 69,73 dollari al barile per le preoccupazioni per l'interruzione delle forniture di petrolio da parte della tempesta tropicale Francine. Entrambi i benchmark sono scesi di quasi 3 dollari martedì, con il Brent che ha toccato il livello più basso dal dicembre 2021 e il Wti che è sceso al minimo del maggio 2023, dopo che l'Opec+ ha rivisto al ribasso le previsioni sulla domanda per quest'anno e per il 2025. La tempesta tropicale Francine, secondo il Centro Nazionale Uragani degli Stati Uniti, si è trasformata in uragano durante la notte, inducendo i residenti della Louisiana a rifugiarsi nell'entroterra e le compagnie petrolifere e del gas a chiudere la produzione del Golfo del Messico. Circa il 24% della produzione di greggio e il 26% di quella di gas naturale nel Golfo del Messico sono state interrotte a causa dell'uragano, ha dichiarato martedì il Bureau of Safety and Environmental Enforcement degli Stati Uniti. Martedì l'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio ha dichiarato in un rapporto mensile che la domanda mondiale di petrolio aumenterà di 2,03 milioni di barili al giorno nel 2024, in calo rispetto alle previsioni del mese scorso di una crescita di 2,11 milioni di barili al giorno del mese scorso. L'Opec ha anche tagliato le stime di crescita della domanda mondiale per il 2025, portandole a 1,74 milioni di barili al giorno da 1,78 milioni. Ma l'Energy Information Administration (EIA) degli Stati Uniti ha previsto che la domanda globale di petrolio è destinata a crescere quest'anno, mentre la crescita della produzione sarà inferiore alle precedenti previsioni. Nel frattempo, le importazioni giornaliere di greggio della Cina sono aumentate ad agosto, raggiungendo il massimo da un anno a questa parte, mentre le spedizioni hanno registrato una timida ripresa grazie al calo dei prezzi e al miglioramento dei margini di raffinazione.
Sul listino milanese attenzione a Unicredit che è entrata in Commerzbank. La banca guidata dal ceo, Andrea Orcel, ha infatti acquistato una partecipazione azionaria pari al 9% del capitale sociale e chiederà di salire oltre il 9,9%. Il 4,49% è stato acquistato nell'ambito di un'offerta di accelerated book building condotta per conto del governo tedesco, in linea con l'intenzione di quest'ultima di ridurre la propria partecipazione in Commerzbank AG, mentre il resto era stato acquistato mediante operazioni sul mercato. L'operazione ha un impatto sul Cet1 ratio di Unicredit pari a circa 15 punti base e non influirà sulla politica di distribuzione esistente. Berenberg, in un report sulle banche europee, ha confermato il rating buy e il target price a 45 euro sull’azione.
Invece, Banco Bpm ha deciso di esercitare il diritto di rimborso dell’obbligazione subordinata Tier 2 emessa il 1° ottobre del 2019 con scadenza a 10 anni (ottobre 2029) e rimborsabile anticipatamente a ottobre di quest’anno. Il titolo, collocato presso investitori istituzionali, verrà richiamato alla pari il prossimo 1° ottobre 2024 e verranno riconosciuti gli interessi maturati fino a tale data.
Da monitorare poi Tim che ha presentato nelle scorse settimane un'offerta non vincolante per quel che resta delle attività di BT in Italia. Quanto a Eni inizieranno a breve i cantieri per la realizzazione della bioraffineria di Livorno dopo che il gruppo ha ottenuto quasi tutte le necessarie autorizzazioni.
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Tra i titoli minori, occhio all’Egm a Valica il cui il cda ha deciso di esercitare la delega per un aumento di capitale riservato da massimi 550.000 euro dopo aver ricevuto lettere di impegno da diversi soggetti per complessivi 200.000 euro. Ha proposto un prezzo di 4,8 euro per azione con termine finale al 16 settembre 2024. (riproduzione riservata)