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Borse europee in ribasso, Milano chiude a -0,32%

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Borse oggi in diretta | Piazza Affari chiude in rosso (-0,9%). Vendite su Buzzi, Mps e Fineco | IL VIDEO

10 marzo 2025, 07:34 Ultimo aggiornamento: 18:11

Borse europee in forte ribasso sulla scia di Wall Street per l’effetto dazi di Trump e i timori per una possibile recessione negli Usa. Euro fermo a 1,08 sul dollaro. Spred Btp/Bund a 113 punti base | Ftse Mib future: spunti operativi in diretta per lunedì 10 marzo | Il calendario macro di oggi | La difesa in portafoglio: ecco la azioni e gli Etf per investire sul riarmo dell’Europa

  • Ore 15:45 Wall Street apre in rosso e trascina giù le borse Ue
  • Ore 14:15 Ftse Mib sotto 38.400 con Mps e Unicredit. Il petrolio balza sopra 70 dollari
  • Ore 12:50 Ftse Mib in rosso con Mps e Unicredit. Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,8%
  • Ore 11:45  Il Ftse Mib resta in ribasso con le banche. Pesano i timori per i dazi e la recessione in Usa
  • Ore 10:35 Il Ftse Mib vira al ribasso ma è il migliore in Ue grazie alle utilities. Lo spread sale a 112
  • Ore 09:05 Ftse Mib positivo con Leonardo e Amplifon. Spread stabile a 111
  • Ore 08:15  La produzione industriale è aumentata più delle attese a gennaio in Germania
  • Ore 07:30 Europa attesa positiva. Trump avverte di uno shutdown del governo Usa

Le borse europee chiudono in profondo rosso sulla scia di Wall Street per l’effetto dazi e i timori per una possibile recessione negli Usa. Dopo un’apertura positiva i listini del Vecchio Continente subiscono l’ondata di vendite che arriva da Oltreoceano. Francoforte arretra dell’1,7%, Londra perde lo 0,9%, così come Parigi. In rosso anche il Ftse Mib a -0,9%. Tra i titoli del listino milanese, fra i maggiori rialzi Diasorin che guadagna il 4,6%, ma in rialzo anche Campari (+3,3%), Snam (+2,9%) e Hera (+2,8%). Per quanto riguarda invece i segni meno, fra i maggiori ribassi Buzzi che cede il 6,1%, ma con il segno meno anche Banca Mps, Finecobank e Azimut.

Ore 15:45 Wall Street apre in rosso e trascina giù le borse Ue

Dopo un fugace tentativo di recupero, le Borse europee tornano ad ampliare le perdite e si portano sui minimi di giornata, con Milano in calo dell’1,08%, in scia ai forti ribassi di Wall Street. Alla borsa americana vanno male soprattutto i tecnologici, con il Nasdaq arrivato a cedere oltre 3 punti, cosa che in Europa si riflette sull’andamento dell'Euro Stoxx 600 Tecnologia (-2,82%). Va ancora peggio a Madrid (-1,5%) e soprattutto a Francoforte (-1,98%), dopo che i Verdi tedeschi hanno annunciato che non intendono fornire i voti necessari per l’approvazione in parlamento della riforma del freno al debito che limita la capacità di indebitamento del governo allo 0,35% del pil. Fanno poco meglio, invece, Parigi e Londra (entrambe -0,7%).

Ore 14:15 Ftse Mib sotto 38.400 con Mps e Unicredit. Il petrolio balza sopra 70 dollari

Al giro di boa Piazza Affari continua a perdere terreno (-0,63% a 38.351 punti con Mps e Unicredit che arretrano di oltre tre punti percentuali; male anche Bper Banca, Finecobank e Prysmian) in attesa di un avvio negativo da parte di Wall Street. I prezzi del petrolio virano al rialzo: il future sul Wti sale dello 0,24% a 67,70 dollari e quello sul Brent dello 0,16% a 70,46 dollari. 

Il prezzo del Brent balza oltre 70 dollari al barile

Venerdì 7 marzo i prezzi del greggio sono rimbalzati dai minimi degli ultimi sei mesi dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha dichiarato che gli Stati Uniti aumenteranno le sanzioni contro la Russia se questa non riuscirà a raggiungere un accordo di cessate il fuoco con l'Ucraina. Alcune fonti hanno detto a Reuters che gli Usa stanno valutando un modo per alleggerire le sanzioni sul settore energetico russo se Mosca accetta di porre fine alla guerra. Il vice primo ministro russo, Alexander Novak, ha affermato che l'Opec+ potrebbe revocare la decisione di aumentare la produzione da aprile in caso di squilibrio del mercato.

Ore 12:50 Ftse Mib in rosso con Mps e Unicredit. Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,8%

Non scemano le vendite sui mercati azionari europei (Dax -1%, Cac40 -0,36, Ftse100 -0,41% e Ftse Mib -0,40% a 38.436 punti alle 12:50), con Wall Street attesa in rosso, a causa dei timori per i dazi Usa e per l’impatto che possono avere anche sull’economia a stelle e strisce. Il listino milanese è spinto al ribasso dai titoli bancari, come Mps (-3,30%), Bper Banca (-1,98%) e Unicredit (-2,16%). Gli investitori in questo periodo di incertezza preferiscono posizionarsi sulle più difensive utilities e quindi premiano soprattutto Enel (+2,58%) ed Hera (+3,48%).

Kazimir: la Bce deve mantenere un atteggiamento aperto

Lo spread Btp/Bund resta fermo a 112,4 punti base, mentre il rendimento del Btp 10 anni cala al 3,87%. Ci sono ancora molti rischi al rialzo per l'inflazione della zona euro, quindi la Bce deve mantenere un atteggiamento aperto nel decidere se continuare a tagliare i tassi di interesse o fare una pausa, secondo il governatore della banca centrale slovacca, Peter Kazimir. Giovedì 6 marzo la Bce ha tagliato i tassi per la sesta volta da giugno, ma ha sollevato la prospettiva di una pausa, data l'eccezionale incertezza sui dazi statunitensi, l'aumento della spesa per la difesa e i prezzi volatili dell'energia. Intanto Bruxelles ha dato mandato a un pool di banche in vista dell'emissione di un nuovo titolo a 10 anni con scadenza 12 dicembre 2035. L'emissione avverrà l’11 marzo, a seconda della condizione dei mercati.

Ore 11:45 Il Ftse Mib resta in ribasso con le banche. Pesano i timori per i dazi e la recessione in Usa

Con i futures statunitensi in netto calo (-0,98% quello sul Dow Jones  e -1,15% quello sull’S&P500), l’indice Ftse Mib di Piazza Affari perde lo 0,43% a 38.425 punti alle 11:45 con tutte le banche sotto pressione. La rotazione settoriale favorisce le utilities come Enel, Hera, Italgas e Snam. Le tensioni geopolitiche continuano a influenzare il sentiment di mercato, con gli Stati Uniti e l’Ucraina che riprendono i colloqui di pace in Arabia Saudita. Mentre la flessione del rendimento dei Treasury Usa 10 anni al 4,24% riflette l’aumento dell’incertezza per una recesssione economica in Usa e i timori sui dazi. Anche il dollaro si conferma debole sia nei confronti dell’euro sia nei confronti dello yen.

Oro più stabile ma sempre richiesto

Il future sull’oro, dopo un balzo a 2.926 dollari l’oncia, stornano a 2.911 dollari l’oncia. Per Frank Watson, analista di Kinesis Money, i prezzi del metallo giallo trovano un certo supporto nei dati economici statunitensi più deboli del previsto e in un dollaro debole. Venerdì i dati sui salari non agricoli negli Stati Uniti hanno mostrato un numero di nuovi posti di lavoro a febbraio inferiore alle aspettative del mercato, mentre il tasso di disoccupazione è aumentato al 4,1% rispetto al 4% di gennaio.

Segnali di un'economia più debole del previsto possono favorire l'oro come investimento rifugio. Al contempo gli Etf globali con copertura fisica sull'oro hanno registrato significativi afflussi a febbraio, per un totale di 9,4 miliardi di dollari, il livello più alto da marzo 2022, secondo il rapporto del World Gold Council del 6 marzo. Gli Stati Uniti hanno guidato gli afflussi record pluriennali, con una domanda nordamericana che ha raggiunto i 6,8 miliardi di dollari, segnando il febbraio più forte di sempre.

Ore 10:35 Il Ftse Mib vira al ribasso ma è il migliore in Ue grazie alle utilities. Lo spread sale a 112

L’indice Ftse Mib vira al ribasso (-0,29% a 38.480 punti) ma perde meno rispetto agli altri indici europei grazie alle utilities, Diasorin, Stellantis, Leonardo, Pirelli ed Enel. Sotto pressione, invece, le banche su cui prevalgono le prese di profitto, Mps e Bper le peggiori con cali oltre due punti percentuali. Lo spread Btp/Bund sale a quota 112,3 punti base e l’euro si conferma in rialzo dello 0,67% a 1,084 dollari. 

La fiducia degli investitori nella zona euro è migliorata a marzo. L'indice Sentix per l'area euro è balzato a -2,9 a marzo da -12,7 a febbraio, superando le stime degli economisti a -8,4. Inoltre, l'indice sulle aspettative economiche è cresciuto per la terza volta consecutiva a 18 a marzo dall'1 del mese precedente grazie ai nuovi investimenti nelle spese militari finanziati tramite debito in Europa e in Germania.

Mentre a gennaio i prezzi alla produzione dell'industria in Italia sono aumentati dell'1,6% su base mensile e del 4,4% su base annua (era +1,1% a dicembre). Sul mercato interno i prezzi sono cresciuti del 2% rispetto a dicembre 2024 e del 6% su base annua (da +1,3% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, hanno registrato un aumento congiunturale modesto (+0,2%) e una crescita tendenziale molto più contenuta (+0,8%; era +0,5% a dicembre).

Ore 09:05 Ftse Mib positivo con Leonardo e Amplifon. Spread stabile a 111

Borse europee  in rialzo in avvio di seduta. Il Dax sale dello 0,73%, il Cac40 dello 0,46%, il Ftse100 dello 0,09% e il Ftse Mib dello 0,29% a 38.703 punti. Al centro dell'attenzione l'intervista a Fox News del presidente Usa, Donald Trump, nell'ambito della quale non ha risposto alla domanda se la guerra dei dazi possa provocare una recessione negli Usa. La maggior parte degli analisti interpreta come un sì la mancanza di una risposta. Inoltre, il segretario per il Commercio Lutnick ha detto che Trump non allenterà la presa sui dazi nei confronti di Messico, Canada e Cina.

Il rendimento del Btp 10 anni resta sotto il 4%

L'insieme delle pressioni deflazionistiche in Cina, della debolezza dell'economia Usa e di una guerra commerciale globale è destinato a creare un clima di avversione per il rischio anche per il secondario italiano. Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,89% e lo spread con il Bund è poco mosso a 111,5 punti base dopo il pesante sell-off innescato la scorsa settimana dall'accordo in Germania per la riforma del freno al debito e per il lancio di un piano infrastrutturale da 500 miliardi di euro. L’offerta nell’area euro dovrebbe scendere questa settimana intorno ai 25 miliardi dai 42 della scorsa. In serata, l'annuncio del Tesoro sui titoli a medio lungo in asta giovedì. Il giorno prima saranno sul tavolo 9 miliardi di Bot.

A Milano bene Leonardo, Amplifon, Safilo. Debole Unicredit e male Juventus

Sul listino milanese Unicredit perde lo 0,24% a 53,23 euro. Giovedì 27 marzo i soci dell’istituto di credito saranno chiamati ad approvare l’aumento di capitale al servizio dell’ops su Banco Bpm. L’assemblea è stata anticipata di un paio di settimane perché il cda della banca è convinto che la maggior parte delle autorizzazioni stia per arrivare, in particolare quella della Vigilanza. Eppure c’è un esame su cui è complicato fare previsioni temporali certe, sottolinea Milano Finanza.

Si tratta dell’istruttoria condotta dal comitato golden power, l’organo creato nel 2012 e potenziato nel 2023 (con poteri anche su banche e assicurazioni) che tutela i settori strategici dell’economia da rischi per la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico. Dopo la pre-notifica di fine 2024 e la notifica dello scorso 4 febbraio, la macchina si è messa in moto. Ma nessuno sa con esattezza quando si fermerà. A parte il governo che può sfruttare tutti i cavilli della normativa per prolungare l’iter e quindi rallentare l’ops. Una prospettiva che alletta Palazzo Chigi ma che preoccupa Unicredit e il mercato.

Restando nel comprato bancario, l’antitrust ha dato il via libera all'opas di  Banca Ifis (stabile a quota 21,26 euro) su Illimity (+0,40% a 3,48 euro), «senza imporre alcuna condizione, limitazione e prescrizione», si legge in una nota. Banca Ifis ha anche fatto sapere di non aver individuato ulteriori autorizzazioni antitrust necessarie per il completamento dell'offerta.

Meglio Leonardo, in rialzo dell’1,71% a 43,94 euro, con l’Europa pronta a mettere in campo 800 miliardi di euro per la difesa.

Non è da meno Amplifon (+1,49% a 21,17 euro) che ha raddoppiato la sua presenza in Polonia. Il gruppo guidato da Enrico Vita ha completato l’acquisizione dell’intero capitale di Kind Aparaty Sluchowe, filiale polacca, con ricavi annui pari a 10 milioni di euro, del gruppo tedesco Kind, attivo nel settore retail dell’hearing care.

Viceversa, Juventus perde il 4,10% dopo aver perso 4 a 0 contro l’Atalanta. Intanto la quota di Tether Investments nel capitale della squadra di calcio è salita all'8,2%. Exor rimane primo socio con il 65,4% seguito da Lindsell Train Ltd con l'8,7%.

Nel settore del lusso Safilo spunta un +2,16% a 0,948 euro dopo aver rinnovato con Special Olympics, la più grande organizzazione sportiva al mondo per le persone con disabilità intellettiva, la partnership storica fino al 2027. «In Safilo crediamo che la salute degli occhi non debba essere un privilegio, ma un diritto fondamentale. Per oltre 20 anni, la nostra partnership con Special Olympics ci ha permesso non solo di offrire occhiali e attrezzature, ma anche di contribuire a donare dignità, fiducia in sé stessi e opportunità a migliaia di atleti in tutto il mondo», ha dichiarato l'ad, Angelo Trocchia.

Invece, l’opa totalitaria promossa dall'azionista di controllo Terra Holding su Gibus al prezzo di 10 euro per azione inizierà oggi, 10 marzo, per terminare il 28 marzo. Infine, si riuniscono i cda di Tesmec, Cellularline e SS Lazio per esaminare i conti.

Ore 08:15 La produzione industriale è aumentata più delle attese a gennaio in Germania

Il future sull’Eurostoxx50 si conferma in rialzo (+0,60% alle 08:15) come l’euro (+0,61% a 1,083 dollari) dopo che la produzione industriale è aumentata più delle attese a gennaio in Germania. Infatti, ha evidenziato un incremento mensile del 2% dopo il -1,5% di dicembre (dato rivisto da -2,4%). Le stime degli eco0nomisti erano per un aumento dell'1,6%. Su base annua, viceversa, ha registrato un calo dell'1,6% dal -2,2% del mese precedente. Quanto alla bilancia commerciale a gennaio è risultata pari a 16 miliardi di euro, in calo rispetto ai precedenti 20,7 miliardi (la previsione era di 21 miliardi).

Ore 07:30 Europa attesa positiva. Trump avverte di un possibile shutdown del governo Usa

Borse europee attese in rialzo in avvio di seduta (+0,62% il future sull’Eurostoxx50) nonostante i futures di Wall Street negativi (-0,50% quello sul Dow Jones e -0,55% quello sull’S&P500) dopo che Donald Trump ha avvertito di un possibile shutdown del governo (il blocco delle attività amministrative). È possibile se il Congresso non riesca ad approvare il disegno di legge di un finanziamento temporaneo prima della scadenza del 14 marzo, ha dichiarato domenica il presidente degli Stati Uniti. Tuttavia, ha espresso ottimismo sul fatto che una risoluzione continua, che manterrebbe i livelli attuali di finanziamento del governo fino al 30 settembre, sarà approvata.

Possibile shutdown del governo Usa

La Camera, controllata dai Repubblicani, ha presentato il disegno di legge di spesa temporanea di sei mesi l’8 marzo, con il voto previsto per l’11 marzo. Trump ha appoggiato la risoluzione continua e ha esortato i Repubblicani a sostenerla, sottolineando la necessità di stabilizzare la situazione finanziaria del Paese. Se approvata dalla Camera, la proposta richiederà 60 voti in Senato per arrivare alla scrivania di Trump, rendendo necessario il sostegno di alcuni Democratici per evitare lo shutdown.

Musk minaccia l’Ucraina di spegnere Starlink poi fa marcia indietro e ribadisce: Usa fuori dalla Nato

Oltre a questo, gli investitori sono cauti anche in vista delle imminenti tariffe imposte da Trump e dei dati cinesi che hanno evidenziato persistenti pressioni deflazionistiche nel Paese (l’indice dei prezzi al consumo è diminuito dello 0,7% su base annua, segnando il primo calo in 13 mesi e superando le previsioni degli economisti di una contrazione dello 0,4%. Al contempo, l’indice dei prezzi alla produzione è sceso del 2,2% su base annua, leggermente meglio rispetto al calo del 2,3% di gennaio, ma comunque peggio della previsione di un -2%). La scorsa settimana, il presidente Usa ha intensificato la guerra commerciale imponendo dazi del 25% sui beni canadesi e messicani e aumentando le tariffe sui prodotti cinesi al 20%. Ma successivamente ha attenuato la sua posizione, ritardando di quattro settimane le tariffe sulla maggior parte dei beni messicani e canadesi, pur rimanendo fermo sulla Cina.

Come se non bastasse, il braccio destro di Trump, Elon Musk, ha minacciato l’Ucraina di spegnere Starlink, salvo poi correggere il tiro. «Se lo facessi», ha detto, «la prima linea di Kiev crollerebbe». Poi ha chiarito: «non importa quanto io non sia d'accordo con la politica ucraina, Starlink non spegnerà mai i suoi terminali. Sto semplicemente affermando che, senza Starlink, le linee ucraine collasserebbero, poiché i russi possono bloccare tutte le altre comunicazioni! Non faremo mai una cosa del genere né la useremmo come merce di scambio», ha sottolineato il numero uno di Tesla, accendendo, però, un altro fronte caldo: uscire dalla Nato. «Dovremmo proprio farlo. Non ha senso che l'America paghi per la difesa dell'Europa». Intanto, secondo il Financial Times, alcuni ricchi investitori cinesi stanno acquistando quote nelle società private di Musk usando modalità che schermano la loro identità dall'attenzione pubblica.

La deflazione in Cina fa calare i prezzi del petrolio

In questo contesto, l’euro resta in rialzo dello 0,62% a 1,083 dollari in attesa di pochi dati macro: alle 8 la produzione industriale a gennaio in Germania (precedente: -2,4% mese su mese) e la bilancia commerciale a gennaio (precedente: 20,7 miliardi di euro) e alle 10 i prezzi alla produzione a gennaio in Italia (precedente: +0,6% mese su mese, +1,1% anno su anno) e i prezzi del petrolio si avvicinano ai minimi da maggio 2023 a causa della debolezza dei dati sull'inflazione forniti dalla Cina, principale importatore, che tiene gli operatori in ansia per il rallentamento della domanda di greggio,  dell'incertezza per l'impatto dei dazi commerciali statunitensi e dei segnali di raffreddamento dell'economia statunitense. I dati statunitensi di venerdì 7 marzo hanno mostrato che il mercato del lavoro ha creato meno posti del previsto il mese scorso.

Questo dopo una recente serie di letture poco incoraggianti per la più grande economia del mondo. Mentre in un'intervista a Fox News domenica 9 marzo Trump si è rifiutato di rispondere alla domanda se i dazi su Canada, Messico e Cina possono portare gli Stati Uniti in recessione. I futures sul petrolio Brent calano dello 0,50% a 70,01 dollari al barile, mentre i futures sul greggio Wti dello 0,54% a 66,68 dollari al barile.

A Milano occhio a Unicredit, Banca Ifis, Illimity, Leonardo, Safilo e Gibus

Sul listino milanese attenzione a Unicredit perché giovedì 27 marzo i soci dell’istituto di credito saranno chiamati ad approvare l’aumento di capitale al servizio dell’ops su Banco Bpm. L’assemblea è stata anticipata di un paio di settimane perché il cda della banca è convinto che la maggior parte delle autorizzazioni stia per arrivare, in particolare quella della Vigilanza. Eppure c’è un esame su cui è complicato fare previsioni temporali certe, sottolinea Milano Finanza.

Si tratta dell’istruttoria condotta dal comitato golden power, l’organo creato nel 2012 e potenziato nel 2023 (con poteri anche su banche e assicurazioni) che tutela i settori strategici dell’economia da rischi per la sicurezza nazionale e l’ordine pubblico. Dopo la pre-notifica di fine 2024 e la notifica dello scorso 4 febbraio, la macchina si è messa in moto. Ma nessuno sa con esattezza quando si fermerà. A parte il governo che può sfruttare tutti i cavilli della normativa per prolungare l’iter e quindi rallentare l’ops. Una prospettiva che alletta Palazzo Chigi ma che preoccupa Unicredit e il mercato.

Restando nel comprato bancario, l’antitrust ha dato il via libera all'opas di  Banca Ifis su Illimity, «senza imporre alcuna condizione, limitazione e prescrizione», si legge in una nota. Banca Ifis ha anche fatto sapere di non aver individuato ulteriori autorizzazioni antitrust necessarie per il completamento dell'offerta.

Da monitorare ancora Leonardo con l’Europa pronta a mettere in campo 800 miliardi di euro per la difesa.

Nel settore del lusso occhio a Safilo che ha rinnovato con Special Olympics, la più grande organizzazione sportiva al mondo per le persone con disabilità intellettiva, la partnership storica fino al 2027. «In Safilo crediamo che la salute degli occhi non debba essere un privilegio, ma un diritto fondamentale. Per oltre 20 anni, la nostra partnership con Special Olympics ci ha permesso non solo di offrire occhiali e attrezzature, ma anche di contribuire a donare dignità, fiducia in sé stessi e opportunità a migliaia di atleti in tutto il mondo», ha dichiarato l'ad, Angelo Trocchia.

Invece, l’opa totalitaria promossa dall'azionista di controllo Terra Holding su Gibus al prezzo di 10 euro per azione inizierà oggi, 10 marzo, per terminare il 28 marzo. Infine, si riuniscono i cda di Tesmec, Cellularline e SS Lazio per esaminare i conti. (riproduzione riservata)



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