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Borse europee in rialzo, Milano e Amsterdam al top

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo (+0,9%) trainato da Campari e la Pop.Sondrio | IL VIDEO

09 settembre 2024, 07:04 Ultimo aggiornamento: 17:47

Settembre si conferma un mese impegnativo per i mercati finanziari. Il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, commenta il rapporto di Mario Draghi: il debito comune Ue non risolve i problemi strutturali. Gli economisti si aspettano che la Bce opti per un taglio dei tassi di 25 punti base | Ftse Mib future: spunti operativi per lunedì 9 settembre | Il calendario macro di oggi | Per la Bce è tempo di tagliare ancora i tassi

  • Ore 15:30 Wall Street parte bene. A Milano corre PrysmianWall Street parte bene. A Milano corre Prysmian
  • Ore 14:20 Il Ftse Mib accelera. Lindner (Germania): debito comune Ue non risolve problemi 
  • Ore 12:20 Ftse Mib sopra 33.600 con le banche. Petrolio in rialzo con uragano vicino alla costa Usa
  • Ore 11:00 Il Ftse Mib accelera al rialzo con Bper e Unipol. La fiducia degli investitori Ue cala per il terzo mese consecutivo
  • Ore 09:05 Il Ftse Mib rimbalza con Unicredit e Nexi, spread stabile a 144 in attesa dei dettagli dell’asta di giovedì
  • Ore 07:30 Europa attesa rimbalzare nella settimana della Bce. Il petrolio sale ma Morgan Stanley taglia ancora le stime

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Il Ftse Mib chiude a 33.590 punti, in rialzo dello 0,9%. Il listino milanese è trainato da Campari (+3,6%), Banca Popolare di Sondrio (+2,6%), Nexi (+2,4%) e Prysmian (+2,1%). In calo invece il lusso con Moncler (-1%) e Brunello Cucinelli (-0,4%), oltre a Telecom Italia (-0,5%) e Iveco (-0,1%). Spread Btp/Bund a 141 punti. 

Terminano le contrattazioni in positivo anche le principali borse europee: Parigi cresce dell’1%, Londra dell’1,1%, Francoforte dello 0,9%. In rialzo dello 0,9% anche l’Eurostoxx 50. 

Ore 15:30 Wall Street parte bene. A Milano corre Prysmian

Wall Street apre in netto rialzo: alle 15:30 il Dow Jones guadagna lo 0,65%, l’S&P 500 lo 0,9% e il Nasdaq l’1,1%.  Anche i listini europei proseguono sopra la parità con il Ftse Mib che guida a quota 33.589 punti (+0,9%). Positive anche Parigi, Francoforte e Londra, tutte in rialzo di circa lo 0,7%.

A Piazza Affari spicca lo sprint di Prysmian, che sale del 2,9%, seguita da Banca Popolare di Sondrio (+2,5%), Nexi (+2,3%) e Campari (+1,7%). In coda al paniere delle blue chip Moncler (-1,5%), Stellantis (-0,3%), Brunello Cucinelli (-0,1%) ed Enel (-0,1%). Spread Btp/Bund a 140 punti. 

Ore 14:20 Il Ftse Mib accelera. Lindner (Germania): debito comune Ue non risolve problemi 

Le borse europee continuano a recuperare il terreno perso la scorsa settimana, anche Piazza Affari (Ftse Mib +0,83% a 33.567 punti alle 14:20 con Nexi e la popolare di Sondrio prime della classe, seguite a stretto giro da tutti gli altri finanziari ma anche da Prysmian e Saipem tra gli industriali). «Settembre si conferma un mese impegnativo per i mercati finanziari. Negli ultimi quattro anni, questo mese ha segnato correzioni significative, con una media di perdite del 5,7%», afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro. «Negli ultimi tre anni consecutivi, le perdite di settembre sono state le più alte di tutto l’anno. La prima settimana del mese ha confermato questo trend, con l'S&P 500 che non è riuscito a chiudere nemmeno una singola seduta in rialzo, segnando una flessione settimanale del 4,25%. Questa rappresenta la peggiore perdita settimanale dell’anno, una performance così negativa non si vedeva da marzo 2023».

Settembre un mese impegnativo

Le preoccupazioni macroeconomiche sullo stato di salute della prima economia mondiale, accompagnate da quelle sulla Cina, hanno avuto riflessi negativi anche sull'Europa, con la Germania particolarmente colpita, e sul mercato petrolifero, spiega Debach. A tutto ciò si è aggiunta l'incertezza legata al settore tech, in particolare all'intelligenza artificiale con pesanti vendite su Nvidia (-13,86% settimanale, la peggiore dell'anno, con circa 406 miliardi di dollari di capitalizzazione bruciati), Broadcom (-15,9%) e l'intero settore dei semiconduttori (-11,7%), che ha registrato la peggiore performance settimanale del 2024.

Settimana cruciale per la decisione della Bce

In Europa, occhi puntati sulla Banca Centrale Europea. La decisione di politica monetaria in arrivo sarà fondamentale per capire la direzione futura della politica monetaria dell’Eurozona. «Gli economisti si aspettano che la Bce opti per un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base e ogni singola parola della presidente, Christine Lagarde, verrà analizzata attentamente dai mercati per cogliere eventuali indizi sulle prossime mosse della banca centrale. Inoltre, la Bce fornirà un aggiornamento sulle sue proiezioni economiche, che offriranno una panoramica sull'equilibrio dei rischi percepiti e sulle previsioni future per l'inflazione e la crescita economica», aggiunge Debach. «Questo aggiornamento sarà particolarmente interessante in un contesto di crescente incertezza economica e rallentamento della crescita». 

Lindner (Germania): il debito comune Ue non risolverà i problemi strutturali

Nel frattempo, il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, ha accolto le proposte contenute nel rapporto di Mario Draghi. «L’Unione europea dovrebbe lavorare per mobilitare le forze di crescita del settore privato piuttosto che aumentare il debito pubblico», ha detto Lindner. Tuttavia, ha precisato, «il debito comune Ue non risolverà i problemi strutturali». Il problema principale non è la mancanza di sussidi, ma la burocrazia e l'economia pianificata.

Ore 12:20 Ftse Mib sopra 33.600 con le banche. Petrolio in rialzo con uragano vicino alla costa Usa

Con i futures statunitensi positivi (+0,65% quello sul Dow Jones e +0,79% quello sull’S&P500), i mercati azionari europei consolidano i rialzi (Dax +0,65%, Cac40 +0,67%, Ftse100 +0,75% e Ftse Mib +0,96% a 33.610 punti alle 12:20 grazie alla spinta delle banche, Unipol, Pirelli e Ferrari) nella settimana della Bce. Tra le materie prime, i prezzi del petrolio aumentano dell'1% circa, mentre un uragano si avvicina alla costa statunitense contribuendo a spingere i prezzi del greggio dopo le pesanti perdite registrate la settimana scorsa. «Ma i maggiori interrogativi sono da dove arriva la domanda e cosa può fare l'Opec+», afferma John Evans, analista di Pvm. La scorsa settimana il Cartello ha deciso di rimandare di due mesi il previsto aumento della produzione di 180.000 barili al giorno per ottobre, in reazione al calo dei prezzi del greggio.

L’indice Vix torna in area 22, l’euro/dollaro scende sotto 1,110

Sul mercato dei cambi, invece, Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades, ha notato un aumento del risk off, che è parso però generalizzato, con l’indice Vix tornato in area 22, quindi in avversione al rischio, e con il dollaro/yen che ha cercato la violazione dell’area di 141,80, minimo del 5 agosto, per ora senza riuscirci, e cercando disperatamente una correzione, per ora limitata a un rimbalzo di 40 50 pips. «Nel caso di violazione di 141,80, target possibile a 140, soglia psicologica cruciale, la cui violazione porterebbe i target di medio e lungo termine a 126,70. La tensione rimane perché la paura di tagli frettolosi da parte della Fed, dopo mesi e mesi di negazione dell’eventualità di recessione, spaventa i mercati e soprattutto le borse, che temono che la banca centrale Usa sia rimasta eccessivamente cauta nel recente passato, quando avrebbe potuto anticipare un taglio per calmierare la tensione che presumibilmente sembrerebbe aumentare ora come conseguenza di quella cautela», sottolinea Berlinzani. «L’euro/dollaro per contro, dopo aver cercato di rompere 1,1150, è tornato a scendere sotto quota 1,1100, e la ragione va ricercata nella debolezza estrema dell’economia Europa, in particolar modo quella tedesca. L’uscita della produzione industriale in Germania infatti, in calo del 2,4% su base mensile e del 5,6% su base annua con prospettive di ulteriore peggioramento dopo i dati del settore automobilistico, non può che preoccupare Francoforte e la Bce che a questo punto, potrebbe anche essere costretta a tagliare aggressivamente i tassi di interesse, attesi per questo giovedì, di 50 punti base anziché 25. Tecnicamente l’euro rimane in condizioni rialziste sul biglietto verde nel medio termine, ma non deve rompere l’area di 1,0850-1,0900, pena il ritorno del bear trend».

Ore 11 Il Ftse Mib accelera al rialzo con Bper e Unipol. La fiducia degli investitori Ue cala per il terzo mese consecutivo

I mercati azionari europei restano in rialzo (Dax +0,5%, Cac40 +0,58%, Ftse100 +0,50% e Ftse Mib +0,80% a 33.556 punti alle 11:00 con Bper Banca, Unipol e Nexi che guadagnano ciascuna un +2%, ma non sono da meno Unicredit, Popolare di Sondrio, Intesa Sanpaolo e Iveco). Eppure la fiducia degli investitori della zona euro è scesa per il terzo mese consecutivo a settembre, raggiungendo il livello minimo da gennaio a causa del rallentamento economico in Germania. L'indice Sentix della zona euro è calato a -15,4 punti da -13,9 in agosto. Gli economisti si aspettavano una ripresa a -12,5 questo mese. Anche il dato sulla situazione attuale ha registrato una contrazione a -22,5 da -19 di agosto. «Il caos politico ed economico in Germania è un pesante fardello per l'intera zona euro», ha detto Sentix in un comunicato. «L'unica speranza per gli investitori in questo contesto è la prospettiva di una politica monetaria che dia di sostegno». L’euro ripiega dello 0,52% a 1,105 dollari e lo spread Btp/bund resta fermo a quota 144,80 punti base nella settimana della Bce (atteso un taglio dei tassi di 25 punti base).

Ore 09:05 Il Ftse Mib rimbalza con Unicredit e Nexi, spread stabile a 144 in attesa dei dettagli dell’asta di giovedì

Le borse europee recuperano terreno in avvio di seduta. Dopo il calo di venerdì scorso Francoforte segna un +0,52%, Londra un +0,25%, Parigi un +0,58% e Milano un +0,44% a 33.436 punti. «Gli investitori cercavano indizi sul dibattito riguardante un possibile taglio dei tassi di 25 o 50 punti base nella riunione del Fomc di settembre, tema centrale di questa settimana, insieme alla riunione della Bce del 12 settembre», afferma Fabrizio Barini di Integrae Sim. «Questi argomenti sono amplificati dalle preoccupazioni sulla crescita economica: il mercato sconta la recessione statunitense nella prima metà del 2025 e dalla stagionalità sfavorevole: la seconda metà di settembre è tradizionalmente il periodo peggiore dell’anno». Dal board di Francoforte che si riunirà giovedì gli operatori si attendono una riduzione dei tassi di interesse di 25 punti base al 3,5%, mentre le prospettive successive sono meno chiare. Gli operatori scontano attualmente circa 64 punti base di tagli dei tassi da qui al 2025, in aumento rispetto ai circa 59 punti base di sette giorni fa.

Spread stabile a 144 in attesa dei dettagli dell’asta di giovedì

Lo spread Btp/Bund è poco mosso a 144,98 punti base. In serata a mercato chiuso il Tesoro comunica i dettagli dell’asta a medio e lungo termine di giovedì, che si terrà poche ore prima del verdetto Bce sui tassi. Nell'asta di Bot di mercoledì saranno offerti agli investitori 7,5 miliardi di euro in Buoni a 12 mesi, importo inferiore ai 12,5 miliardi di titoli in scadenza. A livello euro, l'offerta da calendario questa settimana, stando ai calcoli di Ifr, dovrebbe rimanere sui livelli della scorsa, intorno a 26 miliardi di euro. Possibile l'emergere di deal sindacati. Attive sul primario stamani Francia e Germania, entrambe con aste sulla parte breve della curva, mentre l'Ue potrebbe annunciare già in giornata un nuovo 7 anni via sindacato - insieme alla riapertura di un titolo più lungo, da prezzare domani, 10 settembre, - di cui il mercato parla da tempo.

A Milano bene Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Nexi e Seco. Defilate Enel e Stellantis

A Piazza Affari si muove poco Stellantis (+0,23% a 14,092 euro) con l'Unione Europea, come ha detto il ministro delle Imprese Adolfo Urso, che dovrebbe decidere già l'anno prossimo se ripensare la normativa che di fatto vieta la vendita di nuove auto a benzina e diesel nel blocco dei 27 Paesi a partire dal 2035. Nel frattempo, Stellantis ha annunciato sabato che sta richiamando 1,46 milioni di veicoli in tutto il mondo a causa di un malfunzionamento del software del sistema antibloccaggio dei freni che può aumentare il rischio di incidenti.

Focus anche sulle utilities e su Enel (-0,18% a 7,038 euro) perché l'Italia ha in programma di mettere a punto, entro l'inizio del 2025, norme che consentano l'uso di nuove tecnologie per l'energia nucleare. In particolare, sta lavorando alla creazione di una newco con partnership tecnologica straniera per la costruzione di reattori nucleari nel paese, ha detto sempre Urso. Il responsabile della divisione reti elettriche di Enel, Gianni Vittorio Armani, ha detto che il colosso energetico è interessato a studiare nuove tecnologie per l'energia nucleare, tra cui i piccoli reattori modulari.

Mentre l’ad di A2A (+0,43% a 2,092 euro), Renato Mazzoncini, ha dichiarato che la nomina del ministro per gli Affari Europei Raffaele Fitto a commissario Ue potrebbe facilitare il dialogo con Bruxelles sul tema del rinnovo delle concessioni idroelettriche. Invece, l’ad di Edison, Nicola Monti, ha affermato che un ritorno a Piazza Affari, da cui la società è uscita nel 2012 (è quotata solo l’azione di risparmio: stabile a 1,56 euro), non è da escludere e che i proventi della vendita degli stoccaggi a Snam verranno dedicati a operazioni di M&A con uno sguardo a Grecia e Spagna. Quanto ad Acea (+0,17% a 17,33 euro) è entrata nel servizio idrico in Sicilia, aggiudicandosi la gara per la selezione del socio privato di Aretusacque, società titolare della concessione per la gestione del servizio idrico integrato di Siracusa e provincia. La gara ha un valore stimato di oltre 1,2 miliardi di euro.

Tra le banche, Mps spunta un +0,37% a 4,93 euro con il Tesoro che rispetterà i tempi per la cessione delle sue quote ma senza alcuna fretta, come ha detto il sottosegretario, Federico Freni. Meglio Nexi (+1,27% a 6,53 euro) e Unicredit (+1,89% a 36,91 euro) che starebbe programmando con i sindacati un pacchetto di 1.000 esodi incentivati attraverso il Fondo di Solidarietà, di cui 320 già individuati e 680 da concordare entro il 2030. JP Morgan ha alzato il target price sulla banca da 46 a 49 euro (raccomandazione overweight confermata). Lo stesso ha fatto nel caso di Intesa Sanpoaolo (+1,39% a 3,71 euro) da 4,40 a 4,70 euro (rating overweight) e di Banco Bpm (+0,68% a 5,94 euro) da 5,40 a 6 euro (rating underweight).

Da monitorare, poi, Leonardo (+0,39% a 20,46 euro) in quanto la spesa per la difesa andrebbe dedotta dal calcolo del deficit pubblico, almeno in una prima fase, per permettere ai paesi europei che appartengono anche alla Nato di incrementare i loro investimenti nel settore verso la soglia del 2% del pil, come ha sottolineato il presidente di Leonardo, Stefano Pontecorvo, in una intervista a Il Corriere della Sera sabato. La collaborazione con Rheinmetall su nuovo carro armato procede bene e Leonardo è aperta ad altre cooperazioni con altri, ha aggiunto il presidente.

Infine, balza del 3,63% a 2,425 euro Seco che ha annunciato il rilascio di Clea OS, un framework embedded Linux, come nuovo componente dello stack software Clea. Clea OS rappresenta un significativo avanzamento nello sviluppo di soluzioni IoT, consentendo a sviluppatori e organizzazioni di creare e distribuire infrastrutture IoT innovative in modo più efficiente ed efficace.

Ore 07:30 Europa attesa rimbalzare nella settimana della Bce. Il petrolio sale ma Morgan Stanley taglia ancora le stime

Le borse europee sono viste rimbalzare (+0,51% il future sull’Eurostoxx50) in seguito al sell-off di venerdì scorso dopo che il governatore della Federal Reserve, Christopher Waller, ha detto che gli ultimi numeri arrivati dal mercato del lavoro Usa «impongono un'azione». I futures statunitensi salgono (+0,29% quello sul Dow Jones e +0,43% quello sull’S&P500). Sotto pressione in Asia l’indice Nikkei, in calo dello 0,7%. Il pil giapponese nel secondo trimestre del 2024 su base trimestrale (trimestre su trimestre) ha registrato un +0,7%, in aumento rispetto al precedente -0,6%, ma la previsione degli economisti era per un +0,8%. Mentre le partite correnti a luglio sono risultate pari a 3.193 miliardi di yen, in crescita rispetto al dato precedente di 1.533 miliardi. Pesante nell’area soprattutto l’Hang Seng di Hong Kong (-1,9%). L’inflazione ad agosto in Cina è risultata leggermente sotto le attese: +0,6% anno su anno a fronte dello 0,5% di luglio contro il +0,7% stimato dagli economisti. Resta, dunque, elevato il rischio di deflazione. Ha deluso l’indice dei prezzi alla produzione ad agosto, in calo anno su anno dell’1,8% (-1,5% la stima del consenso).

La settimana della Bce

In assenza di altri dati macro, l’euro scende dello 0,32% a 1,107 dollari in una settimana interlocutoria in attesa della decisione sui tassi di interesse da parte della Bce, fissata per giovedì 12 (Antonio Tognoli di Cfo Sim si aspetta una riduzione dei tassi di 25 punti base) e in attesa per quella della Fed fissata per il mercoledì della successiva. «In linea con le attese il tasso di disoccupazione Usa di agosto, pari al 4,2%, e in leggero calo rispetto al 4,3% di luglio che era stato però influenzato da eventi eccezionali, come l'uragano Beryl e le conseguenze dell'attacco informatico di giugno contro i concessionari d'auto, il che suggerisce un calo temporaneo della domanda di lavoro», osserva Tognoli. «Variazione occupati Usa di agosto minori delle attese: 142 mila contro 164 mila attesi e 89 mila di luglio. In un contesto di maggior volatilità del mercato azionario americano, abbiamo definito un «buffalo market» come un mercato stanco e privo di una direzione chiara, a differenza di un mercato rialzista. Con una tendenza a vagare, la sua inclinazione più laterale è stata stimolata dalla volatilità legata all'inversione del carry trade sullo yen giapponese». Il cross dollaro-yen scende dello 0,29% a 143,013.

Il petrolio sale ma Morgan Stanley taglia ancora le stime

Sul fronte delle materie prime, l’oro è pressoché stabile a quota 2.526 dollari l’oncia, mentre il prezzo del petrolio rimbalza dopo cinque sedute consecutive di ribasso. Nel Golfo del Messico si sta formando un uragano che potrebbe colpire le coste della Louisiana e del Texas. Così il Wti guadagna l’1,34% a 68,58 dollari al barile e il Brent l’1,27% a 71,96 dollari al barile nonostante la decisione dell'Arabia Saudita di ridurre il prezzo del suo greggio di punta per il suo principale mercato in Asia il mese prossimo, riflettendo le scarse prospettive della domanda. Saudi Aramco, colosso di proprietà statale, ha abbassato il prezzo di vendita ufficiale dell'Arab Light per gli acquirenti asiatici di 70 centesimi, portandolo a 1,30 dollari al barile.

Le recenti perdite del greggio sono state determinate dai segnali di rallentamenti negli Stati Uniti e in Cina, mettendo a rischio la domanda in un momento di abbondante offerta. I trader sull’oil riceveranno numerosi approfondimenti di mercato questa settimana poiché tre importanti enti di previsione — Opec, l'Energy Information Administration e l'International Energy Agency — pubblicheranno i loro rapporti mensili. Inoltre, si terrà a Singapore la Conferenza Asia Pacific Petroleum, un importante incontro del settore.

La debolezza dei prezzi del petrolio ha spinto l'Opec+ a posticipare di due mesi il piano per allentare i tagli all'offerta. «L'annuncio dell'Opec+ di ritardare l'inizio dell'aumento previsto della produzione segnala che il gruppo dei produttori rimane concentrato sull'equilibrio del mercato", hanno affermato gli analisti di Morgan Stanley che hanno ridotto per la seconda volta in poche settimane le loro previsioni sul prezzo del greggio Brent, a causa delle crescenti sfide legate alla domanda, mentre l'offerta rimane abbondante. La nuova stima è a 75 dollari al barile nel quarto trimestre da quella precedente, emessa solo il mese scorso, a 80 dollari al barile (85 la stima precedente). Il mese scorso anche Goldman Sachs ha rivisto le sue previsioni sui prezzi del greggio, mentre più recentemente Citi ha affermato che potrebbero attestarsi in media a 60 dollari al barile nel 2025, a meno che l'Opec+ non riduca ulteriormente la produzione.

A Milano occhio a Stellantis, Enel, A2A, Edison, Mps, Unicredit, Leonardo, Seco

A Piazza Affari attenzione a Stellantis dopo che l'Unione Europea, come ha detto il ministro delle Imprese Adolfo Urso, dovrebbe decidere già l'anno prossimo se ripensare la normativa che di fatto vieta la vendita di nuove auto a benzina e diesel nel blocco dei 27 Paesi a partire dal 2035. Nel frattempo, Stellantis ha annunciato sabato che sta richiamando 1,46 milioni di veicoli in tutto il mondo a causa di un malfunzionamento del software del sistema antibloccaggio dei freni che può aumentare il rischio di incidenti.

Focus anche sulle utilities e su Enel perché l'Italia ha in programma di mettere a punto, entro l'inizio del 2025, norme che consentano l'uso di nuove tecnologie per l'energia nucleare. In particolare, sta lavorando alla creazione di una newco con partnership tecnologica straniera per la costruzione di reattori nucleari nel paese, ha detto sempre Urso. Il responsabile della divisione reti elettriche di Enel, Gianni Vittorio Armani, ha detto che il colosso energetico è interessato a studiare nuove tecnologie per l'energia nucleare, tra cui i piccoli reattori modulari.

Mentre l’ad di A2A, Renato Mazzoncini, ha dichiarato che la nomina del ministro per gli Affari Europei Raffaele Fitto a commissario Ue potrebbe facilitare il dialogo con Bruxelles sul tema del rinnovo delle concessioni idroelettriche. Invece, l’ad di Edison, Nicola Monti, ha affermato che un ritorno a Piazza Affari, da cui la società è uscita nel 2012 (è quotata solo l’azione di risparmio), non è da escludere e che i proventi della vendita degli stoccaggi a Snam verranno dedicati a operazioni di M&A con uno sguardo a Grecia e Spagna.

Tra le banche, focus su Mps visto che il Tesoro rispetterà i tempi per la cessione delle sue quote ma senza alcuna fretta, come ha detto il sottosegretario, Federico Freni. Mentre Unicredit starebbe programmando con i sindacati un pacchetto di 1.000 esodi incentivati attraverso il Fondo di Solidarietà, di cui 320 già individuati e 680 da concordare entro il 2030.

Da monitorare, poi, Leonardo in quanto la spesa per la difesa andrebbe dedotta dal calcolo del deficit pubblico, almeno in una prima fase, per permettere ai paesi europei che appartengono anche alla Nato di incrementare i loro investimenti nel settore verso la soglia del 2% del pil, come ha sottolineato il presidente di Leonardo, Stefano Pontecorvo, in una intervista a Il Corriere della Sera sabato. La collaborazione con Rheinmetall su nuovo carro armato procede bene e Leonardo è aperta ad altre cooperazioni con altri, ha aggiunto il presidente.

Infine, occhio a Seco che ha annunciato il rilascio di Clea OS, un framework embedded Linux, come nuovo componente dello stack software Clea. Clea OS rappresenta un significativo avanzamento nello sviluppo di soluzioni IoT, consentendo a sviluppatori e organizzazioni di creare e distribuire infrastrutture IoT innovative in modo più efficiente ed efficace.


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