Il Ftse Mib chiude a 33.933 punti, in rialzo dello 0,6% al termine di un’altra seduta volatile. Alla fine delle contrattazioni la migliore blue chip è Stellantis, che guadagna l’1,9%, seguita da Stm (+1,7%) e Pirelli (+1,7%). In coda al listino Diasorin (-1,2%), Amplifon (-1,1%) e Poste Italiane (-0,4%). Spread Btp/Bund poco mosso intorno a 131 punti.
Positive anche le principali borse europee: Francoforte +1%, Parigi+0,5% e Londra +0,6%.
Sul fronte delle materie prime il prezzo del petrolio ha perso terreno per la seconda sessione di fila a causa della fiacchezza della domanda e dell’aumento delle scorte di petrolio negli Stati Uniti: la Us Energy Information Administration ha registrato un incremento di 5,8 milioni di barili la settimana scorsa, superiore alle aspettative. Un dato che conferma la debolezza della domanda di greggio e che ha superato le preoccupazioni legate alle tensioni tra Israele e Iran. Le quotazioni del petrolio si stanno raffreddando (il Brent ieri scambiava intorno ai 76 dollari al barile, il Wti sui 73 dollari) dopo una fiammata del 13% successiva all’attacco missilistico di Teheran
Wall Street apre senza direzione, in attesa dei minute della Fed che saranno pubblicati alle 20 italiane: il Dow Jones avvia le contrattazioni in calo dello 0,2% ma vira subito al rialzo e alle 14:45 guadagna lo 0,3%. L’S&P 500 parte con una flessione dello 0,1% mentre il Nasdaq cede lo 0,2%. I mercati aspettano anche il dato sull’inflazione di settembre, in arrivo il 10 ottobre. «I dati macro statunitensi non solo non mostrano alcun rischio di recessione, ma sono coerenti con una crescita in linea o leggermente superiore al potenziale nel terzo trimestre», commenta Álvaro Sanmartín, capo economista di Amchor Is. «Pur ritenendo possibili altri due tagli di 25 punti quest’anno, vediamo pochi ulteriori tagli dei tassi d’interesse nel corso del 2025, con un tasso terminale che potrebbe essere raggiunto già nel primo trimestre del prossimo anno e aggirarsi intorno al 4%».
Dopo l’avvio di Wall Street, il Ftse Mib viaggia a 33.787 punti e torna sopra la parità, in rialzo dello 0,16%. Le migliori sul listino milanese sono Pirelli (+1,4%) e Stellantis (+1,4%), mentre in coda si trovano Diasorin (-0,8%) e Poste Italiane (-0,6%).
La seduta resta apatica per le borse europee in attesa dell’avvio di Wall Street. L’indice Ftse Mib di Milano cala dello 0,26% a 33.645 punti alle 14:45 con Poste («L'occasione di vendita di un'ulteriore tranche della quota del Mef sia al pubblico sia agli istituzionali è una cosa a cui noi ci stiamo preparando da tempo», ha detto la presidente di Poste, Silvia Rovere, durante l'Insurance Day di Milano Finanza) e Amplifon i titoli più venduti (-1,34% e -1,17% rispettivamente), invece Stellantis, Pirelli e Iveco sono i migliori con guadagni oltre un punto percentuale. L’euro è stabile a 1,095 dollari dopo i dati macro Usa. Nella settimana al 4 ottobre l'indice che misura il volume delle richieste di mutui negli Stati Uniti è calato del 5,1% dopo il -1,3% della settimana precedente.
In attesa della minute dell’ultimo Fomc, il vicepresidente della Federal Reserve, Philip Jefferson, ha dichiarato che osserverà con attenzione i dati in arrivo, l'evoluzione delle prospettive e la bilancia dei rischi quando prenderà in considerazione ulteriori aggiustamenti dei tassi di interesse. L’approccio di politica monetaria resta, quindi, quello di prendere decisioni «di riunione in riunione», ha precisato. Il rendimento del Treasury Usa 10 anni resta al 4,039% e quello del Btp 10 anni al 3,56% (lo spread con il Bund sale leggermente a 132,38 punti base).
Con i futures statunitensi che restano pressoché piatti (-0,05% quello sul Dow Jones e -0,06% quello sull’S&P500), a Piazza Affari l’indice Ftse Mib è piatto a quota 33.732 punti, frenato da Amplifon, Saipem e dalle banche, in particolare Unicredit (-0,59%). La Stampa riporta che Deutsche Bank avrebbe assunto Morgan Stanley come advisor strategico sul dossier CommerzBank. Deutsche Bank potrebbe essere interessata a Commerzbank una volta raggiunti i target del piano industriale, nel 2026, in modo da aver completato il rilancio da punto di vista patrimoniale e poter pensare a una possibile integrazione. Si ricorda che le due banche tedesche avevano già studiato una possibile combinazione, poi abbandonata a causa dell’alto numero di esuberi che avrebbe comportato. Per Intermorte l’interesse da parte di Deutsche Bank potrebbe comportare un aumento della valutazione di CommerzBank.
Lato macro, diversamente da Stournaras e Villeroy, Peter Kazimir, membro del Consiglio direttivo della Bce, frena sulla necessità di un taglio dei tassi di interesse la prossima settimana, sostenendo che i dati essenziali arriveranno solo in vista della riunione di dicembre. «Devo dire che non sono del tutto convinto che dovremmo decidere sulla base di un solo dato positivo, ovvero l'inflazione di settembre che è scesa sotto il 2%», ha detto Kazimir. «Per noi è fondamentale decidere sulla base di un insieme di dati. E questi dati essenziali saranno a dicembre».
Andamento misto per le borse europee. Francoforte cala dello 0,14% insieme a Milano (Ftse Mib -0,05% a 33.717 punti alle 10:40, frenato dalle banche, da Leonardo e DiaSorin; segno positivo per Recordati e Tim). Meglio Londra (+0,39%) e Parigi (+0,16%). L’euro scende dello 0,02% a 1,095 dollari. In serata la Fed diffonde i verbali della riunione di metà settembre, in cui ha varato un taglio dei tassi da 50 punti base innescando un netto calo dei rendimenti sull'obbligazionario mondiale. Nuovi spunti sul futuro a breve termine dei tassi di potrebbero giungere dagli interventi di numerosi esponenti del consiglio Fed tra cui Bostic, Jefferson e Goolsbee.
Lo spread Btp/bund staziona a 131,5 punti base con il rendimento del Btp 10 anni al 3,55%. Sul primario Berlino offre un miliardo di Bund maggio 2041, cedola 2,60%, e 500 milioni del titolo maggio 2036, cedola zero. Tra l’altro, ricorda Reuters, alle 15 arriva l’aggiornamento della Bce sulla situazione dei portafogli in ambito Qe e Pepp. Il confronto andrà fatto con i dati di agosto per il Qe - quando furono ceduti 2,613 miliardi di euro - e con il periodo giugno-luglio per il Pepp quando la Bce ha ridotto il portafoglio di 335 milioni di euro.
Borse europee poco mosse in avvio di seduta, eccetto Londra (+0,32%). Francoforte segna un -0,01%, Parigi un -0,03% e Milano un -0,08% a 33.705 punti. Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 131,10 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in leggero calo al 3,54%. Dopo il consigliere della Bce, Yannis Stournaras, che vede due tagli dei tassi dello 0,25% nel 2024, il capo della banca centrale francese, Francois Villeroy de Galhau, alla radio franceinfo ha detto che è «molto probabile» che la Bce riduca i tassi d'interesse la prossima settimana. «E non sarà l'ultimo, il ritmo dipende dall'evolversi della lotta all'inflazione», ha aggiunto Villeroy. L’euro è poco mosso a 1,096 dollari (+0,02%) in attesa dei pochi dati macro e delle minute del Fomc.
A Piazza Affari si mette in mostra solo Recordati con un +0,77% a 52,5 euro. Tra le banche, Unicredit è dimessa, segna un -0,52% a 39 euro. Deutsche Bank avrebbe incaricato Morgan Stanley per il dossier Commerzbank.
Invece, la Spagna ha concesso a Stellantis (+0,28% a 12,022 euro) una sovvenzione di 133 milioni di euro per un possibile impianto di produzione di batterie vicino a Saragozza.
Quanto a Pirelli (+0,72% a 5,318 euro), la Camfin di Marco Tronchetti Provera ha effettuato nei giorni scorsi ulteriori acquisti di azioni per un pacchetto complessivo pari allo 0,38% circa del capitale del gruppo di pneumatici. Gli acquisti, tramite il veicolo Camfin Alternative Asset, portano la partecipazione complessiva della holding nel gruppo degli pneumatici a quota 25,7%.
Nel settore del lusso Lvmh ha speso 243,4 milioni per entrare in Moncler. A tanto ammonta la cifra investita dal colosso del lusso francese per rilevare da Remo Ruffini il 10% della holding Double R. La cassaforte custodisce il 15,8% di Moncler, quota che ai corsi di borsa attuali del gruppo dei piumini vale circa 2,3 miliardi. L’accordo fra Ruffini e Arnault prevede che Lvmh finanzi la salita di Double R fino al 18,5% di Moncler e che Lvmh possa arrivare sino al 22% della holding. Assumendo che Double R sia senza debito, il prezzo per azione equivalente è 56 euro (54,14 euro il prezzo di chiusura dell’8 ottobre, -0,44% a 53,9 euro oggi, 9 ottobre).
Nel settore petrolifero, invece, Saipem arretra dello 0,75% a 1,991 euro anche se Berenberg ha ribadito il rating buy e il target price a 3,05 euro sull’azione.
Mentre doValue balza del 4,62% a 5,66 euro dopo aver annunciato ulteriori contratti Utp per circa 300 milioni di euro di gross book value, che saranno conferiti da due primarie banche italiane al fondo Efesto, gestito da Finint Investments, con doNext, società interamente controllata da doValue, in qualità di unico ed esclusivo servicer.
Le borse europee sono attese poco mosse in avvio di seduta. Il future sull’Eurostoxx50 segna infatti un -0,02%. In calo i futures statunitensi (-0,14% quello sul Dow Jones e -0,24% quello sull’S&P500), mentre il rendimento del Treasury Usa resta al 4,029% poiché i solidi dati economici della scorsa settimana hanno spinto gli investitori a ridurre le scommesse sul taglio dei tassi. Secondo il CME FedWatch, gli operatori valutano quasi l'89% di possibilità di un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della Fed nella riunione di novembre, mentre in precedenza avevano visto forti probabilità di un taglio da 50 punti base. Alle 20 è prevista la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione del Fomc. Diversi gli interventi in giornata di esponenti lato Fed (alle 14 Bostic, alle 15:15 Logan, alle 16:30 Goolsbee, alle 18:15 Barkin e alle 18:30 Jefferson, alle 23:30 Collins) e lato Bce (alle 10:30 Elderson e alle 18 Villeroy).
Il consigliere della Bce, Yannis Stournaras, ha detto in un’intervista al Financial Times di essere favorevole a due tagli dei tassi di interesse quest'anno e di aspettarsi un ulteriore allentamento nel 2025, dato che l'inflazione continua a scendere. «Anche se si dovesse procedere a un taglio di 25 punti base ora e a un altro a dicembre, torneremmo a un tasso del 3%, sempre in un territorio altamente restrittivo», ha indicato Stournaras, prevedendo che l'inflazione possa raggiungere l'obiettivo del 2% della Bce nella prima metà del 2025, anche perché sta scendendo più velocemente rispetto alle previsioni di settembre di Francoforte.
In attesa dei dati sull'indice dei prezzi al consumo negli Stati uniti, previsti per giovedì, per avere maggiori indizi sul percorso dei tassi di interesse, in Germania la bilancia commerciale ha registrato ad agosto un avanzo di 22,5 miliardi di euro rispetto ai 16,8 miliardi del mese precedente. Il dato è migliore delle previsioni degli economisti che si attendevano un surplus intorno ai 19 miliardi. Il risultato deriva da un aumento delle esportazioni dell'1,3% a 131,9 miliardi a cui ha corrisposto un calo delle importazioni del 3,4% a 109,4 miliardi rispetto a luglio scorso. Su base tendenziale, le esportazioni sono rimaste sostanzialmente ferme (-0,1%) mentre le importazioni sono scese del 3,1%. Alle 13 è in agenda l’indice settimanale richieste mutui in Usa (precedente: -1,3%) e alle 16:30 le scorte settimanali di petrolio (precedente: +4,5 milioni di barili) che al momento fotografa il Wti a 74,04 dollari al barile (+0,64%) e il Brent a 77,72 dollari al barile (+0,70%) mentre gli operatori soppesavano gli sviluppi del conflitto in Medio Oriente e le continue aspettative ribassiste sulla domanda.
I prezzi del greggio sono crollati di oltre il 4% nella sessione precedente in scia a possibile cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele, ma i mercati rimangono diffidenti nei confronti di un potenziale attacco israeliano alle infrastrutture petrolifere iraniane. «Il dilemma quotidiano: colloqui per il cessate il fuoco o un'ulteriore escalation? ha distratto gli investitori dalla realtà. Sono stati messi da parte i veri fondamentali del mercato petrolifero che dovrebbero essere importanti», ha dichiarato Priyanka Sachdeva, analista di Phillip Nova. Il sell-off di martedì ha fatto seguito a un rally iniziato dopo che l'Iran ha lanciato una raffica di missili contro Israele il 1° ottobre, culminato in un guadagno dell'8% la settimana scorsa, il più consistente in oltre un anno. Martedì alcuni funzionari di Hezbollah sono sembrati recedere da una tregua a Gaza come condizione per un cessate il fuoco in Libano. Il vice leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato di appoggiare i tentativi di garantire una tregua per la prima volta senza menzionare la fine della guerra a Gaza come precondizione.
Sul fronte della domanda, i dati hanno mostrato che le scorte di greggio degli Stati Uniti sono aumentate di quasi 11 milioni di barili la scorsa settimana, molto più di quanto previsto dagli economisti. Tuttavia, le scorte di carburante sono diminuite. Inoltre, l’Eia statunitense ha abbassato di 20.000 barili al giorno le previsioni di crescita della domanda globale di petrolio per il 2024, portandole a 103,1 milioni di barili al giorno, a causa dell'indebolimento della produzione industriale negli Stati Uniti e in Cina. Anche le preoccupazioni per la mancanza di ulteriori misure di stimolo da parte di Pechino per rilanciare l'economia cinese hanno frenato la spinta dell’oro nero. «Anche la Cina ha un ruolo da svolgere, e la mancanza di nuovi stimoli ha portato un po' di delusione. Molti operatori speravano che le sue politiche fiscali seguissero le orme del bazooka finanziario lanciato a fine settembre, ma non è stato così, ha dichiarato Yeap Jun Rong, strategist di IG.
A Piazza Affari attenzione a Unicredit con Deutsche Bank che avrebbe incaricato Morgan Stanley per il dossier Commerzbank.
Invece, la Spagna ha concesso a Stellantis una sovvenzione di 133 milioni di euro per un possibile impianto di produzione di batterie vicino a Saragozza.
Quanto a Pirelli, la Camfin di Marco Tronchetti Provera ha effettuato nei giorni scorsi ulteriori acquisti di azioni per un pacchetto complessivo pari allo 0,38% circa del capitale del gruppo di pneumatici. Gli acquisti, tramite il veicolo Camfin Alternative Asset, portano la partecipazione complessiva della holding nel gruppo degli pneumatici a quota 25,7%.
Nel settore del lusso Lvmh ha speso 243,4 milioni per entrare in Moncler. A tanto ammonta la cifra investita dal colosso del lusso francese per rilevare da Remo Ruffini il 10% della holding Double R. La cassaforte custodisce il 15,8% di Moncler, quota che ai corsi di borsa attuali del gruppo dei piumini vale circa 2,3 miliardi. L’accordo fra Ruffini e Arnault prevede che Lvmh finanzi la salita di Double R fino al 18,5% di Moncler e che Lvmh possa arrivare sino al 22% della holding. Assumendo che Double R sia senza debito, il prezzo per azione equivalente è 56 euro (54,14 euro il prezzo di chiusura dell’8 ottobre).
Nel settore petrolifero, invece, attenzione a Saipem: Berenberg ha ribadito il rating buy e il target price a 3,05 euro sull’azione.
Mentre doValue ha annunciato ulteriori contratti Utp per circa 300 milioni di euro di gross book value, che saranno conferiti da due primarie banche italiane al fondo Efesto, gestito da Finint Investments, con doNext, società interamente controllata da doValue, in qualità di unico ed esclusivo servicer.
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