Piazza Affari chiude in calo (-0,2% a 28.155 punti, così come anche il Dax (-0,2%) e il Cac40 (-0,04%). Positiva solo Londra (+0,2%). Gli investitori navigano a vista, preoccupati dai segnali di indebolimento dell'economia, in Europa ma anche in Cina. L’ultimo dato è stato quello del pil dell'Eurozona nel secondo trimestre, con una crescita che in seconda lettura è stata rivista al ribasso dal +0,3% precedente al +0,1%, paradossalmente l'indicatore negativo ha fatto risalire il mercato, con gli operatori che sperano che la Bce nella riunione della prossima settembre non ritocchi ancora al rialzo i tassi. Le ultime dichiarazioni giunte da Francoforte d’altronde hanno già evidenziato un consiglio diviso tra falchi e colombe.
A Piazza Affari, l’andamento dell’indice principale è stato catalizzato principalmente da StM (-4,06%) e Finecobank (-5,74%): l’asset manager nel mese di agosto ha registrato una raccolta diretta negativa per 517 milioni di euro. Segno meno anche su Mps, che lascia sul terreno il 2,67% in scia alle preoccupazioni sull'uscita del Mef dalla banca. Ieri, le indiscrezioni di stampa riportavano la creazione di un nuovo polo bancario tra Banca Popolare di Sondrio (+2,45%) e Bper (-1,37%), catalizzata da Unipol (+0,4%).
In controtendenza, le utility hanno registrato una buona performance dopo le vendite degli ultimi giorni. Hera (+3,22%) è emersa come migliore blue chip del listino, seguita da Terna (+2,75%). Quest’ultima ha assegnato a Prysmian (+0,45%) un contratto per la fornitura e la posa in opera dei cavi sottomarini. Sempre nel settore energy, Eni scivola dello 0,35% in chiusura dopo aver avviato il collocamento di obbligazioni convertibili Senior Unsecured di durata 7 anni e con struttura sustainability-linked. Infine, fuori dal paniere principale, Tisg chiude a +6,29% dopo aver registrato un utile netto di 13,6 milioni, in crescita del 78% anno su anno. Anche Tod’S archivia la seduta in rialzo (+3,75%), catalizzato dalla presentazione dei conti, che sono valsi al titolo aumenti di prezzo obiettivo da parte degli analisti di Equita Sim, Mediobanca Securities e Goldman Sachs.
Il Ftse Mib scivola sotto la parità (-0,3%) seguono anche la scia del Dax (-0,3%) e del Cac 40 (-0,03%), Londra resta col segno più (+0,14%). Apre in rosso anche Wall Street con il Nasdaq che perde oltre l’1,5%. A pesare sui mercati continuano ad essere i dati macroeconomici letti in chiave Fed e Bce. Il focus è quindi tutto concentrato sulle riunioni della prossima settimana che vedranno le due banche centrali a decidere su un ennesimo rialzo dei tassi o una pausa. In attesa l’euro scivola sotto quota 1,07 contro il dollaro al 1,068. Restano stabili i rendimenti obbligazionari con lo spread tra Btp e Bund a quota 173 punti.
I mercati azioni europei accentuano i ribassi (-0,27% il Dax, -0,16% il Cac40 e -0,40% a 28.097 punti il Ftse Mib alle 14:45, azzoppato da Mps, FinecoBank, Unicredit, Stm e Nexi) come i futures di Wall Street (-0,31% quello sul Dow Jones e -0,79% quello sull’S&P500) dopo che nella settimana che si è conclusa il 2 settembre le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti sono risultate pari a 216mila unità. Un dato migliore delle attese del consenso a 234mila unità, che alimenta le pressioni già elevate sul costo del denaro, e sotto le 226mila della rilevazione della settimana precedente (riviste da 228mila unità).
Il numero totale di persone richiedenti l'indennità di disoccupazione nella settimana terminata il 26 agosto è stato pari a 1,679 milioni, dato anche in questo caso inferiore a 1,719 milioni stimati dagli economisti e registrato la settimana precedente (quest’ultimo rivisto da 1,725 milioni). Dopo questo dato, il rendimento del Treasury Usa scende al 4,28%, quello del Btp 10 anni al 4,359% e l’euro va sotto 1,07 a 1,069 dollari (-0,31%).
Seduta volatile per le Borse europee, che ora viaggiano miste. Il Dax ora flette dello 0,16%, il Cac40 avanza dello 0,14%, il Ftse100 dello 0,15% e il Ftse Mib è pressoché piatto a 28.187 punti alle 13:40, frenato da FinecoBank (-5,22%), Mps (-2,15%), Banco Bpm (-1,57%) e Stm (-3,3%). Se l'esito della prossima riunione della Bce è difficile da prevedere - con il 64% che scommette su una pausa e il restante 36% su un ulteriore rialzo, probabilmente l'ultimo dell'anno - i dati macro diffusi hanno fatto propendere i mercati per uno stop nel rialzo dei tassi. La lettura finale del Pil della zona euro, infatti, ha messo in luce una debolezza maggiore di quanto stimato in un primo momento. Il dato odierno, secondo Capital Economics, spingerà probabilmente in recessione l'economia della zona euro nella seconda parte dell'anno.
Nel frattempo, si registra un modesto incremento in agosto per il debito Target2, aumentato di poco meno di tre miliardi e mezzo rispetto al mese precedente. Le passività italiane nei confronti del sistema euro sono risultat6e pari a 560,163 miliardi da 556,715 miliardi di luglio, ha precisato Banca d'Italia. In trascurabile calo, sempre il mese scorso, l'esposizione delle banche italiane ai finanziamenti Bce, scesa a 179,250 miliardi da 179,858 miliardi di luglio. Lo spread bBp/Bund scambia a 172 punti base dopo i dettagli del nuovo Btp Valore e il rendimento del Btp 10 anni cala di poco al 4,35%.
I mercati azionari europei virano al rialzo (+0,24% il Dax, +0,62% il Cac40, +0,32% il Ftse100 e +0,24% a 28.280 punti il Ftse Mib grazie alla spinta di tutte le utilities, Tim, Pirelli, Moncler e Generali), complice il future sul Dow Jones ora positivo (+0,13%). Dal fronte macro non sono arrivate indicazioni rassicuranti: nel secondo trimestre del 2023 il pil destagionalizzato dell'area euro è aumentato dello 0,1% e dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Eurostat ha, quindi, rivisto al ribasso le previsioni diffuse ad agosto che vedevano una crescita dello 0,3%. Quanto all’occupazione è aumentata nell'area euro rispetto al trimestre precedente dello 0,2% (stesso dato di metà agosto). Lo spread Btp/Bund scende a quota 171 punti base e l’euro riduce le perdite con il dollaro (-0,09% a 1,071).
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari riduce le perdite a un -0,16% a 28.167 punti con le banche, i titoli del risparmio gestito, Eni ed Stm sotto pressione. Mentre i dati sulle vendite al dettaglio a luglio in Italia sono stati contrastati. Infatti, hanno registrato un aumento congiunturale dello 0,4% in valore e un calo dello 0,2% in volume. L’Istat ha spiegato che su base tendenziale, le vendite al dettaglio sono aumentate del 2,7% in valore e hanno registrato un calo in volume del 4,5%. In attesa del dato sul Pil finale dell’Eurozona dl secondo trimestre del 2023, l’euro perde lo 0,15% e quota a 1,071 dollari. Mentre lo spread Btp/Bund scende a 173 punti base.
Le Borse europee scendono in avvio di seduta in scia alla produzione industriale tedesca sotto le attese. Il Dax perde lo 0,46%, il Cac40 lo 0,24%, il Ftse100 lo 0,34% e il Ftse Mib lo 0,42% a 28.092 punti. Il rendimento del Btp resta elevato al 4,39% con lo spread con il Bund a quota 174 punti base, sui massimi da tre settimane, in un mercato che, a una settimana dalla riunione della Bce (14 settembre), continua ad arrovellarsi sul suo possibile esito anche perché il consiglio resta spaccato tra falchi, più attenti a combattere l’inflazione, e colombe, più inclini a preoccuparsi del rallentamento della crescita.
Se sulla scia della debolezza degli ultimi dati macro la scorsa settimana gli investitori escludevano quasi del tutto la chance di un rialzo dei tassi a settembre, ora - visto anche il rafforzamento delle aspettative di inflazione - sono tornati a prezzare una probabilità di poco inferiore al 35% di un ritocco da 25 punti base e dell'80% circa che il tasso terminale raggiunga il 3,9% a gennaio del prossimo anno, segnala l’agenzia Reuters. Nel frattempo, sul mercato primario, la Francia collocherà massimi 11 miliardi di euro di Oat e la Spagna massimi 6,5 miliardi di Bonos. In serata l’annuncio dell’ammontare di Bot annuali in asta il prossimo 12 settembre.
Per fortuna il governatore di Banca d’Italia, Ignazio Visco, in un dibattito che si è tenuto il 6 settembre a Milano, ha dichiarato che, a suo parere, è arrivato il momento di fermare, almeno temporaneamente, l’aumento dei tassi. «Il rischio è di peggiorare eccessivamente il clima economico come dimostra, ad esempio, il fatto che la Germania sia il fanalino di coda dell’economia Europea, caso più unico che raro, nella storia dell’Unione», commenta Fabrizio Barini di Integrae Sim. Senza dimenticare che la Germania è il primo partner commerciale dell’Italia. «Importanti anche le stime sull’economia europea che saranno diffuse il prossimo 14 settembre dalla Bce, che, nel caso dell’Italia, avranno un impatto non indifferente sulla Legge di Bilancio in corso di redazione», rammenta Barini.
A frenare il listino milanese sono soprattutto Eni (-1,35% a 14,59 euro), che ha avviato il collocamento di un bond sustainability-linked da 1 miliardo di euro, e Stm (-1,53% a 42,19 euro). Tra le banche, Unicredit perde lo 0,48% a 20,83 euro. L’ad, Andrea Orcel, ha detto che vuole aspettare l'esito del percorso parlamentare prima di giudicare la tassa sugli extraprofitti sul settore bancario, su cui è in corso il confronto tra il governo e l’Abi, l'associazione delle banche. In un'intervista al Messaggero il banchiere ha sottolineato che «è importante che si raggiunga il giusto risultato anche per non incrinare la fiducia degli azionisti e degli investitori internazionali». I risultati della banca, ha ricordato Orcel, hanno permesso di distribuire 9 miliardi di euro tra il 2021 e il 2022, che dovrebbero salire quantomeno a 15,5 miliardi complessivi nel 2023. «La corsa non è finita», ha affermato. Giù anche Intesa Sanpaolo (-0,44% a 2,38 euro) e Banco Bpm (-1,50% a 4,82 euro) di cui JP Morgan ha tagliato i rispettivi target price. Resiste alle vendite, invece, Unipol (+0,24% a 5,066 euro) che ha avviato le attività propedeutiche all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti Autorità di vigilanza (italiane ed estere) al fine di valutare possibili futuri incrementi della partecipazione del 9,5% detenuta nella Banca Popolare di Sondrio (+0,88% a 4,36 euro). Unipol, scrive Mf-Milano finanza, potrebbe arrivare a ridosso del 20% della banca valtellinese, come è già oggi in Bper (-0,38% a 2,61 euro). Nei mesi scorsi non sono mancate le voci di una possibile integrazione tra i due istituti. Fresche di conti, infine, Tod’s, in rialzo del 2,27% a 38,68 euro, dopo aver chiuso il primo semestre del 2023 con un ebit a 60,3 milioni di euro, più che triplicato rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e vede ebit e fatturato 2023 migliori di quanto previsto dal consenso. Flette, viceversa, dello 0,48% a 8,36 euro Aeroporto di Bologna dopo aver chiuso il primo semestre del 2023 con ricavi pari a 67 milioni (-0,7% rispetto al 2022 e +13,7% sul 2019) e un utile di 6,8 milioni, in crescita dai 4,2 milioni del 2022 ma in calo del 27,7% sul 2019.
Il future sull’Eurostoxx50 resta in calo dello 0,31% alle 08:25 dopo che la produzione industriale tedesca è scesa oltre le previsioni a luglio, dello 0,8% rispetto al mese precedente (-2,1% anno su anno), secondo i dati pubblicati dall'ufficio federale di statistica. Gli economisti avevano previsto un calo mese su mese dello 0,4%. Dopo la revisione dei dati provvisori (-1,5%), la produzione di giugno 2023 è diminuita dell'1,4% rispetto al mese precedente. Ieri, 6 settembre, i nuovi ordini alle fabbriche in Germania a luglio sono scesi dell'11,7% rispetto al mese precedente. La variazione sul luglio 2022 è stata di -10,5%. La Germania si conferma, dunque, il malato d’Europa.
Le borse europee sono attese in calo in avvio di seduta (-0,33% l’Eurostoxx), ancora a causa dei timori di recessione in Europa. Anche l’Ocse, pur avendo confermato le previsioni di una crescita 2023 allo 0,9%, ha dipinto un quadro poco rassicurante, con rischi in aumento. Ieri, 6 settembre, i nuovi ordini alle fabbriche in Germania a luglio sono scesi dell'11,7% rispetto al mese precedente. La variazione sul luglio 2022 è stata di -10,5%. Anche i futures di Wall Street scendono (-0,16% quello sul Dow Jones e -0,22% quello sull’S&P500).
Anche oggi dalla Germania è previsto un dato importante. Alle 8, infatti, verrà pubblicato il dato sulla produzione industriale a luglio (precedente: -1,5% mese su mese; consenso: -0,4% mese su mese). Alle 10 toccherà alle vendite al dettaglio a luglio in Italia (precedente: +3,6% anno su anno), alle 11 al Pil del secondo trimestre finale dell’Eurozona (preliminare: +0,3% trimestre su trimestre; +0,6% anno su anno; consenso: +0,3% trimestre su trimestre; +0,6% anno su anno) e alle 14:30 le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione degli Stati Uniti (precedente: -3.000 richieste a 192.000).
In attesa, l’euro scende nei confronti del dollaro dello 0,06% a 1,071. Mentre tra le materie prime, dopo sette sedute consecutive al rialzo, complice l'estensione dei tagli alla produzione decisa da Arabia Saudita e Russia, il prezzo del Wti storna dello 0,47% a 87,13 dollari al barile e quello del Brent dello 0,42% a 90,22 dollari al barile. Alle 17 è in agenda il dato sulle scorte settimanali di petrolio in Usa. L'aumento del prezzo del petrolio fa temere ripercussioni sull'inflazione e sulla politica restrittiva della Fed che potrebbe decidere di alzare ancora i tassi d'interesse o comunque di tenerli alti per più tempo. In calo anche l’oro (-0,11% a 1.942 dollari l’oncia).
Sul listino milanese attenzione a Unicredit con l’ad, Andrea Orcel, che vuole aspettare l'esito del percorso parlamentare prima di giudicare la tassa sugli extraprofitti sul settore bancario, su cui è in corso il confronto tra il governo e l’Abi, l'associazione delle banche. In un'intervista al Messaggero il banchiere ha sottolineato che «è importante che si raggiunga il giusto risultato anche per non incrinare la fiducia degli azionisti e degli investitori internazionali». I risultati della banca, ha ricordato Orcel, hanno permesso di distribuire 9 miliardi di euro tra il 2021 e il 2022, che dovrebbero salire quantomeno a 15,5 miliardi complessivi nel 2023. «La corsa non è finita», ha detto. Attenzione anche a Intesa Sanpaolo e a Banco Bpm di cui JP Morgan ha tagliato il target price. C’è poi Unipol che ha avviato le attività propedeutiche all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle competenti Autorità di vigilanza (italiane ed estere) al fine di valutare possibili futuri incrementi della partecipazione del 9,5% detenuta nella Banca Popolare di Sondrio. Unipol, scrive Mf-Milano finanza, potrebbe arrivare a ridosso del 20% della banca valtellinese, come è già oggi in Bper. Nei mesi scorsi non sono mancate le voci di una possibile integrazione tra i due istituti. Fresche di conti, infine, Tod’s che ha chiuso il primo semestre del 2023 con un ebit a 60,3 milioni di euro, più che triplicato rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e vede ebit e fatturato 2023 migliori di quanto previsto dal consenso e Aeroporto di Bologna che ha chiuso il primo semestre con ricavi pari a 67 milioni (-0,7% rispetto al 2022 e +13,7% sul 2019) e un utile di 6,8 milioni, in crescita dai 4,2 milioni del 2022 ma in calo del 27,7% sul 2019.
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