Il Ftse Mib chiude la settimana con un calo dello 0,2%, terminando le contrattazioni a 37.055 punti. Sotto la parità anche le altre borse europee e Wall Street, dopo i dati sul mercato del lavoro americano che confermano l’atteggiamento attendista della Fed.
A Piazza Affari la peggiore è Bper Banca, che paga con un ribasso del 7,6% l’offerta pubblica di scambio (ops) lanciata sulla Popolare di Sondrio, in rialzo a 9,77 euro per azione (+5,4%). Con queste performance, il concambio offerto da Bper per le azioni di Sondrio, pari a 1,45, ingloba uno sconto di oltre il 4%.
Ma la regina di Milano è Iveco che chiude con un rally del 21,5% grazie all’ipotesi di spin-off delle attività legate alla difesa. In rosso, oltre a Bper, anche Nexi (-4,4%) e Fineco (-4%).
Wall Street apre contrastata dopo i dati sul mercato del lavoro di gennaio. «I numeri di gennaio hanno dato continuità alle ottime cifre dei mesi scorsi. Ad eccezione del basso dato sulla creazione di nuovi posti di lavoro, tutte le restanti cifre hanno mostrato un mercato del lavoro in buona salute», osserva Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia. «La forte revisione al rialzo dei nuovi impieghi dei mesi precedenti, la discesa del tasso di disoccupazione al 4% e la crescita dei salari molto forte sono cifre incoraggianti che spingono la Federal Reserve a mantenere i tassi di interesse sui livelli attuali».
All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib viaggia a 37.083 punti, in calo dello 0,1%. La migliore rimane Iveco che mette a segno un rally del 19%, spinta dall’annuncio dello spin-off delle attività legate alla Difesa. Corre anche la Popolare di Sondrio (+6%), oggetto di un’offerta pubblica di scambio lanciata da Bper Banca (-7,2%).
Come gli altri indici europei e con i futures statunitensi poco mossi, l’indice Ftse Mib perde lo 0,13% a 37.071 punti, nonostante il rally di Iveco, Popolare di Sondrio (Bper ha lanciato un’offetta sulla banca e perde il 7,78%), Tim e Buzzi. I dati macro hanno mostrato un raffreddamento del mercato del lavoro negli Stati Uniti. A muoversi è l’euro, scende dello 0,38% a 1,036 dollari (il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,47%), dopo che sono diminuiti più delle attese i non-farm payrolls a gennaio 2025 negli Stati Uniti.
Se il tasso di disoccupazione è sceso al 4% rispetto al 4,1% del mese precedente, sono stati aggiunti 143 mila posti di lavoro nei settori non agricoli, un dato inferiore alle attese degli economisti che indicavano un aumento di 169 mila di posti di lavoro. A dicembre erano state create 307 mila buste paga (dato rivisto da 256 mila).
Mentre le retribuzioni medie orarie si sono attestate a 35,87 dollari, registrando un aumento dello 0,5% su mese e del 4,1% su anno (contro attese per un +0,3% mese su mese e +3,8% anno su anno ) dopo il +0,3% mensile e il +4,1% tendenziale registrato a dicembre. Le retribuzioni medie orarie sono monitorate con attenzione dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche.
Con i futures sui principali indici di Wall Street poco mossi, i mercati azionari europei hanno poco appeal. Francoforte segna un +0,11%, Parigi un -0,08%, Londra un +0,35% e Milano un -0,24% a 37.032 punti con Tim (+3,65%) e Iveco (+17,28%) sempre su di giri, controbilanciati dal flop di Bper Banca (-8%) e di Recordati (-1,26%) e Fineco (-3%). L’euro resta debole a 1,037 dollari (-0,25%) in attesa dei dati sull'occupazione Usa a gennaio. La crescita dell'occupazione negli Stati Uniti dovrebbe aver rallentato a gennaio, in parte per via degli incendi in California e dell'abbassamento delle temperature in alcune aree del Paese. Le stime convergono su 170.000 nuovi posti di lavoro. Comunque, più che sufficienti a mettere in pausa la Fed. Il mercato monetario, secondo Cme FedWatch, non prevede che la Fed tocchi i tassi nella prossima riunione di marzo, preparando, però, un taglio a giugno. Il rendimento del Treasury Usa è stabile a 4,43% e quello del Btp 10 anni al 3,43%.
L’indice Ftse Mib accentua le perdite (-0,32% a 37.001 punti alle 11:30) con Bper Banca che perde l’8% dopo l’offerta lanciata sulla Banca Popolare di Sondrio (+4,6%). Non bastano a sostenere il listino milanese il +14% di Iveco, che ha annunciato conti 2024 oltre le attese e soprattutto lo spin-off della divisione difesa, e il +3,58% di Tim nel mirino di Iliad. L’euro cala dello 0,16% a 1,038 dollari e lo spread Btp/Bund scende a 107,38 punti base. Il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, ha osservato che Paesi come la Spagna, il Portogallo e l’Italia, dove c’è una quota di mutui a tasso variabile maggiore, «la nostra politica monetaria si trasmette molto più rapidamente rispetto a quanto avviene in Stati come la Francia», dove questa quota è più bassa.
De Guindos ha anche ricordato che nei Paesi del Nord Europa, specialmente i piccoli Stati dell'area del Baltico, ci sono attualmente livelli di inflazione superiori alla media, laddove in Spagna e Italia è più bassa. Su tassi di interesse e politica monetaria, «noi», ha sottolineato, «dobbiamo fissare una linea che valga per tutti i Paesi, senza discriminare nessuno».
Borse europee caute in avvio di seduta (+0,11% il Dax, +0,13% il Cac40, -0,06% il Ftse100 e -0,03% a 37.112 punti il Ftse Mib) con l’industria tedesca a picco. Bisogna tornare ai disastrosi lockdown del 2020, agli inizi del Covid, per trovare una situazione così catastrofica come quella appena descritta dall’istituto di statistica federale sull’industria della Germania. A dicembre, infatti, la produzione industriale è scesa del 2,4% su mese, ben oltre le aspettative, dopo il +1,3% segnato a novembre. Si tratta del livello più basso da maggio 2020. Su base annua il calo è stato del 3,1%.
L'andamento negativo della produzione nel mese di dicembre è dovuto soprattutto al calo registrato nell'industria automobilistica (-10% rispetto al mese precedente). Il 2024 si è chiuso con una produzione crollata del 4,5%. Il tutto, a poche settimane dalle elezioni anticipate, non potrà che alimentare il dibattito sulle politiche green e di transizione forzata verso tecnologie come l’auto elettrica, spinte dall’Unione Europea e anche da vari partiti in Germania.
Dopo il dato, l’euro perde lo 0,07% a 1,034 dollari. Comunque, «il biglietto verde sembra faticare a risalire la corrente pur non cedendo, però, i supporti chiave», afferma Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades. L’oro sale dello 0,44% a 2.889 dollari l’oncia. «Il trend resta solido ma gli eccessi potrebbero portare a correzioni anche più rilevanti», aggiunge Berlizani.
Sul listino milanese Bper Banca, entrata a sorpresa nel risiko bancario, perde il 5,43% a 6,51 euro: ha proposto un'offerta pubblica di scambio volontaria su tutte le azioni ordinarie della Banca Popolare di Sondrio (+6,80% a 9,90 euro) per un corrispettivo di 4,3 miliardi. Le azioni della banca target sono valutate a un prezzo implicito di 9,53 euro rispetto agli attuali 9,27 euro. L’offerta è finalizzata ad acquisire almeno una partecipazione superiore al 50% del capitale sociale che consentirà di esercitare il controllo. In ogni caso, l'istituto modenese guidato da Gianni Franco Papa si riserva di rinunciare parzialmente a tale condizione purché la partecipazione acquisita, all’esito dell’offerta, sia superiore al 35% del capitale sociale dell’emittente. Se si superasse il 90% l’obiettivo è delistare l’istituto valtellinese.
Bper ha chiuso l'esercizio 2024 con un utile netto consolidato di 1,4 miliardi di euro, in calo del 7,7% rispetto al 2023, ma in crescita del 4,1% al netto delle voci straordinarie contabilizzate sia nel 2023 che nel 2024. Il cda proporrà all'assemblea la distribuzione di un dividendo di 60 centesimi per azione, pari al doppio rispetto a quello dell'esercizio 2023.
Conti anche per la Banca Popolare di Sondrio che ha aumentato al 63% il payout ratio dopo aver chiuso il 2024 con un utile netto record di 574,9 milioni. Pertanto proporrà un dividendo di 80 centesimi, in rialzo di oltre il 40% rispetto ai 56 centesimi distribuiti per l'esercizio 2023.
Invece, Banca Mediolanum (-0,81% a 13,4 euro) non ha ancora discusso dell'offerta di Mps (-0,13% a 6,386 euro) su Mediobanca (-0,03% a 16,36 euro), mossa che considera una sorpresa, come ha detto l’ad, Massimo Antonio Doris, aggiungendo che nulla è sul tavolo nemmeno in materia di possibili fusioni con Mediobanca, Banca Generali (+0,16% a 49,8 euro) o Fineco (-0,54% a 18,49 euro).
Quest’ultima non è interessata ad acquisizioni. Spetta al mercato decidere se possa diventare target di takeover, nel qual caso l'obiettivo sarà quello di massimizzare il ritorno per gli azionisti, ha spiegato l'amministratore delegato, Alessandro Foti.
Quanto a Generali, stabile a quota 31,12 euro, secondo fonti vicine al dossier, Francesco Gaetano Caltagirone, che controlla il 6,9% della compagnia triestina, sta valutando di contrastare la riconferma dell'ad, Philippe Donnet. Tra i candidati al vaglio di Caltagirone ci sarebbero i ceo di Enel (+0,46% a 6,92 euro), Poste (-0,10% a 14,59 euro) e Acea (+0,44% a 18,11 euro).
Restando nel settore finanziario, Credem (+1,86% a 12,08 euro) ha chiuso l'esercizio 2024 con un utile netto di 620 milioni, in crescita del 10,3% sull'esercizio precedente e proporrà la distribuzione di un dividendo di 75 centesimi, in miglioramento del 15,4% rispetto alla cedola pagata sul 2023.
A proposito ancora di m&a, Iliad spinge per il consolidamento del mercato italiano delle telecomunicazioni. Secondo indiscrezioni riportate da Il Corriere della Sera, emissari dell'operatore francese hanno incontrato nei giorni scorsi alti dirigenti del ministero dell'Economia. Contattato, il Mef non conferma; tuttavia, nella riunione Iliad avrebbe anche prospettato l'esigenza di aggregazioni fra gli operatori per porre fine alla guerra dei prezzi e, così, favorire gli investimenti su reti e servizi.
La pista più calda porterebbe a Tim (+3,37% a 0,2915 euro). Iliad non è però l'unica a seguirla. Sul dossier, infatti, lavora da qualche mese anche Cvc. Il fondo britannico è soprattutto interessato alla divisione dedicata ai servizi alle imprese che potrebbe combinarsi con Maticmind, azienda controllata dallo stesso Cvc e partecipata da Cdp. A quanto filtra, il governo non sarebbe ostile a ulteriori riassetti nel settore delle telecomunicazioni.
Nel comparto energetico attenzione a Enel (+0,46% a 6,92 euro) perché Potentia Energy, controllata di Enel Green Power, acquisirà da Cvc Did e Cbus Super un portafoglio da oltre 1 GW di asset rinnovabili in tutta l'Australia, nel settore del lusso a Safilo (+0,38% a 1,044 euro) che ha rinnovato fino a dicembre 2031 l'accordo per la produzione e la distribuzione con Dsquared.
Infine, Iveco schizza del 13,44% a 13,16 euro dopo aver annunciato lo spin off della divisione difesa e aver archiviato il 2024 con una contrazione dei ricavi consolidati a 15,29 miliardi di euro. L'utile netto adjusted è salito a 569 milioni, segnando un incremento di 181 milioni rispetto al 2023, dopo aver escluso dal risultato netto effettivo di 394 milioni la perdita di 145 milioni derivante dal trasferimento del business Fire Fighting, 96 milioni di costi per la campagna motori e 94 milioni di benefici fiscali dovuti al riconoscimento di attività per imposte differite nella giurisdizione tedesca. Attesa al test dei conti preliminari 2024 anche Buzzi.
Borse europee attese in calo (-0,26% il future sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta in scia a quelle asiatiche, tranne i listini cinesi che hanno guadagnato terreno grazie all'ottimismo sull'AI, nonostante i dazi statunitensi, mentre la Reserve Bank of India ha tagliato i tassi di interesse per la prima volta in quasi cinque anni di 25 punti base, al 6,25%, con l'obiettivo di stimolare l’economia del paese in rallentamento. I futures sugli indici azionari statunitensi sono deboli (-0,08% quello sul Dow Jones e -0,12% quello sull’S&P500).
Nonostante l'imposizione di dazi del 10% da parte dell'amministrazione Trump sui beni cinesi, il settore dell’AI in Cina, guidato da aziende come DeepSeek, ha mostrato resilienza, rafforzando la fiducia degli investitori. Per altro i prezzi aumenteranno per gli americani che acquistano camicie da 5 dollari, lampade da 10 dollari e scarpe da 20 dollari su siti di shopping direttamente dalla Cina come Shein e Temu. Trump ha anche eliminato la cosiddetta regola de minimis per le merci cinesi, un'esenzione dai dazi doganali per i pacchetti di basso valore provenienti dalla Cina con l'obiettivo detto di fermare il flusso di fentanyl e di precursori chimici negli Stati Uniti. Gli acquirenti americani devono ora pagare i dazi per gli ordini diretti dalla Cina di piccolo valore, anche per la merce che era già in viaggio prima del cambiamento.
L’euro scende dello 0,25% a 1,037 dollari in attesa alle 8 del dato sulla produzione industriale a dicembre in Germania (precedente: +1,5% mese su mese) e della bilancia commerciale a dicembre (precedente: 19,7 miliardi di euro). Alle 9 è in agenda quello sulla produzione industriale a dicembre anche della Spagna (precedente: -0,4% anno su anno). Invece, dagli Stati Uniti alle 14:30 arrivano i non farm payroll a gennaio (precedente: +256.000 unità consenso: +150.000 unità), il tasso di disoccupazione a gennaio (precedente: 4,1% consenso: 4,1%), la retribuzione media oraria a gennaio (precedente: +0,3% mese su mese) e alle 16 l’indice sulla fiducia dei consumatori dell’università del Michigan a febbraio preliminare (precedente: 71,1 punti). Sono previsti alche gli interventi di alcuni banchieri centrali, lato Bce quello del vicepresidente Luis de Guidos (9:45), lato Fed quello di Michelle Bowman (15:25) e di Adriana Kugler (18).
I prezzi del petrolio salgono (Wti +0,51% a 70,97 dollari al barile e Brent +0,58% a 74,72 dollari al barile), ma si avviano verso la terza settimana consecutiva di calo, penalizzati dalla guerra commerciale di Trump contro la Cina e dalle minacce di aumenti tariffari su altri paesi. «I prezzi del petrolio hanno visto un ritorno della stabilità questa mattina dopo una sessione volatile durante la notte, mentre i trader reagiscono alla notizia delle sanzioni statunitensi sulle esportazioni di greggio iraniano verso la Cina», ha dichiarato Yeap Jun Rong, strategist di IG.
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato giovedì nuove sanzioni contro alcuni individui e petroliere che trasportano milioni di barili di petrolio iraniano all'anno verso la Cina per aumentare la pressione su Teheran e ridurre le esportazioni di petrolio del Paese a zero, rispetto agli oltre 1,5 milioni di barili al giorno attuali. «Tuttavia, il rialzo dei prezzi del petrolio è limitato, riflettendo le preoccupazioni persistenti sull’offerta e sulla domanda, tra cui la possibilità di un aumento della produzione da parte dell'Opec+ e degli Stati Uniti, oltre ai rischi tariffari che pesano sulla domanda globale di petrolio», ha aggiunto Yeap. Trump ha anche ribadito l’impegno ad aumentare la produzione statunitense, mettendo in agitazione i trader il giorno dopo che il paese ha registrato un aumento delle scorte di greggio superiore alle aspettative a causa dell’indebolimento della domanda legato alle manutenzioni in corso delle raffinerie.
Sul listino milanese attenzione a Bper Banca entrata a sorpresa nel risiko bancario: ha proposto un'offerta pubblica di scambio volontaria su tutte le azioni ordinarie della Banca Popolare di Sondrio per un corrispettivo di 4,3 miliardi. Le azioni della banca target sono valutate a un prezzo implicito di 9,53 euro rispetto agli attuali 9,27 euro. L’offerta è finalizzata ad acquisire almeno una partecipazione superiore al 50% del capitale sociale che consentirà di esercitare il controllo. In ogni caso, l'istituto modenese guidato da Gianni Franco Papa si riserva di rinunciare parzialmente a tale condizione purché la partecipazione acquisita, all’esito dell’offerta, sia superiore al 35% del capitale sociale dell’emittente. Se si superasse il 90% l’obiettivo è delistare l’istituto valtellinese.
Bper ha chiuso l'esercizio 2024 con un utile netto consolidato di 1,4 miliardi di euro, in calo del 7,7% rispetto al 2023, ma in crescita del 4,1% al netto delle voci straordinarie contabilizzate sia nel 2023 che nel 2024. Il cda proporrà all'assemblea la distribuzione di un dividendo di 60 centesimi per azione, pari al doppio rispetto a quello dell'esercizio 2023.
Conti anche per la Banca Popolare di Sondrio che ha aumentato al 63% il payout ratio dopo aver chiuso il 2024 con un utile netto record di 574,9 milioni. Pertanto proporrà un dividendo di 80 centesimi, in rialzo di oltre il 40% rispetto ai 56 centesimi distribuiti per l'esercizio 2023.
Invece, Banca Mediolanum non ha ancora discusso dell'offerta di Mps su Mediobanca, mossa che considera una sorpresa, come ha detto l’ad, Massimo Antonio Doris, aggiungendo che nulla è sul tavolo nemmeno in materia di possibili fusioni con Mediobanca, Banca Generali o Fineco.
Quest’ultima non è interessata ad acquisizioni. Spetta al mercato decidere se possa diventare target di takeover, nel qual caso l'obiettivo sarà quello di massimizzare il ritorno per gli azionisti, ha spiegato l'amministratore delegato, Alessandro Foti.
Quanto a Generali, secondo fonti vicine al dossier, Francesco Gaetano Caltagirone, che controlla il 6,9% della compagnia triestina, sta valutando di contrastare la riconferma dell'ad, Philippe Donnet. Tra i candidati al vaglio di Caltagirone ci sarebbero i ceo di Enel, Poste e Acea.
Restando nel settore finanziario, Credem ha chiuso l'esercizio 2024 con un utile netto di 620 milioni, in crescita del 10,3% sull'esercizio precedente e proporrà la distribuzione di un dividendo di 75 centesimi, in miglioramento del 15,4% rispetto alla cedola pagata sul 2023.
A proposito ancora di m&a, Iliad spinge per il consolidamento del mercato italiano delle telecomunicazioni. Secondo indiscrezioni riportate da Il Corriere della Sera, emissari dell'operatore francese hanno incontrato nei giorni scorsi alti dirigenti del ministero dell'Economia. Contattato, il Mef non conferma; tuttavia, nella riunione Iliad avrebbe anche prospettato l'esigenza di aggregazioni fra gli operatori per porre fine alla guerra dei prezzi e, così, favorire gli investimenti su reti e servizi.
La pista più calda porterebbe a Tim. Iliad non è però l'unica a seguirla. Sul dossier, infatti, lavora da qualche mese anche Cvc. Il fondo britannico è soprattutto interessato alla divisione dedicata ai servizi alle imprese che potrebbe combinarsi con Maticmind, azienda controllata dallo stesso Cvc e partecipata da Cdp. A quanto filtra, il governo non sarebbe ostile a ulteriori riassetti nel settore delle telecomunicazioni.
Nel comparto energetico attenzione a Enel perché Potentia Energy, controllata di Enel Green Power, acquisirà da Cvc Did e Cbus Super un portafoglio da oltre 1 GW di asset rinnovabili in tutta l'Australia, nel settore del lusso a Safilo che ha rinnovato fino a dicembre 2031 l'accordo per la produzione e la distribuzione con Dsquared.
Infine, Iveco ha archiviato il 2024 con una contrazione dei ricavi consolidati a 15,29 miliardi di euro. L'utile netto adjusted è salito a 569 milioni, segnando un incremento di 181 milioni rispetto al 2023, dopo aver escluso dal risultato netto effettivo di 394 milioni la perdita di 145 milioni derivante dal trasferimento del business Fire Fighting, 96 milioni di costi per la campagna motori e 94 milioni di benefici fiscali dovuti al riconoscimento di attività per imposte differite nella giurisdizione tedesca. Attesa al test dei conti preliminari 2024 anche Buzzi. (riproduzione riservata)