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Piazza Affari in rialzo, Ferrari brilla nonostante cali di Campari

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo (+1,4%). Sul podio Ferrari, Stm e Intesa sanpaolo. Scende Prysmian

04 febbraio 2025, 08:29 Ultimo aggiornamento: 18:05

Positive anche le altre borse europee con l’eccezione di Londra. Capital Economics ha stimato che le tariffe aggiuntive della Cina si applicheranno a circa 20 miliardi di dollari di importazioni annuali, rispetto ai 450 miliardi di dollari di beni cinesi soggetti ai dazi di Trump | IL VIDEO | Unicredit-Generali, governo freddo sul blitz di Andrea Orcel nel Leone

  • Ore 15:30 Borse Usa miste. Il Ftse Mib accelera 
  • Ore 14:20 Il Ftse Mib torna sopra i 36.000 punti. Rally di Ferrari 
  • Ore 12:20 Il Ftse Mib resta sotto 36.200 con Eni. Von der Leyen: Ue pronta a dura trattativa con gli Usa
  • Ore 11:05 Ftse Mib in lieve calo, pesano Campari ed Eni. Euro in ripresa
  • Ore 09:05 Ftse Mib in calo, Stm e Leonardo rimbalzano. Spread stabile a 110
  • Ore 08:25 Europa attesa in leggero rialzo, Trump valuta dazi del 10% sulle importazioni Ue

Il Ftse Mib consolida il rialzo nell’ultima parte della seduta e chiude a 36.719 punti (+1,4%).  La migliore sul listino è Ferrari, che fa un balzo dell’8% grazie alla pubblicazione dei conti 2024. Completano il podio Stm (+2,3%) e Intesa Sanpaolo (+1,9%), a sua volta spinta dai risultati – migliori delle attese – dell’anno passato. Bene anche Stellantis (+1,9%). In coda, invece, Prysmian (-2,9%), Campari (-2,5%) e Leonardo (-1,2%). Spread poco mosso a 110 punti. 

Positive anche le altre borse europee tranne Londra (-0,2%). Oltre Oceano Wall Street vira al rialzo dopo una partenza incerta. 

Ore 15:30 Borse Usa miste. Il Ftse Mib accelera 

Wall Street apre mista con il Dow Jones che cede lo 0,1%, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq salgono rispettivamente dello 0,1% e dello 0,3%. All’apertura dei mercati americani il Ftse Mib viaggia in rialzo dello 0,7%, a quota 36.450 alle 15:40. La prima della classe è Ferrari che, dopo la pubblicazione del bilancio 2024, strappa un +7,7%. Seguono Stm (+2,2%) e Stellantis (+1,5%). Chiudono il gruppo Prysmian (-2,5%), Campari (-2,3%) e Leonardo (-1,5%). 

Positive anche le altre borse europee con l’eccezione di Londra (-0,3%). La migliore è Madrid (+0,8%).

Ore 14:20 Il Ftse Mib torna sopra i 36.000 punti. Rally di Ferrari 

Tranne Londra (-0,16%) le altre piazze europee salgono. Milano segna un +0,29% a 36.323 punti alle 14:20 grazie al rally (+4,17%) di Ferrari post conti e alla buona intonazione di Stm (+2,62%), di riflesso ai risultati della tedesca Infineon, e di Tim (+1,26%). Lo spread Btp/Bund è fermo a 110 punti base. Il tutto dopo che la Cina ha imposto tariffe mirate sulle importazioni americane e ha messo in guardia diverse aziende statunitensi, tra cui Google, da possibili sanzioni, in una risposta misurata ai dazi a tappeto sulle importazioni cinesi imposti dal presidente, Donald Trump. 

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Le tariffe aggiuntive della Cina si applicheranno a 20 miliardi di dollari di importazioni annuali

 

Capital Economics ha stimato che le tariffe aggiuntive della Cina si applicheranno a circa 20 miliardi di dollari di importazioni annuali, rispetto ai 450 miliardi di dollari di beni cinesi soggetti alla tariffa di Trump, entrata in vigore martedì 4 febbraio. «Le misure sono abbastanza modeste, almeno rispetto alle mosse statunitensi e sono state calibrate per inviare un messaggio agli Stati Uniti», ha detto Julian Evans-Pritchard, responsabile della divisione China Economics di Capital Economics.

Maggior probabilità di volatilità inflattiva

Ma l'imposizione dei dazi aumenta la probabilità di una correzione di mercato più significativa, il che potrebbe comportare un irrigidimento delle condizioni finanziarie, ha avvertito Michael Medeiros, macro strategist di Wellington Management. Trump ha già gettato le basi per attribuire alla Fed — piuttosto che alla sua politica sui dazi — la responsabilità di eventuali reazioni negative del mercato. Detto ciò, tutto potrebbe cambiare rapidamente. «Le nostre previsioni sull’inflazione e sulla politica commerciale ipotizzano variazioni significative nel breve termine, ma nel complesso Trump realizzerà gran parte (circa la metà) di quanto proposto in materia di dazi», ha aggiunto Medeiros. «Dubitiamo che il Canada avvierà discussioni con gli Stati Uniti per diventare il 51º stato. Tuttavia, vi è margine di azione riguardo alla sicurezza dei confini al traffico di droga». Medeiros si aspetta, quindi, una maggior probabilità di volatilità inflattiva e una minor probabilità di miglioramento dal lato dell’offerta dell’economia

Ore 12:20 Il Ftse Mib resta sotto 36.200 con Eni. Von der Leyen: Ue pronta a dura trattativa con gli Usa

L’indice Ftse Mib di Piazza affari resta in calo dello 0,25% a 36.126 punti, frenato dal trio Eni, Prysmian e Campari. Lo spread Btp/Bund è pressoché fermo a 111 punti base dopo che la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha detto che l’Unione Europea sarà pronta a una dura trattativa con gli Stati Uniti per proteggere i propri interessi dalla minaccia di un aumento dei dazi commerciali.

«La nostra priorità assoluta è ora quella di lavorare sulle molte aree in cui i nostri interessi convergono, dalle catene di approvvigionamento critiche alle tecnologie emergenti. Per risolvere eventuali controversie e gettare le basi per un partenariato più forte», ha affermato Ursula von der Leyen. Comunque, ha assicurato, «proteggeremo sempre i nostri interessi in qualsiasi modo e in qualsiasi momento sarà necessario».

Il sentiment sui mercati azionari resta positivo con una crescita attesa degli utili per azione del 6,2% nel 2025

Il sentiment sui mercati azionari, osserva AlphaValue, rimane estremamente positivo: il 45% delle azioni coperte (251 su 558) mostra attualmente un forte momentum positivo, mentre solo il 10% (60 aziende) è in territorio negativo. Dal punto di vista delle valutazioni, il rapporto prezzo/utili (p/e) medio ponderato di AlphaValue per il 2025 si attesta a 14,6 volte, con una crescita attesa degli utili per azione dell’1,2% nel 2024 e del 6,2% nel 2025. Escludendo banche e settori ciclici profondi, il p/e per il 2025 sale a 17,4 volte, con un calo dell’utile per azione dello 0,4% nel 2024 ma una crescita del 9,3% nel 2025.

«Questo livello di valutazione lascia poco margine per eventuali sorprese negative. Qualsiasi cambiamento nello scenario attuale, piuttosto ottimistico sugli utili, potrebbe portare a pesanti prese di profitto, come si è visto questa settimana con titoli come Schneider, Abb o Stm», precisa AlphaValue. «L’esposizione agli Stati Uniti è un elemento critico per molte delle aziende coperte. Una riduzione dell’accesso a quello che è attualmente il mercato più dinamico dell’Ocse potrebbe danneggiare significativamente gli utili in futuro. In un mercato con valutazioni già elevate, una guerra commerciale generalizzata rappresenterebbe un grave rischio sia per gli utili sia per i multipli di valutazione».

Ore 11:05 Ftse Mib in lieve calo, pesano Campari ed Eni. Euro in ripresa

Indici azionari europei misti (Dax -0,13%, Cac40 +0,13%, Ftse100 -0,28% e Ftse Mib -0,17% a 36.156 punti alle 11:05, trascinato al ribasso da Campari, Leonardo ed Eni che perdono oltre un punto percentuale; meglio Stm e Tim) dopo le ultime dichiarazioni di Donald Trump sul rinvio di un mese relativamente all’applicazione dei dazi verso il Canada e il Messico. Restano al 10% quelli sulla Cina che ha già risposto con una controffensiva. «Sembra, quindi, che possano esserci ancora colloqui tra i paesi, il che è positivo e denota, se non altro, la volontà di cercare delle soluzioni attraverso la diplomazia per giungere ad un risultato condiviso», sottolinea Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades, che guarda alla possibile applicazione di una tariffa del 10% alla Ue, «il che forse farebbe tirare un sospiro di sollievo al Vecchio continente che si aspettava una percentuale più alta». L’euro recupera terreno nei confronti del dollaro, ora la moneta unica vale 1,034 dollari (+0,06%) in assenza di dati macro rilevanti. Lo spread Btp/Bund scende rispetto all’avvio a 111,28 punti base.

Ore 09:05 Ftse Mib in calo, Stm e Leonardo rimbalzano. Spread stabile a 110

Borse europee poco convincenti in avvio di seduta. Il Dax segna un +0,35%, il Cac40 un +0,06%, il Ftse100 un -0,37% e il Ftse Mib un -0,37% a 36.084 punti. Secondo gli economisti, il piano del presidente Donald Trump di imporre tariffe del 25% su Canada e Messico, sospese per un mese, e del 10% sulla Cina rallenterebbe la crescita globale e farebbe aumentare i prezzi per gli americani.

Deutsche Bank: colpo dello 0,5% al pil dell'area euro se Trump imponesse tariffe del 10%

Le tariffe paventate coprono quasi la metà di tutte le importazioni statunitensi e richiederebbero agli Stati Uniti di più che raddoppiare la propria produzione manifatturiera per coprire il divario, un compito irrealizzabile nel breve termine, secondo gli analisti di Ing. Mentre gli economisti di Deutsche Bank hanno ipotizzato un colpo dello 0,5% al pil dell'area euro nel caso in cui Trump imponesse tariffe del 10% al blocco. Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato da Il Corriere della sera, quanto avvenuto con Messico e Canada dimostra che è possibile negoziare, ad ogni modo se gli Usa dovessero procedere l'Europa non si farà trovare impreparata.

Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,52%

Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,52% con lo spread con il Bund stabile a 110,8 punti base in un mercato particolarmente nervoso e volatile che guarda alle scelte di Trump. I trader ponderano anche l'ultimo dato sull'inflazione dell'area dell'euro, che ha mostrato una leggera accelerazione dei prezzi pur rimanendo su una traiettoria che potrebbe consentire alla Bce di tagliare ulteriormente i tassi, forse già a marzo. Il mercato, segnala Reuters, sconta un tasso sui depositi all'1,85% a dicembre dall'1,95% prezzato alla fine della scorsa settimana, per un ammontare complessivo di allentamento da qui a fine anno pari a 90 punti base.

A Milano giù Generali, Stellantis, Erg, Intesa Sanpaolo, Ferrari e Ferragamo. Rimbalzano Stm e Leonardo

Sul listino milanese rimbalzano Stm (+2,08% a 21,6 euro) e Leonardo (+0,62% a 30,77 euro), viceversa Generali perde lo 0,10% a 30,7 euro dopo aver ribadito che la joint venture con Natixis Investment Managers e la sua controllante, Bpce, sarà controllata in modo condiviso dalle due istituzioni finanziarie - ciascuna con una quota del 50% - operando con una struttura di governance congiunta e secondo criteri paritetici di rappresentanza e controllo.

La nuova società unirà le attività di asset management facenti capo, rispettivamente, a Generali Investments Holding e a Nim portando alla creazione di un operatore globale da 1.900 miliardi di masse gestite, al nono posto a livello mondiale e leader nell'asset management in Europa con 4,1 miliardi di ricavi.

E sarà posizionata al meglio per espandere ulteriormente l'attività per clienti terzi, anche grazie all'impegno del Leone ad apportare, nel corso dei primi cinque anni, un totale di 15 miliardi di capitale di avviamento per nuove iniziative e strategie di investimento nel settore degli investimenti alternativi (e in particolare nei private markets). Un’opportunità di creazione di valore per il gruppo Generali, che non ha intenzione di ridurre la propria partecipazione nella joint venture, stimata in oltre 1 miliardo di euro. 

Ancora vendite su Stellantis (-0,68% a 12,29 euro) dopo che a gennaio le immatricolazioni di auto del gruppo in Italia sono scese del 16% circa su anno, a fronte di un calo del mercato del 5,9%. La quota di mercato del costruttore automobilistico è salita al 31% da 23,2% di dicembre. Mentre Erg (-0,63% a 19,02 euro) ha raggiunto un accordo con Amazon per la fornitura di circa 2,5 terawattora di energia rinnovabile in Irlanda del Nord.

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Inoltre si riuniscono i cda di Intesa Sanpaolo (-0,07% a 4,1685 euro) e di Ferrari (-1,11% a 410,7 euro) per analizzare il bilancio 2024. Infine, l’ad di Ferragamo (-2,88% a 7,43 euro), Marco Gobbetti, ha annunciato il 3 febbraio di aver raggiunto un accordo consensuale per l'uscita dalla società dopo l'approvazione del bilancio 2024, il prossimo 6 marzo.

Ore 08:25 Europa attesa in leggero rialzo, Trump valuta dazi del 10% sulle importazioni Ue

Borse europee attese in leggero rialzo in avvio di seduta (future sull’Eurostoxx50 +0,11%). Un mini rimbalzo dopo la seduta negativa del 3 febbraio. Donald Trump ha congelato i dazi al Messico e al Canada, lasciando al 10% quelli sulla Cina che ha già risposto imponendo dal 10 febbraio tariffe su alcuni prodotti statunitensi come petrolio, gas naturale liquefatto, attrezzature agricole e auto. Invece, il presidente americano sta prendendo in considerazione l'idea di imporre una tariffa del 10% all'Ue, anche se l’accordo non sarebbe ancora chiuso. I futures statunitensi sono deboli (-0,10% quello sul Dow Jones e -0,05% quello sull’S&P500).

Pochi i dati macro

Nessun dato macro rilevante per i mercati in uscita oggi. Solo l’indice settimanale Redbook degli Stati Uniti alle 14:55 (precedente: +4,9% anno su anno) e alle 16 gli ordini alle imprese a dicembre (precedente: -0,4% mese su mese). «Gli investitori aspettano di vedere i Pmi sul settore servizi e composito di Europa e Stati Uniti in uscita il 5 febbraio», afferma Antonio Tognoli di Cfo Sim. Intanto è risultato in crescita il Pmi manifatturiero dell’Europa di gennaio (46,6 punti contro 46,1 atteso e 45,1 di dicembre), anche se rimane sotto la soglia dei 50 punti che indica recessione. In crescita pure l’inflazione anno su anno di dicembre (+2,5% contro +2,4% attesa e di novembre). Anche quella dell’Italia è cresciuta anno su anno a gennaio (+1,5% contro +1,3% di dicembre). «Cresce stabilmente la manifattura americana che si allontana dalla zona che indica recessione», precisa Tognoli, ricordando il Pmi manifatturiero Usa di gennaio a 51,1 punti (50,1 atteso e 49,4 a dicembre). Stesso segnale dall’Ism manifatturiero di gennaio, pari a 50,9 punti (49,3 atteso e 49,2 di dicembre). 

Parlano alcuni esponenti della Fed

Ma analisti e funzionari della Federal Reserve hanno avvertito che l'aumento dei dazi statunitensi, il cui costo sarà sostenuto dagli importatori americani, potrebbe comportare un incremento dell’inflazione e a una crescita economica più lenta nei prossimi mesi, uno scenario sfavorevole per il sentiment di rischio. Inoltre, la Fed potrebbe riconsiderare eventuali futuri tagli dei tassi di interesse a causa dell’inflazione persistente legata ai dazi e dell'incertezza sulle politiche economiche di Trump. Alle 17 è atteso il discorso del presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, e alle 20 quello del presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly. In attesa, è sempre super dollaro con l’euro che vale 1,030 (-0,29%). 

I prezzi del petrolio stornano

I prezzi del petrolio stornano (Wti -1,48% a 72,08 dollari al barile Brent -0,84% a 75,32 dollari al barile) in seguito all’impennata della sessione precedente, dopo che il presidente degli Stati Uniti ha annunciato un ritardo di un mese sui dazi sulle importazioni da Canada e Messico. Questa decisione ha alleviato le preoccupazioni immediate riguardo a potenziali interruzioni dell’approvvigionamento da parte dei due dei principali fornitori di petrolio degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti importano circa 4 milioni di barili di petrolio canadese e quasi 500.000 barili di petrolio messicano al giorno.

I dazi previsti dovrebbero aumentare i costi per le raffinerie statunitensi, in particolare quelle nelle regioni del Midwest e della Costa del Golfo, potenzialmente portando a un aumento dei prezzi del carburante e a possibili tagli alla produzione. L’Opec+ nella riunione del 3 febbraio ha mantenuto il piano di aumentare la produzione da aprile. Una decisione che sottolinea l’impegno del gruppo per una graduale eliminazione dei tagli alla produzione, prevista a partire dal 1° aprile, a condizione di avere scorte basse e una domanda globale in aumento.

A Milano occhio a Generali, Stellantis, Intesa Sanpaolo, Ferrari, Ferragamo ed Erg

Sul listino milanese attenzione a Generali che ha ribadito che la joint venture con Natixis Investment Managers e la sua controllante, Bpce, sarà controllata in modo condiviso dalle due istituzioni finanziarie - ciascuna con una quota del 50% - operando con una struttura di governance congiunta e secondo criteri paritetici di rappresentanza e controllo.

La nuova società unirà le attività di asset management facenti capo, rispettivamente, a Generali Investments Holding e a Nim portando alla creazione di un operatore globale da 1.900 miliardi di masse gestite, al nono posto a livello mondiale e leader nell'asset management in Europa con 4,1 miliardi di ricavi.

E sarà posizionata al meglio per espandere ulteriormente l'attività per clienti terzi, anche grazie all'impegno del Leone ad apportare, nel corso dei primi cinque anni, un totale di 15 miliardi di capitale di avviamento per nuove iniziative e strategie di investimento nel settore degli investimenti alternativi (e in particolare nei private markets). Un’opportunità di creazione di valore per il gruppo Generali, che non ha intenzione di ridurre la propria partecipazione nella joint venture, stimata in oltre 1 miliardo di euro. 

Da monitorare poi Stellantis dopo che a gennaio le immatricolazioni di auto del gruppo in Italia sono scese del 16% circa su anno, a fronte di un calo del mercato del 5,9%. La quota di mercato del costruttore automobilistico è salita al 31% da 23,2% di dicembre. Mentre Erg ha raggiunto un accordo con Amazon per la fornitura di circa 2,5 terawattora di energia rinnovabile in Irlanda del Nord.

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Inoltre si riuniscono i cda di Intesa Sanpaolo e di Ferrari per analizzare il bilancio 2024. Infine, l’ad di Ferragamo, Marco Gobbetti, ha annunciato il 3 febbraio di aver raggiunto un accordo consensuale per l'uscita dalla società dopo l'approvazione del bilancio 2024, il prossimo 6 marzo.

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