Il Ftse Mib chiude a 33.863,43 punti, in calo dell’1,33%. Il listino milanese risente del tonfo di Saipem (-7,1%), e dei ribassi di Iveco (-4,9%), Stm (-4,6%) e Campari (-3,5%). In controtendenza Brunello Cucinelli, migliore blue chip con un rialzo del 2,8%, seguito da Terna (+0,8%), Snam (+0,4%) e Recordati (+0,3%). Lo spread Btp/Bund sale a 143 punti.
In calo anche le altre borse europee con Parigi che perde lo 0,9%, Londra lo 0,8% e Francoforte lo 0,9%.
Wall Street apre in negativo con il Dow Jones, l’S&P 500 e il Nasdaq in calo rispettivamente dello 0,2%, dello 0,6% e dello 0,7% all’avvio delle contrattazioni. A mezzora dall’inizio degli scambi sui mercati americani Piazza Affari accentua le perdite e cede l’1,4% (alle 16), a 33.838 punti. Sul listino pesano i ribassi di Saipem (-5,4%), Mps (-4,7%), Iveco (-4,6%) e Stm (-3,9%). In rosso anche Francoforte (-1%), Parigi (-1%) e Londra (-0,8%).
I dati di giornata in arrivo dagli Stati Uniti restituiscono un indice Pmi manifatturiero finale in calo a 47,9 punti (un dato sotto i 50 punti indica una contrazione del settore) secondo S&P Global, leggermente al di sotto delle attese degli analisti che prevedevano un Pmi pari a 48 nel mese di agosto. Delude anche l’indice Ism manifatturiero che si attesta a 47,2 punti contro i 47,8 previsti.
I mercati azionari europei restano in rosso, anche Piazza Affari (-0,75% a 34.063 punti il Ftse Mib alle 14:50) con le banche sotto pressione e i titoli energetici e lo spread Btp/Bund in aumento a 139 punti base. Sul primario la Germania ha collocato 3,738 miliardi di euro nella riapertura dello Schatz con cedola 2,7%. Il rendimento è salito al 2,41% rispetto al 2,38% con un rapporto di copertura pari a 2,5 da 2,1. La Spagna ha assegnato, invece, un totale di oltre 5 miliardi nel collocamento a breve di titoli a sei e 12 mesi. Gli investitori sono ancora in attesa di ulteriori indicazioni sullo stato di salute delle principali economie mondiali, che saranno fornite dalla serie di dati di questa settimana, a partire da oggi, 3 settembre, con i dati Pmi degli Stati Uniti. Ancora più importanti i dati sul mercato del lavoro Usa che verranno resi noti venerdì.
«L'inizio di settimana cauto per la maggior parte dei benchmark, aggravato dalla festività statunitense di ieri, sarà probabilmente di breve durata, poiché ci aspettiamo che la volatilità del mercato aumenti gradualmente d'ora in poi», avverte Pierre Veyret, analista tecnico di ActivTrades. «Sebbene permanga una certa incertezza in vista degli sviluppi macro di questa settimana e a seguito di una stagione estiva contrastata per gli investitori, il sentiment del mercato rimane resistente, in quanto la mancanza di direzione non ha finora portato i benchmark in territorio correttivo. L'indice Stoxx-50 continua la sua lenta danza intorno al livello di 5.000 punti base, sostenuto principalmente dalle buone performance del settore del lusso, con Lvnh, Hermes, Kering e Ferrari come top mover di questa mattina. La divergenza ribassista tra l'indice e l'indicatore Rsi sottolinea l'attuale mancanza di convinzione del mercato, ma i prezzi continuano a scambiare al di sopra della loro trendline rialzista di medio termine», conclude Veyret.
Al giro di boa le borse europee restano in ribasso con i futures statunitensi negativi (-0,53% quello sul Dow Jones e -0,54% quello sull’S&P500). In attesa dei dati macroeconomici provenienti dagli Usa, il Dax perde lo 0,26%, il Cac40 lo 0,26%, il Ftse100 lo 0,54% e il Ftse Mib lo 0,65% a 34.095 punti trascinato al ribasso dal comparto bancario con Mps (-3,47%), Bper (-2,32%) e Banco Bpm (-2,40%) le più deboli. Ieri, 2 settembre, Claudia Buch, presidente del consiglio di vigilanza della Bce, ha avvertito che i rischi geopolitici si traducono in un aumento dei rischi di credito e che gli istituti dovrebbero tenerne conto.
Tuttavia, nel caso del Monte pesa, oltre al fatto che il Mef potrebbe avviare un processo di vendita di almeno un 7% dell’istituto, sul mercato o cedendo la quota a partner interessati, per rispettare gli impegni presi con l’Unione Europea, la notizia che la Corte d'Appello di Firenze, riformando la sentenza di primo grado, ha dato pienamente ragione ai risparmiatori possessori di obbligazioni subordinate Mps, poi convertite in azioni per salvare la banca. I risparmiatori nel 2018 si erano rivolti al Tribunale di Pisa che, con una sentenza del 2021, aveva dato ragione alla banca senese. Ma dopo aver impugnato la sentenza, la Corte d' Appello di Firenze ha riconosciuto il diritto dei clienti a essere risarciti delle perdite perché i consulenti della banca non avevano mai informato del rango subordinato delle obbligazioni Mps.
Male, inoltre, i titoli oil, con Saipem che cede il 3,44%, Eni (-1,22%) e Tenaris (-0,26%), spinti al ribasso dal calo del petrolio, con il Brent a 75,88 dollari (-2,12%). Gli investitori temono «la debolezza della crescita economica in Cina, che ha messo in ombra l'impatto dell'interruzione della produzione e delle esportazioni dalla Libia. Le difficoltà finanziarie della Cina, evidenziate dai deludenti dati Pmi e dalla lenta crescita degli ordini di esportazione e dei prezzi delle case, continuano a pesare sui prezzi del greggio a breve termine», afferma George Khoury Global Head of Education and Research di Cfi.
Mercati azionari europei contrastati. Francoforte e Parigi restano in rialzo, rispettivamente, dello 0,08% e dello 0,23%, invece Londra ha virato al ribasso (-0,02%) insieme a Milano (-0,38% a 34.188 punti l’indice Ftse Mib alle 10:30), piazza appesantita dal calo di tutte le banche dopo che Claudia Buch, presidente del consiglio di vigilanza della Bce, ha avvertito che i rischi geopolitici si traducono in un aumento dei rischi di credito e che gli istituti dovrebbero tenerne conto, ma anche di Tim (-1,79%) e di Saipem (-2,5%). Contro corrente i titoli del lusso come Moncler (+1%) e Brunello Cucinelli (+3,4%). In attesa dei dati macro Usa, il biglietto verde resta debole. Infatti l’euro sale dello 0,12% a 1,105 dollari. Stabile a 138 punti base lo spread Btp/Bund.
Borse europee in frazionale rialzo in avvio di seduta. Francoforte segna un +0,23%, Parigi un +0,24%, Londra un +0,16% e Milano un +0,24% a 34.404 punti. Lo spread Btp/Bund è stabile a quota 138,20 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in calo al 3,69%. I mercati Usa il 2 settembre erano chiusi per la festività del Labor Day, quindi è mancato lo spunto di Wall Street. Il rendimento del decennale Usa è poco mosso al 3,91%. Sul primario si attivano in mattinata la Germania che offre 4,5 miliardi nella riapertura dello Schatz cedola 2,70% e la Spagna con i Letras a sei e 12 mesi. In settimana, segnala Reuters, Francia, Spagna, Germania e Austria dovrebbero offrire bond per 25 miliardi di euro e l'Italia potrebbe lanciare un sindacato sul segmento extra-lungo. Unicredit ha osservato che i Paesi della zona euro hanno emesso oltre il 75% dei loro obiettivi di finanziamento per il 2024 con emissioni per 100-110 miliardi attese questo mese.
Sul listino milanese attenzione ai titoli oil come Eni (+0,31% a 14,74 euro) visto che il giacimento petrolifero libico di El Feel, che il colosso di Claudio Descalzi gestisce in jv con la National Oil Corporation, è sottoposto a un'importante manutenzione che richiederà tempo, mentre nel caso di Tenaris (+0,37% a 13,41 euro) Jefferies ha tagliato il target price da 16 a 14,50 euro (rating hold).
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Rimbalza poi dell’1,31% a 21,58 euro Leonardo, in picchiata (-7,2%) il 2 settembre come tutti gli altri titoli europei del settore della difesa perché l’avanzata dell’estrema destra AfD può spingere il governo Scholz a ridurre gli aiuti militari all’Ucraina. Così è passata in secondo piano la notizia che Leonardo Uk è rimasta sola nella corsa per il contratto degli elicotteri della Royal Air Force.
Tra le utility, Italgas sale dello 0,20% a 5,08 euro: tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima, secondo indiscrezioni, potrebbe riunirsi il cda della società per approvare l'offerta vincolante per la concorrente 2i Rete gas. La proposta dovrebbe attestarsi intorno a 5,2 miliardi di euro, debito incluso.
Nel comparto auto Stellantis perde lo 0,12% scivolando a 15 euro dopo che ad agosto ha registrato un calo delle immatricolazioni del 32,24% in Italia con una quota di mercato del 24,82% dal 28,04% di luglio, sottoperformando il mercato (-13,37%). Infine, PharmaNutra (+0,37% a 54,6 euro) ha comunicato che a partire dal 18 settembre, SiderAl Forte 30 mg e SiderAl 14mg, realizzati sulla base della tecnologia sucrosomiale brevettata in casa, saranno commercializzati sul territorio tedesco dal colosso mondiale della farmaceutica Fresenius Kabi.
Borse europee attese poco mosse in avvio di seduta (future sull’Eurostoxx50 +0,04%) con Wall Street che riapre in seguito alla festività del 2 settembre (future sul Dow Jones -19% e quello sull’S&P500 -0,17%). I risultati elettorali in Turingia e Sassonia in Germania, con la forte affermazione dell'estrema destra di AfD, hanno accresciuto i timori per un’instabilità politica nel cuore dell'Europa, dove anche la Francia non trova la quadra per formare un governo. Claudia Buch, presidente del consiglio di vigilanza della Bce, ha avvertito che i rischi geopolitici si traducono in un aumento dei rischi di credito e che le banche dovrebbero tenere conto di questo. Oggi, 3 settembre, interviene ancora a Francoforte alle 14 alla conferenza congiunta con l'Autorità bancaria europea e la Bce. Mentre alle 16 è atteso il discorso di Kerstin af Jochnick, membro del Consiglio di Vigilanza della Bce, e alle 18:45 quello di Joachim Nagel, presidente della Bundesbank e quindi membro del consiglio direttivo della Banca Centrale Europea.
Inoltre, nel pomeriggio Francoforte diffonde l’aggiornamento sullo stato dei programmi Pepp e Qe con lo spaccato Paese per Paese. Il tutto mentre si rafforza, secondo Reuters, il disaccordo tra i responsabili della politica monetaria dell'istituto centrale europeo sulle prospettive di crescita dell'area e dell'impatto di un intervento sui tassi sull'economia. L'inflazione della zona euro, scesa al 2,2% ad agosto, dovrebbe tornare a crescere verso la fine dell'anno per tornare al di sotto del target 2% solo verso la fine del 2025. Gli indici Pmi suggeriscono che una ripresa potrebbe essere lontana, dato che la domanda è scesa al ritmo più marcato di quest'anno. I mercati monetari prezzano due tagli dei tassi di interesse da parte della Bce da un quarto di punto entro fine anno con una probabilità del 36% di un terzo taglio.
Gli unici dati macro della giornata arrivano dagli Stati Uniti. Alle 15:45 il Pmi manifatturiero ad agosto finale (preliminare: 48 punti), alle 16 la spesa per costruzioni a luglio (precedente: -0,3%) e l’indice Ism manifatturiero (precedente: 46,8 punti; consenso: 47,8 punti). «La differenza tra i due indicatori è che il Pmi è l'Indice dell'attività produttiva ed è basato sulla valutazione dei responsabili degli uffici acquisti e di conseguenza è rappresentativo della capacità produttiva e dell'occupazione del settore manifatturiero», spiega Antonio Tognoli di Cfo Sim. «L’Ism è un report nazionale su base mensile che serve per valutare lo stato di salute del settore manifatturiero». Nessuna sorpresa, a detta dell’esperto, dal pil anno su anno del secondo trimestre del 2024 dell’Italia, pari allo 0,9% (0,7% nel primo trimestre del 2024), mentre continuano a calare i prezzi alla produzione: -1,1% a luglio dal -2,5% di giugno. «Mentre il Pmi manifatturiero dell’Europa di agosto, pari a 45,8 punti, è risultato più alto sia delle attese sia del dato di luglio, pari entrambi a 45,6 punti», conclude Tognoli. In attesa dei dati macro, l’euro sale dello 0,17% a 1,105 dollari.
I prezzi del petrolio sono contrastati (Wti +0,05% a 74,08 dollari al barile e Brent -0,22% a 77,35 dollari al barile), comunque deboli in quanto la preoccupazione per il rallentamento dell'economia cinese e il calo della domanda hanno superato l'impatto del blocco della produzione petrolifera in Libia. «Il petrolio rimane sotto pressione a causa delle persistenti preoccupazioni sulla domanda cinese. I dati Pmi più deboli del previsto nel fine settimana hanno fatto poco per alleviare queste preoccupazioni», afferma Warren Patterson di Ing. L'indice dei responsabili degli acquisti (Pmi) della Cina ha toccato il minimo degli ultimi sei mesi ad agosto. Inoltre Pechino ha registrato il primo calo degli ordini di esportazione in otto mesi a luglio e ha dichiarato che i prezzi delle nuove case sono cresciuti ad agosto al ritmo più debole dell'anno. «Questi timori sulla domanda stanno chiaramente più che compensando le interruzioni dell'offerta dalla Libia», aggiunge Patterson. Le esportazioni di petrolio nei porti libici sono rimaste bloccate lunedì e la produzione è stata ridotta.
La National Oil Corp libica ha dichiarato la forza maggiore sul suo campo petrolifero di El Feel a partire dal 2 settembre. La produzione totale è scesa a poco più di 591.000 barili al giorno il 28 agosto da quasi 959.000 barili al giorno del 26 agosto. Era di circa 1,28 milioni di barili al giorno il 20 luglio. Gli otto membri dell’Opec+ hanno in programma di aumentare la produzione di 180.000 barili al giorno a ottobre, un piano che, secondo le fonti del settore, dovrebbe andare avanti a prescindere dalle preoccupazioni per la domanda. «Ci sono indicazioni che si atterranno all'aumento previsto, ma molto dipenderà dall'ulteriore debolezza del mercato», conclude Patterson. Secondo un sondaggio Reuters, la produzione di petrolio dell'Opec è scesa il mese scorso al livello più basso da gennaio. Ad aggravare le preoccupazioni sull'approvvigionamento, lunedì due petroliere sono state attaccate dagli Houthi, sostenuti dall'Iran, nel Mar Rosso al largo dello Yemen, ma non hanno riportato danni rilevanti. In più la raffineria russa Gazpromneft di Mosca ha sospeso le attività in un'unità per le riparazioni. Un incendio è scoppiato domenica dopo un attacco di un drone all'impianto, che ha lavorato 11,6 milioni di tonnellate di petrolio greggio l'anno scorso.
Sul listino milanese attenzione, quindi, ai titoli oil come Eni visto che appunto il giacimento petrolifero libico di El Feel, che il colosso di Claudio Descalzi gestisce in jv con la National Oil Corporation, è sottoposto a un'importante manutenzione che richiederà tempo, mentre nel caso di Tenaris Jefferies ha tagliato il target price da 16 a 14,50 euro (rating hold).
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Da monitorare ancora Leonardo, in picchiata (-7,2%) il 2 settembre come tutti gli altri titoli europei del settore della difesa perché l’avanzata dell’estrema destra AfD può spingere il governo Scholz a ridurre gli aiuti militari all’Ucraina. Così è passata in secondo piano la notizia che Leonardo Uk è rimasta sola nella corsa per il contratto degli elicotteri della Royal Air Force.
Tra le utility, focus su Italgas perché tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima, secondo indiscrezioni, potrebbe riunirsi il cda della società per approvare l'offerta vincolante per la concorrente 2i Rete gas. La proposta dovrebbe attestarsi intorno a 5,2 miliardi di euro, debito incluso.
Nel comparto auto continua a tenere banco Stellantis che ad agosto ha registrato un calo delle immatricolazioni del 32,24% in Italia con una quota di mercato del 24,82% dal 28,04% di luglio, sottoperformando il mercato (-13,37%). Infine, PharmaNutra ha comunicato che a partire dal 18 settembre, SiderAl Forte 30 mg e SiderAl 14mg, realizzati sulla base della tecnologia sucrosomiale brevettata in casa, saranno commercializzati sul territorio tedesco dal colosso mondiale della farmaceutica Fresenius Kabi.
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