Il Ftse Mib chiude a 33.170 punti, in calo dell’1,5%, appesantito dalle parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che, ospite a un evento di Bloomberg a Milano, ha parlato di «sacrifici che tutti dovranno fare» in relazione alla prossima manovra finanziaria. Sul listino milanese la peggiore è Diasorin è chiude in ribasso del 4%, seguita da Stellantis (-4%) e Saipem (-3,6%). Sulla casa automobilistica pesa l’ipotesi del pensionamento di Carlos Tavares nel 2026. In controtendenza Tim (+1,6% dopo l’offerta da 700 milioni del Mef con il fondo Asterion per Sparkle), Iveco (+0,5%) e Bper Banca (+0,4%).
Chiudono in ribasso anche le altre borse europee: Francoforte cede lo 0,6% e Parigi l’1,3% mentre Londra limita il rosso allo 0,1%. A due ore dall’apertura Wall Street procede contrastata: il Dow Jones e l’S&P 500 trattano poco sotto la parità mentre il Nasdaq è leggermente positivo.
Continuano intanto le tensioni in Medio Oriente con Israele che fa sapere che risponderà all’attacco missilistico dell’Iran dopo essersi coordinata con gli Stati Uniti. Il rischio di un’escalation del conflitto sostiene i prezzi del petrolio con il Brent che scambia a oltre 77 dollari al barile, in aumento di circa il 4%, e il Wti sopra i 73 dollari (+4,6%).
Il Ftse Mib accelera al ribasso (-1,5% alle 15:40) dopo le parole del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che a un evento di Bloomberg a Milano ha parlato di una legge di bilancio in cui «verranno chiesti sacrifici a tutti». Il listino milanese viaggia quindi sui 33.182 punti dopo l’apertura di Wall Street (negativi tutti e tre gli indici principali all’apertura).
Le uniche blue chip in rialzo sono Tim, che guadagna l’1% all’indomani dell’offerta da 700 milioni del tandem Mef-Asterion per Sparkle, e Iveco (+0,2%). Pesante Stellantis che cede il 5% dopo che l’ad Tavares ha aperto a un suo ritiro nel 2026 e Saipem (-5%). In rosso anche Leonardo (-2,7%) che ha accentuato le perdite dopo che Giorgetti ha specificato che il settore della Difesa, reduce da una corsa in borsa alimentata dai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, sarà chiamato a dare il proprio contributo alla manovra. «Non ci sarà più la narrativa come in passato sugli extra-profitti bancari dal momento che in quel momento le banche facevano più profitti», ha detto Giorgetti. «Oggi l'industria di chi produce armi, con tutte queste guerre va particolarmente bene, è una situazione di mercato favorevole che produce utili superiori».
«Stiamo per approvare una legge di bilancio in cui verranno chiesti sacrifici a tutti», ha sottolineato il titolare del Mef, rispondendo a una domanda sull'eventuale tassazione dei cosiddetti extra-profitti all’evento di Bloomberg. «Taglieremo le spese, ma ci sarà una chiamata di contribuzione per tutti, non specialmente per le banche. [...] Siamo impegnati in un percorso esigente di rientro annunciato al 3% entro il 2026, questo tipo di sforzo tutto il Paese è chiamato a farlo: privati, aziende e pubblica amministrazione».
Il ministro ha, però, aggiunto che l’obiettivo di crescita del pil dell’1%, fissato dal governo per il 2024 è raggiungibile e che i dati sul rapporto deficit/pil per l’anno in corso hanno superato le aspettative: «Il nostro obiettivo del 4,3% sembrava irrealistico, noi lo abbiamo aggiornato al 3,8%, è quasi un unicum nel contesto europeo».
Prosegue in rosso la seduta delle borse europee in attesa dell’avvio di Wall Street. Anche Londra (-0,04%) si è arresa alle vendite. A Piazza Affari l’indice Ftse Mib perde l’1,36% a 33.215 punti con Mps che ha accelerato al ribasso (-2,33%) dopo che il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, ha confermato che il Tesoro intende vendere un'ulteriore tranche della banca senese entro la fine dell'anno. Via XX Settembre, che controlla il 26,73% della banca senese, sta cercando di ridurre ulteriormente la propria presa per mantenere gli impegni presi con l’Ue. Anche Stellantis ha accelerato al ribasso (-4,3%) dopo che il ceo Carlos Tavares ha detto che potrebbe andare in pensione nel 2026.
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Lo spread Btp/Bund è fermo a quota 133,77 punti base, mentre il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,46% in tandem con quello del Treasury Usa 10 anni al 3,81%. L’euro perde lo 0,36% a 1,102 dollari dopo che le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti nella settimana del 27 settembre su base settimanale sono risultate pari a 225 mila unità, in aumento rispetto al precedente dato di 219 mila unità e oltre la previsione degli economisti a 222 mila unità.
Il Brent resta in rialzo dell’1,99% a 75,37 dollari al barile. Per S&P Global Ratings l'escalation del conflitto tra Israele e Hezbollah, in seguito alla morte del leader di Hezbollah Hassan Nasrallah e all'azione militare di Israele in territorio libanese, ha gravemente indebolito le prospettive di ripresa della già fragile economia e del panorama politico libanese. S&P continuerà a valutare le implicazioni del conflitto man mano che la situazione si evolve. L’agenzia di rating ritiene che la recrudescenza dei combattimenti e degli attacchi in Libano possa protrarsi fino al 2025 ed espandersi in altre parti del Paese, mettendo a dura prova l'economia libanese. Il rating di S&P in valuta estera sul Libano è Selective Default. Questo perché il governo libanese è in default sulle proprie obbligazioni in valuta estera dal marzo 2020. I rating a lungo e breve termine in valuta locale sono CC/C con outlook negativo, poiché il rischio di default sul debito commerciale denominato in valuta locale rimane elevato, secondo S&P.
Con i futures statunitensi negativi (-0,25% quello sul Dow Jones e -0,21% quello sull’S&P500) le borse europee, eccetto Londra (+0,50%), restano in territorio negativo. Il Dax perde lo 0,41%, il Cac40 lo 0,58% e il Ftse Mib lo 0,41% a 33.536 punti alle 13:30 con Stellantis, Stm, Saipem e Campari in fondo al listino. Lo spread Btp/Bund è poco mosso a 133,8 punti base, l’euro arretra dello 0,21% a 1,104 dollari in attesa dei dati macro Usa del pomeriggio e il Brent continua la sua corsa (+1,65% a 75,12 dollari al barile). In risposta all'attacco dell'Iran, Israele potrebbe sferrare un colpo che danneggerebbe l'economia iraniana, ad esempio attaccando i suoi impianti petroliferi. Lo ha scritto il Financial Times, citando una fonte anonima. Secondo i media, Israele potrebbe attaccare anche i sistemi missilistici iraniani che hanno partecipato all'attacco.
Le borse europee restano in rosso (Francoforte perde lo 0,62%, Parigi lo 0,79% e Milano lo 0,53% a 33.498 punti alle 12:25 con Stellantis, Stm e Campari che restano i titoli peggiori, spiccano contro corrente Tim e le banche, Unicredit in primis con un +0,74%), tranne Londra, in rialzo dello 0,28% dopo che l'esercito israeliano ha lanciato un avvertimento ai residenti di oltre 20 città nel sud del Libano affinché evacuino immediatamente le loro case, segno di un attacco imminente. Di riflesso, il Brent schizza a quota 75,39 dollari al barile (+2%). Mentre l’euro resta schiacciato a 1,103 dollari (-0,28%). Lato macro, ad agosto, rispetto a luglio, i prezzi alla produzione industriale sono aumentati dello 0,6% nell'area dell'euro e dello 0,4% nell'Ue, secondo le prime stime di Eurostat. Ad agosto, rispetto allo stesso mese del 2023, i prezzi alla produzione industriale sono diminuiti del 2,3% nell'area dell'euro e del 2,1% nell'Ue.
Le borse europee accelerano al ribasso (Dax -0,94%, Cac40 -1,09%, Ftse100 -0,02% e Ftse Mib -1% a 33.335 punti alle 10:30 con Campari, Stellantis, Stm, Saipem, Moncler e Brunello Cucinelli i peggiori; sale contro corrente con un +2,55% solo Tim). L’euro accelera al ribasso nei confronti del dollaro (-0,21% a 1,104) anche se l’indice Pmi servizi finale dell’Eurozona ha segnato l’ottavo mese consecutivo di crescita. In realtà, non è tutto oro quello che luccica. Con un valore superiore alla soglia di 50, un trend che continua da febbraio, l’indice, dai 52,9 punti di agosto, è infatti sceso a settembre a 51,4 punti, mostrando un’espansione solo modesta e la più debole da sette mesi. È la prima volta da febbraio che la domanda di servizi cala, anche se marginalmente. Sono state le commesse inevase ad alimentare l’attività del settore, diminuendo infatti per la quattordicesima volta negli ultimi 15 mesi, e al tasso più elevato da febbraio. L’indice Pmi composito dell’Eurozona è risultato in territorio di contrazione per la prima volta da febbraio. Dal picco di 51 di agosto, è sceso a 49,6 punti, indicando un marginale calo dell’attività del settore privato a fine terzo trimestre.
Il prezzo del Brent si conferma in rialzo dell’1,11% a 74,72 dollari al barile dopo che i ribelli Houthi dello Yemen hanno affermato di aver colpito con successo un obiettivo vitale a Tel Aviv con diversi droni. L'Idf ha riferito in precedenza che un drone è stato abbattuto dall'aeronautica militare israeliana in mare al largo della costa centrale di Israele. Poco dopo, sono stati identificati altri due droni in mare, uno dei quali è stato abbattuto e un secondo è atterrato in un'area aperta.
Mercati azionari europei contrastati in avvio di seduta. Francoforte segna un -0,35%, Londra un +0,27%, Parigi un -0,56% e Milano un -0,30% a 33.575 punti. Lo spread Btp/Bund è poco mosso a 133,9 punti base in attesa delle aste di Francia e Spagna. Imperversa una certa volatilità anche se «Wall Street ha recuperato con l’indice S&P 500 vicino ai massimi della sessione grazie a buoni dati sull’occupazione Usa. Il rapporto sui salari Adp di settembre ha, infatti, registrato 143mila nuove assunzioni rispetto al consenso di 125mila e al dato rivisto al rialzo di agosto di 103mila», sottolinea Fabrizio Barini di Integrae Sim. «Il rapporto ha evidenziato una ripresa diffusa della creazione di posti di lavoro, dopo un rallentamento di cinque mesi, con l’unico settore a perdere occupazione nel comparto dell’informatica. La produzione manifatturiera, invece, ha aggiunto posti di lavoro per la prima volta da aprile».
Oggi, 3 ottobre, il calendario macro è relativamente tranquillo, con l’attenzione focalizzata sulla retorica della Bce. «Il vicepresidente de Guindos ha dichiarato che i rischi di crescita sono inclinati al ribasso, e Kazaks ha sostenuto un taglio dei tassi a ottobre. Le aspettative di mercato per un taglio dei tassi in ottobre da parte della Bce si attestano ora attorno al 90%, in seguito a una serie di dati macro deboli, tra cui il Pmi recente e l’inflazione scesa sotto il 2% per la prima volta dal 2021», precisa Barini.
Le tensioni geopolitiche stanno dando una scossa, con un’escalation del conflitto che ha fatto salire i prezzi del greggio sopra 70 dollari al barile (Brent +1,38% a 74,92 dollari al barile). L’Iran ha lanciato più di 180 missili balistici contro Israele, alimentando le preoccupazioni per possibili interruzioni della produzione di petrolio nella regione. «Il settore energy è così il migliore performer, con gli investitori che monitorano da vicino gli sviluppi. L’Iran ha dichiarato che l’attacco è terminato, a meno di ulteriori provocazioni, mentre Israele ha promesso una ritorsione significativa entro pochi giorni, che potrebbe colpire le strutture petrolifere iraniane e altri siti strategici. In questo contesto i titoli della difesa salgono, mentre le azioni di compagnie aeree e viaggi scendono, con le linee aeree che hanno deviato i voli per evitare l’area del conflitto. Gli analisti hanno osservato che le crescenti tensioni potrebbero complicare i piani delle banche centrali di allentare la politica monetaria, dato che un aumento dei prezzi del petrolio potrebbe compromettere i progressi sull’inflazione. Staremo a vedere», conclude Barini.
Di riflesso al rialzo del prezzo del petrolio sul listino milanese sale Eni (+0,60% a 14,20 euro), che ha completato l'aggregazione della quasi totalità dei propri asset di esplorazione e produzione situati nel Regno Unito, non stanno al passo, invece, Saipem (-0,69% a 2,019 euro) e Tenaris (-0,82% a 14,57 euro). Ancora acquisti sul colosso della difesa Leonardo (+0,14% a 21,13 euro). Sotto pressione, viceversa, Stellantis (-2,79% a 12,062 euro) perché la produzione di auto in Italia potrebbe scendere sotto i 500.000 veicoli nel 2024 dai 751.000 dello scorso anno, secondo la Fim Cisl. Nel frattempo, la Germania ha respinto la proposta dell'Italia di anticipare la revisione, prevista dall'Unione europea, sul divieto di vendita di nuove autovetture con motore a combustione interna a partire dal 2035, affermando che avrebbe abbassato gli standard e causato incertezza per l'industria. Bernstein ha tagliato il target price sul titolo da 18 a 11 euro (rating market perform confermato) e Barclays ha abbassato il giudizio a equal weight (target price rivisto da 23 a 12,5 euro).
Restano in casa Agnelli-Elkann, attenzione anche a Ferrari (-0,53% a 412,8 euro) perché la Formula 1 ha siglato un nuovo contratto di sponsorizzazione con alcuni marchi di Lvmh, tra cui Louis Vuitton, Moet e Tag Heuer. Lvmh prende il posto di Rolex. Il deal dovrebbe valere circa 100 milioni di euro l’anno, per Ferrari le ricadute stimate sono intorno all’1%.
Per il resto, Tim balza del 2,27% a 0,2527 euro dopo che il ministero dell'Economia ha presentato con Asterion un'offerta da 700 milioni di euro per acquisire l'intero capitale di Sparkle. Invece, Mediobanca è stabile a quota 14,97 euro: l'accordo di consultazione di Piazzetta Cuccia è stato automaticamente rinnovato per altri tre anni fino al 31 dicembre 2027, con la partecipazione vincolata salita dal 10,98% all’11,40% del capitale. La variazione è da ricondurre all'apporto da parte di Finprog Italia di ulteriori 1,6 milioni di azioni e alla riduzione del numero di azioni componenti il capitale per l'annullamento di azioni proprie in portafoglio. A proposito di banche, Mediobanca Research ha alzato il target price di Bper Banca (+0,80% a 4,92 euro) a 5,60 euro, viceversa Bnp Paribas ha tagliato a underperform il rating su Generali (-1,12% a 25,49 euro). Vendite anche su Stm, in flessione dell’1,27% a 25,96 euro, e sui titoli del lusso come Moncler (-1,28% a 54,16 euro) e Brunello Cucinelli (-1,15% a 94,8 euro).
Le borse europee sono attese in calo mentre salgono le tensioni tra Israele e Iran. Il future sull’Eurostoxx50 perde lo 0,38%. In leggero calo i futures statunitensi (-0,14% quello sul Dow Jones e -0,18% quello sull’S&P500). L'Idf ha annunciato di aver abbattuto due droni nemici nella zona centrale di Israele, con un terzo che è caduto vicino Tel Aviv e di aver intercettato un sospetto bersaglio aereo a largo della costa della regione metropolitana di Gush Dan.
Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,42% dopo che il 2 ottobre è tornato a salire. In mattinata si attivano sul primario la Francia, che offre un massimo di 12 miliardi di quattro Oat con scadenza nel 2034, nel 2049 e nel 2055, e la Spagna che mette a disposizione fino a 5 miliardi di tre Bonos con scadenza nel 2027, nel 2029 e nel 2041 oltre a un massimo di 750 milioni in titoli indicizzati.
L’euro arretra dello 0,36% a 1,102 dollari, lo ha fatto anche alla vigilia dopo l'intervento della consigliera della Bce, Isabel Schnabel, secondo la quale l'inflazione della zona euro scenderà probabilmente sotto l'obiettivo Bce del 2%, come di fatto già avvenuto il mese scorso. Le parole di Schnabel, un falco in seno al board della Bce,di un taglio dei tassi di interesse alla riunione di ottobre.
Focus allora sui dati macro. Alle 10 il Pmi composito a settembre finale dell’Eurozona (preliminare: 48,9 punti; consenso: 48,9 punti) e il Pmi servizi sempre a settembre finale (preliminare: 50,5 punti; consenso: 50,5 punti), mentre alle 11 tocca ai prezzi alla produzione ad agosto (precedente: -2,1% anno su anno). Invece, dagli Stati Uniti alle 14:30 arrivano le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (precedente: -4.000 unità a 218.000), alle 15:45 il Pmi servizi a settembre finale (precedente: 55,4 punti), alle 16 gli ordini delle imprese ad agosto (precedente: +5% mese su mese) e alle 16 l’indice Ism non manifatturiero a settembre (precedente: 51,5 punti; consenso: 51,7 punti).
Continuano a salire i prezzi del petrolio (Wti +1,51% a 71,16 dollari al barile e Brent +1,35% a 74,90 dollari al barile) dopo che i nuovi bombardamenti di Israele a Beirut hanno provocato la morte di almeno sei persone. Nel corso di una conferenza telefonica convocata d'urgenza dalla presidente di turno, Giorgia Meloni, i leader del G7 hanno ribadito la ferma condanna dell'attacco iraniano contro Israele.
Israele ha minacciato rappresaglie contro l'Iran a seguito del bombardamento missilistico di Teheran all'inizio della settimana, anche se il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha detto che il Paese dovrebbe astenersi dall'attaccare le sue strutture nucleari. Il Medio Oriente rappresenta circa un terzo dell'offerta globale di petrolio e si teme che l'ultima escalation possa bloccare l’approvvigionamento. Un attacco importante da parte di Israele contro la capacità di esportazione dell'Iran potrebbe fermare il flusso di 1,5 milioni di barili di forniture giornaliere, secondo Citi. Se Israele colpisse infrastrutture minori, potrebbero andare persi dai 300.000 ai 450.000 barili di produzione. Le ultime impennate dei prezzi dell’oro nero hanno fatto sì che l’indicatore della volatilità implicita del Brent salisse ai massimi da quasi un anno.
Di riflesso sul listino milanese sono da monitorare i titoli legati al settore petrolifero come Eni, Saipem e Tenaris, ma anche quelli della difesa come Leonardo. Inoltre, occhio a Stellantis perché la produzione in Italia potrebbe scendere sotto i 500.000 veicoli nel 2024 dai 751.000 dello scorso anno, secondo la Fim Cisl. Nel frattempo, la Germania ha respinto la proposta dell'Italia di anticipare la revisione, prevista dall'Unione europea, sul divieto di vendita di nuove autovetture con motore a combustione interna a partire dal 2035, affermando che avrebbe abbassato gli standard e causato incertezza per l'industria. Bernstein ha tagliato il target price sul titolo da 18 a 11 euro (rating market perform confermato) e Barclays ha abbassato il giudizio a equal weight (target price rivisto da 23 a 12,5 euro).
Restano in casa Agnelli-Elkann, attenzione anche a Ferrari perché la Formula 1 ha siglato un nuovo contratto di sponsorizzazione con alcuni marchi di Lvmh, tra cui Louis Vuitton, Moet e Tag Heuer. Lvmh prende il posto di Rolex. Il deal dovrebbe valere circa 100 milioni di euro l’anno, per Ferrari le ricadute stimate sono intorno all’1%.
Per il resto, focus su Tim dopo che il ministero dell'Economia ha presentato con Asterion un'offerta da 700 milioni di euro per acquisire l'intero capitale di Sparkle e su Mediobanca perché l'accordo di consultazione di Piazzetta Cuccia è stato automaticamente rinnovato per altri tre anni fino al 31 dicembre 2027, con la partecipazione vincolata salita dal 10,98% all’11,40% del capitale. La variazione è da ricondurre all'apporto da parte di Finprog Italia di ulteriori 1,6 milioni di azioni e alla riduzione del numero di azioni componenti il capitale per l'annullamento di azioni proprie in portafoglio. A proposito di banche, Mediobanca Research ha alzato il target price di Bper Banca a 5,60 euro, viceversa Bnp Paribas ha tagliato a underperform il rating su Generali.
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