Seduta di vendite per i listini europei: la peggiore è Francoforte che chiude la giornata in calo dello 0,9%, seguita da Milano che segna un -0,7% a 33.473 punti. In frazionale calo anche Londra (-0,5%) e Parigi (-0,3%). Intanto dall’altra parte dell’Atlantico, Wall Street prosegue sopra la parità: +0,02% il Dow Jones, +0,16% l’S&P 500 e +0,33% il Nasdaq. Gli investitori nel corso della giornata hanno guardato alle elezioni francesi che si dirigono verso il secondo turno. Intanto continuano a muoversi al ribasso i rendimenti obbligazionari: il Btp decennale vale il 4,07% e quello francese il 3,28%. In chiusura di seduta lo spread tra Btp/Bund è sceso a 147 punti, mentre quello tra Oat e il Bund si attesta a 68 punti base. Sul valutario l’euro si indebolisce sul dollaro a 1,073. Nel corso della giornata faro anche su Sintra dove si sta svolgendo il forum dei banchieri centrali organizzato dalla Bce. Gli ultimi commenti dei banchieri centrali sembrano propendere per un taglio dei tassi entro la fine dell’anno, probabilmente a settembre.
Wall Street apre in ribasso con il Dow Jones che cede lo 0,1%, l’S&P 500 in calo dello 0,2% e il Nasdaq in rosso dello 0,3%. Milano cede lo 0,8%. Spread Btp/Bund in calo a 147 punti.
Intanto la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha dato qualche indicazione ai mercati sulle prossime mosse di politica monetaria della banca centrale europea: il prossimo taglio dei tassi dovrebbe essere valutato a settembre, mentre a luglio non ci sarà nessuna novità.
«La solidità del mercato del lavoro», ha detto Lagarde, «ci consente di prendere tempo per raccogliere nuove informazioni, ma dobbiamo anche essere consapevoli del fatto che le prospettive di crescita rimangono incerte». Considerata l’entità dello shock sui prezzi, infatti, secondo la presidente della Bce «un atterraggio morbido non è ancora garantito. Solo il 15% circa degli atterraggi morbidi riusciti in questo periodo sono stati raggiunti a seguito di shock dei prezzi energetici. Ma questo ciclo non ha seguito gli schemi del passato».
Al giro di boa le borse europee restano in calo con l’inflazione core che non molla in Eurozona (stabile al 2,9% a giugno, ma sopra le attese degli economisti). Francoforte arretra dell’1,14%, Parigi dello 0,84%, Londra dello 0,47% e Milano dello 0,98% a 33.387 punti alle 14:45 con Stellantis, Pirelli, Iveco e Brunello Cucinelli sotto pressione. Ad aggiungere benzina sul fuoco sono le dichiarazioni di Isabel Schnabel, membro del consiglio direttivo della Bce, la quale, all’indomani dell’esito delle elezioni in Francia che hanno scongiurato una Frexit, ha messo in guardia dagli shock geopolitici che «influenzano le nostre economie in molti modi diversi e possono contribuire al livello e alla volatilità dell'inflazione, diventando quindi un fattore importante da considerare per la politica monetaria».
Da un lato, ha spiegato Schnabel, gli shock geopolitici operano attraverso il lato dell'offerta, rendendola meno elastica a causa di interruzioni acute o più persistenti delle catene di approvvigionamento. «I rischi di un uso politico delle materie prime, come i minerali critici necessari per la transizione verde, un aumento del protezionismo e prezzi energetici più elevati potrebbero portare a pressioni inflazionistiche», ha osservato. Dall'altro lato, l'incertezza dovuta agli shock geopolitici potrebbe ridurre la domanda da parte di consumatori o investitori e portare a un comportamento di risparmio precauzionale, che potrebbe avere un effetto attenuante sull'inflazione. «Un mondo più incline agli shock geopolitici pone quindi sfide per le banche centrali», ha concluso.
Non scemano le vendite sulle borse europee (Dax -0,96%, Cac40 -0,85% e Ftse100 -0,33% e Ftse Mib -1,16% a 33.324 punti alle 13:00 con Prysmian, Tim, Tenaris, Eni e Saipem uniche blue chip positive), complici i futures di Wall Street negativi (-0,29% quello sul Dow Jones e -0,35% quello sull’S&P500). Dopo il rally del 1° luglio sull'esito del primo turno delle elezioni francesi, i Btp e il resto della periferia della zona euro sono colpiti da prese di beneficio. Il rendimento del Btp decennale sale al 4,13%, ai massimi da fine novembre 2023 dopo un avvio a 4,10%, mentre lo spread con il Bund sull'analoga scadenza quota a 153,16 punti base. Il rendimento del Bund decennale è stabile al 2,6%, invece quello dell’Oat francese 10 anni sale al 3,36%.
Dopo il primo turno delle elezioni francesi è plausibile che nessuno dei tre blocchi ottenga la maggioranza. La procedura per eccesso di deficit non impedirebbe necessariamente alla Bce di attivare il Tpi nei confronti della Francia, ma sarebbe necessaria una cooperazione minima tra il governo nazionale beneficiario e l’Ue», sottolinea Gilles Moëc, Axa Group Chief Economist and Head of Axa Im Research. «L’assenza di una maggioranza solida da parte di uno dei blocchi principali rimane, dunque, un risultato estremamente plausibile. Il fatto che la Francia – e l'Italia – siano di nuovo sottoposte a procedura per deficit eccessivo non sarebbe necessariamente un ostacolo, a patto che il governo mostri una certa disponibilità a rispettare le raccomandazioni del Consiglio Ue. Tuttavia, date le perplessità in alcuni Paesi chiave, la Bce dovrebbe garantire che l’azione sia proporzionata al rischio, il che suggerisce che un allargamento dello spread dovrebbe colpire seriamente l’economia per far scattare il Tpi. Lo strumento serve a mitigare una crisi, non a stroncarla sul nascere. Indipendentemente da ciò che qualsiasi futuro governo francese decida di fare, non dovrebbe contare sul sostegno immediato della Bce».
Per altro, secondo le stime diffuse stamani dall’Istat, nel periodo gennaio-marzo il rapporto deficit/pil è passato all’8,8% dall'11,6% di un anno prima (rivisto dall’11,7%). «Nel primo trimestre del 2024 il quadro di finanza pubblica mostra un indebitamento in miglioramento e una pressione fiscale in crescita rispetto al corrispondente trimestre dell'anno precedente», ha spiegato l'istituto di statistica che ha rivisto il dato sull'indebitamento netto del quarto trimestre del 2023 al 5,7% dal 5,5% stimato a inizio aprile. Roma prevede di riportare il deficit/pil sotto il limite del 3% fissato dalla Ue solo nel 2026.
Nessuna sorpresa dall’inflazione in Eurozona e i mercati azionari europei restano in ribasso (Dax -0,7%, Cac40 -0,6%, Ftse100 -0,17% e Ftse Mib -0,94% a 33.400 punti con Stellantis in calo del 3,14% e Fineco dell’1,87%, viceversa salgono contro corrente Eni, Tenaris, Saipem e Leonardo). Il tasso di inflazione annuale dell'Eurozona è sceso al 2,5% a giugno dal 2,6% di maggio, secondo i dati preliminari di Eurostat. La lettura è in linea alla stima del consenso degli economisti. Su base mensile, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,2%. Mentre il tasso di inflazione core della regione è rimasto al 2,9% rispetto alle previsioni del 2,8%. Su base mensile, i prezzi al consumo core sono aumentati dello 0,3%. Inoltre, sempre in Eurozona il tasso di disoccupazione a maggio è risultato stabile rispetto ad aprile al 6,4%, in linea con le attese del consenso. Anche in Italia a maggio il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 6,8%. Mentre il tasso di occupazione è sceso al 62,2% (-0,1 punti). Dopo questi dati macro e in attesa di quelli Usa, l’euro resta in rialzo dello 0,25% a 1,071 dollari.
Le borse europee accelerano al ribasso. Il Dax perde lo 0,74%, il Cac40 lo 0,71%, il Ftse100 lo 0,52% e il Ftse Mib lo 0,69% a 33,484 punti con Iveco, Stellantis e Unipol che perdono, rispettivamente, il 3,15%, il 2,25% e l’1,59%. Lo spread Btp/Bund sale a 153,8 punti base con il rendimento del Btp 10 anni in aumento al 4,12%. «Siamo convinti che nel breve termine le elezioni francesi avranno un esito positivo per gli investitori, ma questo non significa che si verificherà una riduzione dello spread tra il debito francese e tedesco (spread Oat/Bund a 71 punti base, ndr). I riflettori restano, quindi, puntati sulle prospettive fiscali della Francia», ha detto Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm. «Negli ultimi venticinque anni, il rapporto debito/pil in Italia è rimasto abbastanza stabile, mentre in Francia è aumentato in modo più significativo e, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, è destinato a salire ancora, laddove il debito/pil greco, ad esempio, dovrebbe diminuire in modo piuttosto netto. Guardando ai saldi primari, si nota l’aumento della spesa pubblica francese a seguito dell’emergenza Covid: per il prossimo futuro, il Fmi prevede che sia la Grecia che l’Italia registreranno avanzi primari, mentre la Francia dovrebbe rimanere in deficit».
Ad aggiungere tensione sui mercati sono le dichiarazioni del vicepresidente della Bce, Luis De Guindos, secondo il quale bisogna «essere molto prudenti, siamo fiduciosi che l’inflazione convergerà verso la nostra definizione di stabilità dei prezzi, ma simultaneamente riteniamo che i prossimi mesi non saranno facili. Sarà una strada accidentata, con alti e bassi nell’evoluzione dell’inflazione, quindi, anche se la direzione è chiara, sul breve termine dobbiamo essere estremamente prudenti e cauti».
Intervistato da Cnbc durante il forum annuale della Bce a Sintra, in Portogallo, il numero due della Bce ha sottolineato che il tema più importante sarà quello dell'ultimo miglio: dato che «l’inflazione non è come stava un anno o due fa, è calata molto, il tema principale è come dobbiamo intervenire sulla situazione per raggiungere il 2%». Per l'economia «non pensiamo che il secondo trimestre sarà molto diverso dal primo: c`è una ripresa molto leggera e anche se guardi alle ultime previsioni indichiamo che abbiamo un po’ rivisto a rialzo le attese di crescita, ma sarà sotto comunque il potenziale». Quindi, «non sappiamo quanti tagli (dei tassi di interesse, ndr) avremo» quest'anno. «Il taglio di giugno penso fosse molto chiaro e l’avevamo preannunciato. Ma per il resto c’è incertezza e non abbiamo alcun percorso predeterminato in termini di decisioni di politica monetaria», ha ribadito.
Le borse europee stornano in avvio di seduta. Francoforte perde lo 0,54%, Parigi lo 0,64%, Londra lo 0,41% e Milano lo 0,52% a 33.540 punti con lo spread Btp//Bund in allargamento a quota 153 punti base. L'euro continua a recuperare terreno contro il dollaro (+0,36% a 1,072) in attesa del dato sull’inflazione dell’Eurozona, vista calmierarsi a giugno, e dopo i risultati delle elezioni francesi (lo spread Oat/Bund sale a 71 punti base) nelle quali né l'estrema destra né l'estrema sinistra sono state in grado di conquistare la maggioranza assoluta all'Assemblea nazionale. Il primo turno di votazioni è stato ampiamente in linea con i sondaggi, con il Rassemblement national di Le Pen che ha ottenuto il maggior numero di voti ma è al di sotto del livello necessario ad ottenere la maggioranza assoluta ovvero 289 seggi.
«Rimane un certo grado di incertezza sul secondo round di votazioni di domenica prossima. Sembra probabile un parlamento senza maggioranza e, a nostro avviso, potrebbe essere visto come uno sviluppo positivo per gli asset europei, in quanto i mercati prezzerebbero politiche fiscali e di immigrazione più simili allo status quo«, afferma il team di Ebury. «Tuttavia, dopo la forte affermazione al primo turno, rimane aperta la possibilità che il Rassemblement national possa ottenere la maggioranza assoluta, cosa che potrebbe frenare la crescita dell'euro nei prossimi giorni».
L'altro fattore di interesse politico sono stati gli Stati Uniti, dove la disastrosa performance di Biden nei dibattiti ha reso Trump il chiaro favorito per le elezioni di novembre, anche se i mercati finanziari stanno prendendo questo risultato con serenità. «L'orientamento a favore di Trump nei sondaggi dopo il dibattito della scorsa settimana e la catastrofica performance di Biden avrebbero dovuto avere un effetto positivo sul dollaro, in quanto i mercati prezzano un'amministrazione più protezionistica. La mancata ripresa del biglietto verde rispetto alla maggior parte delle valute mondiali in seguito a questo evento è forse un'indicazione di quanto il dollaro sia diventato oneroso rispetto ai livelli attuali», sottolinea Ebury secondo cui con meno di due tagli dei tassi di interesse previsti nel 2024 da parte della Fed e con il dollaro su valori elevati, il margine per un ulteriore rafforzamento del dollaro è minimo.
Dei tre fronti politici in corso questa settimana, quello del Regno Unito è il meno incerto: tutti i sondaggi concordano sul fatto che i laburisti otterranno un'ampia maggioranza. «Ci aspettiamo che la sterlina (cross euro/sterlina a 0,8489, +0,25%, ndr) sia influenzata dalle ramificazioni secondarie del voto. Una maggioranza laburista molto ampia», spiega Ebury, «sarà modestamente positiva, in quanto i mercati potrebbero eliminare il premio per il rischio dalla sterlina sulla base della speranza di legami più stretti con l'Unione Europea, mentre la sovraperformance del Reform Party avrebbe l'effetto opposto».
A Piazza Affari Tim sale dello 0,27% a 0,2266 euro dopo aver perfezionato la cessione di NetCo a Kkr mediante il conferimento in FiberCop (società controllata al 58% da Tim) del ramo d'azienda del colosso tlc che comprende l'infrastruttura di rete fissa e le attività wholesale, e la successiva acquisizione dell'intero capitale di FiberCop da parte di Optics BidCo, società controllata da Kkr. Confermata la riduzione dell'indebitamento finanziario dall'operazione.
Sotto tono gli industriali come Iveco (-1,22% a 10,50 euro), Pirelli (-1,14% a 5,55 euro) e Stellantis (-1,28% a 18,39 euro) con le immatricolazioni di auto in Italia cresciute a giugno a 160.046 unità, +15,02% rispetto allo stesso mese del 2023. Il gruppo Stellantis ha registrato una crescita dell'11,36% con una quota di mercato del 30,04% dal 30,29% di maggio, sulla base di calcoli Reuters.
Mentre il Tesoro ha incaricato la società di revisione Kpmg di fornire una valutazione per PagoPA, la piattaforma che gestisce i pagamenti digitali per la pubblica amministrazione, mentre si prepara a vendere l'attività all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e a Poste Italiane (-0,61% a 12,15 euro), secondo fonti vicine alla situazione.
Tra le banche, Mps scivola dello 0,26% a 4,66 euro nel giorno della scadenza del divieto (lock-up) per il Tesoro di vendere ulteriori azioni della banca senese, di cui detiene ancora il 26,7% del capitale. Quanto a Unicredit (-0,39% a 36,065 euro) si è rivolta alla giustizia europea per chiarire le modalità di addio dalla Russia imposte da Bce. La banca italiana guidata da Andrea Orcel ha presentato lunedì 1° luglio un ricorso al Tribunale dell’Unione Europea per avere chiarezza sugli obblighi stabiliti dalla Bce sulla ulteriore riduzione dei rischi associati alle attività in Russia.
Invece, su Prysmian (+0,53% a 57 euro), che ha completato l'acquisizione di Encore Wire, è intervenuta Barclays, alzando il target price da 63 a 64 euro (giudizio overweight), e su Buzzi (-1,72% a 36,64 euro) Morgan Stanley, alzando il target price a 37,70 euro (giudizio equal weight).
Per il resto, attenzione a Fincantieri (+0,48% a 5,044 euro) visto che venerdì 5 luglio è l'ultimo giorno di trattazione per i diritti per sottoscrivere l'aumento di capitale. Mentre nel caso di Openjobmetis (+0,30% a 16,5 euro) a conclusione dell'opa obbligatoria totalitaria sulle azioni ordinarie e il raggiungimento del 98,9% del capitale sociale, il titolo sarà sospeso dalle contrattazioni a partire dal 4 luglio e revocato dall'8 luglio.
Borse europee attese in leggero calo (future sull’Eurostoxx50 -0,10%) in avvio di seduta all'indomani del risultato elettorale in Francia dove le opposte fazioni hanno iniziato le manovre di avvicinamento in vista del ballottaggio del 7 luglio. Anche i futures di Wall Street calano (-0,12% quello sul Dow Jones e -0,17% quello sull’S&P500). Nella riunione post elettorale il presidente francese, Emmanuel Macron, ha detto ai ministri che la priorità è impedire al Rassemblement national di avere la maggioranza assoluta. Secondo una fonte che ha partecipato alla riunione a porte chiuse, Macron ha concluso dicendo: «all'attacco!».
Prendendo la parola il 1° luglio dal forum organizzato dalla Bce, la presidente, Christine Lagarde, ha sottolineato che Francoforte non ha fretta di tagliare ancora i tassi alla luce dei positivi sviluppi dell'economia e della necessità di altro tempo per poter affermare che l'inflazione stia scendendo davvero verso il 2%. In giornata ricco parterre di banchieri centrali chiamati a intervenire: oltre a Lagarde, prenderanno la parola anche il vice presidente de Guindos e i consiglieri Elderson e Schnabel oltre al numero uno della Fed, Jerome Powell.
In un'intervista a Reuters, il consigliere belga, Pierre Wunsch, ha detto che il prossimo taglio dei tassi è ancora una decisione piuttosto semplice da prendere, ma le mosse successive si possono concretizzare solo quando è davvero evidente che l'inflazione stia andando verso il target del 2%. «Al netto di sorprese negative, sulla base delle nostre previsioni, direi che c'è margine per un secondo taglio», ha detto Wunsch, governatore della Banca centrale del Belgio. Questo secondo taglio, però, non è urgente e Francoforte potrebbe aspettare fino al meeting in cui verranno rese note le prossime proiezioni dello staff, quindi settembre. «Probabilmente è meglio aspettare una riunione con nuove proiezioni che confermano il quadro, tuttavia non è dirimente», ha aggiunto Wunsch.
L’euro sale dello 0,38% a 1,072 dollari in attesa alle 10 del tasso di disoccupazione a maggio dell’Italia (precedente: 6,9%), alle 11 del tasso di disoccupazione a maggio dell’Eurozona (precedente: 6,4%; consenso: 6,4%) e dell’inflazione a giugno preliminare (precedente: 2,6% anno su anno; consenso: 2,5% anno su anno), importante in chiave Bce. Alla stesa ora è previsto il dato sul deficit/pil del primo trimestre del 2024 dell’Italia (precedente: 5,5%). Mentre alle 14:55 uscirà il dato sull’indice settimanale Redbook degli Stati Uniti (precedente: +5,3% anno su anno).
I prezzi del petrolio, che nel corso della seduta del 1° luglio hanno messo a segno rialzi superiori al 2%, continuano a salire. Il barile di Brent si apprezza dello 0,27% a 86,83 dollari, il Wti scambiato a New York dello 0,18% a 83,53 dollari in scia alle aspettative di un aumento della domanda di carburante dalla stagione dei viaggi estivi e di possibili tagli dei tassi di interesse negli Stati Uniti che potrebbero rilanciare la crescita economica. L’American Automobile Association ha previsto che i viaggi durante il periodo delle vacanze saranno del 5,2% in più rispetto al 2023, con i soli viaggi in auto del 4,8% in più rispetto all’anno precedente. «Ciò potrebbe aiutare la domanda di benzina a riprendersi dopo una prima metà del 2024 sottotono», stimano gli analisti di Anz. Dal lato dell’offerta, invece, i mercati temono possibili interruzioni a causa dell’uragano Beryl sulla raffinazione di petrolio statunitense e sulla produzione offshore. Tuttavia, le previsioni attuali mostrano che la tempesta potrebbe spostarsi nella baia messicana di Campeche e causare problemi alla produzione di petrolio lì. Mentre il prezzo dell’oro è stabile a 2.337 dollari l’oncia.
A Piazza Affari attenzione a Tim che ha perfezionato la cessione di NetCo a Kkr mediante il conferimento in FiberCop (società controllata al 58% da Tim) del ramo d'azienda di Tim che comprende l'infrastruttura di rete fissa e le attività wholesale, e la successiva acquisizione dell'intero capitale di FiberCop da parte di Optics BidCo, società controllata da Kkr. Confermata la riduzione dell'indebitamento finanziario dall'operazione.
Da monitorare anche Stellantis con le immatricolazioni di auto in Italia cresciute a giugno a 160.046 unità, +15,02% rispetto allo stesso mese del 2023. Il gruppo Stellantis ha registrato una crescita dell'11,36% con una quota di mercato del 30,04% dal 30,29% di maggio, sulla base di calcoli Reuters.
Mentre il Tesoro ha incaricato la società di revisione Kpmg di fornire una valutazione per PagoPA, la piattaforma che gestisce i pagamenti digitali per la pubblica amministrazione, mentre si prepara a vendere l'attività all'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e a Poste Italiane, secondo fonti vicine alla situazione.
Tra le banche, occhio a Mps nel giorno della scadenza del divieto (lock-up) per il Tesoro di vendere ulteriori azioni della banca senese, di cui detiene ancora il 26,7% del capitale. Quanto a Unicredit si è rivolta alla giustizia europea per chiarire le modalità di addio dalla Russia imposte da Bce. La banca italiana guidata da Andrea Orcel ha presentato lunedì 1° luglio un ricorso al Tribunale dell’Unione Europea per avere chiarezza sugli obblighi stabiliti dalla Bce sulla ulteriore riduzione dei rischi associati alle attività in Russia.
Invece, su Prysmian è intervenuta Barclays, alzando il target price da 63 a 64 euro (giudizio overweight), e su Buzzi Morgan Stanley, alzando il target price a 37,70 euro (giudizio equal weight).
Per il resto, attenzione a Fincantieri visto che venerdì 5 luglio è l'ultimo giorno di trattazione per i diritti per sottoscrivere l'aumento di capitale. Mentre nel caso di Openjobmetis a conclusione dell'opa obbligatoria totalitaria sulle azioni ordinarie e il raggiungimento del 98,9% del capitale sociale, il titolo sarà sospeso dalle contrattazioni a partire dal 4 luglio e revocato dall'8 luglio.
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