Seduta contrastata per le borse asiatiche con il Nikkei e il Kospi coreano in calo (rispettivamente dello 0,9% e dello 0,8% alle 07:00) malgrado la chiusura in rialzo e l’aggiornamento del record a Wall Street con gli analisti che anticipano nuove misure sul commercio dalla presidenza di Donald Trump. In rialzo invece lo Hang Seng (+1,2%) e i listini cinesi (+0,5% Shanghai e +0,7% lo Szse Component) nonostante gli ultimi dati macroeconomici poco incoraggianti, segnale che gli ulteriori stimoli all’economia di Pechino non hanno ancora sortito gli effetti desiderati.
Poco mosso il petrolio mentre lo yen continua a rafforzarsi contro il dollaro a quota 152 in scia alla debolezza del biglietto verde anche nelle precedenti sedute. In giornata dall’altra parte dell’oceano si aspetta il dato sull’inflazione statunitense Pce attesa al 2,3% e il dato sul pil del terzo trimestre che dovrebbe attestarsi al 2,8%.
Nel mese di ottobre, infatti, i profitti delle imprese industriali cinesi sono calate a causa della domanda che continua a essere debole in un’economia segnata dal peso della grave crisi immobiliare. I profitti delle imprese hanno registrato un crollo del 10% anche se in miglioramento dal -27,1% di settembre, mentre nei primi 10 mesi dell'anno la flessione è stata del 4,3%. Le aziende stanno lottando per rimanere redditizie a fronte di una congiuntura difficile, caratterizzata inoltre da una disoccupazione sostenuta, dai rischi di deflazione e dalle crescenti tensioni commerciali con Donald Trump che si appresta a tornare alla Casa Bianca. I profitti delle compagnie statali, ha riferito l’Ufficio nazionale di statistica, sono scesi dell’8,2% nei primi 10 mesi (dal -6,5% di gennaio-settembre), mentre quelli delle aziende private hanno avuto un miglioramento a -1,3%, da -9,6%.
A interessare la Cina anche le indiscrezioni stampa secondo cui Pechino avrebbe messo sotto inchiesta il ministro della Difesa Dong Jun per corruzione. A riportarlo è il Financial Times, in base a ex e attuali funzionari Usa a conoscenza della vicenda. Dong, un ammiraglio nominato a dicembre del 2023, sarebbe il terzo ministro consecutivo della Difesa in carica o ex a essere indagato per corruzione. Dong è succeduto al generale Li Shangfu, estromesso dopo sette mesi di incarico. Entrambi sono stati nominati dal presidente Xi Jinping. Li, a sua volta, era succeduto a Wei Fenghe, indagato per corruzione dopo aver lasciato l’incarico.
Nella seduta asiatica gli investitori guardano anche ai dati sull’inflazione provenienti dall’Australia. L’indice dei prezzi al consumo a ottobre è aumentato del 2,1% su base annua, mancando il 2,3% previsto dagli economisti intervistati da Reuters. Il dato è in linea con l’aumento registrato nel mese di settembre e in netto calo rispetto al 5,6% registrato a settembre dello scorso anno. (riproduzione riservata)