Borse asiatiche miste. L'indice azionario giapponese Nikkei sale dell'1,16% a 28.203 punti, riprendendosi dal crollo di lunedì 29 agosto, innescato dalla posizione da falco del presidente della Fed, Jerome Powell. I titoli energetici sono in rialzo, seguendo l'aumento dei prezzi del petrolio, sostenuti dalla prospettiva di un taglio della produzione da parte dell'Opec alla prossima riunione del 5 settembre: la scorsa settimana l'Arabia Saudita ha avvertito della possibilità di una riduzione della produzione. Honda Motor guadagna l'1,7% dopo aver dichiarato lunedì che intende costruire una fabbrica di batterie per veicoli elettrici da 4,4 miliardi di dollari negli Stati Uniti insieme alla società sudcoreana, LG Energy Solution.
Dal fronte macro, il tasso di disoccupazione in Giappone è rimasto stabile a luglio al 2,6% della popolazione attiva, un dato in linea con le stime del mercato. La disoccupazione in Giappone è strutturalmente bassa anche per il fenomeno dell'invecchiamento della popolazione e la bassa propensione all'immigrazione. Lo scarto tra domanda e offerta a luglio si è allargato ulteriormente: ci sono 129 offerte di lavoro ogni 100 domande con un rapporto di 1,29 rispetto a 1,27 in giugno. Le imprese nipponiche tradizionalmente non ricorrono ai licenziamenti, ma a soluzioni alternative in periodi di difficoltà come il tempo determinato. Nel periodo peggiore durante la pandemia il tasso di disoccupazione non era andato molto al di sopra del 3%.
Il Kospi, l'indice di riferimento della Borsa della Corea del Sud, cresce dello 0,90% grazie ai titoli del settore energetico e automobilistico. I nuovi piani di investimento delle aziende hanno sostenuto il sentiment, spingendo gli investitori a caccia di occasioni dopo il crollo della sessione precedente. Il produttore di batterie per veicoli elettrici LG Energy Solution si apprezza del 3,7% dopo l'accordo con Honda.
Viceversa, l'indice Hang Seng di Hong Kong scende dello 0,95%, seguendo le perdite di Wall Street del 29 agosto, ma i guadagni dei futures sul Dow Jones (+0,24%) e sull'S&P500 (+0,29%) mostrano che il sentiment del mercato sta prendendo fiato dopo il recente crollo, il che potrebbe stimolare una certa stabilizzazione dei mercati azionari asiatici, ha detto Yeap Jun Rong, strategist di IG.
Quanto ai listini cinesi, l'indice Shanghai Composite cala dello 0,63% e lo Shenzhen Composite scivola dello 0,71%. Il premier, Li Keqiang, nel corso di una riunione del Consiglio di Stato, ha detto che i pacchetti di stimoli economici messi in campo sono "più potenti" di quelli del 2020 e ha ribadito di voler riportare in equilibrio i prezzi e l'occupazione. Se i programmi non saranno portati avanti, la ripresa economica sarà a rischio.
Sotto la lente anche gli sviluppi relativi al possibile intervento della PBoC sullo yuan dopo che il cambio dollaro-yuan ha raggiunto un massimo intraday di poco superiore a 6,92 (6,9177, +0,14% attualmente). Sebbene non vi siano ancora commenti ufficiali da parte della Banca centrale cinese sulla debolezza della valuta, un ribasso segnalerà probabilmente l'intenzione di osservare più da vicino il ritmo del deprezzamento dello yuan, hanno sottolineato gli esperti di Commerzbank.
Nel frattempo, si registra una pausa nell'impennata del dollaro. Il cambio dollaro/yen scende dello 0,18% a 138,431, il cambio dollaro/won coreano viaggia a 1.348 (+0,20%) e il cambio euro/dollaro si attesta a 0,999 (+0,11%). Il prezzo dell'oro scende dello 0,21% a 1.745 dollari l'oncia a causa dell'aumento nella notte dei rendimenti del Treasury 10 anni Usa, ora in assestamento al 3,075%, che ha messo sotto pressione la domanda di metallo prezioso.
In calo i prezzi del petrolio in scia alla prospettiva di un taglio della produzione da parte dell'Opec+. Sebbene il greggio abbia registrato un trend al ribasso, Edward Moya, analista senior di Oanda, ha affermato che i rischi legati all'offerta sono troppo elevati. E ha osservato che, oltre ai possibili tagli dell'Opec+, è in aumento il rischio di una guerra in Libia, paese produttore. Al contempo, è salita ancora la tensione in Iraq dove, dopo mesi di tentativi di formare un governo, sono scoppiate violenze che hanno causato almeno 20 morti e centinaia di feriti, secondo l'ultimo aggiornamento di Al Jazeera. Gli scontri tra i sostenitori del leader sciita Moqtada al Sadr, le forze di sicurezza nella Green Zone di Baghdad e milizie vicine all'Iran fanno aumentare le preoccupazioni per il futuro del Paese. Tanto che è stato imposto il coprifuoco a livello nazionale.
Le violenze sono scoppiate dopo che il potente leader religioso ha annunciato che avrebbe lasciato la politica e in seguito alla decisione del suo mentore spirituale di ritirarsi e tentare di persuadere al Sadr a trasferirsi in Iran. I sostenitori di al Sadr, che avevano organizzato un sit-in di una settimana al parlamento nella Green Zone, hanno violato l'ingresso del Palazzo Repubblicano, dove di solito si tengono le riunioni del governo. Almeno sette colpi di mortaio sono stati lanciati verso la Green Zone lunedì notte, ma non è chiaro da parte di chi. In questo contesto, "l'unica cosa su cui tutti possono concordare è che il mercato petrolifero rimarrà probabilmente rigido", ha dichiarato Moya. I futures sul Wti calano dello 0,22% a 96,80 dollari al barile e quelli sul Brent dello 0,42% a 102,50 dollari al barile. (riproduzione riservata)