Storicamente quando la curva dei rendimenti si normalizza, ossia i tassi a lungo termine tornano a superare quelli a breve termine e la curva torna quindi alla sua forma abituale (inclinata positivamente), sta per iniziare una recessione. Generalmente, spiega Alberto Conca, responsabile investimenti di Lfg+Zest, ciò avviene quando i tassi a breve termine iniziano a scendere più rapidamente di quelli a lungo termine e gli investitori vedono nell'indebolimento dello slancio economico il precursore di una recessione.
Da quando la Fed ha iniziato la sua politica monetaria accomodante, i rendimenti a 10 anni sono aumentati di quasi 100 punti base, un risultato opposto a qualsiasi precedente storico. «Gli investitori obbligazionari valutano l'attuale contesto come più simile a una pausa di metà ciclo che al picco del ciclo stesso», continua Conca. La Fed ha modificato il numero di tagli dei tassi previsti per quest'anno da quattro (ottobre 2024) a non più di due. Le obbligazioni societarie, sia high yield sia investment grade, stanno dando un messaggio simile, infatti, gli spread societari e la volatilità degli spread rimane vicina ai minimi degli ultimi 10 anni.
Tuttavia, approfondendo l'analisi, secondo il responsabile investimenti di Lfg+ Zest, vi sono alcune aree di preoccupazione, in quanto il numero di declassamenti dei rating high yiels sta superando il numero di upgrade, indicando che alcuni problemi potrebbero essere in agguato sotto la superficie. Le imprese più piccole tendono a finanziarsi a tassi variabili e con scadenze più brevi rispetto all'investment grade e se i tassi dovessero rimanere elevati più a lungo del previsto, le imprese più piccole potrebbero non essere in grado di adeguare i propri modelli di business e le proprie strutture di costo per far fronte al nuovo livello di costi di finanziamento, il che a sua volta eserciterà una pressione sulla redditività e potenzialmente sulla solvibilità.
Pertanto, in questo contesto di grande incertezza e con valutazioni tutt'altro che allettanti, «continuiamo a preferire la parte più sicura del mercato del reddito fisso. Le società investment grade offrono bilanci solidi e un rendimento assoluto interessante. Certo, non sono a buon mercato rispetto alle medie storiche, ma il rischio di sorprese negative è piuttosto limitato», precisa Conca. Al contempo, il livello assoluto più elevato dei rendimenti consente una moderata esposizione alla duration.
Un'eccezione riguarda il debito bancario subordinato. Sebbene questo investimento sia classificato come uno dei più rischiosi nell'ambito del reddito fisso e comporti una maggior volatilità nei periodi di stress, «le banche offrono attualmente solide basi patrimoniali, unitamente a valutazioni ancora interessanti e a rendimenti a lungo termine in grado di soddisfare anche i gusti più esigenti», suggerisce l’esperto.
In termini di duration, il recente balzo dei rendimenti governativi americani a lungo termine dall'inizio di dicembre, dal 4,1% al 4,6%, «rappresenta una buona opportunità per coloro che hanno perso il rally dei titoli di Stato, per cogliere la palla al balzo e aumentare la duration del portafoglio, bloccando al contempo un tasso superiore al 4% annuo per il lungo termine», conclude Conca. (riproduzione riservata)