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BofA: outlook negativo sull’equity europeo

10 gennaio 2022, 18:00 Ultimo aggiornamento: 18:08

Dopo il rally a doppia cifra del 2021, i mercati azionari europei hanno ulteriori margini per aggiornare i massimi quest'anno. È questa l’opinione del consenso a Wall Street, da Goldman Sachs a Morgan Stanley, da Julius Baer a Citi. Gli strategist sell-side si aspettano un +7% per l'azionario del Vecchio Continente entro la fine del 2022. Ma non tutti condividono la posizione su mercati europei all'insegna del toro. Gli strategist di Bank of America, guidati da Sebastian Raedler, hanno chiamato recentemente alla cautela. "Vediamo quattro catalizzatori negativi che potrebbero sfidare l'outlook ottimista", hanno esordito. Innanzitutto, sul fronte macroeconomico, lo slancio della crescita globale ed europea si sta indebolendo. "Le quotazioni azionarie aumentano quando la crescita accelera. Tuttavia, l'espansione ha iniziato a dare segnali di rallentamento, con il Pmi globale sui nuovi ordini e il Pmi dell'Eurozona (considerati importanti leading indicator dell'andamento del pil, ndr) che hanno ceduto rispettivamente 5 e 7 punti dal loro picco di maggio e luglio". Per gli analisti della banca americana, la crescita straordinaria negli Stati Uniti e nell'Eurozona nel 2021 dovrebbe riallinearsi al trend. Discorso leggermente diverso per la Cina, che dovrebbe risentire ancora dell'irrisolta crisi del settore immobiliare e dei nuovi lockdown di fronte alla variante Omicron, coerentemente con la politica zero-Covid adottata da Pechino. "Ciò implica un ulteriore ribasso di 1-2 punti per il Pmi dell'area euro e globale entro fine anno". Inoltre, l'Europa è ancora alle prese con la crisi del gas.

 

In secondo luogo, sul fronte monetario, le banche centrali stanno assumendo toni più aggressivi, Federal Reserve in testa. Bank of America ritiene che il mercato non stia prezzando correttamente la dinamica del ciclo monetario restrittivo a Eccles Building. Infatti, "i nostri economisti prevedono nove rialzi dei tassi nei prossimi tre anni, mentre il mercato se ne aspetta solo sei", hanno commentato dalla banca. "Poiché le variazioni del federal funds rate atteso tra 3 anni rappresentano un fattore chiave nel determinare il rendimento reale del Treasury Usa a 10 anni, ciò indica un ulteriore rialzo per i tassi reali obbligazionari, ovvero il tasso di sconto per le valutazioni azionarie globali, e di conseguenza venti contrari per i multipli dei titoli equity". Infatti, "prevediamo che il rallentamento della crescita in combinazione con l'aumento dei rendimenti obbligazionari reali si traduca in un calo del rapporto prezzo/utili a 12 mesi dello Stoxx 600 dall'attuale 16x a 15x entro la fine dell'anno".

 

Entrando invece nel cuore delle valutazioni azionarie, gli analisti hanno riscontrato che "il ciclo di revisione al rialzo degli utili aziendali sta volgendo al termine: l'utile per azione del consenso per i prossimi 12 mesi (forward eps) dello Stoxx 600 è aumentato del 50% dalla metà del 2020 da un minimo di 20,4 a un massimo di 30,9 euro, ma questi aggiornamenti stanno perdendo spinta, con l'eps rimasto fermo negli ultimi due mesi. Infatti, il rallentamento della crescita globale e l'aumento delle pressioni sui margini a causa dell'impennata dei costi degli input indicano un ribasso del 5% per il forward eps entro la fine dell'anno".

 

Infine, il premio al rischio scontato sul mercato è basso. Il punto d'ingresso migliore per assumersi il rischio azionario è quando questa componente è elevata e può diminuire, hanno spiegato gli strategist. Tuttavia, lo spread sui mercati del credito ad alto rendimento negli Stati Uniti, una buona approssimazione del premio al rischio, è già a un minimo di 15 anni a 300 punti base e, sulla base del Pmi globale e del prezzo del petrolio, gli analisti di BofA vedono un loro ampliamento possibile, fatto che tende ad essere associato a un mercato azionario debole. Considerando dunque i 4 rischi, "rimaniamo negativi sulle azioni europee e sottopesiamo i ciclici europei rispetto ai difensivi", hanno concluso gli esperti di BofA. "Le nostre proiezioni macro sono coerenti con un ribasso del 12% per lo Stoxx 600 a 430 punti entro fine anno



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