Azimut e Banca Mediolanum sono tra i titoli preferiti dagli analisti di BofA nel settore del risparmio gestito europeo. In attesa dei conti del 2022 (Mediolanum li renderà noti l’8 febbraio e Azimut il 9 marzo anche se ha già fornito un’anticipazione sugli utili netti 2022 indicati tra 395 e 405 milioni di euro) la banca d’affari ha confermato il suo giudizio buy su entrambi i nomi, alzando l’utile per azione dell’1-5% e di conseguenza il prezzo obiettivo per Banca Mediolanum sale da 10 a 10,1 euro e per Azimut da 25,5 a 27 euro. «Gli asset gatherers italiani (società di raccolta e gestione del risparmio, ndr) sono tra le nostre scelte migliori per il 2023 visti i flussi resilienti come dimostrato in un 2022 volatile e le valutazioni poco impegnative date da un rapporto prezzo-utili di 9-10 volte sul 2023 rispetto al settore europeo a 13 volte. Mentre prevediamo rassicuranti indicazioni di flusso per entrambi nel 2023, vediamo anche un rialzo del margine di interesse netto per Banca Mediolanum e risparmi sui costi per Azimut», sottolinea BofA.
Tra qualche giorno, a inizio febbraio, le società quotate di gestione del risparmio comunicheranno i dati di raccolta di gennaio, dopo un 2022 che si è chiuso con numeri molto buoni nonostante le ben note difficoltà dei mercati, con le azioni e i bond entrambi in calo sulla scia del rialzo dei tassi. Una tendenza positiva sulla capacità di raccolta che secondo BpofA proseguirà anche quest’anno. «Nonostante la continua incertezza macro, prevediamo che entrambe le società avranno flussi in entrata almeno simili nel 2023 come nel 2022», dice BofA. Azimut, nelle sue indicazioni fornite al mercato la settimana scorsa, ha previsto flussi netti di 6-8 miliardi nel 2023 rispetto agli 8,5 miliardi del 2022. «La nostra stima indica 4 miliardi di afflussi nel gestito nel 2023, che riteniamo siano in linea con l'estremità superiore della guidance, con un aumento del 7%. Pensiamo che ci sia un ulteriore potenziale di rialzo se i mercati si stabilizzeranno o se la nuova partnership con Unicredit inizierà prima del 2024. Per Banca Mediolanum, prevediamo che la dinamica gli afflussi nel gestito sarà lo stessa del 2022 a circa 6 miliardi, pari a una crescita del 7%».
Azimut. «Il nostro utile stimato per il 2022 è di 400 milioni ed è in linea con la guidance di 395-405 milioni», dice BofA che per il 2023 prevede 420 milioni, il 7% al di sotto dell’obiettivo di 450 milioni fornito dal gruppo. «Riteniamo che la differenza sia probabilmente spiegata da ipotesi di commissione di performance più elevate da parte della società, noi abbiamo zero, dal margine di commissione che pensiamo in calo su base annua, o dal controllo dei costi. Non crediamo che il target presupponga alcun contributo da Unicredit. Se Azimut raggiungerà il suo obiettivo, il titolo verrebbe scambiato a 8,5 volte il rapporto prezzo-utili. Per il 2022, ipotizziamo che il pay out (dividendo sull'utile ricorrente, ndr) si collocherà al limite inferiore della guidance fissata al 50%, il che implica un dividendo unitario di 1,27 euro, in calo del 2% su base annua», calcola BofA, «ma il rendimento sarebbe ancora interessante al 6%».
Banca Mediolanum. Secondo BofA, Banca Mediolanum ha il potenziale per superare la guidance del margine netto di interesse del 2023 di 700 milioni. «Dall'ultimo aggiornamento di novembre, la curva Euribor a 3 mesi si è spostata verso l'alto, mentre il gruppo è stato prudente sulle stime. Vediamo possibilità di rialzo nonostante il costo aggiuntivo del finanziamento derivante da nuove promozioni (quella in atto prevede un tasso a sei mesi al 4% annuo per i nuovi clienti, ndr), e le pressioni competitive. La nostra previsione di un aumento degli utili del 24% su base annua nel 2023 sostiene anche una crescita maggiore del dividendo ordinario o un dividendo speciale, che attualmente non è nelle stime di consenso per il 2023», conclude BofA che per quanto riguarda la parte ordinaria prevede una cedola unitaria di 0,48 centesimi, due centesimi in più su quanto erogato nel 2022 (0,46 centesimi) a cui si era aggiunto un dividendo speciale di 0,12 centesimi per un totale di 0,58 centesimi. (riproduzione riservata)